{"id":101756,"date":"2018-12-03T10:26:47","date_gmt":"2018-12-03T09:26:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/sgominata-gang-di-studenti-cosentini-dediti-allo-spendita-di-banconote-falsificate\/"},"modified":"2023-01-16T19:03:10","modified_gmt":"2023-01-16T18:03:10","slug":"267274-sgominata-gang-di-studenti-cosentini-dediti-allo-spendita-di-banconote-falsificate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/267274-sgominata-gang-di-studenti-cosentini-dediti-allo-spendita-di-banconote-falsificate\/","title":{"rendered":"Sgominata gang di studenti cosentini dediti allo spendita di banconote falsificate"},"content":{"rendered":"<h4>Il denaro proveniva da Napoli attraverso una signora ed il figlio diciottenne che inviavano pacchi carichi di soldi falsi che i cinque compagni di scuola usavano per i propri acquisti nella sibaritide<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TREBISACCE (CS) \u2013 Milleseicentocinquanta euro falsi comprati con soli 500 euro &#8216;veri&#8217;. Un business che cinque compagni di scuola, provenienti da famiglie borghesi hanno posto in essere ai danni dei commercianti della sibaritide. Serrate indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Corigliano Calabro hanno portato alla denuncia dei cinque studenti per spendita ed introduzione in concorso di monete falsificate. Nella lente degli inquirenti sono finiti anche i due soggetti del napoletano che producevano e facevano pervenire le banconote contraffatte nell\u2019alto Jonio cosentino. Tutto ha avuto inizio qualche settimana fa, quando dei <strong>commercianti di Trebisacce e Roseto Capo Spulico operanti soprattutto nel settore dell&#8217;abbigliamento avevano denunciato di essere stati pagati con delle banconote da 50 euro false, ma di ottima fattura<\/strong>, tanto da non essersi accorti inizialmente della loro non autenticit\u00e0. Le indagini dei Carabinieri della Stazione di Roseto si erano da subito indirizzate ad acquisire delle immagini di videosorveglianza e ad ottenere dalle vittime una descrizione precisa dei presunti truffatori. Ben presto si risaliva ad alcuni di questi e li si identificava in dei minorenni residenti tra Oriolo, Albidona, Roseto Capo Spulico, Rossano e Trebisacce.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Soggetti insospettabili, giovanissimi ed incensurati.<\/strong> Gli stessi pi\u00f9 volte avevano fatto acquisti negli esercizi di zona pagando con banconote false senza che i genitori si accorgessero di nulla. I Carabinieri di Roseto hanno quindi deciso di cogliere in flagranza il gruppo di minorenni eseguendo una perquisizione d\u2019iniziativa nell\u2019abitazione di uno dei ragazzi ritenuto la &#8216;mente&#8217; della gang e presso la quale arrivavano i pacchi carichi di denaro falso. Lo studente 16enne residente ad Albidona vistosi scoperto ha consegnato il suo cellulare ai militari che hanno potuto cos\u00ec confermare le proprie ipotesi investigative risalendo a tutti i correi, altri giovani studenti dello stesso istituto scolastico. Grazie alle conversazioni presenti nel telefonino \u00e8 stato possibile individuare anche la fonte da cui le banconote contraffatte partivano: Napoli. I produttori del denaro falso erano infatti una mamma 42enne ed il figlio 18enne, entrambi residenti a Napoli che gli studenti avevano conosciuto su internet attraverso l&#8217;acquisto di scarpe ad edizione limitata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tramite gli ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria e d\u2019intesa con la Procura dei minorenni di Catanzaro, <strong>si decideva di attendere la ricezione di un ultimo plico di soldi contraffatti, che era in arrivo<\/strong>. Cos\u00ec si riusciva ad identificare compiutamente i mittenti e si sequestravano ulteriori 1.100 euro falsi inviati tramite pacco postale prima che venissero immessi nel circuito economico locale. E&#8217; stato quindi accertato che il gruppo di giovani aveva ordinato in varie tranche ben 5.000 euro, in tagli da 100, 50 e 20 euro, molti dei quali erano stati gi\u00e0 spesi in negozi dell\u2019Alto Jonio. Per i cinque minorenni scattava, visto la loro incensuratezza e la giovane et\u00e0, la denuncia a piede libero, stessa cosa per i due napoletani, produttori di denaro contraffatto; mentre tutte le banconote false reperite sono state sottoposte a sequestro penale, cos\u00ec come i cellulari dei ragazzini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-267276\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/IMG-20181130-WA0038-340x280.jpg\" alt=\"\" width=\"340\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il denaro proveniva da Napoli attraverso una signora ed il figlio diciottenne che inviavano pacchi carichi di soldi falsi che i cinque compagni di scuola usavano per i propri acquisti nella sibaritide<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":101757,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[572,28],"tags":[],"class_list":["post-101756","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ionio","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101756"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101756\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}