{"id":100381,"date":"2018-10-30T21:17:48","date_gmt":"2018-10-30T20:17:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/black-out-loro-rosso-a-processo\/"},"modified":"2023-01-16T19:01:39","modified_gmt":"2023-01-16T18:01:39","slug":"261950-black-out-loro-rosso-a-processo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/261950-black-out-loro-rosso-a-processo\/","title":{"rendered":"Black out, l'&#8221;oro rosso&#8221; a processo"},"content":{"rendered":"<h4>Quattordici imputati finiscono sul banco degli imputati accusati dei reati di\u00a0traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, prime udienze del processo che vede imputate 14 persone. Pi\u00f9 in particolare &#8220;si associavano tra loro allo scopo di commettere pi\u00f9 delitti di ricettazione, al fine di procurare a s\u00e8 o ad altri un profitto e con la consapevolezza della provenienza delittuosa, acquistavano, ricevevano ed occultavano ingenti quantit\u00e0 di rame, in particolare cavi elettrici, parte dei quali combustibili, proventi di delitti di furto e di riciclaggio commessi ai danni di enel, Telecom, RFI e ai danni delle infrastrutture destinate all&#8217;erogazione di energia, di servizi di trasporto o di telecomunicazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-261971 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/Rame-2-300x400-210x280.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\">Davanti al Tribunale in composizione collegiale presieduto dal giudice Salvatore Carpino \u00e8 entrata nel vivo l&#8217;udienza dibattimentale con i primi due teste di polizia giudiziaria della Procura, rappresentata dal pubblico ministero Frascino, che hanno illustrato le fasi salienti dell&#8217;indagine. Sul banco degli imputati, dunque,\u00a0<strong>Franco Carriere<\/strong>\u00a0di Cosenza 45 anni difeso dagli avvocati Lucio Chimento e Carlo Petitto;\u00a0<strong>Francesco Bartucci<\/strong>\u00a0di Cosenza 46 anni e <strong>Linda Belsito<\/strong> di Cosenza 33 anni difesi dagli avvocati Gianluca Acciardi e Giorgia Medaglia;\u00a0<strong>Fabio Angelo Perri<\/strong>\u00a0di Lamezia 46 anni,\u00a0<strong>Giuseppe Lucchino<\/strong>\u00a0di Lamezia 36 anni,\u00a0<strong>Rosario Bandiera<\/strong>\u00a0di Lamezia 36 anni e\u00a0<strong>Giovannino Gallo<\/strong>\u00a0di Lamezia 34 anni difesi dall&#8217;avvocato Alessandro Parisi;\u00a0<strong>Silvio Ciardullo<\/strong>\u00a0di Cosenza 35 anni difeso dall&#8217;avvocato Massimiliano Coppa;\u00a0<strong>Daniel Adam<\/strong>\u00a0di nazionalit\u00e0 romena 36 anni difeso dall&#8217;avvocato Antonio Quintieri;\u00a0<strong>Andrei Cotet<\/strong>\u00a0di nazionalit\u00e0 romena di anni 37 anni difeso dall&#8217;avvocato Amelia Ferrari;\u00a0<strong>Marcello Munegato<\/strong>\u00a0di Castiglione Cosentino 44 anni difeso dall&#8217;avvocato Angela D&#8217;Elia;\u00a0<strong>Raffaele Carlini<\/strong>\u00a0di Cosenza 68 anni difeso dall&#8217;avvocato Fabio Parise;\u00a0<strong>Marco Mauro<\/strong>\u00a0di Cosenza 34 anni difeso dall&#8217;avvocato Aurelio Sicilia;\u00a0<strong>Francesco Bevilacqua<\/strong>\u00a0di Cosenza 25 anni difeso dall&#8217;avvocato Giorgia Greco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-261970 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/RAME-1-300x400-210x280.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\">L&#8217;indagine condotta tra il 2015 e il 2016 dalla squadra mobile di Cosenza e dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale del Comando Provinciale di Cosenza appur\u00f2 che all\u2019interno delle\u00a0<strong>aziende<\/strong>\u00a0\u201c<strong>Autodemolizioni Franco Carriere srl\u201d e \u201cF.lli Bartucci Snc<\/strong>\u201d di San Pietro in Guarano, a Cosenza, confluivano ingenti quantitativi di cavi in rame prelevato furtivamente a societ\u00e0 operanti nel settore energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni, materiale che veniva poi destinato alla ditta\u00a0<strong>Ecotek srl di San Pietro Lametino<\/strong>\u00a0nel catanzarese.