Calabria
Voto per i fuori sede, Laghi si appella alla Regione: «Basta sperimentazioni, serve legge strutturale»
Il consigliere regionale ha depositato una mozione con la quale chiede alla giunta di sollecitare il Governo sull’attuazione di una legge ad hoc facendosi portavoce di un’istanza di civiltà democratica: «È un diritto di tutti»

CATANZARO – Si avvicina una nuova stagione di voto, in primis l’immediato referendum sulla giustizia che si svolgerà a marzo. Ritorna quindi attuale la problematica dei fuori sede che si trovano impossibilitati ad esprimere il proprio diritto. A farlo presente in Regione Calabria è il consigliere Ferdinando Laghi che ha presentato in consiglio una mozione “che impegna la giunta ad attivarsi presso il governo nazionale per l’approvazione urgente di una legge che garantisca il diritto di voto ai fuori sede per tutte le consultazioni elettorali. Non possiamo più permetterci di lasciare a casa milioni di cittadini».
«Parliamo di oltre 5 milioni di italiani – prosegue Laghi – studenti universitari e lavoratori, che vivono stabilmente lontano dal proprio comune di residenza. Per loro, tornare a casa ogni volta che si vota significa affrontare costi spesso insostenibili e perdere giorni di lavoro o di studio. Il risultato? Un astensionismo involontario che mortifica un diritto costituzionale fondamentale».

Voto per i fuori sede, Italia ultima in Europa: «La Regione si batta»
«Le sperimentazioni condotte alle Europee del 2024 e al referendum dello scorso giugno – sottolinea il consigliere regionale – hanno dimostrato che il sistema funziona. Eppure, la recente bocciatura degli emendamenti per estendere il voto per fuori sede ai referendum di marzo rappresenta l’ennesima occasione persa. L’Italia resta uno degli ultimi Paesi in Europa senza una normativa strutturale su questo tema».
«È ora di superare l’approccio delle sperimentazioni una tantum. Servono regole chiare e permanenti – sollecita il segretario questore – che valgano per tutte le consultazioni: politiche, regionali, comunali e referendarie. La Calabria, terra di emigrazione e mobilità, conosce bene questo problema e deve farsi portavoce di un’istanza di civiltà democratica che riguarda l’intero Paese».
«Con questa mozione – conclude Ferdinando Laghi – chiediamo alla giunta regionale di battersi in tutte le sedi istituzionali affinché il Governo assuma un impegno concreto. La partecipazione democratica non può essere un privilegio per chi ha la fortuna di vivere vicino al seggio. È un diritto di tutti».



















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