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Welfare, allarme da 2 milioni di euro: Consiglio comunale di Cosenza chiede più fondi per le fasce fragili

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Welfare, allarme da 2 milioni di euro: Consiglio comunale di Cosenza chiede più fondi per le fasce fragili

Approvata all’unanimità una risoluzione bipartisan per chiedere alla Regione Calabria l’aumento del Fondo Regionale per le Politiche Sociali. In aula l’assessore regionale al Welfare Pasqualina Straface

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COSENZA – Il welfare al centro della riunione straordinaria del Consiglio comunale di Cosenza, presieduto da Giuseppe Mazzuca, che ha approvato all’unanimità una risoluzione bipartisan con la quale si chiede alla Regione Calabria un incremento del Fondo Regionale per le Politiche Sociali. Alla seduta hanno partecipato l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, e il consigliere regionale Piercarlo Chiappetta, chiamati a confrontarsi con amministratori e consiglieri su una questione ritenuta cruciale per la tenuta del sistema socio-assistenziale dell’Ambito territoriale di Cosenza.

Welfare: il rischio di una riduzione dei servizi

Al centro della discussione il crescente squilibrio tra l’aumento dei costi delle strutture residenziali e semiresidenziali e le risorse disponibili per garantire l’assistenza alle persone più fragili. La risoluzione evidenzia come l’aggiornamento delle normative regionali in materia di autorizzazioni e accreditamenti abbia determinato un aumento delle tariffe, dovuto principalmente all’incremento dei costi di gestione e del personale. Una situazione che ha ridotto la capacità dei fondi nazionali e regionali di sostenere le rette per l’accoglienza nelle strutture.

Particolarmente preoccupanti i numeri emersi durante la seduta. Per il 2026 la dotazione finanziaria disponibile ammonta a circa 2,4 milioni di euro, tra Fondo Nazionale e Fondo Regionale per le Politiche Sociali, Fondo per la Non Autosufficienza e altre risorse statali. Tuttavia, secondo le stime dell’Ambito, il fabbisogno reale presenta un disallineamento finanziario di circa 2 milioni di euro.

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Le richieste dell’Ambito territoriale

Nella risoluzione approvata dall’assemblea si chiede formalmente alla Regione Calabria un’integrazione delle risorse necessarie per garantire l’inserimento delle categorie più fragili nelle strutture residenziali e semiresidenziali. Il documento impegna inoltre l’Ufficio di Piano a intensificare le attività di rendicontazione delle annualità pregresse, così da favorire il recupero delle somme anticipate dalla Regione e creare le condizioni per un graduale aumento del Fondo regionale. Previsto anche il coinvolgimento degli enti del Terzo Settore e dei Comuni dell’Ambito, chiamati a contribuire alla sostenibilità del sistema attraverso progettualità e risorse compatibili con le proprie disponibilità.

Bianca Rende: “i cittadini più fragili rischiano di restare senza protezione”

Ad illustrare l’ordine del giorno è stata la consigliera comunale Bianca Rende, prima firmataria del documento: “Questo passaggio, pur teoricamente corretto in un’ottica di prossimità, si è tradotto in un onere finanziario insostenibile per il Comune di Cosenza, capofila dell’Ambito”, ha affermato Rende, riferendosi al trasferimento della gestione dei servizi sociali dalla Regione agli Ambiti territoriali.

La consigliera ha evidenziato come gli aumenti tariffari introdotti dalla Regione non siano stati accompagnati da un adeguato incremento dei finanziamenti: “il comparto delle strutture socio-assistenziali si trova oggi schiacciato in una morsa finanziaria che rischia di lasciare i cittadini più fragili – minori, donne, disabili – senza protezione”.

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Tra le criticità segnalate figurano l’aumento dei provvedimenti giudiziari che impongono inserimenti immediati nelle strutture, i collocamenti fuori ambito e le spese legate alla gestione dei casi di violenza domestica previsti dal Codice Rosso: “è dovere di questo Consiglio agire affinché la carenza di fondi regionali non si traduca in una negazione dei diritti essenziali per gli utenti dell’Ambito territoriale”.