<\/p>\n<p>Sempre secondo gli inquirenti il rame (sia pulito che bruciato) introdotto all&#8217;interno delle aziende, quantificato dagli investigatori tramite attivit\u00e0 di videosorveglianza e intercettazioni in decine di tonnellate veniva sigillato all\u2019interno di alcuni container, al di sotto di uno strato di pneumatici fuori uso o nascosto all\u2019interno dei veicoli da demolire accatastati all\u2019interno dei piazzali delle aziende per poi essere caricato a bordo di mezzi, occultato sotto altri tipi di rifiuti e inviato presso la Ecotek di Lamezia Terme che provvedeva a inserire il materiale nel mercato legale.<\/p>\n<p>Nell&#8217;udienza di oggi \u00e8 stato sentito uno dei poliziotti della squadra mobile che condusse le indagini, l&#8217;ispettore superiore Claudio Sole, che ha illustrato l&#8217;origine dell&#8217;indagine<\/p>\n<p>&#8220;L&#8217;attivit\u00e0 nasce a seguito di un controllo casuale verificatosi nel mese di agosto 2014 in alcuni casolari ubicati nelle viocinanze dell&#8217;universit\u00e0 e c&#8217;era la presenza di un gruppo di cittadini rumeni vicini ad un&#8217;automobile all&#8217;interno della quale c&#8217;erano cavi di rame di color bianco mai visti primi. L&#8217;auto era vicino una pressa di quelle antiche dove bisognava mettere i pesi per avere l&#8217;effettiva misura. Il rame rinvenuto pesava 127 chili e nessuno ha saputo fornire spiegazioni circa quel rame. Abbiamo sequestrato il rame, abbiamo riconosciuto il soggetto che si era allontanato, abbiamo identificato i presenti che furono subito rinviati a giudizio perch\u00e8 poi un tecnico dell&#8217;Enel riconobbe quelle tracce di rame. In quel periodo Enel, Telecom e Ferrovie dello Stato sporgevano denunce quotidianamente per furti e danneggiamento sulle proprie linee.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-261969 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/operazione-black-out5-440x246.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"246\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il Ministero chiese di iniziare un&#8217;attivit\u00e0 investigativa per contrastrare il furto del rame. La Procura della Repubblica aveva iniziato da pochi giorni un&#8217;attivit\u00e0 con il Corpo Forestale dello Stato e unitamente abbiamo svolto l&#8217;attivit\u00e0. quindi con i riscontri fatti dal Corpo Forestale e con le nostre conoscenze di cittadini rumeni che abitavano all&#8217;interno della baraccopoli presente all&#8217;interno di Vaglio Lise, siamo partiti con intercettazioni telefoniche di Franco Carriere, l&#8217;autodemolitore nella zona industriale di San Pietro in Guarano di Cosenza: tra la ditta Carriere e l&#8217;Ecotek di Pianopoli c&#8217;erano contatti telefonici; successivamente quella di Murano David con autodemolitore in Bisignano, Lucchino e l&#8217;autista della Ecotek, Bandiera. Nella terza decade di novembre vengono attivate le altre utenze di Franco Bartucci, l&#8217;altro cotitolare della ditta di Pianopoli, cittadini rumeni<\/p>\n<p>Venne installata anche una telecamera nel territorio sovrastante i due centri di autodemolizione di Franco Perri e Bartucci. Questa telecamera venne installata dal Corpo Forestale dello Stato: loro avevano possibilit\u00e0. Le intercettazioni telelfoniche le facevamo noi della squadra mobile mentre a loro competeva visionare le immagini registrate o in diretta, avevano la possibilit\u00e0 di sugellare in qualche modo coloro che andavano all&#8217;interno dei due centri a consegnare il rame. sono stati fatti riscontri e filmati\u00a0 con videocamere forniteci dalla polizia scientifica&#8221;.<\/p>\n<p><strong>I sequestri del rame durante l&#8217;attivit\u00e0 investigativa<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-261968 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/operazione-black-out3-440x244.