{"id":101023,"date":"2018-11-16T05:41:59","date_gmt":"2018-11-16T04:41:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/duplice-omicidio-nel-2000-a-cosenza-cinque-arresti\/"},"modified":"2023-01-16T19:02:21","modified_gmt":"2023-01-16T18:02:21","slug":"264326-duplice-omicidio-nel-2000-a-cosenza-cinque-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/264326-duplice-omicidio-nel-2000-a-cosenza-cinque-arresti\/","title":{"rendered":"Duplice omicidio nel 2000 a Cosenza, cinque arresti &#8211; NOMI"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;operazione della Direzione Investigativa Antimafia \u00e8 scattata alle prime ore di oggi. In manette gli autori del duplice omicidio di Benito Aldo Chiodo e Francesco Tucci<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Operazione antimafia della DIA di Catanzaro, nei confronti di cinque soggetti ritenuti responsabili del duplice omicidio di Benito Aldo Chiodo e Francesco Tucci e del ferimento di Mario Trinni. I fatti risalgono al 9 novembre 2000 a Cosenza. Il provvedimento restrittivo emesso dal GIP del Tribunale di Catanzaro, all\u2019esito di indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro dottor Nicola Gratteri e dal Sostituto Procuratore dottor Camillo Falvo, riguarda soggetti di spicco della criminalit\u00e0 organizzata cosentina di etnia nomade.<\/p>\n<p>L&#8217;omicidio di Chiodo 39 anni e Tucci, 48enne, avvenne a novembre del 2000. I due vennero crivellati di colpi in via Popilia. Tucci sarebbe stato ucciso solo perch\u00e8 si trovava in compagnia di Chiodo, vero bersaglio del delitto, cos\u00ec come Mario Trinni rimasto ferito nell&#8217;agguato. Chiodo, Tucci e Trinni stavano chiacchierando in una piazzetta nei pressi del carcere di via Popilia, quando da un&#8217;auto scesero due sicari incappucciati che iniziarono a sparare all&#8217;impazzata. Trinni riusc\u00ec a fuggire mentre Chiodo e Tucci furono colpiti. I sicari, poi, spararono alla testa delle due vittime il colpo di grazia con una pistola calibro 9.<\/p>\n<h3>I dettagli delle indagini<\/h3>\n<p>Le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Catanzaro, hanno riguardato<strong> Antonio Abruzzese di 48 anni,\u00a0 Luigi Berlingieri, di 48 anni, Saverio Madio di 56 anni, Celestino Bevilacqua di 57 e Fiore Abruzzese, di 52 anni<\/strong> tutti stabilmente inseriti nella <strong>criminalit\u00e0 mafiosa cosentina<\/strong> di etnia nomade.<\/p>\n<p>I 5 destinatari del provvedimento restrittivo, eseguito con la collaborazione, nella fase esecutiva, di personale della Polizia di Stato e dei Carabinieri di Cosenza, sono ritenuti, a vario titolo, responsabili del duplice omicidio di Benito Aldo Chiodo <strong>\u00a0\u201ccontabile\u201d dell\u2019allora grupp<\/strong>o confederato <strong>Cicero-Lanzino<\/strong>, e di Francesco Tucci, nonch\u00e8 del ferimento di Trinni. Per tale fatto di sangue, a seguito di indagini pregresse, svolte dalla DIA di Catanzaro era gi\u00e0 stato condannato<strong> Francesco Bevilacqua, alias \u201cFranchino di Mafalda\u201d,<\/strong> all\u2019epoca dei fatti <strong>capo degli zingari di Cosenza<\/strong>, poi divenuto collaboratore di giustizia, che fin da subito aveva svelato tutti i <strong>retroscena del delitto,<\/strong> rivelando i nomi di tutti i partecipi all\u2019azione, le modalit\u00e0 di esecuzione e il movente, da ricercare nel mancato rispetto, da parte di Chiodo dei patti stretti dai nomadi con l\u2019allora gruppo confederato Lanzino-Cicero, circa la spartizione dei proventi di alcune attivit\u00e0 illecite precluse agli zingari<strong> (estorsioni, usura e traffico della cocaina).<\/strong><\/p>\n<p>Successive dichiarazioni di altri collaboratori di giustizia, raccolte di recente e dettagliatamente riscontrate dagli investigatori della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, hanno permesso di acquisire ulteriori elementi di prova nei confronti dei 5 arrestati, tali da consentire alla DDA di richiedere ed ottenere dal GIP presso il Tribunale di Catanzaro il loro arresto.