{"id":101415,"date":"2018-11-25T13:00:00","date_gmt":"2018-11-25T12:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/no-alla-violenza-contro-le-donne-la-giornata-spot-per-lavarsi-la-coscienza\/"},"modified":"2023-01-16T19:02:48","modified_gmt":"2023-01-16T18:02:48","slug":"265785-no-alla-violenza-contro-le-donne-la-giornata-spot-per-lavarsi-la-coscienza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/265785-no-alla-violenza-contro-le-donne-la-giornata-spot-per-lavarsi-la-coscienza\/","title":{"rendered":"No alla violenza contro le donne: la giornata &#8220;Spot&#8221; per lavarsi la coscienza"},"content":{"rendered":"<h4>Per combattere la violenza di ogni genere bisogna combattere l&#8217;omert\u00e0 della gente, la disabilit\u00e0 mentale che abbiamo e che ci porta sempre a puntare il dito, a giudicare ma mai il coraggio di osare, di essere gente vera. Ci laviamo la coscienza con il post di solidariet\u00e0 su Facebook. E gli altri 364 giorni?<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Sono pronta a subire tutte le critiche conseguenti a questo mio articolo, ma bisogna avere il coraggio di dire la verit\u00e0 se si aspira ad un cambiamento, ma quello vero. Mi fanno ridere gli slogan, la giornata della violenza contro le donne, i video, le marce. Mi fanno ridere i post che leggo su Facebook dove ognuno, in un giorno in cui Qualcuno ha deciso sia dedicato alla violenza contro le donne, scrive il pensierino per lavarsi la coscienza. Mi fanno ridere, facciamo ridere: cos\u00ec il nostro animo si eleva ai sentimenti pi\u00f9 puri e solidali\u2026.seguiti da \u201cio al suo posto avrei reagito\u201d, \u201cal suo posto avrei denunciato\u201d; per i pi\u00f9 gagliardi \u201cal suo posto avrei preso un palo (un bastone, ndc), e glielo avrei spaccato in faccia.<\/p>\n<p>Ma quante belle parole, quanto coraggio questi italiani. Poi per\u00f2 senti le ripetute percosse a cui \u00e8 sottoposta la poveraccia nell\u2019appartamento accanto al tuo, vedi la violenza per strada, in una macchina, in un bar, su una spiaggia e che fai? Tu DONNA, proprio tu DONNA per prima a tuo marito, ad una amica, a tuo figlio, a tua figlia, tu DONNA DICI: \u201cdai acceleriamo che magari questo caccia un coltello e ammazza pure noi\u201d. Che bel coraggio donna, che bel coraggio uomo!. Siamo bravi per\u00f2 a scrivere il pensierino su Facebook: VERGOGNATEVI! Siamo bravi per\u00f2 a rivedere quella persona che cammina per strada da sola terrorizzata, tu la riconosci ma non pensi a raggiungerla e a dirle \u201csenti io ho visto tutto, scusami se non sono intervenuto, ma ti aiuto!\u201d. No, neanche in questo siamo bravi ma, se la vediamo camminare per strada siamo bravi a raccontare il fatto all\u2019amico che abbiamo affianco: \u201cla vedi quella! Uhhhh, mo ti racconto. Lui un animale ma pure lei se l\u2019\u00e8 andata a cercare, perch\u00e9 non lo lascia. Io al suo posto lo avrei gi\u00e0 cacciato di casa!\u201d<\/p>\n<p>MI FATE RIDERE. Ma per un attimo super eroi dei miei stivali, se fosse cos\u00ec semplice ci sarebbero tutte queste violenze? Tutte queste donne impaurite, morte ammazzate o deturpate, sfigurate\u2026 Ma quant\u2019\u00e8 grande la bocca per dare fiato ad idiozie. Viva Dio meno male siamo tutti diversi e l\u2019ignoranza varia da persona a persona<\/p>\n<p>Miei cari signori e signore noi non siamo altro che un gregge e come tale continueremo ad essere sempre pronti a fare il messaggino su Facebook per lavarci la coscienza fino a quando non combatteremo la nostra IGNORANZA, la nostra DISABILITA\u2019 MENTALE.