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"244\" title=\"\">&#8220;Il primo riscontro \u00e8 stato effettuato per Carrieri e la ditta Ecotec il 28 ottobre. Conversazioni sulle utenze di Carriere attraverso le quali si capiva che il giorno successivo il furgone della ditta Ecotek sarebbe andato da Carrieri, a ritirare del materiale, tra cui il rame. E&#8217; stata fatta un&#8217;osservazione, visto e filmato il camion Renault tra l\u2019arancione e il rosso che aveva anche del rame. Viene posizionato sul cassone sgombro un sacco, loro lo chiamavano big sacco, big bag e su questo sacco viene messo dell\u2019altro materiale. Il camion quando esce dal cantiere viene seguito.<\/p>\n<p>Viene allertato il personale del reparto anticrimine e a Cosenza nord, allo svincolo, viene fermato. Il conducente bandiera esibisce un formulario da cui \u00e8 presente materiale non ferroso. Dall\u2019esterno si vedeva dell\u2019alluminio, dell\u2019ottone. Per un controllo esterno va bene. Potremmo sottoporre il camion a sequestro ma approfondiamo. L\u2019autista chiama il proprietario della ditta. All\u2019epoca non era intercettato nessuno. \u201cCi fermate l\u2019attivit\u00e0, ci mandate in crisi\u201d ci dicono. Allora seguiamo il camion fino a Pianopoli. Alla presenza dell\u2019avvocato Parise si scarica il camion e viene trovato il big bag con rame all\u2019interno. di questo rame del peso di 750 chili una parte era di chiara provenienza; placche che non potevano essere materiale di risulta se non quello di Telecom, Enel, Ferrovia, guaine con buste per un quantitativo di 250 chili dal volume iniziale \u00e8 stata formata una cassa e sottoposta a sequestro lasciata all\u2019Ecotec. Il riconoscimento del materiale \u00e8 stato positivo: Enel ha riconosciuto piastre che fanno parte della loro linea. Il riconoscimento \u00e8 avvenuto a distanza di un anno. Durante il viaggio da Cosenza a Pianopoli tra Carriere e l\u2019autista e il Perri sono state fatte telefonate. Carriere si raccomandava di dire agli organi di controllo che da lui era stato caricato solo alluminio e ottone e non rame<\/p>\n<p>Nei primi giorni di attivit\u00e0 si faceva un servizio di osservazione anche fuori dalla ditta: Carrieri lo si vedeva parlare all\u2019interno del piazzale. E\u2019 stato oggetto di controllo da parte della polizia e dal corpo forestale dello Stato. C\u2019era una diretta percezione che il telefono fosse utilizzato dal Carriere compreso l\u2019ascolto della voce. Il teste ha poi fatto il riconoscimento dei soggetti nelle intercettazioni telefoniche: Sebastian e il figlio di Murano che ha l\u2019autodemolizione a Bisignano, Lucchino Giuseppe cotitolare della ditta Ecotec di Pianopoli; Bartucci Francesco titolare dell\u2019autodemolizione Bartucci; Francesco Gaudio gi\u00e0 oggetto di controllo nel mese di agosto durante accertamenti di polizia svolti nella zona rurale adiacenti all\u2019universit\u00e0. Ha avuto contatti telefonici con Bartucci e un cittadino rumeno che gli aveva proposto l\u2019acquisto di 10 quintali di rame&#8221;<\/p>\n<p><strong>Gli accordi per ritirare nel proprio centro il materiale ferroso con l\u2019autista dell\u2019Ecotec<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-261967 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/operazione-black-out2-440x250.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"250\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Il riscontro viene effettuato <strong>l\u201911 novembre<\/strong> ma le intercettazioni sono del 10 novembre con Lucchino dove sarebbero saliti due mezzi a caricare del materiale all\u2019interno del sito di Franco carrieri. Viene osservata da questa altura che sovrasta il centro Carriere e su furgoni Iveco viene caricata una cassa, un contenitore che in un primo momento cercano di occultarlo mettendo delle batterie. Invece poi Carriere viene convinto da Bartucci a non caricare batterie che avrebbero una normativa pi\u00f9 rigida per il trasporto. Per cui sono state tolte le batterie e inviato il furgono con il carico di rame. Una volta caricato il camion Ecotec procede con un percorso fatto anche il 28 ottobre, dalla zona industriale fino allo svincolo autostradale di Cosenza nord per raggiungere l\u2019Ecotec. Il secondo furgono viene anticipato da Carriere con la macchina e prende l\u2019autostrada dallo svincolo di Cosenza Sud.