{"id":100157,"date":"2018-10-25T10:35:10","date_gmt":"2018-10-25T08:35:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rifiuti-preoccupazione-a-rende-e-montalto-uffugo-per-la-realizzazione-di-un-mega-impianto-mappe\/"},"modified":"2023-01-16T19:01:25","modified_gmt":"2023-01-16T18:01:25","slug":"260931-rifiuti-preoccupazione-a-rende-e-montalto-uffugo-per-la-realizzazione-di-un-mega-impianto-mappe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/260931-rifiuti-preoccupazione-a-rende-e-montalto-uffugo-per-la-realizzazione-di-un-mega-impianto-mappe\/","title":{"rendered":"Rifiuti, preoccupazione a Rende e Montalto Uffugo per la realizzazione di un mega impianto (MAPPE)"},"content":{"rendered":"<h4>Nuovi rischi per il &#8216;quadrilatero dei veleni&#8217;. Nei prossimi giorni verr\u00e0 deciso il posto in cui ubicare il sito in cui verranno smaltiti i rifiuti della provincia di Cosenza. Finanziamenti per 50 milioni di euro<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE (CS) &#8211; Fortemente preoccupati per la realizzazione di un mega impianto per il trattamento dei rifiuti dei 150 Comuni della provincia di Cosenza. Una vasta rappresentanza dei cittadini di Rende, Montalto Uffugo, l\u2019associazione Crocevia, il comitato tutela salute pubblica Ro.Mo.Re temono che la scelta di dove ubicare la struttura, cui realizzazione \u00e8\u00a0prevista nel Piano Rifiuti regionale, possa ricadere ancora una volta su Rende. In una nota denunciano la mancanza di trasparenza sugli incontri ritenuti &#8216;top secret&#8217; e tenuti in questi ultimi giorni dal <strong>Sindaco di Rende Marcello Manna, in qualit\u00e0 di presidente dell\u2019ATO Cosenza (Ambito Territoriale Ottimale) per l\u2019organizzazione del servizio rifiuti dei comuni della provincia con i referenti delle sei Aro (Ambito Raccolta Ottimale: Cosenza Rende, Sibaritide, Pollino, Alto Tirreno, Appennino Paolano, Presila<\/strong>). &#8220;Tra i vari punti all\u2019ordine del giorno di questi incontri c\u2019era &#8211; ricordano Crocevia, RoMoRe e diversi cittadini di Rende e Montalto &#8211; &#8216;l\u2019individuazione del sito idoneo alla realizzazione dell\u2019ecodistretto a servizio dell\u2019ATO Cosenza&#8217;. Il termine ecodistretto \u00e8 stato abilmente studiato per non creare allarmismo tra i cittadini, ma in parole povere si tratta di trovare un\u2019area idonea dove poter costruire un mega impianto per il trattamento dei rifiuti urbani, con trasformazione della frazione secca e di quella umida.\u00a0La nomina a presidente dell\u2019ATO rifiuti al Sindaco di Rende Marcello Manna, che tra l\u2019altro pare ultimamente sia in forte sintonia anche con il presidente della giunta regionale Oliverio, potrebbe essere anche un fatto non casuale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 in ballo un finanziamento pubblico di circa 50 milioni di euro, e questo potrebbe far gola a molti (imprenditori e non).\u00a0Un impianto pubblico che difatti potrebbe essere realizzato e gestito da privati, paradossalmente anche dagli stessi che gi\u00e0 operano nel territorio. Se l\u2019ipotesi dell\u2019ubicazione in quest\u2019area dovesse essere confermata ci ritroveremo di fronte ad un\u2019ingiustizia palese vista la grave situazione ambientale gi\u00e0 presente in questo territorio comunale. Pertanto si potrebbe preannunciare un autunno caldo con forti tensioni sociali.\u00a0Manna non pu\u00f2 decidere da solo, senza la partecipazione dei cittadini, le sorti ambientali di un intero territorio. Si assumerebbe una grossa responsabilit\u00e0, rendendo invivibile l\u2019area a nord di Rende, nonch\u00e9 i territori limitrofi e dove poi sarebbe molto difficile tornare indietro (il caso Ilva, nel quartiere Tamburi di Taranto, insegna). Rende ha gi\u00e0 dato abbastanza all&#8217;intera collettivit\u00e0<strong> pagandone le conseguenze in termini di danni ambientali e sanitari subiti (vedi ex inceneritore e depuratore consortile).\u00a0<\/strong>L\u2019area a nord di Rende che va da Quattromiglia a Settimo di Montalto \u00e8 gi\u00e0 fortemente penalizzata per l\u2019elevato carico ambientale, pertanto non \u00e8 inidonea a ospitare nuovi impianti a rischio. In questa zona inoltre esiste gi\u00e0 una forte tensione sociale per i danni subiti nel corso degli anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong>LE &#8216;PRESSIONI AMBIENTALI&#8217; CHE GRAVANO SU RENDE<\/strong><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><u><strong>Laghi area ex Legnochimica C.da Lecco,\u00a0<\/strong><\/u>mai bonificati dove \u00e8 stata accertata la contaminazione del sottosuolo e delle falde acquifere da una miriade di sostanze cancerogene;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><u>Impianto a Biomasse del gruppo Falk<\/u>,<\/strong> con emissioni continue in atmosfera 24 ore su 24<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><u>Impianto trattamento rifiuti Calabro Maceri con bioraffineria di metano<\/u>, <\/strong>che provoca non pochi problemi ambientali dovuti all\u2019emissione di odori nauseabondi aggravati dall&#8217;impianto per la produzione di gas dai rifiuti, al cui taglio del nastro hanno partecipato di recente anche il sindaco di Rende Manna e il presidente della Regione Oliverio. Realizzare un altro mega impianto per il trattamento rifiuti amplificherebbe ulteriormente i miasmi;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong><u>Ex