{"id":10212,"date":"2012-12-22T07:16:05","date_gmt":"2012-12-22T06:16:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=10212"},"modified":"2023-01-17T13:43:21","modified_gmt":"2023-01-17T12:43:21","slug":"4582-gemellini-morti-medici-non-responsabili","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/4582-gemellini-morti-medici-non-responsabili\/","title":{"rendered":"Gemellini morti: medici non responsabili"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>COSENZA &#8211;<\/strong> Fatalit\u00e0 di sala parto. S&#8217;\u00e8 conclusa con un verdetto di assoluzione con formula piena l&#8217;inchiesta giudiziaria a carico di tre medici<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">dell&#8217;Annunziata, Serafina Labate, Paola Claudia Salerno e Gianpaolo Arena, in servizio presso il reparto di Ginecologia dell&#8217;Annunziata, finiti sotto inchiesta per la morte di due gemellini. Uno mor\u00ec al momento del parto, l\u2019altro pochi giorni dopo. Il doppio decesso si consum\u00f2, come detto all&#8217;Annunziata, il 14 maggio del 2010. I genitori dei due neonati, (una coppia di San Giovanni in Fiore, ndr), di fronte a quel dramma, decisero di presentare una denuncia, individuando nei medici in servizio quella sera nel nosocomio, i colpevoli di quelle morti. La denuncia presentata in Procura, venne affidata dal capo dei pm, Dario Granieri, al sostituto procuratore della Repubblica Antonio Bruno Tridico. Il primo atto del pm fu l&#8217;iscrizione nel registro degli indagati dei tre medici. L&#8217;accusa nei confronti dei tre sanitari era di omicidio colposo. Nel corso dell&#8217;inchiesta il pm aveva avanzato due richieste d\u2019archiviazione al gip, chiedendo di non procedere penalmente nei confronti dei tre professionisti. A queste richieste di archiviazione, per\u00f2, s&#8217;erano opposti i familiari delle due vittime, una giovane coppia di Bisignano rappresentata in questa vicenda dal legale Franz Caruso. Dietro la morte dei due nascituri, dunque, non si nasconde alcun errore umano. I fatti, dicevamo, risalgono al maggio di due anni fa. Giorno 13, la futura mamma, dell\u2019et\u00e0 di 37 anni, si rec\u00f2 in ospedale per farsi visitare dalla sua ginecologa di fiducia. La sottoposero a un\u2019ecografia, ma durante l\u2019esame, il medico riscontr\u00f2 scarsa quantit\u00e0 di liquido amniotico. Il giorno successivo, dopo il parto cesareo, un feto venne alla luce gi\u00e0 morto; l\u2019altro, invece, in gravissime condizioni venne trasferito nel reparto di Neonatologia. Il suo cuore cess\u00f2 di battere poche ore pi\u00f9 tardi. I genitori presentarono denuncia e le prime indagini si orientarono contro cinque medici. Due di questi uscirono poi dall\u2019inchiesta e sotto accusa ne rimasero soltanto tre. A difenderli, erano gli avvocati Franco Sammarco, Marco Amantea, Amedeo Strano, Baldo Comite e Claudio Camo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Fatalit\u00e0 di sala parto. 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