Area Urbana
“L’uomo e il mistero del cosmo”, al Museo del Presente la mostra dell’Uniter: tra arte, infinito e poesia
A Cosenza la collettiva “L’uomo e il mistero del cosmo” dell’Uniter – Università della Terza età – celebra creatività, inclusione e ricerca interiore con decine di opere ispirate all’universo

RENDE – Si intitola “L’uomo e il mistero del cosmo” la mostra collettiva di pittura promossa dall’Uniter, da 43 anni punto di riferimento culturale sul territorio, con sede in via Pietro Colletta a Cosenza. Un percorso che continua a promuovere iniziative all’insegna della partecipazione e della crescita personale. Diretta dal professor Mario De Bonis e promossa dall’ISAS, cooperativa sociale guidata da Francesco Gelsomino, l‘Uniter dedica ampio spazio alle arti come strumento di inclusione. La docente del corso di arte e pittura è Mariapia Ponti.
“L’uomo e il mistero del cosmo”, Uniter: un viaggio dentro e oltre sé stessi
“L’Uniter di Cosenza nella sua offerta formativa, riserva grande spazio alle arti, consapevoli del fatto che bellezza e cultura sono le armi migliori per combattere esclusione sociale e isolamento”. La XXXVII mostra collettiva di pittura, si terrà il prossimo 14 maggio al Museo del Presente di Rende, e l’esposizione invita il pubblico a un’esperienza immersiva tra paesaggi cosmici e riflessioni esistenziali.
Ad aprire il percorso espositivo una citazione evocativa: “Un viaggio lontano da ciò che altro non era che un viaggio al fondo di sè stessi. V. Segalen”. Gli artisti del corso di pittura tenuto dalla docente Mariapia Ponti dell’Uniter, si sono avventurati “nel mondo dei paesaggi cosmici”, offrendo uno sguardo che supera i confini del visibile per esplorare l’infinito.
Tra filosofia, spiritualità e meraviglia dell’universo
Le opere raccontano un rapporto profondo tra uomo e cosmo, tra ricerca spirituale e tensione verso l’infinito. “Abbiamo perduto Dio, distrutto dagli ingranaggi della tecnologia, ma non abbiamo perduto l’abitudine di cercarlo ed invocarlo…”E ancora: “Una volta usciti dalle sbarre del tempo dalle secche della quotidianità siamo liberi poiché lassù nel cosmo tutto è possibile”.

Un richiamo che trova eco nel pensiero di Niccolò Copernico: “cosa mai c’è di più bello del cielo, che contiene sicuramente tutte le cose belle”. Le tele esposte trasformano il paesaggio in meditazione universale. “Vortici di colore suggestivi che ti rapiscono verso il cielo, l’immenso.. il vuoto”, diventano metafora di un viaggio interiore. L’infinito prende forma attraverso la pittura: “Con le loro opere rendono l’infinito rappresentabile e quindi esistente”. Un percorso che unisce arte, memoria e sentimento, dove “l’infinitamente piccolo” incontra “l’infinitamente grande”.
“L’uomo e il mistero del cosmo”: le artiste e le opere in mostra
La collettiva promossa dall’Uniter riunisce numerose artiste con opere ispirate al cosmo, alla natura e alla dimensione interiore.
– Baglione Giovanna: Fiori di luna; il mio respiro è una brezza al fiordaliso che trema.
– Ceraudo Anna: Il lupo osserva tante stelle, ma ulula solo alla luna; Intorno a un ulivo centenario c’è una tale vibrazione che se chiudi gli occhi senti il volo dell’eternità.
– Cesario Silvana: Il bosco Incantato – Fra le vivaci braccia del vento. Se potessi insinuarmi.
– Cianflone Laura Dora: Al calar del sole la volta celeste appare maestosa, sconfinata.
– Colella Pasqualina: Il pero e la luna, (nella tradizione mitologica greca il pero era associato alla divinità lunare Artemide); Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice.
– Colosimo Carmen: “Vita nonostante tutto: Vita” – I bambini si incontrano sulla spiaggia di mondi sconfinati.
– De Marco Valeria: All’ombra dell’ultimo sole…; Borgo Naif
– D’Elia Maria: Non c’è niente di più bello che la bellezza dei boschi prima dell’alba; Ho bevuto il silenzio di Dio alla sorgente del bosco.
– Faillace Gina; Aurora boreale, spiaggia di Kemi sul mar Baltico Finlandia; Il candore e la luce.
– Falsetto Dina; La Luna ti guiderà nella notte con il suo splendore, ma abiterà sempre nelle tenebre per essere vista.
– Gallo Daniela; Siamo parti del respiro cosmico, connessi, vivi, la poesia di un piccolo borgo di pescatori.
– Gallo Gisella; Ci sono notti in cui il cielo è così silenzioso che puoi sentire il suono dei pianeti che ruotano e delle comete che sfiorano le galassie.

– Giuffrè Carmela: Il sole tra le cime delle monTagne; mulinelli cosmici che danzano.
– Guma Carmela: Amore e infanzia; La Luna di Kiev inno di pace e uguaglianza che ci ricorda che siamo tutti lo stesso cielo.
– Lauria Franca: Abbraccio di nuvole alla luna; Luna piena tra i pampas.
– Lucchetta Luigina: Non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare; Una luce una visione rischiarò il mio viaggio a Santorini, ed ora m’illumino d’immenso.
– Lucchetta Eloisa: Fiat Lux (sia fatta la luce); Valle lunare
– Makrì Elena: Le aliene, da quali strani mondi proveniamo? Ciascuno di noi è un alieno che prova a fingersi umano; Sono come la pianta sulla nuda roccia.
– Pelizzoni Rossana: La neve che cade silenziosamente nel mezzo della notte riempirà sempre il mio cuore di dolce chiarezza;
– Peluso Gustavina: Il mare è la mia donna; La dama col mazzolino.
– Pennino Adriana: Mucchi di stelle, grappoli di mondi in quell’immensa polvere di luce; Il vento è un cavallo, senti come percorre il mondo per portarmi lontano.

– Pezone Francesca: E’ quasi impossibile guardare un tramonto e non sognare; La luna non era che un mento dorato (poesia di E. Dickinson)
– Righetti Anna Maria: Ti amo come si amano certe cose oscure; Qualcosa stanotte brilla anche per me.
– Ritacca Silvana: Notte di plenilunio; Colline senesi nell’atmosfera del tramonto.
– Rocca Giuseppina: Ode alla Luna del mare (Neruda) L’aurora boreale si trasforma in alba.
– Salituro Francesco: L’allunaggio, Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un balzo gigantesco per l’umanità; Dal fuoco al cosmo.
– Santagata Battista: Se ci separa un oceano, i miei sospiri si faranno corallo.
– Sarnelli Maria: Orbite danzanti e mondi remoti; Figlia della luna, ognuno di noi è una luna, ha un lato oscuro che non mostra mai a nessuno.
– Valente Ortale Giuseppe: Va, Francesco, ripara la mia casa; Terra Venere e Mercurio, (amo il pezzo di terra che tu sei, perché delle praterie planetarie altra stella non ho).





















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