Ciacco: “con le stesse risorse oggi si aiutano molte meno persone”

Il presidente della Commissione Welfare, Giuseppe Ciacco, ha sottolineato la necessità di affrontare il tema senza contrapposizioni politiche: “oggi non siamo qui per celebrare un rito consiliare, né per trasformare una questione delicatissima in terreno di contrapposizione politica”.

Ciacco ha evidenziato come l’aumento delle tariffe e dei costi di gestione abbia reso sempre più difficile sostenere lo stesso numero di utenti: “se le tariffe aumentano in modo rilevante, ma le risorse complessive disponibili restano sostanzialmente le stesse, è evidente che il sistema non può reggere. Con la stessa somma con cui prima si riusciva a coprire un certo numero di utenti, oggi se ne riescono a coprire molti di meno. In alcuni casi, meno della metà”. Il presidente della Commissione Welfare ha quindi lanciato un appello alla Regione: “serve un intervento urgente per consentire ai Comuni di arrivare alla fine del 2026 senza lasciare scoperti utenti, famiglie e strutture”.

L’opposizione: “Il welfare non ha colore politico”

Sulla stessa linea il consigliere di minoranza Giuseppe D’Ippolito che ha invitato a mantenere il confronto su un piano istituzionale: “la discussione non deve avere un tono polemico, ma politico, al fine di cercare di risolvere congiuntamente le problematiche emerse senza dividerci su questioni, come quelle del welfare, che non dovrebbero avere colore politico”.  Anche il consigliere Michelangelo Spataro ha evidenziato la necessità di una maggiore programmazione e di risorse aggiuntive.

Alimena: “il sociale deve diventare una priorità regionale”

Il consigliere del Partito Democratico Francesco Alimena ha chiesto un cambio di prospettiva nelle politiche regionali: “il sociale deve diventare una priorità trasversale della programmazione regionale”. Secondo Alimena non servono soltanto più risorse, ma una visione che integri il welfare nelle strategie di sviluppo territoriale “mettere il sociale al centro non è un costo. È il più importante investimento per il futuro della Calabria”.

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L’assessore Straface: “più fondi, ma servono rendicontazioni puntuali”

Nel suo intervento l’assessore regionale Pasqualina Straface ha ribadito la volontà di collaborare con gli enti locali: “ho accettato volentieri l’invito nel più assoluto spirito collaborativo e nella consapevolezza che quando si parla di fragilità nessun comune può affrontare da solo una sfida così complessa”.

“Al mio arrivo ho trovato una situazione drammatica con rendicontazioni ferme al 2017 o al 2020. Non riusciamo ad avere trasferimenti dal Ministero perché non sono stati caricati i dati sulla piattaforma del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali“. Pur riconoscendo la necessità di incrementare il Fondo regionale, Straface ha posto una condizione precisa: “il fondo regionale dovrà essere aumentato, ma solo quando gli ambiti si allineeranno nelle rendicontazioni“.

A chiudere il dibattito è stato il sindaco Franz Caruso che ha richiamato tutte le istituzioni a una responsabilità condivisa: “le problematiche che riguardano il welfare e le fragilità sociali non possono essere affrontate con logiche di appartenenza politica o di parte. Le persone considerate fragili non sono fragili. La vera fragilità appartiene alle istituzioni quando non riescono a garantire il sostegno e le attenzioni cui ogni cittadino ha diritto”.

“Dobbiamo superare steccati ideologici e appartenenze per individuare percorsi virtuosi condivisi. La vera sfida non riguarda soltanto le grandi opere infrastrutturali o gli investimenti materiali. Esiste una dimensione ancora più importante, quella delle persone, delle loro esigenze e della loro dignità. È su questo terreno che la Calabria può dimostrare di essere all’avanguardia e diventare un esempio per l’intero Paese”.

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