{"id":100317,"date":"2018-10-29T14:36:10","date_gmt":"2018-10-29T13:36:10","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/imprenditore-muore-allannunziata-per-malaria-assolto-medico\/"},"modified":"2023-01-16T19:01:35","modified_gmt":"2023-01-16T18:01:35","slug":"261750-imprenditore-muore-allannunziata-per-malaria-assolto-medico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/261750-imprenditore-muore-allannunziata-per-malaria-assolto-medico\/","title":{"rendered":"Imprenditore muore all&#8217;Annunziata per malaria, assolto medico"},"content":{"rendered":"<h4>Assolta da ogni accusa perch\u00e8 il fatto non sussiste\u00a0Maria Vigna medico rianimatore del reparto di Rianimazione dell\u2019Annunziata di Cosenza per la morte di Giuseppe Nicastri,\u00a064 anni, affetto da malaria, deceduto in ospedale il 7 febbraio 2014<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Oltre due anni di processo in cui la difesa dell&#8217;imputato rappresentata dall&#8217;avvocato Nicola Carratelli ha dimostrato come il medico non avesse colpa alcuna per la morte del 64enne. Oggi il giudice Monocratico De Vuono ha ascoltato Procura e difesa durante la discussione prima di decidere &#8220;il verdetto&#8221;.<\/p>\n<p>All\u2019epoca dei fatti furono indagati insieme al medico rianimatore altri due sanitari: un medico del reparto di malattie infettive e un gastroenterologo. Per questi ultimi il Gip all\u2019esito dell\u2019udienza preliminare stabil\u00ec il non luogo a procedere e un\u2019assoluzione. Fu rinviata a giudizio, invece, Vigna che oggi chiude una brutta pagina giudiziaria con una piena assoluzione.<\/p>\n<h2>LA STORIA<\/h2>\n<p>L\u2019imprenditore Nicastro era tornato dall\u2019Africa, da un viaggio in Gabon, il 3 febbraio del 2014 e fu ricoverato per febbre alta e brividi, alcuni sintomi che facevano sospettare la malaria. L\u2019uomo pass\u00f2 dai reparti di Malattie infettive e Rianimazione. Secondo l\u2019accusa la terapia sarebbe stata praticata sul paziente dopo tre giorni, con una omessa diagnosi di infezione da malaria.<\/p>\n<h2>LA DISCUSSIONE<\/h2>\n<p><strong>Il pubblico ministero<\/strong> Donatella Donato ripercorre le fasi embrionali dell&#8217;inchiesta in cui l&#8217;imputata avrebbe risposta e poi accusata di negligenza della condotta rilevata nella mancata sottovalutazione clinica del paziente e nella mancata indicazione del trasferimento dello stesso nell&#8217;unit\u00e0 di terapia intensiva. &#8220;Il paziente era affetto da malaria diagnostica ancorch\u00e9 in ritardo rispetto al suo insorgere e al suo doversi diagnosticare per come rilevato dalle consulenze cliniche &#8211; parla il pm &#8211; ma comunque <strong>questa ritardata diagnosi non avrebbe inciso sulla morte del paziente che era gi\u00e0 terapizzato con la terapia antimalarica e ricoverato nel reparto di malattia infettive.<\/strong><\/p>\n<p>Il paziente presentava un quadro clinico con le piastrine sempre basse. La causa della morte \u00e8 questa edema polmonare causato da una miocardite. In relazione a questo tipo di patologia andava verificato se presentasse sintomi tali da dovere essere evidenziato se andasse praticata una terapia differente da quella praticata e chi aveva il dovere di farlo rispetto alla patologia che presentava il paziente stesso. Non \u00e8 incontrovertibile la responsabilit\u00e0 dell&#8217;imputata perch\u00e8 <strong>non \u00e8 emerso qual&#8217;era la terapia che sarebbe stata dovuta essere praticata sul paziente<\/strong> che lo avrebbe portato ad un esito differente rispetto all&#8217;evento morte. Se viene addebitata una valutazione del quadro clinico all&#8217;imputata viene indicato nell&#8217;accusa una serie di esami strumentali dei quali non sappiamo n\u00e9 il tempo di pervenimento degli stessi che avrebbe portato a salvare il paziente, n\u00e9 se sarebbero sussistite delle terapie tali da poterlo salvare.