<\/p>\n<p>Le donne che subiscono violenza hanno bisogno non solo di un centro di ascolto, ma soprattutto di NON AVERE PAURA DI ESSERE GIUDICATE ED EMARGINATE. La donna che subisce violenza entra in una camera insonorizzata in cui grida ma nessuno VUOL SENTIRE, ma tutti vedono e sentono. E lei lo sa e sa pure che nessuno si prender\u00e0 la briga di tenderle la mano<\/p>\n<p>Siamo caproni. Restiamo a guardare che accadano le tragedie come stessimo guardando un film mentre pensiamo \u201ctanto a me non accadr\u00e0 mai!\u201d. Mia nonna diceva \u201cu cirbiaddru \u00e8 attaccatu a nu filu i cipuddra (il cervello \u00e8 attaccato ad un filo di cipolla, trad. ndc)\u201d. La nostra mente \u00e8 talmente ancora oscura ai pi\u00f9 grandi studiosi che non sapremo mai fino a che punto potrebbe arrivare la crudelt\u00e0, la violenza, la malvagit\u00e0 dell\u2019uomo, cos\u00ec come la debolezza di chi subisce.<\/p>\n<p>Il primo cambiamento per aiutare chi subisce qualsiasi tipo di violenza \u00e8 GUARIRE LA NOSTRA DISABILITA\u2019 MENTALE. Avere il coraggio di essere aggrediti e prendere botte di santa ragione, se necessario, ma aiutare chi non ti chieder\u00e0 mai aiuto per troppa paura delle conseguenze: la vergogna, il giudizio, l\u2019opinione pubblica\u2026ci battiamo il petto con il messaggino strappalacrime contro la violenza sulle donne e poi siamo i primi a puntare il dito e a giudicare\u2026.solo perch\u00e9 non ci sei passato TU. Ci devi passare per capire, devi toccare il baratro per capire, devi salire anche tu su quella barca che ti porta all\u2019inferno e provare cosa significa la paura che ti mangia la carne e l\u2019anima di notte, di giorno; il terrore di vederlo sbucare dappertutto, che ti prende a schiaffi, a calci, a pugni davanti a tutti; che inizia a gridare e la gente ti conosce.<\/p>\n<p>La donna all\u2019inizio \u00e8 vittima di un amore malato che credeva bello, perch\u00e9 nessuno ti dice se \u00e8 bello o \u00e8 cattivo. E non uscissero i puritani a dire \u201cma come? Te ne accorgi subito\u201d; non \u00e8 cos\u00ec, altrimenti non ci sarebbero tutte quelle violenze. All\u2019inizio \u00e8 l\u2019innamoramento che ti fa passare sopra a certi piccoli atteggiamenti che quasi li prendi come una forma di dimostrazione di gelosia \u201ctiene a me, sicuro fa cos\u00ec per gelosia!\u201d E sei contenta, alla fine pensi \u201cgli dimostrer\u00f2 che si pu\u00f2 fidare perch\u00e9 lo amo\u201d\u2026l\u2019amore che invece \u00e8 un coltello pronto a \u201cscannarti viva\u201d e lo far\u00e0 e questione di tempo. Poi tutto precipita. Non ti lascia il tempo di capire, ma succede che ormai la coppia \u00e8 pubblica, la gente ci conosce, che cosa facciamo, l\u2019ho detto ai miei\u2026.e la donna resiste ed inizia la violenza psicologica. Poi arrivano gli schiaffi e siccome li prendi e stai zitta, lui passa oltre e aggiunge i calci, e siccome li prendi e stai zitta, lui aggiunge i pugni e poi la testa sbattuta contro il muro, e poi il bastone della scopa usato come frusta alla schiena, e poi la sedia e il tavolo tirato addosso.<\/p>\n<p>Poi vuole fare l\u2019amore con te per chiederti scusa. Finisce il raptus di quella violenza inaudita e i primi tempi donna, scioccamente, sei talmente innamorata che ci credi. Un po\u2019 hai rabbia ma passa quando lui ti sussurra \u201cperdonami non so cosa mi ha preso, non lo far\u00f2 pi\u00f9 sei la mia vita\u201d. Invece poi diventa una galera: \u201cl\u2019ora d\u2019aria= sesso dopo le botte\u201d perch\u00e9 \u00e8 il suo modo di ritornare alla normalit\u00e0. E tu donna ti fai schifo da sola ma devi tenere forte, devi sopportare perch\u00e9 nessuno ti aiuta: non l\u2019inquilina del piano di sopra, non l\u2019amica che credevi tale; ai tuoi non puoi dirlo, al lavoro ti vedono strana ma chi se ne frega ognuno si guarda i propri guai. Nei casi pi\u00f9 gravi ti chiama il padrone di casa o il capo condomino \u201csa, sentiamo un po\u2019 di schiamazzi notturni, sarebbe il caso di abbassare la voce se potete\u201d. Ipocriti, la gente che poi si batte il petto e sventola \u201cno alla violenza sulle donne\u201d. Cos\u00ec subisci, subisci ogni tipo di violenza, dalle botte al sesso: lo senti entrare dentro di te e preghi Dio che ti faccia morire; preghi Dio che lo faccia morire. Perch\u00e9 non hai altre soluzioni. Stai ferma mentre lui ti bacia, ti tocca, ti penetra e ti sussurra sempre che sei la sua vita e che non sa cosa gli accade perch\u00e9 la colpa \u00e8 tua donna, \u00e8 solo tua perch\u00e9 non lo capisci.