inceneritore Settimo contrada Coda di Volpe,<\/u><\/strong>\u00a0chiuso negli anni passati, dopo che una commissione sanitaria di esperti, nominata dalla magistratura, ha accertato la pericolosit\u00e0 dell\u2019impianto e la contaminazione da sostanze tossico\/nocive. Sul caso la magistratura negli anni Novanta aveva aperto un&#8217;inchiesta. Su questo impianto, nel corso degli anni, sono state emesse dalla Comunit\u00e0 Europea ben due procedure di infrazione nei confronti dello Stato Italiano, per violazioni in materia ambientale. <strong>Nell&#8217;area insiste anche la discarica delle ceneri dell&#8217;ex termovalorizzatore mai bonificata;<\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><u><strong>Depuratore consortile Coda di Volpe<\/strong>:<\/u> l\u2019impianto causa l\u2019emissione di odori nauseabondi. La Procura di Cosenza ha accertato che in alcuni casi i reflui, invece di essere depurati, confluivano direttamente nel fiume Crati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><strong><u>INIDONEITA&#8217; DEL SITO TRA RENDE E MONTALTO PER UN NUOVO IMPIANTO<\/u><\/strong><\/h2>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019area industriale di Rende nel corso degli anni si \u00e8 fusa\u00a0con le zone che hanno avuto una forte espansione urbanistica come Quattromiglia, la zona dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria fino ad Arcavacata, Via Colombo, le contrade Rocchi\/Lacone, nonch\u00e9 le contrade Settimo, Salerni e Sant&#8217;Antonello di Montalto Uffugo;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Nel raggio di 2 chilometri\u00a0da quest\u2019area vivono, lavorano e studiano oltre 30.000 persone, pertanto \u00e8 assolutamente impensabile realizzarvi un impianto di tale portata.<\/strong> La stessa Regione Calabria nel Piano regionale dei Rifiuti indica di ubicare dli impianti dell&#8217;ATO, classificati come &#8216;insalubri di prima categoria&#8217;, ad almeno due chilometri di distanza dai centri abitati;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>Il sito risulta situato in un fondovalle umido con forti inversioni termiche che, specie di notte, causano il ristagno dell\u2019aria e dei fumi emessi in atmosfera, con conseguente forte concentrazione delle sostanze inquinanti e degli odori nauseabondi;<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ul>\n<li>In questa zona negli ultimi anni vi \u00e8 stato un forte incremento di patologie tumorali, senza che l\u2019A.S.L. competente abbia mai condotto delle indagini epidemiologiche approfondite per individuarne le cause.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Ragioni che inducono &#8211; una vasta rappresentanza dei cittadini di Rende, Montalto Uffugo, l&#8217;associazione Crocevia, l&#8217;associazione Ro. Mo. Re. &#8211; ad invitare l\u2019assessore regionale all\u2019Ambiente Antonella Rizzo, i dirigenti del settore ambiente (Ing. Antonio Augruso, Ing. Domenico Pallaria, l\u2019arch. Orsola Reillo), ed il presidente della Regione Calabria (nonch\u00e9 commissario per i rifiuti), Oliverio, a rigettare eventuali progetti che prevedono l\u2019ubicazione di nuovi impianti trattamento rifiuti nel comune di Rende.\u00a0<\/strong>Per le stesse motivazioni invitiamo anche il presidente dell\u2019ATO Cosenza (nonch\u00e9 sindaco di Rende), Manna, a non dare la disponibilit\u00e0 di siti del proprio Comune per la realizzazione del mega-impianto di trattamento rifiuti, individuando, se necessario, insieme agli altri sindaci un\u2019area in un altro comune che abbia tutte le caratteristiche d\u2019idoneit\u00e0 ambientale (in primis la distanza dalle abitazioni, come forma di tutela primaria per la popolazione. Nel caso le nostre richieste dovessero rimanere disattese, i cittadini preannunciamo una serie di manifestazioni di protesta per far valere i propri diritti.\u00a0Invitiamo infine tutti i consiglieri comunali di Rende e Montalto a stare vigili per evitare che la qualit\u00e0 della vita\u00a0dei rendesi e dei territori limitrofi sia ulteriormente compromessa&#8221;.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">UNIVERSITA&#8217; DELLA CALABRIA<\/h2>\n<h2><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-260935 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ATO-cosenza-rifiuti-rende-montalto3-356x280.jpg\" alt=\"\" width=\"700\" height=\"550\" title=\"\"><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">TRA LE CONTRADE ARENTE, PIANETTE E CAPITANO<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-260933 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ATO-cosenza-rifiuti-rende-montalto-436x280.jpg\" alt=\"\" width=\"682\" height=\"437\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">QUATTROMIGLIA<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-260947\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/df-440x234.jpg\" alt=\"\" width=\"809\" height=\"431\" title=\"\"><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\">SETTIMO DI MONTALTO, SANT&#8217;ANTONELLO E SALERNI<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-260936 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/ATO-cosenza-rifiuti-rende-montalto4-438x280.jpg\" alt=\"\" width=\"713\" height=\"456\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuovi rischi per il &#8216;quadrilatero dei veleni&#8217;. 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