{"id":100145,"date":"2018-10-25T04:00:26","date_gmt":"2018-10-25T02:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ucciso-in-pieno-giorno-confessa-il-cognato-indagini-anche-sul-figlio-della-vittima\/"},"modified":"2023-01-16T19:01:23","modified_gmt":"2023-01-16T18:01:23","slug":"260892-ucciso-in-pieno-giorno-confessa-il-cognato-indagini-anche-sul-figlio-della-vittima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/260892-ucciso-in-pieno-giorno-confessa-il-cognato-indagini-anche-sul-figlio-della-vittima\/","title":{"rendered":"Ucciso in pieno giorno, confessa il cognato. Fermato anche il figlio della vittima"},"content":{"rendered":"<h4>Per l&#8217;omicidio di Massimo Ripepi compiuto a Piscopio, \u00e8 stato sottoposto a fermo il cognato, Giuseppe Carnovale, di 48 anni<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>VIBO VALENTIA &#8211; E&#8217; ritenuto responsabile dell&#8217;omicidio di Massimo Ripepi, di 42 anni, avvenuto domenica scorsa nella frazione &#8220;Piscopio&#8221;, <strong>Giuseppe Carnovale, di 48 anni<\/strong> e i carabinieri di Vibo stanno svolgendo indagini anche <strong>sul figlio diciottenne di Ripepi,<\/strong> che era separato dalla moglie e viveva una situazione di pesanti contrasti familiari dovuti soprattutto alla ludopatia di cui era affetto da anni e che lo aveva portato a dilapidare ingenti risorse economiche.<\/p>\n<p>Carnovale avrebbe confessato il delitto costituendosi ai carabinieri, che gi\u00e0 da alcuni giorni erano sulle sue tracce, dopo avere ricostruito il contesto in cui era maturato l&#8217;omicidio e definito il quadro delle responsabilit\u00e0. Dalle indagini, condotte in particolare dai militari della Stazione di Vibo Valentia, ha trovato conferma l&#8217;ipotesi fatta dai carabinieri nell&#8217;immediatezza dell&#8217;omicidio, e cio\u00e8 che l&#8217;assassinio di Ripepi fosse da inquadrare in un<strong> contesto familiare.<\/strong> Indicativo, in questo senso, \u00e9 apparso il fatto che l&#8217;uomo, nel giugno scorso, fosse stato ferito dall&#8217;altro figlio sedicenne, che per questo motivo \u00e9 tuttora detenuto.<\/p>\n<p>Il ferimento non aveva per\u00f2 appagato l&#8217;odio che i familiari nutrivano nei confronti di Ripepi, tra l&#8217;altro separato da alcuni anni dalla moglie proprio per i dissidi legati al suo vizio del gioco. Da qui la<strong> decisione del cognato di organizzare un nuovo agguato per uccidere Ripepi<\/strong> in modo da chiudere definitivamente i conti con l&#8217;uomo, spalleggiato, in tale progetto, secondo un&#8217;ipotesi dei carabinieri che attende adesso soltanto l&#8217;avallo della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, dall&#8217;altro figlio diciottenne della vittima, che secondo i militari avrebbe avuto un ruolo nell&#8217;organizzazione dell&#8217;assassinio del padre. Il giovane, stando a quanto si \u00e9 appreso, si trova attualmente nella caserma dei carabinieri in attesa delle decisioni dell&#8217;autorit\u00e0 giudiziaria, mentre Carnovale \u00e9 stato condotto in carcere.<\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">AGGIORNAMENTO\u00a0<\/span><\/h4>\n<p>E&#8217; stato sottoposto a fermo anche il <strong>figlio diciottenne di Massimo Ripepi<\/strong>. Secondo l&#8217;accusa avrebbe aiutato lo zio nelle fasi concitate della fuga dal luogo del delitto. Ad incastrare l&#8217;ex cognato ed il figlio maggiore della vittima, oltre ad alcune dichiarazioni rese da testimoni, si sono rivelate utili le immagini di videosorveglianza reperite sul territorio da Carabinieri e Polizia. Il movente del delitto \u00e8 da ricondurre ai ripetuti maltrattamenti che la vittima rivolgeva ai danni dei due figli e della ex moglie ma anche per la ludopatia di cui era era affetto Ripepi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per l&#8217;omicidio di Massimo Ripepi compiuto a Piscopio, \u00e8 stato sottoposto a fermo il cognato, Giuseppe Carnovale, di 48 anni<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":100146,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-100145","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100145","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100145"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100145\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100146"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}