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A processo per minaccia, violenza privata e lesioni. Assolto dal Tribunale di Cosenza

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A processo per minaccia, violenza privata e lesioni. Assolto dal Tribunale di Cosenza

Decisivo il controesame della difesa che ha emergere numerose contraddizioni nei racconti. Il tribunale di Cosenza ha assolto l’imputato per non aver commesso il fatto

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Tribunale di cosenza palazzo giustizia

COSENZA – Il Tribunale di Cosenza, presieduto dalla dott.ssa Formoso, ha pronunciato sentenza di assoluzione nei confronti di F.G., imputato per i reati di minaccia, violenza privata e lesioni personali ai danni di S.M., costituitosi parte civile con il proprio legale. Secondo l’ipotesi accusatoria, F.G. avrebbe dapprima minacciato la persona offesa, costringendola poi a fermarsi frapponendo la propria auto davanti alla cisterna da lui condotta. Successivamente, lo avrebbe aggredito fisicamente, provocandogli lesioni refertate dal Pronto Soccorso dell’Ospedale Annunziata di Cosenza, con una prognosi di dieci giorni.

Le contraddizioni emerse nel processo

Nel corso del dibattimento, la difesa di F.G., rappresentata dall’Avv. Francesco Chiaia, ha svolto un articolato controesame della persona offesa e degli altri testimoni dell’accusa, facendo emergere numerose contraddizioni nei racconti forniti. Tali incongruenze hanno minato la ricostruzione accusatoria, facendo venir meno la prova dell’effettiva sussistenza dei reati di minaccia e violenza privata. In particolare, sulla base della deposizione di un testimone della difesa, è emerso come le lesioni riportate dalla persona offesa fossero compatibili con una caduta accidentale e con l’urto del volto contro il cordolo del marciapiede, e non con una presunta aggressione.

Il ragionevole dubbio e la richiesta di assoluzione del PM

L’intero processo è stato caratterizzato dalla presenza di seri e concreti ragionevoli dubbi sulle condotte attribuite all’imputato. Alla luce delle prove emerse in dibattimento, anche il Pubblico Ministero, dott. Milito, ha concluso chiedendo l’assoluzione di F.G. Di diverso avviso la parte civile, che ha invece insistito nella propria discussione finale per una sentenza di condanna.

La decisione del Tribunale di Cosenza

Nel suo intervento conclusivo, la difesa ha richiamato il principio del ragionevole dubbio, sottolineando come esso sussista ogniqualvolta la ricostruzione difensiva risulti equiprobabile rispetto a quella accusatoria. Il Tribunale di Cosenza ha ritenuto fondate le argomentazioni difensive e ha accolto integralmente le tesi dell’Avv. Francesco Chiaia, pronunciando sentenza di assoluzione per non aver commesso il fatto.

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