<\/p>\n<p>E le forze dell\u2019ordine poco possono fare perch\u00e9 la legge \u00e8 debole e se non sono io vittima a denunciare \u201cmi ha picchiata\u201d e se non siamo noi ad aiutare chi subisce denunciando, mettendoci la faccia, bussando alle porte di casa, fermandoci per strada a soccorrere, dicendo basta alla nostra ignoranza, al nostro giudicare, chiamando nell\u2019immediato le forze dell\u2019ordine, lei, la vittima, ai carabinieri, ai poliziotti, a chi indossa una divisa dir\u00e0 sempre \u201cno, non \u00e8 successo nulla\u201d e continuer\u00e0 a firmare la sua morte<\/p>\n<h2>UNA VIOLENZA INAUDITA (Tratto da una storia vera)<\/h2>\n<p><em>Un giorno, forse, vi racconter\u00f2 la storia di questa donna che trov\u00f2 il coraggio di tornare a vivere, da sola, quando era giunta alla conclusione che l&#8217;unico modo per guarire era morire: ammazzarlo ed ammazzarsi.<\/em> Tanti anni fa la violenza inaudita di un uomo sfoci\u00f2 in quelle scene che vedi solo nei film. L\u2019unica colpa di lei fu di non avergli dato ragione. Lui prima la riemp\u00ec di botte, schiaffi, pugni chiamandola puttana, troia, \u201cla maestrina\u201d, te lo faccio vedere io, ti rovino la vita, ti ammazzo dovunque ti trovi; tu pensi di liberarti di me? Hai firmato la tua morte; tu dalle mie mani muori; adesso ti faccio vedere io chi sono. Guidando come un pazzo la port\u00f2 davanti ad un locale frequentatissimo: scese dalla macchina dirigendosi dal lato opposto, la fece scendere prendendola per i capelli strisciandola con il corpo sull\u2019asfalto mentre tutti guardavano e nessuno mosse un dito. Poi la fece risalire in macchina \u201cancora non abbiamo finito\u201d le disse. Correva come un pazzo su viale Parco, lei prese coraggio e si lanci\u00f2 dalla macchina in corsa per cercare di scappare. Lui arrest\u00f2 la corsa, scese, la prese per i capelli, la gett\u00f2 a terra e stava per prenderla a calci. Lei disse \u201csono morta, meglio cos\u00ec\u201d. A quel punto pass\u00f2 la Guardia di Finanza. Fu un attimo: la macchina a lampeggianti accesi chiuse la strada. I finanziari gli intimarono di fermarsi. In due lo presero e bloccarono ma lui gridava e si divincolava e continuava a chiamarla puttana troia tanto ti ammazzo\u2026c\u2019\u00e8 voluto un terzo uomo per tenerlo. Il quarto finanziere si avvicin\u00f2, la guard\u00f2 e le chiese \u201cstai bene?\u201d \u201cCome ti senti?\u201d, \u201cAndiamo in ospedale\u201d. Lei per tutta risposta \u201cno, sto bene, grazie\u201d. \u201cNon \u00e8 vero riprese il finanziere a parlare. Dimmi solo che ti ha picchiato ed io l\u2019ho arresto\u201d. Tutti la guardavano, lei guard\u00f2 lui che ne frattempo chiedeva scusa \u201ccosa ho fatto, non mi controllo, vi chiedo scusa, la rabbia non volevo era solo un litigio\u201d. Ma lei sapeva che un arresto, una denuncia, un divieto di avvicinamento non avrebbero risolto nulla perch\u00e9 sola era e sola sarebbe rimasta e dopo? Sarebbe stato peggio perch\u00e9 lui l\u2019avrebbe ammazzata. Lui guard\u00f2 lei e lei disse ai finanzieri \u201cnon \u00e8 successo nulla, solo un litigio, grazie sto bene\u201d, mentre gli ematomi vistosi su braccia, collo e gambe raccontavano una storia.