{"id":101942,"date":"2018-12-07T05:00:04","date_gmt":"2018-12-07T04:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-il-penalista-vuono-mori-allannunziata-in-sei-rinviati-a-giudizio\/"},"modified":"2023-01-16T19:03:24","modified_gmt":"2023-01-16T18:03:24","slug":"267989-cosenza-il-penalista-vuono-mori-allannunziata-in-sei-rinviati-a-giudizio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/267989-cosenza-il-penalista-vuono-mori-allannunziata-in-sei-rinviati-a-giudizio\/","title":{"rendered":"Cosenza, il penalista Vuono mor\u00ec all&#8217;Annunziata: in sei rinviati a giudizio"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Rinviati a giudizio sei medici dell\u2019ospedale di Cosenza coinvolti nell\u2019indagine per il decesso dell\u2019avvocato Giuseppe Vuono la sera di Natale, nel 2015<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Il Gup presso il Tribunale di Cosenza Manuela Gallo ha disposto il rinvio a giudizio di sei medici in servizio tra i reparti di Chirurgia Vascolare e Chirurgia Generale dell\u2019Ospedale di Cosenza che dal 22 al 25 dicembre del 2015 ebbero in cura l\u2019avvocato Giuseppe Vuono. L\u2019esito degli accertamenti medico legali disposti dalla Procura della Repubblica di Cosenza &#8211; ha confermato la tesi della famiglia, la moglie e due figli, che non si \u00e8 rassegnata all\u2019ipotesi di morte dovuta a complicanze scusabili.\u00a0A finire sul banco degli imputati sono i medici Antonio Esposito, Massimo Mazzei, Paolo Piro, Antonio Perri, Carlo De Rose, Francesco Novello.<\/p>\n<p>In particolare i consulenti della Procura Berardo Cavanti e Vannio Vercillo hanno confermato le ipotesi di responsabilit\u00e0 avanzate dai consulenti di parte della famiglia Vuono, appartenenti all\u2019Istituto di Medicina Legale del Policlinico Gemelli Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e discusse davanti al giudice Gallo dai legali di parte civile gli avvocati Massimiliano Coppa, Valentina Spizzirri e Paolo Carnuccio, i quali hanno richiesto l\u2019approfondimento investigativo dovuto di fronte al decesso del loro validissimo collega Giuseppe Vuono che, fece ricorso alla sanit\u00e0 calabrese in un periodo festivo.<\/p>\n<p>Gli imputati sono difesi dagli avvocati Nin\u00ec Feraco, Franz Caruso, Vincenzo Belvedere, Gino Perrotta, Margherita Corriere e Francesco Chiaia. La richiesta avanzata dal collegio difensivo \u2013 senza produrre consulenze tecniche di parte (solo per uno degli imputati era stata esibita dall\u2019avvocato Corriere) \u2013 era di una perizia nella fase preliminare, richiesta rigettata dal giudice.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;accusa nessuno dei sanitari si sarebbe accorto dell\u2019ematoma provocato al paziente a seguito di intervento di chirurgia vascolare mediante il posizionamento di uno stent. Nessuno avrebbe diagnosticato l\u2019ematoma e nessuno lo avrebbe trattato dal 22 dicembre al 25 dicembre, pur essendo in ambiente ospedaliero, provocando il decesso dell\u2019avvocato lentamente per perdite ematiche silenti durate quattro giorni.<\/p>\n<p>All\u2019esito dell\u2019udienza gli avvocati Spizzirri, Carnuccio e Coppa difensori della famiglia Vuono hanno commentato <em>\u201c\u2026Pino Vuono era un uomo per bene sul lavoro ed in famiglia. Nulla sar\u00e0 trascurato nell\u2019analisi di questa triste vicenda\u2026<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h4>IL FATTO<\/h4>\n<p>L&#8217;avvocato penalista Giuseppe Vuono mor\u00ec la sera di Natale, il 25 dicembre 2015 all&#8217;ospedale civile dell&#8217;Annunziata. Il suo ingresso nel nosocomio bruzio avvenne il 22 dicembre per un intervento programmato che si sarebbe dovuto svolgere in due fasi: la prima con una endoprotesi dell&#8217;aorta addominale e la seconda di nefrectomia. Il 28 settembre dello stesso anno a seguito di una tac e una consulenza pneumologica al penalista fu diagnosticata una massa tumorale ad un rene, confermata dalle successive visite specialistiche effettuate tra vari centri a Milano, Bergamo, Roma e un ulteriore consulto al policlinico &#8220;Maggiore&#8221; di Milano.<\/p>\n<p>Il 22 dicembre il professionista venne sottoposto ad un primo intervento ma non appena uscito dalla sala operatoria inizi\u00f2 ad avvertire un dolore persistente alla gamba sinistra, con sudorazione eccessiva e un aumento della pressione del sangue. Il paziente continu\u00f2 a peggiorare e il giorno seguente, il 23 dicembre, i sanitari prescrissero una terapia cortisonica da somministrare per via orale ed endovenosa. Nonostante la forte terapia Vuono nelle ore successive mostr\u00f2 ematomi nella zona lombare e ai glutei e un gonfiore addominale.<\/p>\n<p>Il paziente venne trasferito in chirurgia generale, in quell&#8217;anno accorpata con il reparto di chirurgia vascolare, ma aumentarono le complicazioni tanto da cadere in uno stato di torpore il 24 dicembre, con dolori all&#8217;addome e alla gamba (oggi in aula gli avvocati di parte civile sottolineavano l&#8217;aumento della circonferenza della gamba da 42 a 47 cm, ndc). I sanitari optarono per continuare a somministrare la terapia cortisonica fino al giorno di Natale quando nuove analisi avrebbero rilevato l&#8217;alterazione di tutti i valori. Davanti ai nuovi dati i sanitari decisero di somministrare una terapia capace di far rientrare nella norma i valori. Ma alle 4 del pomeriggio Vuono entr\u00f2 d&#8217;urgenza\u00a0in sala operatoria per sospetto infarto intestinale spirando alle 8.30 di sera.<\/p>\n<p>I familiari presentarono qualche giorno dopo un esposto in Procura e l&#8217;allora magistrato di turno, Salvatore Di Maio fece riesumare la salma disponendone l&#8217;autopsia il 30 dicembre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rinviati a giudizio sei medici dell\u2019ospedale di Cosenza coinvolti nell\u2019indagine per il decesso dell\u2019avvocato Giuseppe Vuono la sera di Natale, nel 2015<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":101943,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-101942","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101942","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=101942"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/101942\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101943"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101942"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101942"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101942"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}