Area Urbana
Villa Vecchia di Cosenza: «Dove sono finiti i quasi 3 milioni di euro spesi?»

COSENZA – A poco più di un mese dall’inaugurazione della “Villa Vecchia” di Cosenza le associazioni cittadine ed i comitati di quartiere scendono in campo, e a seguito di un sopralluogo che ha destato molti dubbi sul restyling, si rivolgono direttamente all’ammiistrazione comunale bruzia per chiedere conto dell’importante cifra investita nell’area.
“Com’è possibile aver speso 2.731.185,50 euro per opere così poche, modeste, incoerenti e – soprattutto – mal realizzate?” chiedono Forum Ambientalista Calabria, Radio Ciroma, Comitato Quartiere Riforma/Rivocati, Usb Cosenza, La base. Questi fanno presente a Palazzo dei Bruzi di “rendere pubblico l’elenco dettagliato delle spese sostenute per ogni singolo intervento della ristrutturazione” dalle piante al restauro della Statua della Libertà d’Italia in Piazza XV Marzo passando per “l’edificio in stile ‘apericena funerario'” dicono, sottolineando di mettere a conoscenza della popolazione ogni singola voce della spesa complessiva.
Villa Vecchia di Cosenza: in assenza di risposte si richiede l’accesso agli atti
Le associazioni cittadine ed i comitati di quartiere che firmano la nota diretta al Comune di Cosenza dicono: “spontaneamente, sorge una seconda domanda: quante, e quali, opere sono state realizzate per una cifra del genere? Parliamo di circa 91 euro al metro quadrato, su un’area di 30.000 mq di giardino pubblico”.
Il gruppo scrivente spiega chiaramente che se non riceverà una risposta pubblica alle domande poste, chiederà accesso agli atti tramite PEC e, se necessario, “ricorreremo al TAR e alla Procura della Repubblica, come già fatto in passato per gli edifici di Corso Umberto e per l’infinita telenovela del Museo di Alarico” dicono le associazioni ed i comitati ricordando che i “cittadini hanno il diritto di sapere come vengono spesi i loro soldi”.
Il sopralluogo effettuto e gli esiti
Forum Ambientalista Calabria, Radio Ciroma ,Comitato Quartiere Riforma/Rivocati, Usb Cosenza, La base nella nota diffusa in giornata raccontano prontamente gli esiti del sopralluogo effettuato presso la Villa Vecchia che, come ci era già stato segnalato nei giorni scorsi da un lettore, pone diversi dubbi.
“La prima cosa che ci ha colpito, entrando da Piazza XV Marzo, – dincono gli scriventi – è un nuovo edificio in cemento, pietre squadrate e infissi neri. Un ibrido tra un infopoint, un ristopub e un cenotafio urbano. Per renderlo meno simile a un monumento funebre, sulla parete verso la piazza è stata installata una rastrelliera verticale con piantine fiorite. Purtroppo, quasi tutte in via d’appassimento”.
Al posto del precedente chiosco-bar, “semplice ma coerente con lo stile della Villa” ad oggi, dicono associazioni e comitati, “troviamo un immobile completamente decontestualizzato, che sembra uscito da uno showroom di “apericena design” nella CityLife milanese”. Le aiuole, invece, “somigliano a piccoli orti, ghiaia biancastra del tutto estranea ai colori storici della Villa, e una quantità di piantine che non supera – a essere generosi – le 4.000 unità, ben lontana dalle 20.000 annunciate dal consigliere Alimena. Anche qui, la cattiva irrigazione ha già compromesso il verde”.
Non vengono risparmiare le vasche e le fontane, che “tranne una che perde acqua dalla tubatura (allagando parte del viale principale), sono tutte a secco. Le statue presentano una colorazione scura uniforme, che non pare il frutto del tempo, ma di una verniciatura o pellicola protettiva che contrasta con i criteri del restauro, i quali impongono il ripristino del colore originario delle sculture”. Gli scriventi sottolineano inoltre che non c’è traccia di nuovi alberi piantumati e che il laghetto non è stato restaurato.

















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