{"id":10150,"date":"2012-12-21T10:02:28","date_gmt":"2012-12-21T09:02:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=10150"},"modified":"2023-01-17T13:43:17","modified_gmt":"2023-01-17T12:43:17","slug":"4551-nave-dei-veleni-spuntano-nuove-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4551-nave-dei-veleni-spuntano-nuove-verita\/","title":{"rendered":"Nave dei veleni: spuntano nuove verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> La verit\u00e0 riemerge dai fondali. <strong>Il capitano Natale De Grazia morto in circostanze misteriose nel 1995 <\/strong><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>mentre indagava sull&#8217;affondamento delle navi piene di rifiuti tossici secondo i parlamentari che indagano sui traffici di rifiuti sarebbe stato avvelenato. Una dettagliata perizia, spiega com. Ma ulteriori indagini tossicologiche sono quasi impossibili. La conferenza stampa convocata d&#8217;urgenza, e prevista un&#8217;ora e mezza f\u00e0, dalla Commissione parlamentare d&#8217;inchiesta sui rifiuti \u00e8 stata annullata, rimandata a data da destinarsi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL RINVIO &#8211;<\/strong> L&#8217;annuncio di clamorose novit\u00e0 sulle navi dei veleni e sulla morte del capitano Natale De Grazia. Un mistero italiano. Del resto tutta la vicenda dei rifiuti tossici affondati con le navi a perdere nel mare calabrese e la scomparsa di De Grazia \u00e8 fitta di misteri, omissioni, complicit\u00e0. Ma agli atti della commissione c&#8217;\u00e8 un elemento nuovo, dal quale potrebbero aprirsi nuovi scenari investigativi. Si tratta dei risultati della perizia sulla morte del comandante eseguita da un consulente della commissione. De Grazia potrebbe essere stato avvelenato. Ucciso per fermarlo nelle indagini sugli affondamenti delle navi piene di bidoni tossici. Il risultato a cui \u00e8 giunto il perito potrebbe portare all&#8217;apertura di una nuova inchiesta per accertare quanto accaduto quella tragica sera del dicembre &#8217;95 in cui \u00e8 morto &#8211; ufficialmente per arresto cardiaco &#8211; De Grazia. E getterebbe le basi per scavare fino in fondo tra i segreti velenosi custoditi nei fondali calabresi. Avvelenato il mare e avvelenato l&#8217;investigatore che pi\u00f9 di tutti inseguiva la verit\u00e0. Strane coincidenze in una storia in cui ogni indizio \u00e8 prezioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LA PERIZIA &#8211;<\/strong> \u00abIl Capitano De Grazia non \u00e8 morto di morte improvvisa mancando qualsivoglia elemento che possa in qualche modo rappresentare fattore di rischio per il verificarsi di tale evento&#8221;, riferisce il perito davanti ai membri della commissione presieduta dall&#8217;avvocato Gaetano Pecorella (Pdl). L&#8217;analisi del consulente, specifica che \u00absi trattava infatti di soggetto in giovane et\u00e0, in buona salute, senza precedenti anamnestici deponenti per patologie pregresse, che conduceva una vita attiva e, come militare in servizio, era sottoposto alle periodiche visite di controllo dalle quali non sembra siano emersi trascorsi patologici. E per altri versi l&#8217;esame necroscopico, al contrario di quanto \u00e8 stato prospettato attraverso una analisi non attenta e piuttosto superficiale dei reperti anatomo ed istopatologici, non ha evidenziato nessuna situazione organo-funzionale che potesse costituire potenziale elemento di rischio di morte improvvisa. E nemmeno quanto riferito dalle persone che erano presenti alla morte e che ne seguirono le fasi immediatamente precedenti, si accorda con una ipotesi di morte cardiaca improvvisa&#8221;. Il racconto della morte. La perizia prosegue raccontando nei particolari il decesso dell&#8217;ufficiale: \u00ab&#8230;Si sa infatti che il Capitano De Grazia, subito dopo aver mangiato e messosi in macchina ha cominciato a dormire e quindi a russare in modo strano; ad un certo punto reclina la testa sulla spalla e per questo viene scosso dall&#8217;occupante il sedile posteriore dell&#8217;autovettura; a questa sollecitazione egli reagisce sollevando il capo ma non svegliandosi e senza dire alcunch\u00e9 se non emettendo un suono indefinito; quindi poco dopo reclina definitivamente la testa e non risponde pi\u00f9 alle sollecitazioni&#8221;. Il consulente critica senza mezzi termini le indagini, &#8220;i cui limiti sono apparsi subito evidenti&#8221; e la perizia medico legale fatta sul corpo senza vita di De Grazia, che &#8220;non corrisponde alla verit\u00e0 scientifica&#8221;. E troppo tempo \u00e8 passato per esaminare ulteriori reperti, escludendo che \u00abuna eventuale, rinnovata esumazione della salma possa dare la possibilit\u00e0 di indagare sui temi che qui interessano e cio\u00e8 quelli della causa della morte con particolare riferimento alla presenza di sostanze tossiche&#8221;. Ecco allora le deduzioni &#8220;sostenute dai pochi elementi obiettivi tenendo anche conto di quanto acquisito nel corso delle audizioni delle persone che, in qualche modo, ebbero ad assistere alla morte del capitano&#8221;. Ma allo stato, &#8220;non c&#8217;\u00e8 nell&#8217;intera indagine alcun dato certo che possa supportare la morte improvvisa di De Grazia\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>LE