Calabria
Vannacci e il consenso che molti non vogliono vedere
Ignorare o minimizzare il “fenomeno” Vannacci e del suo nuovo partito, rischia di trasformarsi in un errore di analisi

COSENZA – Dopo l’assemblea costituente di Futuro Nazionale dello scorso fine settimana, che ha sancito di fatto la nascita del partito guidato dall’eurodeputato Roberto Vannacci, continuare ad attribuirne il consenso e la crescita nei sondaggi esclusivamente alla mera rievocazione dello spauracchio fascista, da parte dell’eurodeputato e dei suoi sostenitori, significa rinunciare a comprendere le ragioni di un fenomeno politico che, condivisibile o meno, appare ormai un dato di fatto. Una lettura, “elettoralistica”, che rischia di semplificare una realtà ben più complessa. Definire aprioristicamente come “fascio-razziste” le posizioni di Vannacci non basta a spiegare perché hanno fatto presa nei confronti di una parte dell’elettorato.

Se oggi centinaia di migliaia di italiani (i sondaggi danno Futuro Nazionale al 5% e più, che significa circa un milione e mezzo di elettori) guardano con interesse al progetto politico di Futuro Nazionale, è difficile sostenere che si tratti esclusivamente di cittadini animati dalla nostalgia del Ventennio, che spesso e volentieri viene rispolverato. Esisteranno, sì, frange estremiste, ma appare riduttivo ritenere che rappresentino l’intera base del consenso che il generale sta raccogliendo da nord a sud della Penisola.
La domanda che invece politica, osservatori e analisti dovrebbero porsi è un’altra: perché un numero crescente di italiani considera Roberto Vannacci un punto di riferimento politico? Ignorare questo interrogativi e liquidare il fenomeno come una semplice espressione di nostalgia fascista rischia non solo di offrire una lettura parziale della realtà, ma anche di impedire le nuove esigenze che obtorto collo stanno sempre più “interessando” l’elettorato italiano.

Tra i temi che sembrano intercettare maggiormente il consenso verso Vannacci vi è senza dubbio quello della “Sicurezza”. Negli ultimi anni il dibattito pubblico è stato alimentato da numerosi episodi di cronaca che hanno coinvolto cittadini stranieri, italiani di seconda generazione e cittadini italiani. Al di là dei dati statistici, che devono sempre rappresentare il punto di riferimento principale nell’analisi del fenomeno, è innegabile che si sia ormai diffusa una crescente percezione di insicurezza. Anche quelle città, una volta considerate tranquille e lontane dalle grandi problematiche metropolitane si trovano oggi a confrontarsi con episodi di violenza, degrado urbano e microcriminalità che alimentano preoccupazione tra i residenti.
Tutto questo purtroppo ormai interessa diversi centri di provincia anche del Mezzogiorno, dove il tema della sicurezza è diventato ormai sempre più presente nel dibattito pubblico. Di fronte a questa situazione, (ovviamente) una parte dei cittadini chiede risposte efficaci da parte delle istituzioni. Le forze dell’ordine, spesso chiamate a operare in contesti complessi e con risorse limitate, lamentano la difficoltà di garantire un’azione pienamente efficace all’interno di un sistema normativo e giudiziario orami poco incisivo, con alcuni magistrati che lo interpretano quasi a volere sottovalutare l’accaduto.
E qui si registrano anche le difficoltà dei due schieramenti politici. Il centrodestra, che aveva fatto della sicurezza uno dei suoi baluardi nella scorsa campagna elettorale, viene accusato da una parte dell’opinione pubblica di non aver prodotto risultati sufficientemente concreti. Il centrosinistra, dal canto suo, fatica ancora a trovare un punto di incontro tra inclusione, legalità e controllo del territorio nella paura di destare una certa riluttanza agli occhi di una parte del suo elettorato, o con la speranza di intercettare quei voti da parte delle frange più estremiste.
Un errore sottovalutare il fenomeno Vannacci
Uno spazio politico dove ormai si è inserito il partito di Futuro Nazionale che ha individuato nella sicurezza, insieme ad altri temi fortemente identitari, uno dei cardini del proprio messaggio politico, riuscendo a intercettare il malcontento e le preoccupazioni di una fascia, sempre più crescente di cittadini.
Per cui, attenzione a non bollare il generale Vannacci e il suo partito, come mero tentativo di restaurazione di chissà cosa, perchè ignorare le ragioni del suo consenso o ridurle a una semplice nostalgia del fascismo rischia di trasformarsi in un errore di analisi. Invece bisogna cominciare a prendere atto di una realtà politica che esiste e che merita di essere analizzata, senza i soliti pregiudizi e senza scorciatoie interpretative.



















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