{"id":100859,"date":"2018-11-12T11:06:28","date_gmt":"2018-11-12T10:06:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/politica-e-ndrangheta-unite-per-far-business-con-la-sanita-ai-danni-dei-pazienti-video-intercettazioni-nomi\/"},"modified":"2023-01-16T19:02:10","modified_gmt":"2023-01-16T18:02:10","slug":"263801-politica-e-ndrangheta-unite-per-far-business-con-la-sanita-ai-danni-dei-pazienti-video-intercettazioni-nomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/263801-politica-e-ndrangheta-unite-per-far-business-con-la-sanita-ai-danni-dei-pazienti-video-intercettazioni-nomi\/","title":{"rendered":"Politica e &#8216;ndrangheta unite per far business con la sanit\u00e0 ai danni dei pazienti  (VIDEO &#8211; INTERCETTAZIONI &#8211; NOMI)"},"content":{"rendered":"<h4>In manette questa mattina 24 persone tra cui un ex parlamentare e diversi politici locali. Monopolizzato il settore delle ambulanze il clan governava di fatto il Pronto Soccorso di Lamezia Terme creando allarme sociale<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CATANZARO &#8211; I finanzieri del nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Catanzaro, coordinati dal Procuratore della Repubblica Nicola Gratteri e dal Procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla hanno dato esecuzione a 24 ordinanze di custodia cautelare (12 in carcere e 12 agli arresti domiciliari) e a un provvedimento di sequestro di beni per un valore di oltre dieci milioni di euro, emessi dal Gip del Tribunale di Catanzaro. L\u2019attivit\u00e0, che interessa sia gli ambiti di criminalit\u00e0 organizzata che quelli di pubblica amministrazione, rappresenta il culmine di due diverse indagini strettamente collegate tra esse. Il primo filone d\u2019indagine riguarda l\u2019individuazione, ricostruzione e disarticolazione di due sottogruppi di \u2018ndrangheta operanti nel territorio di Lamezia Terme e riconducibili alla cosca Iannazzo &#8211; Cannizzaro &#8211; Daponte. Contesti malavitosi individuati in due gruppi imprenditoriali \u2018ndranghetistici che operavano anche avvalendosi del potere intimidatorio promanante dalla notoria appartenenza alla criminalit\u00e0 organizzata dei loro compartecipi, di fatto realizzando nel corso degli anni un assoluto<strong> monopolio, nel redditizio settore delle autoambulanze sostitutive del servizio pubblico, delle onoranze funebri, della fornitura di materiale sanitario, del trasporto sangue e altro ancora.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L&#8217;APPALTO DELLE AMBULANZE<\/h3>\n<p>Il primo di essi, denominato <strong>\u201cgruppo Putrino\u201d, \u00e8 riuscito sin dal 2009 ad acquisire una posizione di dominio nello specifico mercato, aggiudicandosi la gara di appalto relativa alla gestione del servizio sostitutivo delle ambulanze del \u201c118<\/strong>\u201d bandita dall\u2019Asp di Catanzaro. Dal 2010 e sino al 2017, il citato gruppo imprenditoriale \u2018ndranghetistico ha continuato a operare in assenza di una gara formale, a seguito di plurime, reiterate oltre che illegittime proroghe, in alcuni casi addirittura tacite, ottenute in considerazione dei privilegiati rapporti tra i vertici del gruppo criminale e numerosi appartenenti di livello apicale dell\u2019Asp di Catanzaro all\u2019epoca in servizio, tra i quali il dott. Giuseppe Perri (gi\u00e0 commissario straordinario e poi direttore generale sino all\u2019agosto 2018) e il dott. Giuseppe Pugliese (gi\u00e0 direttore amministrativo sino all\u2019ottobre 2017), e ancora in servizio quali il dott. Eliseo Ciccone (gi\u00e0 responsabile Suem \u201c118\u201d ed ora destinato ad altro incarico) nei cui confronti vengono contestati plurimi episodi di abuso d\u2019ufficio. Analoghe condotte, con l\u2019aggravante della finalit\u00e0 mafiosa, vengono contestate anche a due esponenti storici della politica lametina, che hanno rappresentato l\u2019anello di congiunzione tra il contesto \u2018ndranghetistico e la dirigenza Asp coinvolta.