{"id":100990,"date":"2018-11-15T11:37:03","date_gmt":"2018-11-15T10:37:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/a-cosenza-per-un-finto-matrimonio-al-nord-forse-per-un-non-lavoro\/"},"modified":"2023-01-16T19:02:19","modified_gmt":"2023-01-16T18:02:19","slug":"264254-a-cosenza-per-un-finto-matrimonio-al-nord-forse-per-un-non-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/264254-a-cosenza-per-un-finto-matrimonio-al-nord-forse-per-un-non-lavoro\/","title":{"rendered":"A Cosenza per un finto matrimonio, al Nord (forse) per un non-lavoro"},"content":{"rendered":"<h4>Confermato l\u2019arresto per Armando Leporato a capo, secondo la Procura, di un gruppo dedito a cercare mariti e mogli a migranti senza permesso di soggiorno<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA \u2013 Sono senza documenti. Faticano ad accedere ai servizi pi\u00f9 elementari come l\u2019impegnativa di un medico per acquistare farmaci. Rischiano di essere rimpatriati e tornare a vivere tra la violenza e la miseria da cui sono fuggiti. In loro soccorso arriva un uomo di via Panebianco di bella presenza, con una buona dialettica, le amicizie giuste presso gli uffici comunali e la facilit\u00e0 di reperire indirizzi nei quali dichiarare la residenza. <strong>Si tratta di un cosentino gi\u00e0 noto alle forze dell\u2019ordine per essere finito in manette nel 2015 nel corso dell\u2019operazione Black Mamba.<\/strong> In quell\u2019occasione, secondo l\u2019accusa, in qualit\u00e0 di agente immobiliare avrebbe fornito al gruppo dedito allo spaccio di eroina, cocaina e hashish un appartamento in via Popilia dal quale lo stupefacente veniva venduto ai clienti lanciandolo dal balcone. A distanza di poco pi\u00f9 di tre anni Leporato si ritrova ad affrontare un\u2019altra \u2018rogna\u2019 giudiziaria. Questa volta per\u00f2 il suo ruolo per la Procura di Cosenza non \u00e8 pi\u00f9 quello di supporto, di mediazione, ma di vero e proprio \u2018dirigente\u2019 di una presunta consorteria criminale dedita al favoreggiamento della permanenza illegale di stranieri nel territorio italiano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un business fatto di finti matrimoni scoperto grazie alle indagini della Procura di Salerno che, mentre indagava su un <strong>uomo sospettato di terrorismo il quale si \u00e8 accertato essere estraneo agli ambienti dell\u2019estremismo islamico armato, si \u00e8 imbattuta nella pista dei permessi di soggiorno \u2018\u2019alla cosentina\u2019\u2019.<\/strong> Con una spesa stimata tra i 4mila e i 6mila euro era possibile sposarsi e conseguire tutti i documenti necessari a condurre un\u2019esistenza dignitosa: carta d\u2019identit\u00e0, tesserino sanitario, patente di guida, ecc. Il prezzo per\u00f2 lievitava quasi sempre per le continue richieste avanzate dalle donne di avere, nonostante il debito fosse liquidato, ulteriori somme con il ricatto di chiedere la separazione. Un eventuale divorzio avrebbe infatti potuto far ricadere il malcapitato nuovamente nella clandestinit\u00e0 oppure far perdere la possibilit\u00e0 di ottenere la cittadinanza italiana dopo due anni di convivenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cIo ammazzo a tutti, tutto con me si fa<strong> altrimenti vi brucio vivi. La prossima volta che non risponde al telefono glielo faccio mangiare, ti giuro comincio a pigliare un coso e sparo a tutti<\/strong> e si devono fare le cose come dico io\u201d. Questo il tenore delle conversazioni per convincere i \u2018clienti\u2019 ad ascoltare i propri consigli, dialoghi intercettati in cui Leporato per attestare la propria \u2018professionalit\u00e0\u2019 dice di aver fatto oltre 50 matrimoni. Lui stesso \u00e8 sposato con una marocchina che vive in Belgio, cos\u00ec come le due donne che con lui sono state destinatarie di misura cautelare sono convolate a nozze (palesemente fittizie da quanto