<\/p>\n<h2>L&#8217;omicidio 18 anni fa<\/h2>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-230343 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/nicola-gratteri--426x280.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"197\" title=\"\">Per portare a termine l\u2019azione omicidiaria, consumatasi a Cosenza in via Popilia, nel tardo pomeriggio del 9 novembre di 18 anni fa, venne utilizzato dai sicari, oltre ad una pistola Beretta, anche un kalashnikov. Dalla ricostruzione investigativa dell\u2019episodio, \u00e8 stato accertato che sull\u2019autovettura Lancia Thema utilizzata per l\u2019agguato, e rinvenuta poi sepolta nel cantiere della De.MAR Costruzioni di Sergio Perri (rimasto poi ucciso in un agguato di stampo mafioso unitamente alla moglie il successivo 17 novembre del 2000), oltre a Francesco Bevilacqua, vi erano Luigi Berlingieri, detto &#8220;<strong>il cinese<\/strong>&#8220;, armato del kalashnikov, Fiore Abruzzese detto <strong>Ninuzzo<\/strong>, con il compito di fare da autista, e Gianfranco Iannuzzi detto <strong>a\u2018 ntacca,<\/strong> successivamente vittima di lupara bianca.<\/p>\n<p>Il provvedimento restrittivo eseguito in data odierna ha riguardato oltre a Luigi Berlingieri e Fiore Abruzzese, partecipi del gruppo di fuoco, anche Antonio Abbruzzese in quanto ritenuto mandante, unitamente a Francesco Bevilacqua, dell\u2019azione di fuoco, Saverio Madio e Celestino Bevilacqua, che, con riferimento all\u2019omicidio, si erano occupati, il primo del trasporto dei killer al luogo di partenza dell\u2019azione, ed il secondo del loro recupero dal luogo ove venne interrata l\u2019auto utilizzata per l\u2019agguato.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 investigative condotte nel tempo in tale con il coordinamento della Procura distrettuale, hanno consentito, anche mediante la valorizzazione delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, doverosamente e minuziosamente riscontrate nei minimi dettagli, di portare a termine varie fasi dell\u2019operazione convenzionalmente denominata <strong>Terminator<\/strong> (1-2-3-4), con l\u2019individuazione dei responsabili di <strong>12 episodi fra omicidi e tentati omicidi,<\/strong> fra i quali quello di Vittorio Marchio nel novembre del 1999, e Marcello Calvano ad agosto 1999\u00a0 (Op.ne <strong>Terminator<\/strong> 2 -2008); Antonio Sena a maggio del 2000 e Francesco Bruni senjor a luglio del 1999 (Op.ne TERMINATOR 3 \u2013 2010).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>IL PROCURATORE GRATTERI: &#8220;CONTRAPPOSIZIONI TRA I CLAN RUA&#8217;- LANZINO E PERNA-CICERO&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Questo duplice omicidio non poteva rimanere impunito. E&#8217; stato<strong> un caso eccellente, avvenuto in pieno giorno con l&#8217;uso anche di armi da guerra e in una zona centrale di Cosenza.<\/strong> E, come \u00e8 stato per questo caso, bisogner\u00e0 rivedere altri fatti di sangue seppur datati nel tempo&#8221;. Lo ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri nel corso della conferenza stampa sugli arresti dei presunti responsabili del duplice omicidio di Benito Aldo Chiodo e Francesco Tucci. &#8220;Oggi &#8211; ha aggiunto &#8211; ci possiamo permettere di scavare nel passato perch\u00e9 finalmente abbiamo aumentato il numero di magistrati alla Dda e possiamo permetterci il lusso di avere un sostituto sul circondario di Paola, uno sul circondario di Cosenza e uno su Castrovillari. C&#8217;\u00e8 stato un periodo in cui c&#8217;era un solo sostituto per tre circondari. Adesso c&#8217;\u00e8 il dottore Camillo Falvo che \u00e8 uno dei migliori sostituti di questa Procura e si sta dedicando alle indagini su Cosenza&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;<strong>La Cosenza di quegli anni &#8211; ha detto Antonio Turi, direttore della Dia di Catanzaro &#8211; vedeva contrapposti i clan Ru\u00e0-Lanzino e Perna-Cicero.