Calabria
Usb: per gli ex Lsu-Lpu «8 km di distanza dal congresso di Forza Italia. Una vertenza scomoda»
Il sindacato denuncia l’allontanamento del presidio degli ex Lsu-Lpu dal Palasport di Lamezia Terme. La denuncia: “la Calabria dei reel istituzionali. La dignità dei lavoratori non si può spostare di otto chilometri”

CATANZARO – “Questa mattina ci sono state comunicate dalla Questura di Catanzaro le prescrizioni relative al presidio dei lavoratori ex Lsu-Lpu in programma domani in occasione del congresso regionale di Forza Italia alla presenza del vicepremier Antonio Tajani, del ministro Paolo Zangrillo e dell’on. Francesco Cannizzaro“.
“Adducendo esigenze di ordine pubblico e sicurezza, ai lavoratori è stato imposto di svolgere il presidio non davanti al nuovo Palasport di Lamezia Terme, luogo naturale dell’iniziativa, ma nell’area dell’isola pedonale di Corso Giovanni Nicotera, a circa otto chilometri di distanza. Ognuno tragga le proprie conclusioni”. A renderlo noto è l’Usb pubblico impiego Calabria.
“Spostato” il presidio dei lavoratori ex Lsu-Lpu
L’Usb contesta con forza le motivazioni legate alla sicurezza pubblica, sottolineando come la manifestazione prevista avesse carattere esclusivamente simbolico e coinvolgesse “poche decine di lavoratori”. “Ci viene difficile credere che il problema sia realmente l’ordine pubblico”, afferma il sindacato, evidenziando anche il mancato confronto preventivo con la Questura. Secondo l’organizzazione sindacale, il questore non avrebbe nemmeno convocato l’Usb per valutare possibili soluzioni condivise.

Per il sindacato “appare sempre più evidente la volontà di rendere invisibile una vertenza scomoda, di allontanare dalla passerella mediatica del congresso uomini e donne che da tantissimi anni mandano avanti Comuni ed enti pubblici. Evidentemente – scrive il sindacato – nella Calabria patinata dei reel istituzionali, della propaganda permanente e dei comizi elettorali, la presenza di lavoratrici, lavoratori e pensionati con stipendi insufficienti e pensioni da fame rischia di disturbare la narrazione”.
L’Usb denuncia inoltre il rischio di sanzioni economiche e restrizioni nei confronti dei manifestanti, parlando di “prescrizioni, divieti, identificazioni, verbali e potenzialmente sanzioni economiche” nei confronti di persone che “faticano ad arrivare alla fine del mese”.
Il presidio confermato per domani, 17 maggio
Nonostante il cambio di location imposto dalle autorità, il presidio si terrà comunque domani, domenica 17 maggio, alle ore 9:30 nell’area di Corso Giovanni Nicotera: “Non abbiamo alcuna intenzione di arretrare”, scrive il sindacato, annunciando che l’iniziativa sarà trasformata in “una assemblea pubblica dei lavoratori ex Lsu-Lpu, per decidere insieme i prossimi passi della mobilitazione”.

L’Usb ha inoltre rivolto un appello alla stampa, alle realtà sociali e democratiche del territorio affinché venga mantenuta alta l’attenzione sulla vicenda, definita “grave per la democrazia e per il diritto di manifestare. Dopo aver assunto, ormai più di nove mesi fa, l’impegno ad aprire un tavolo nazionale mai convocato, abbia almeno il rispetto istituzionale di ricevere domani una delegazione dei lavoratori ex Lsu-Lpu. Perché la dignità dei lavoratori non si può spostare di otto chilometri”.




















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