<\/p>\n<p>Iniziano poi una serie di conversazioni perch\u00e9 c\u2019erano una serie di chiusure per lavori in autostrada e decidono quale svincolo prendere per uscire per eviatare i controlli. Il furgone viene fermato in una via di Lamezia Terme prima di raggiungere Pianopoli e viene portato all\u2019interno del commissariato di Lamezia Terme e viene trovato del rame. Nessuno sa dare una legittima provenienza. L\u2019agente di polizia giudiziaria del commissariato di Lamezia lo sottopone a sequestro per un peso complessivo di 800 chili.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-261966 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/operazione-black-out1-440x236.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"236\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tra il titolare della ditta Ecotec Fabio Perri o Giuseppe Lucchino viene registrata una intercettazione con il dipendente della ditta Ecosistem. L\u2019intento della Ecotec \u00e8 trasferire alla Ecosistem altro rame per evitare problemi nel caso in cui la polizia dovesse andare tra loro. Sulla scorta di queste captazioni una pattuglia si reca presso la sede Ecotec e trova un camion di colore rosso che sta per uscire e andare a depositare il rame alla ditta Ecosistem e viene rinvenuto altro rame, tre sacchi per un peso lordo di 15 quintali<\/p>\n<p><strong>Il 20 novembre<\/strong> il camion Ecotec carica dal centro autodemolizione dei Fratelli Bartucci 24 quintali di rame sottoposto a sequestro. Il veicolo seguito a distanza viene fermato al centro di Lamezia Terme. All&#8217;interno del commissariato il proprietario della ditta nota la presenza di un detective della squadra mobile e da qui iniziano alcune conversazioni tra il titolare eil cotitolare della ditta Ecotec e intuiscono che c&#8217;\u00e8 una attivit\u00e0 di indagine in corso. Successivamente il 2 gennaio sono stati fatti i riscontri dai tecnici dei vari enti durante la restituzione del materiale dissequestrato dal Tdl, su richiesta dell&#8217;avvocato della ditta. In quell&#8217;occasione vennero sequestrati nuovamente 800 chili di rame come corpo del reato<\/p>\n<p><strong>L&#8217;11 dicembre 2014<\/strong> l&#8217;attivit\u00e0 del Corpo Forestale dello Stato. Si percepisce dalle intercettazioni che la ditta Carrieri ha necessit\u00e0 di togliersi un quantitativo di rame e il dipendente a bordo di un furgone si allontana dal sito originario e viene fermato e portato in questura per accertamenti. Il quantitativo presente sul camion era di 600 chili. Il giorno dopo \u00e8 stato svuotato l&#8217;intero involucro ma nessun tecnico ha riconosciuto quel rame&#8221;.<\/p>\n<p>Il controesame del teste da parte del collegio difensivo \u00e8 stato rinviato alla prossima udienza<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quattordici imputati finiscono sul banco degli imputati accusati dei reati di\u00a0traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":100382,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-100381","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100381","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100381"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100381\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100381"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100381"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100381"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}