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Vite spezzate dalla mafia: 31 storie in un libro scritto dagli studenti, per dare voce ai bambini uccisi

Italia

Vite innocenti

Vite spezzate dalla mafia: 31 storie in un libro scritto dagli studenti, per dare voce ai bambini uccisi

Dal piccolo Cocò Campolongo a Giuseppe Di Matteo, i ragazzi delle scuole raccontano le vittime minorenni della criminalità organizzata: un progetto di memoria, educazione e impegno civile

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bambini vittime mafia cocò campolongo e giuseppe di matteo

COSENZA – Un libro che nasce dalla scuola e racconta il destino comune di 31 vite innocenti, vittime della mafia. «Ciao, io sono Cocò e oggi vi racconterò la mia storia». Nicola “Cocò” Campolongo aveva tre anni quando è stato ucciso dalla ’ndrangheta. A scrivere oggi quelle parole sono studenti delle scuole secondarie dell’Altomilanese, che hanno scelto di farsi carico di una memoria dolorosa, dando voce a bambini e ragazzi ai quali la mafia ha tolto l’infanzia, il futuro e perfino la possibilità di raccontarsi.

Vittime innocenti di mafia

Dal 1945 ad oggi in Italia sono stati uccisi dalla criminalità organizzata 117 minori. Da alcune delle loro storie nasce “La mafia porta via vite innocenti”; storie di vittime minorenni raccontate dai ragazzi delle scuole. Un volume già presente nelle librerie italiane. Il libro raccoglie 31 vicende diverse per tempo, luogo e contesto, ma unite da un tragico filo conduttore: trovarsi “nel posto sbagliato al momento sbagliato” o essere figli, nipoti, parenti di persone coinvolte in dinamiche criminali.

Tra le storie raccontate figurano quelle di Cocò Campolongo, Giuseppe Di Matteo, Simonetta Lamberti, Emanuela Sansone – riconosciuta come la prima donna vittima di mafia – e molti altri bambini e adolescenti colpiti dalla violenza mafiosa. Le storie sono narrate attraverso testi scritti, fumetti e rielaborazioni grafiche. Non semplici esercizi scolastici, ma tentativi consapevoli di comprendere, restituire dignità e rompere il silenzio.

I ragazzi non spiegano la mafia in astratto: raccontano vite, mettendo al centro l’innocenza spezzata e la responsabilità di ricordare. In alcuni casi, il lavoro di ricerca ha riportato all’attenzione pubblica vicende dimenticate, con effetti concreti anche nei territori di origine delle vittime.

Libro_vittime_minorenni mafia

Il progetto RicordaTela

Il volume nasce dal concorso RicordaTela. Storie di mafia e ingiustizia, promosso dalla cooperativa sociale La Tela di Rescaldina, in collaborazione con Libera e con il coinvolgimento diretto delle scuole. Hanno partecipato, tra gli altri, l’I.S. “Carlo Dell’Acqua” e l’Istituto “Barbara Melzi” di Legnano, oltre a diversi istituti comprensivi e superiori dell’Altomilanese. Gli studenti hanno lavorato su fonti storiche, archivi e documentazione ufficiale, trasformando la ricerca in narrazione.

La prefazione: “La mafia uccide i bambini”

A firmare la prefazione è Alessandra Dolci, procuratrice generale della Direzione distrettuale antimafia di Milano, che smonta uno dei miti più duri a morire: «La mafia non uccide i bambini è un’affermazione smentita dai numeri e, soprattutto, dalle storie. Bambini uccisi per vendetta, per intimidazione, per “errore”, perché la violenza mafiosa non conosce codici morali né limiti».

Libro_vittime_minorenni mafia 02 sagoma rossa

La postfazione è affidata a don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che invita a leggere il libro come uno strumento di consapevolezza civile. Secondo don Ciotti, la forza del volume sta nello sguardo dei ragazzi, capace di parlare a coetanei e adulti, ricordando che «la memoria, se non diventa impegno, rischia di essere solo commemorazione».

La Tela: da bene confiscato a presidio di legalità

Al centro del progetto c’è La Tela, cooperativa sociale che gestisce l’Osteria Sociale nata in un bene confiscato alla mafia. «Questo libro nasce dallo stesso principio che anima La Tela fin dall’inizio – spiega il presidente Giovanni Arzuffi –. Un bene strappato alla mafia può tornare a essere un bene comune solo se genera cultura, partecipazione e coscienza civile». «Abbiamo chiesto ai ragazzi di fare una cosa difficile: non limitarsi a studiare, ma entrare nelle storie. Il risultato è andato oltre ogni aspettativa».

Libro_vittime_minorenni mafia 03

Il progetto è stato sostenuto dalla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate. Il presidente Roberto Scazzosi sottolinea: «Sostenere questo progetto significa investire nella coscienza civile della nostra comunità. La memoria delle vittime innocenti non è un esercizio retorico, ma un atto di responsabilità verso i giovani». Le prime copie del libro sono state destinate al Presidente della Repubblica, a Papa Leone XIV e all’Arcivescovo di Milano. Un gesto simbolico che riconosce il valore nazionale di un lavoro nato dal territorio. Il volume, pubblicato da In Dialogo – ITL Libri, rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, terzo settore, istituzioni e mondo cooperativo. «Perché dietro ogni numero c’è un nome, e dietro ogni nome una storia che merita di essere ascoltata», concludono Arzuffi e Scazzosi.

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