Area Urbana
Diritto di voto
Voto ai fuorisede. Caligiuri e Alimena (PD Cosenza): «Basta ostacoli burocratici, si permetta il voto anche alle Comunali»
Tra i 250mila e i 300mila gli elettori calabresi che vivono lontano da casa. La segretaria del PD Cosenza Caligiuri e il capogruppo Alimena: «Nessun disinteresse, è un’esclusione. Il voto fuorisede serva anche per scegliere il Sindaco»

COSENZA – In Italia il Partito Democratico si conferma la prima forza politica tra gli under 30, staccando la destra al governo. Ma in regioni come la Calabria la spinta democratica delle nuove generazioni rischia di rimanere imbrigliata in dinamiche di vera e propria esclusione. A sollevare con forza il tema sono la segretaria del PD Cosenza, Rosi Caligiuri, e il capogruppo di in Consiglio comunale, Francesco Alimena. In una nota congiunta, i due esponenti analizzano il diritto di voto per lavoratori e studenti fuori sede, gli avanzamenti della nuova legge elettorale ribattezzata “Stabilicum” e la lezione politica emersa dalle ultime consultazioni referendarie.
In Calabria tra 250mila e 300mila fuorisede esclusi dal voto
Secondo quanto evidenziato dai dirigenti del Partito Democratico cosentino, la Calabria conta tra i 250.000 e i 300.000 fuorisede: studenti e lavoratori che risiedono in regione ma vivono quotidianamente altrove. Si tratta di oltre un terzo dell’intero elettorato regionale che, nei fatti, trova enormi ostacoli nel partecipare alle consultazioni elettorali.
«Nel frattempo, l‘affluenza viene calcolata come se tutti fossero nelle condizioni di votare, restituendo l’immagine falsa di una Calabria disinteressata: non è disinteresse, è esclusione istituzionalizzata», accusano Caligiuri e Alimena. «Come confermano le analisi dell’Istituto Cattaneo, se la comunità fuorisede potesse votare agevolmente, la partecipazione sarebbe perfettamente in linea con quella del centro-nord». Garantire l’esercizio del voto a chi studia o lavora lontano dalla propria terra d’origine «non è una concessione, ma una misura di civiltà democratica».
I limiti dello “Stabilicum”: l’emendamento fuorisede e il nodo delle Comunali
Il dibattito sulla riforma elettorale (Stabilicum) ha registrato un primo passo storico grazie all’approvazione dell’emendamento sul voto fuorisede — battaglia sostenuta in prima linea dalla segretaria nazionale Elly Schlein — esteso a studenti, lavoratori e caregiver con precisi requisiti di permanenza. La novità consentirà di votare nel collegio di domicilio in occasione di elezioni politiche, europee e referendum.
Tuttavia, il PD Cosenza sottolinea una grave lacuna nell’impianto normativo: la riforma continua a non prevedere il voto fuorisede per le elezioni comunali e per la scelta del sindaco, costringendo centinaia di migliaia di cittadini a viaggetti costosi o all’astensione forzata. A questo si aggiunge la mancanza di strumenti moderni. Resta il no all’introduzione di soluzioni ormai diffuse in Europa, come il voto per corrispondenza o le piattaforme digitali. «Il diritto di voto non può essere incastrato in maglie burocratiche o usato come merce di scambio: deve diventare uno strumento strutturale e fluido per ogni appuntamento elettorale», evidenziano Caligiuri e Alimena.

La lezione del Referendum e la rotta per il campo progressista
I rappresentanti dem tracciano infine una linea politica per il futuro del centrosinistra, partendo dal netto risultato dell’ultima tornata referendaria, dove la vittoria del NO è stata guidata proprio dai più giovani. «Quella risposta alle urne non è stata soltanto un dibattito formale sulla separazione delle carriere, ma una bocciatura politica secca al Governo Meloni, alle sue politiche securitarie e a un’idea di Paese che precarizza il futuro», affermano.
La ricetta per il campo progressista, secondo Caligiuri e Alimena, passa per il coraggio dell’agenda sociale e dei diritti: «La lezione è evidente: le elezioni non si vincono con la corsa al centro, ma con la radicalità e la concretezza della proposta politica. I giovani chiedono risposte chiare su lavoro dignitoso, diritto allo studio, casa, transizione ecologica e diritti civili. Restituire ai giovani calabresi la concreta possibilità di votare significa ingaggiare una generazione che vuole costruire un’Italia e una Calabria libere ed eque».


















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