CAUSE TOSSICHE &#8211;<\/strong> \u00abCosa \u00e8 successo veramente? Difficile dirlo, ma il perito parla di &#8220;cause tossiche&#8221;, cio\u00e8 sostanze velenose che hanno portato alla morte il capitano: &#8220;Sembrerebbe pi\u00f9 trattarsi di morte cardiaca secondaria a insufficienza respiratoria da depressione del sistema nervoso centrale, come suggestivamente depone il quadro di edema polmonare cos\u00ec massivo, incompatibile quasi con un arresto cardiaco improvviso del tutto asintomatico; come suggestivamente depongono le manifestazioni sintomatologiche riferite da chi ha potuto osservare il sonno precoce, il russare rumoroso, quasi un brontolio, la risposta allo stimolo come in dormiveglia, il vomito; tutte manifestazioni queste che, anche se non patognomoniche, ben si accordano con una progressiva depressione delle funzioni del sistema nervoso centrale\u00bb. <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>ANALISI IRRIPETIBILI &#8211;<\/strong> \u00abLe conclusioni del perito sono amare. &#8220;Purtroppo \u00e8 stata irreversibilmente dispersa la possibilit\u00e0 di indagare seriamente sul versante tossicologico, da una parte per superficialit\u00e0 e forse inesperienza di chi aveva posto i quesiti con scarsa puntualit\u00e0 e poco finalizzati; dall&#8217;altra per l&#8217;insipienza della indagine medico legale che ha ritenuto trovarsi di fronte ad una banale morte naturale ed inopinatamente si \u00e8 subito indirizzata, trascurando l&#8217;indagine globale, alla esclusiva ricerca di droghe di abuso in un caso nel quale, se c&#8217;era una ipotesi se non da scartare subito almeno da considerare per ultima, era proprio quella di una morte per abuso di sostanze stupefacenti; e pervicacemente ha insistito sulla stessa linea anche nella seconda indagine necroscopica. Oramai l&#8217;indagine tossicologica non \u00e8 pi\u00f9 ripetibile, e quindi il caso, dal punto di vista medico legale deve essere, ad avviso del sottoscritto, considerato chiuso&#8221;. L&#8217;investigatore delle &#8220;navi a perdere&#8221;. Lo chiamavano l&#8217;investigatore delle &#8220;navi a perdere&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>IL CACCIATORE DI VELENI &#8211;<\/strong> Natale De Grazia era uno specialista. Ed \u00e8 morto misteriosamente il 13 dicembre del &#8217;95, mentre era in viaggio sull&#8217;autostrada che lo avrebbe dovuto portare a La Spezia. Comandante della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria era considerato un militare dalla schiena dritta. Che non temeva la fatica e i rischi di un&#8217;indagine, considerata spinosa. Era sereno anche il giorno della partenza per la Liguria. Ci stava andando a recuperare documenti sui cargo affondati nel Mediterraneo. Part\u00ec per La Spezia nel tardo pomeriggio di un giorno piovoso. Diluviava, sulla Salerno-Reggio Calabria. Il pool di investigatori che in macchina la percorreva da Sud verso Nord era composto, oltrech\u00e9 da De Grazia, anche da Nicol\u00f2 Moschitta e Rosario Francaviglia. Poco prima di Nocera Inferiore in Campania, i tre decidono di fermarsi a cenare in uno dei tanti service. Mezz&#8217;ora al massimo. Ripartiti, il capitano era seduto dietro. I colleghi ad un certo punto non lo sentono pi\u00f9 parlare. Improvvisamente. Aveva il respiro pesante, non rispondeva alle sollecitazioni. Rantolava. L&#8217;auto venne fermata su una piazzola d&#8217;emergenza. De Grazia, secondo il racconto degli unici due testimoni, morir\u00e0 in pochi istanti, nonostante i loro tentativi di soccorso. La morte del comandante &#8220;pu\u00f2 ricondursi, per sua natura, ad una morte di tipo naturale, conseguente ad una insufficienza cardiaca acuta, inquadrabile pi\u00f9 specificatamente nella fattispecie della morte improvvisa&#8221;. Fu questo il responso di prima autopsia, il cui referto venne depositato il 12 marzo del 1996. Morte improvvisa, dunque. Inspiegabile, comunque rarissima. &#8220;La morte improvvisa \u00e8 un evento repentino e inatteso &#8211; si legge ancora nel referto a firma della dottoressa Simona Del Vecchio, autrice dell&#8217;esame autoptico &#8211; caratterizzato dal fatto che il soggetto passa da una condizione di completo benessere o almeno di assenza di sintomi alla morte in un arco di tempo inferiore alle 24 ore&#8221;. Natale De Grazia sarebbe rientrato proprio in uno di questi casi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>I FAMILIARI VOGLIONO LA VERITA&#8217; &#8211;<\/strong> \u00abI familiari, non convinti, a distanza di tempo, chiedono una nuova perizia medica. Sar\u00e0 affidata alla stessa dottoressa Del Vecchio, che esegu\u00ec la prima. Identico a quello precedente anche l&#8217;esito. Una stranezza. E non sarebbe l&#8217;unica. Gli investigatori a La Spezia ci andavano per cercare le rotte di alcune navi partite da quel porto. Non ci arriveranno mai, e quando qualcun altro si presenter\u00e0 all&#8217;archivio dell&#8217;approdo ligure, si scoprir\u00e0 che, nel frattempo, le stanze che ospitavano quei documenti si erano allagate, e che tutto era finito al macero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; La verit\u00e0 riemerge dai fondali. 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