Area Urbana
L'INTERVISTA
Violenza “camaleontica” e disagio, Maria Cristina Nardone «la mente è la casa in cui vivrai per sempre»
Dalla prevenzione della violenza psicologica al burnout, fino all’ansia dei giovani. Intervista alla CEO del Nardone Group protagonista di otto incontri tra Cosenza, Rende, Crotone e Scalea

RENDE – Dalla violenza di genere al disagio giovanile, passando per burnout, ansia da prestazione e crisi d’impresa: è il cuore del tour
“Cambiamenti – Vai oltre i limiti strategicamente”, promosso in Calabria da Maria Cristina Nardone, CEO del Nardone Group e ideatrice del Modello di Counsel Coaching Strategico®. Otto appuntamenti tra Cosenza, Rende, Crotone e Scalea che hanno affrontato alcune delle emergenze sociali più delicate del presente attraverso strumenti pratici di prevenzione e gestione emotiva. “La mente è la casa in cui vivrai per sempre, impara a gestirla”, è il messaggio che accompagna il progetto.
Nardone: “la violenza inizia in modo camaleontico”
Nel corso della trasmissione “Fatti Vivi” su RLB, Maria Cristina Nardone ha spiegato il senso del suo lavoro e l’obiettivo degli incontri organizzati in Calabria: “in realtà il mio ruolo è un po’ particolare, nel senso che io sono la fondatrice di una scuola di pensiero che proviene dalla psicoterapia breve strategica che ha ideato mio fratello, il professor Giorgio Nardone”. Il modello sviluppato unisce counseling psicologico e coaching orientato alla crescita personale e professionale. Perchè “prevenire – spiega – è sempre meglio che curare” ed è possibile intervenire prima che il disagio diventi patologico.

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La violenza psicologica: i segnali-spia delle relazioni tossiche
“La violenza non esplode mai all’improvviso, ma inizia in modo camaleontico, mascherata da premure” spiega Nardone che ha parlato proprio di queto argomento nell’incontro organizzato con la Fondazione Roberta Lanzino a Rende. Secondo la professionista, esistono segnali precoci che possono aiutare a riconoscere relazioni tossiche e dinamiche di controllo. Tra questi, la gelosia ossessiva e il controllo costante. “La persona che fin dall’inizio si manifesta gelosa può sembrare qualcuno che tiene a noi, ma in realtà vuole tenerci sotto controllo”, ha spiegato.
Altro campanello d’allarme è il bisogno continuo di sapere dove si trova il partner, con chi parla o cosa fa: “quando la persona mi chiede dove sono, con chi hai parlato al telefono, cosa fai, sono piccoli segnali spia che dobbiamo attenzionare”. Tra i comportamenti più pericolosi individuati da Nardone c’è anche il sacrificio personale all’interno della coppia: “mi sacrifico per l’altro. Questo accade più spesso di quanto si possa immaginare” e la rinuncia alla propria realizzazione personale o lavorativa, secondo l’esperta, rappresenta una forma di autodistruzione emotiva. “Non portare avanti una propria autorealizzazione, una propria vocazione, una propria autostima, porta poi a vivere un amore che non è sano”.

Infine altro tema, è quello della svalutazione identitaria, fatta di frasi offensive e manipolatorie: “Quelle cose tipo: ‘Non sai fare niente’ oppure ‘Guarda cosa mi hai costretto a fare’ sono segnali molto pericolosi”.
Il focus sul disagio giovanile e la salute mentale
Oltre alla Fondazione R. Lanzino, tra le tappe più attese quella alla Fondazione “Le Idee di Chicco” di Cosenza, dedicata al disagio giovanile e alla salute mentale. “Perché stare male non è una colpa – spiega Maria Cristina Nardone – e chiedere aiuto è il primo atto di una strategia vincente”. Nel corso dell’intervista radiofonica, la CEO del Nardone Group ha parlato della necessità di imparare a gestire le emozioni prima che degenerino. “Ogni emozione ha un livello funzionale e uno patologico. Bisogna imparare a riconoscerli e gestirli prima che ci portino al peggio di noi”.
“La vita non ammette ignoranza”
Maria Cristina Nardone ha concluso il suo intervento con un messaggio rivolto soprattutto ai giovani e a chi vive situazioni di disagio: “dico spesso che la vita non ammette ignoranza. Sapere, ci permette di riconoscere e agire diversamente. Il benessere è un diritto che abbiamo tutti, perché la vita è una sola e il tempo che sprechiamo nello stare male non torna più”.


















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