<\/p>\n<h3><\/h3>\n<p>Il primo, Giuseppe Galati, gi\u00e0 pi\u00f9 volte parlamentare, Luigi Muraca classe 1968, ex consigliere del Comune di Lamezia Terme, sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2017. Nello stesso 2017 il soggetto imprenditoriale Putrino veniva colpito da un provvedimento interdittivo antimafia emesso dalla prefettura di Catanzaro che comprometteva la prosecuzione del delicato servizio pubblico affidatogli. In tale momento storico si inseriva il secondo sottogruppo di \u2018ndrangheta, denominato \u201cgruppo Rocca\u201d, anch\u2019esso operante negli stessi settori economici che, forte della illecita concorrenza con cui era stato conquistato il mercato unitamente al \u201cgruppo Putrino\u201d in danno di tutti gli altri operatori economici del settore che illegalmente erano stati posti fuori dal libero mercato, iniziava ad operare nel delicato e importante servizio pubblico quale capofila di una associazione temporanea di scopo. Le indagini, che hanno beneficiato di puntuali riscontri anche dalle dichiarazioni di numerosi ed affidabili collaboratori di giustizia, hanno consentito di tratteggiare una<strong> situazione di assoluto allarme sociale presso il nosocomio di Lamezia Terme ove, specie all\u2019interno del reparto di pronto soccorso, gli accoliti dei due gruppi criminali hanno imposto un controllo totale<\/strong> occupando manu militari gli spazi, instaurando un regime di sottomissione del personale medico e paramedico operante.<\/p>\n<h3>IL POTERE DELLA &#8216;NDRANGHETA IN OSPEDALE<\/h3>\n<p>In tal senso, le attivit\u00e0 investigative svolte dalla guardia di finanza hanno fatto emergere che i dipendenti dei due gruppi imprenditoriali hanno la <strong>disponibilit\u00e0 delle chiavi di alcuni reparti dell\u2019ospedale, la possibilit\u00e0 di consultare i computer dell\u2019asp onde rilevare dati sensibili in merito a degenti, l\u2019ingresso presso il deposito farmaci<\/strong> dedicato alle urgenze del Pronto Soccorso, situazione questa ben nota alla dirigenza dell\u2019azienda sanitaria. In tale filone sono stati sottoposti a misura cautelare 19 persone nei cui confronti vengono contestate a vario titolo le condotte di associazione di stampo mafioso, delitti contro la pubblica amministrazione, l\u2019industria ed il commercio anche in forma aggravata. In materia di cautela reale si \u00e8 proceduto con il sequestro preventivo ai sensi della normativa antimafia e della responsabilit\u00e0 \u201cparapenale\u201d delle societ\u00e0 ed enti dell\u2019intero complesso aziendale delle sei societ\u00e0\/enti riconducibili ai due sottogruppi di \u2018ndrangheta per un valore complessivo di 10 milioni di euro. Tra questi spiccano le societ\u00e0 operanti tanto nel servizio sostitutivo delle ambulanze pubbliche che delle onoranze funebri compreso due \u201ccase funerarie\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>AMBULANZE MALFUNZIONANTI E PERSONALE IMPREPARATO<\/h3>\n<p>Il secondo filone dell\u2019indagine, condotto dal gruppo tutela spesa pubblica sempre del nucleo Polizia economica finanziaria di Catanzaro, riguarda<strong>condotte ille<\/strong>cite perpetrate nell\u2019affidamento e nella gestione del \u201cservizio autombulanze occasionale e su chiamata\u201d gestito dall\u2019ASP di Catanzaro. Tale vicenda si colloca temporalmente in concomitanza con l\u2019emissione dell\u2019interdittiva antimafia da parte della prefettura di Catanzaro nei confronti del \u201cgruppo Putrino\u201d e la successiva assegnazione in estrema urgenza del servizio autoambulanze occasionale e su chiamata al \u201cgruppo Rocca\u201d. Nel novembre 2017, infatti, a seguito del provvedimento interdittivo emesso dalla prefettura di Catanzaro nei confronti della \u201cCroce Rosa Putrino\u201d, il servizio di autoambulanze dell\u2019ASP di Catanzaro era stato affidato con procedura di \u201cestrema urgenza\u201d (ossia senza bando di gara) ad un\u2019associazione temporanea di scopo (ats), con a capofila la \u201ccroce bianca lamezia\u201d, associazione di fatto del \u201cgruppo rocca\u201d per il tramite di tommaso antonio strangis. Le indagini hanno fatto emergere un\u2019allarmante carenza tecnica e organizzativa in capo all\u2019ats, che aveva dato esecuzione al<strong> servizio con ambulanze non adeguate da un punto di vista meccanico (freni e luci non funzionanti, cambio difettoso, problemi alla frizione, revisioni non effettuate)<\/strong> e non provviste di adeguate dotazioni elettromedicali (non munite di termoculla per il trasporto di neonati, ossigeno scaduto o non presente).