<\/p>\n<p>MA VOI DAVVERO PENSATE DI SAPERE COSA SIGNIFICA SUBIRE UNA VIOLENZA? E davvero pensate che scrivere un post, partecipare ad una fiaccolata, ad un convegno, scrivere un libro o peggio ancora dare i consigli su cosa fare, scrivere il vademecum contro la violenza aiuti e risolvi la violenza sulle donne? Le donne che subiscono violenza, maltrattamenti, leggono e ridono\u2026una risata strozzata perch\u00e9 tutte, indistintamente tutte rispondono allo stesso modo\u2026\u201dche ne sapete voi di quello che vivo io, se poi vi lavate le mani alla Ponzio Pilato\u201d<\/p>\n<p>IL PRIMO CAMBIAMENTO per aiutare chi subisce violenza siamo proprio noi e la nostra disabilit\u00e0 mentale, non mi stancher\u00f2 mai di dirlo. Lei aveva tanti amici e tutti vedevano i lividi che portava addosso ma nessuno interveniva neanche a domandarle perch\u00e9: \u201cvuoi una mano, ci sono io, indosso una divisa sai\u201d? No, risposero col senno di poi \u201ceh, l\u2019avevo immaginato, che bastardo, ma perch\u00e9 non sei venuta a dirmelo\u201d\u2026..MA PERCHE\u2019 NON SEI ANDATO TU A PRENDERLA, AD ABBRACCIARLA E A SOTTRARLA AD UN OMICIDO\/SUICIDIO GIORNALIERO. Per la donna che subisce violenza \u00e8 come se il tempo si fermasse. Apri gli occhi la mattina e preghi che arrivi presto la notte e nel frattempo sai che succeder\u00e0 sempre la stessa cosa, le stesse botte. E\u2019 un vortice da cui non esci pi\u00f9.<\/p>\n<p>LA LEGGE VA CAMBIATA<\/p>\n<p>E poi la legge che non funziona. Non basta il divieto di avvicinamento, l\u2019obbligo di dimora in un&#8217;altra citt\u00e0, la denuncia a piede libero o l\u2019arresto in alcuni casi. Poi ci sono gli avvocati, quelli bravi che fanno il loro lavoro e applicano la legge: s\u00ec, applicano la legge sullo stalking che fa acqua da tutte le parti e poi si finisce per essere ammazzate o sfigurate con l\u2019acido o menomate a vita su una sedia a rotelle o investite o accoltellate o sparate o quello che volete. Se lo Stato non cambia la legge e se noi non curiamo la nostra disabilit\u00e0 mentale\u2026.non fate post ridicoli di solidariet\u00e0 su Facebook, voi non lo sapete ma le donne che subiscono violenza non sanno che farsene della vostra lavata di coscienza.<\/p>\n<p>SOTTOPORRE L\u2019UOMO CONDANNATO ANCHE A SEDUTE MEDICHE<\/p>\n<p>Una legge che applichi la cura mentale per questi malati che non guariscono con l\u2019applicazione della misura cautelare e con una condanna. Una cura che li costringa a sottoporsi a visite mediche; un\u2019applicazione integrata della pena di condanna alla frequentazione di centri come quello per la cura dell\u2019alcolismo, della droga, della ludopatia dove l\u2019uomo sia costretto a recarsi e a raccontare le porcherie che fa e a mettersi spalle al muro davanti a quelli come lui; o ancora meglio davanti alle donne che subiscono violenza. Un centro in cui l\u2019uomo &#8211; animale sia costretto ad essere l\u2019oggetto della seduta delle vittime di violenze e debba rispondere e spiegare il perch\u00e9 dei suoi comportamenti. I centri di ascolto non devono essere solo per le vittime di violenza ma soprattutto per chi maltratta. La vera applicazione della pena oltre quella carceraria sarebbe pi\u00f9 giusta se chi compie violenza fosse imputato davanti il Tribunale delle vittime in cui dovrebbe raccontare, rispondere, riflettere e vergognarsi.<\/p>\n<p>No, oggi non \u00e8 la giornata contro la violenza sulle donne, oggi dovrebbe diventare la giornata della presa di coscienza della disabilit\u00e0 mentale che ci vieta di combattere la violenza di ogni genere<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per combattere la violenza di ogni genere bisogna combattere l&#8217;omert\u00e0 della gente, la disabilit\u00e0 mentale che abbiamo e che ci porta sempre a puntare il dito, a giudicare ma mai il coraggio di osare, di essere gente vera. Ci laviamo la coscienza con il post di solidariet\u00e0 su Facebook. 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