<\/p>\n<p>Ritengo che non emergendo questo dato e soprattutto qual&#8217;era il tipo di terapia che avrebbe dovuto subire il paziente: <strong>la miocardite non aveva tutte quelle caratteristiche tali da potere essere evidenziata<\/strong>; avrebbe dovuto avere dei dati strumentali che nella notte del sei febbraio, quando il paziente decede, non \u00e8 emerso se intervenendo nel tempo necessario le terapie, che non sappiamo quali sono, avrebbero portato ad una situazione differente del paziente.\u00a0In merito a questi fatti chiedo l&#8217;assoluzione dell&#8217;imputata&#8221;.<\/p>\n<p>Dunque molti i fattori emersi durante l&#8217;istruttoria dibattimentale che scagionano il medico, da una miocardite che non poteva essere evidenziata nell&#8217;immediato, ad una terapia di cui non si ha la certezza dell&#8217;esito.<\/p>\n<p><strong>La difesa,<\/strong> rappresentata dall&#8217;avvocato Nicola Carratelli ripercorre la storia del paziente partendo\u00a0dalla causa della morte: &#8220;il povero signor Nicastri che era andato in Africa e non si era sottoposto alla profilassi antimalarica, rientra dall&#8217;Africa e rimane dieci giorni a casa con questo stato febbrile, curata come una semplice influenza. Poi, finalmente, a causa dell&#8217;aumentare dei dolori del basso ventre ed altri sintomi e la febbre \u00e8 alta, si presenta al pronto soccorso; i medici si interrogano sulla causa della sintomatologia, sospettano la malaria, lo ricoverano in isolamento nel reparto di malattie infettive, ottengono il verdetto che si tratta di malaria e iniziano la terapia antimalarica. Si verifica durante il 5 febbraio un calo pressorio notevole; intervengono con una terapia a base di infusione di liquidi con un aumento del quadro pressorio. Nella notte del sei interviene il secondo rianimatore che pratica la stessa terapia che stabilizza ancora una volta il paziente. A distanza di 24 ore nella notte tra il sei e il sette febbraio viene chiamata come consulente il medico Vigna, la quale verifica che c&#8217;era in atto un nuovo calo pressorio e per come avevano operato i suoi colleghi infonde la stessa terapia il cos\u00ec detto Lasix. A distanza di un&#8217;ora e mezzo dalla consulenza rianimatoria il paziente Nicastri improvvisamente decede, passa dallo stato di lucidit\u00e0 e piena capacit\u00e0 di soggetto vigile ad una morte immediata.<\/p>\n<h2>LA MORTE IMPROVVISA<\/h2>\n<p>Perch\u00e8 muore il Nicastri? Perch\u00e8 \u00e8 affetto da una infezione della membrana del muscolo cardiaco: la miocardite, la causa principale delle morti improvvise nei pazienti che non hanno condizioni vitali di imminente pericolo di decesso come lo era Nicastri fino a quel momento vigile. Il consulente ha spiegato cosa sia la morte improvvisa: non \u00e8 il decesso di una persona che sta camminando, ma il decesso che si verifica in un soggetto affetto da una condizione patologica ma che non presente situazioni di imminenza di pericolo e che rende il decesso improvviso perch\u00e8 inaspettato rispetto allo stato della situazione clinica registrata.<\/p>\n<h2>LA MIOCARDITE FU DIAGNOSTICATA IN FASE AUTOPTICA<\/h2>\n<p>La miocardite \u00e8 stata diagnosticata soltanto in sede istologica ossia all&#8217;esito dell&#8217;esame autoptico &#8211; parla la difesa-. <strong>La miocardite non aveva dato nessun sintomo<\/strong>. L&#8217;imputato non aveva compiuto l&#8217;osservazione del paziente durante tutto il ricovero, ma aveva verificato dati in cartella clinica che per tutto il ricovero, <strong>quei segni clinici della miocardite non erano mai stati rilevati<\/strong>: nessuno non aveva mai rilevato quella situazione. Ma se la causa della morte \u00e8 dovuta ad un evento rispetto al quale non c&#8217;era e non poteva esserci perch\u00e8 silente, perch\u00e8 nascosto e non manifesto, e quindi non poteva ipotizzarsi una situazione diversa da quella reale perch\u00e8 inesistente, come pu\u00f2 ricollegarsi all&#8217;evento morte che si \u00e8 verificato per quella specifica causa? Il medico imputato non <strong>intervenne per verificare una miocardite<\/strong>, un quadro accertato di miocardite che non \u00e8 intervenuta sulla base di dati riportati in cartella clinica o manifesti riconducibili ad una miocardite che \u00e8 la causa della morte.