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non meno preoccupante \u00e8 quanto emerso in merito alla circostanza dell<strong>\u2019impiego di personale non qualificato e non provvisto delle adeguate abilitazioni professionali. Grazie ad accordi corruttivi conclusi con i tre dirigenti dell\u2019ASP catanzarese (Eliseo Ciccone, Giuseppe Luca Pagnotta e Francesco Serapide<\/strong>), l\u2019associazione aveva ottenuto le certificazioni di qualit\u00e0 richieste per l\u2019affidamento del servizio autoambulanze sulla base di una semplice verifica documentale, senza le necessarie operazioni di riscontro fisico dello stato dei mezzi, delle dotazioni e delle strutture aziendali. Allo stesso modo, l\u2019Ats \u201cCroce Bianca\u201d era poi riuscita a ottenere non solo la concessione iniziale, ma anche la proroga del servizio, entrambe ufficialmente concesse per ragioni di \u201cestrema urgenza\u201d, in attesa che l\u2019ASP di Catanzaro perfezionasse un accordo quadro per l\u2019appalto del servizio ambulanze. In questo contesto, sono stati tratti in arresto Tommaso Antonio Strangis e Italo Colombo, quest\u2019ultimo amministratore di fatto dell\u2019Ats, e Ciccone Eliseo, Giuseppe Luca Pagnotta e Francesco Serapide, dirigente e funzionari dell\u2019ASP di Catanzaro. Sottoposti agli arresti domiciliari sono accusati a vario titolo di corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilit\u00e0, falso, rivelazione di segreto d\u2019ufficio e frode nelle pubbliche forniture reati documentati da diversi episodi. Due soggetti, Tommaso Antonio Strangis ed Eliseo Ciccone, sono stati raggiunti da entrambe le ordinanze, a testimonianza della stretta connessione tra fenomeni tipici della criminalit\u00e0 organizzata e l\u2019infiltrazione nella pubblica amministrazione. La complessa ed articolata esecuzione, condotta grazie all\u2019ausilio determinante anche dei gruppi territoriali di Catanzaro e Lamezia Terme e del nucleo di Polizia economico-finanziaria di Udine, ha visto l\u2019impiego di circa 200 finanzieri, l\u2019effettuazione di numerose perquisizioni e il sequestro di sei societ\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em><strong>CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE<\/strong><\/em><br \/>\n1. PUTRINO Pietro, 73 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n2. PUTRINO Diego, 36 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n3. PUTRINO Diego, 51 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n4. TORCASIO Vincenzo detto \u201cEnzino\u201d, 38 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n5. ROCCA Silvio, 61 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n6. ROCCA Pietro, 63 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n7. ROCCA Ugo Bernardo, 33 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n8. FERRISE Pietro, 59 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n9. GAGLIARDI Alfredo, 40 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n10. STRANGIS Tommaso Antonio, 53 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n11. DI SPENA Franco Antonio detto \u201cTony\u201d, 45 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n12. REILLO Pasquale, 52 anni, di Lamezia Terme;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-263806 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/gdf-440x248.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\"><br \/>\n<em><strong>ARRESTI DOMICILIARI<\/strong><\/em><br \/>\n13. GEMELLI Roberto Frank, 54 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n14. MAUCERI Sebastiano Felice Corrado, 56 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n15. GALATI Giuseppe, 57 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n16. MURACA Luigi, 50 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n17. PUGLIESE Giuseppe, 50 anni, di Crotone;<br \/>\n18. PERRI Giuseppe, 65 anni di Falerna;<br \/>\n19. CICCONE Eliseo, 65 anni, di Catanzaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>B. SECONDO FILONE<br \/>\n<em><strong>ARRESTI DOMICILIARI<\/strong><\/em><br \/>\n1. STRANGIS Tommaso Antonio, 53 anni, di Lamezia Terme;<br \/>\n2. COLOMBO Italo, 48 anni, di Catanzaro;<br \/>\n3. CICCONE Eliseo, 65 anni, di Catanzaro;<br \/>\n4. PAGNOTTA Giuseppe Luca, 45 anni, di Montepaone;<br \/>\n5. SERAPIDE Francesco, 45 anni, di Catanzaro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5701\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">\u00a0<span class=\"current\">\u201cQuinta bolgia\u201d: politica e \u2018ndrangheta, 24 ordinanze. Ai domiciliari l\u2019ex parlamentare Galati<\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"QUINTA BOLGIA, L&#039;&#039;AMICIZIA&#039; TRA &#039;NDRANGHETA E POLITICA (INTERCETTAZIONI)\" width=\"740\" height=\"555\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7sf2QUWw5cQ?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In manette questa mattina 24 persone tra cui un ex parlamentare e diversi politici locali. 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