emerso nel corso delle indagini) con degli arabi dietro il pagamento di alcune migliaia di euro. L\u2019iter cristallizzato dagli investigatori certifica il coinvolgimento di tredici persone (per nove di loro \u00e8 stata presentata richiesta di misura cautelare), ognuna con un proprio ruolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019ORGANIZZAZIONE DEL MATRIMONIO E IL LAVORO FINTO AL NORD<\/h3>\n<p>\u2018Armandino\u2019 sembrerebbe si sia avvalso della collaborazione di A. F. di Acri per le pratiche amministrative e per la disponibilit\u00e0 di appartamenti che i migranti avrebbero potuto formalmente indicare come indirizzo di residenza per ottenere i documenti. Inizialmente non colpito da alcuna misura di custodia cautelare \u00e8 ora in attesa del<strong>la decisione del Tribunale del Riesame a cui il Procuratore della Repubblica Aggiunto di Cosenza Marisa Manzini si \u00e8 appellato<\/strong> per chiedere che sia posto agli arresti domiciliari. Appello in cui viene richiesta la reclusione in carcere di due marocchini, di Armando Leporato e di un altro italiano. I primi sono A. A. H. e A. H. J. arabi incaricati di cercare migranti senza permesso di soggiorno e promuovere i matrimoni fittizi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>U. M. 31enne di Cosenza, anche lui in attesa sulla pronuncia del Tribunale della Libert\u00e0 sulla richiesta di detenzione in penitenziario, avrebbe invece avuto il compito di reperire aspiranti mogli italiane e la delicata mansione di individuare<strong> cooperative al Nord Italia che avessero intenzione di stipulare contratti di lavoro falsi per ottenere permessi di soggiorno con pi\u00f9 semplicit\u00e0.<\/strong> Una pratica allettante, verosimilmente mai portata a termine, che avrebbe potuto soppiantare la pratica dei matrimoni fittizi comportando meno rischi. Insieme a Leporato nell\u2019ottobre del 2016 aveva condotto delle trattative a Milano, come sottolinea la Procura di Cosenza, \u201cinerenti la stipula di contratti di lavoro artefatti, propedeutici all\u2019approvvigionamento di documenti di soggiorno da parte di stranieri irregolari\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un\u2019idea che era piaciuta anche alla 45enne marocchina S. R. titolare di <strong>un bar che rappresenta il punto di riferimento dei connazionali e che funge da intermediaria tra i migranti e Leporato,<\/strong> nonch\u00e9 da collettrice delle somme di denaro destinate a perfezionare le pratiche illecite. Sulla sua posizione il Tribunale della Libert\u00e0 dovr\u00e0 esprimersi accogliendo o meno la richiesta della misura cautelare dell\u2019obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Tre le donne italiane, due di Cosenza e una di San Fili, che secondo gli investigatori hanno lavorato nell\u2019equipe dei presunti finti matrimoni sia sposandosi in prima persona con dei migranti arabi, sia fungendo da testimone di nozze, sia adoperandosi in vari modi per il disbrigo delle pratiche burocratiche e l\u2019adescamento di aspiranti mariti e aspiranti mogli. Si tratta di E. Z. e E. A. gi\u00e0 sottoposte entrambe ad obbligo di firma per le quali in Appello insieme a G. F. D. R. \u00e8 stata richiesta la misura degli arresti domiciliari. Provvedimento sul quale si esprimer\u00e0 il Tribunale del Riesame nei prossimi giorni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confermato l\u2019arresto per Armando Leporato a capo, secondo la Procura, di un gruppo dedito a cercare mariti e mogli a migranti senza permesso di soggiorno<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":100991,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-100990","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=100990"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/100990\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100991"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}