<\/p>\n<p><strong>E&#8217; ovvio che nessuna responsabilit\u00e0 per questa morte \u00e8 imputabile al medico Vigna.<\/strong> Vi sono altri elementi come il ruolo dell&#8217;imputato. Interviene esclusivamente per una consulenza rianimatoria di un paziente ricoverato in un reparto in cui ci sono medici specialistici. Deve compiere una verifica a livello rianimatorio,a livello respiratorio c&#8217;\u00e8 la necessit\u00e0 di compiere una specifica attivit\u00e0 e disporre o meno il trasferimento nel reparto di rianimazione. Allora la censura qual&#8217;\u00e8? perch\u00e8 \u00e8 imputata nel processo? Inoltre durante la discussione la difesa spiega che l&#8217;imputato non poteva e non doveva disporre nessun trasferimento. Ha constatato che non c&#8217;erano problemi a livello rianimatorio, non presentava dispnea, rantoli, affaticamento, difficolt\u00e0 respiratoria in genere.<\/p>\n<p>Che cosa ha trascurato il medico rispetto al quadro clinico presentato? Avrebbe dovuto prevedere che cosa? Che c&#8217;era la miocardite uscita fuori solo in sede di autopsia e che fino a quel momento era rimasta silente? Doveva sospettare che forse disponendo l&#8217;ecocardiogramma&#8230;.ma il consulente \u00e8 stato chiaro: dall&#8217;esame clinico non si evince se ci sia o meno la miocardite.<\/p>\n<h2>NESSUN SINTOMO FINO ALLA MORTE<\/h2>\n<p>Il Nicastri fino a quando non \u00e8 morto non ha avuto scompensi cardiaci. In particolare al momento della consulenza del medico rianimatore. Il Nicastri fino a quando non \u00e8 morto non presentava nessun sintomo. La testimonianza del teste al momento della morte, presente anche al momento della consulenza del medico Vigna, ha verificato come la morte sia giunta improvvisa. <strong>Se Vigna avesse disposto il trasferimento<\/strong>: il reparto di malattie infettive si trova in altra sede rispetto al complesso dell&#8217;Annunziata; per essere trasportato altrove anche per una esame clinico, il paziente deve essere trasportato tramite navetta ed i tempi si dilungano notevolmente, per come riferito da tutti i medici. Tutti questi esami in quanto tempo si sarebbero potuti espletare? Perch\u00e8 il Nicastri muore un&#8217;ora dopo che il medico rianimatore va via. In quell&#8217;ora c&#8217;era lo spazio per compiere tutti questi accertamenti? No.<\/p>\n<p>Il consulente della Procura alla domanda se la condotta del terzo rianimatore avesse scongiurato la morte del paziente risponde: &#8220;<strong>Un intervento rianimatore non avrebbe con certezza, oltre ogni ragionevole dubbio, scongiurato il decesso del paziente<\/strong>&#8220;&#8221;. La difesa conclude ricordando che Nicastri aveva la malaria e quindi un quadro clinico compromesso, e presentava tutta una serie di dati negativi rinvenuti solo in sede autoptica tra cui un enfisema polmonare, una insufficienza surrenalica cronica e poi la miocardite, la causa per cui \u00e8 sopraggiunto il decesso. Nessun rimedio avrebbe potuto evitare un decesso, n\u00e9 tanto meno un medico rianimatore intervenuto solo per una consulenza rianimatoria, la quale per altro si \u00e8 attenuta alle linee guida escludendo dunque la colpa.<\/p>\n<p>Per questi fatti dimostrati ampiamente dalla difesa nel corso del dibattimento processuale, il giudice monocratico De Vuono ha assolto la dottoressa Vigna dalla responsabilit\u00e0 della morte del Nicastri<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Assolta da ogni accusa perch\u00e8 il fatto non sussiste\u00a0Maria Vigna medico rianimatore del reparto di Rianimazione dell\u2019Annunziata di Cosenza per la morte di Giuseppe Nicastri,\u00a064 anni, affetto da malaria, deceduto in ospedale il 7 febbraio 2014<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":100318,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-100317","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100317"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100317\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100318"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}