<\/strong> Clan autonomi ma confederati che avevano stabilito di spartirsi importanti appalti come quello per i lavori di ammodernamento dell&#8217;autostrada Salerno-Reggio Calabria, lo spaccio di sostanze stupefacenti e le estorsioni. A questo gruppo si era aggiunto in alleanza il gruppo degli &#8216;zingari&#8217;. Fino ad un certo punto questa alleanza \u00e8 rimasta in equilibrio perch\u00e9 prevedeva per gli &#8216;zingari&#8217; l&#8217;appannaggio di reati quali le rapine e lo spaccio di eroina e hashish, mentre per le estorsioni e gli appalti sulla Salerno-Reggio c&#8217;era il gruppo confederato con l&#8217;accordo di corrispondere agli &#8216;zingari&#8217; anche una parte dei proventi dei reati un po&#8217; pi\u00f9 gravi. Questo accordo \u00e8 andato bene fino a quando Benito Chiodo, contabile del gruppo confederato, non ha rispettato pi\u00f9 gli accordi della spartizione del territorio con gli &#8216;zingari&#8217;. Agli affari si aggiungevano vicende personali perch\u00e9 uno dei suoi sicari aveva avviato una relazione extraconiugale con la moglie del fratello di Chiodo&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>LA VICE PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ANTIMAFIA JOLE SANTELLI<\/h3>\n<p>&#8220;L&#8217;indagine che ha portato stamani ad alcuni arresti a Cosenza, per un omicidio avvenuto 18 anni fa,<strong> disvela, al netto di ogni risultanza che non potr\u00e0 non emergere dalle sentenze, meccanismi criminali che rischiavano di finire nell&#8217;oblio<\/strong>&#8220;. Lo afferma la vice presidente della commissione antimafia e deputata di Forza Italia, Jole Santelli. &#8220;Mi pare di poter dire che le parole pi\u00f9 confortanti &#8211; aggiunge Santelli &#8211; siano giunte dal procuratore Nicola Gratteri che ha sottolineato come, finalmente, gli organici della DDA siano stati potenziati consentendo la possibilit\u00e0 di avere tre sostituti sulla Provincia di Cosenza. Si tratta di un passo in avanti imprescindibile &#8211; prosegue la vice presidente della commissione antimafia &#8211; se vogliamo concretamente contrastare la criminalit\u00e0 organizzata sul territorio. Fermo restando che ogni indagine deve seguire i percorsi del diritto &#8211; continua Santelli &#8211; , \u00e8 confortante registrare ancora una volta la seriet\u00e0 e l&#8217;incisivit\u00e0 della fase di indagine, in un contesto di tempi che non era certo facile. \u00c8 estremamente importante fare luce su delitti caduti nell&#8217;oblio sia per la lettura complessiva degli assetti anche attuali, sia per sottolineare la necessit\u00e0 che si deve tentare di dare risposte a delitti rimasti nell&#8217;oscurit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\">LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5715\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Duplice omicidio a via Popilia, chiesti sei anni per \u2018Franchino i Mafarda\u2019<\/a><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5716\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Strage di via Popilia, \u2018Franchino i Mafalda\u2019 condannato a nove anni di reclusione<\/a><\/span><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5717\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Guerra tra i clan cosentini: per il primo omicidio a Rende, chiesta la condanna dei due \u2018pentiti\u2019<\/a><\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;operazione della Direzione Investigativa Antimafia \u00e8 scattata alle prime ore di oggi. In manette gli autori del duplice omicidio di Benito Aldo Chiodo e Francesco Tucci<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":101024,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-101023","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101023","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101023"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101023\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101024"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101023"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101023"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101023"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}