{"id":102405,"date":"2018-12-17T18:19:52","date_gmt":"2018-12-17T17:19:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/rossano-scontri-in-discoteca-assolto-capo-della-vigilanza\/"},"modified":"2023-01-16T19:03:54","modified_gmt":"2023-01-16T18:03:54","slug":"269724-rossano-scontri-in-discoteca-assolto-capo-della-vigilanza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/269724-rossano-scontri-in-discoteca-assolto-capo-della-vigilanza\/","title":{"rendered":"Rossano, scontri in discoteca: assolto capo della vigilanza"},"content":{"rendered":"<h4>L\u2019uomo, difeso dall\u2019avvocato Giuseppe Tagliaferro, era accusato di lesioni. I giudici catanzaresi hanno ribaltato la sentenza di primo grado<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CORIGLIANO ROSSANO &#8211;\u00a0<\/strong>Lite in discoteca, la Corte di Appello di Catanzaro, in accoglimento della tesi difensiva dell\u2019avvocato Giuseppe Tagliaferro, ribalta la sentenza di primo grado e assolve il capo del servizio di vigilanza del locale dall\u2019accusa di lesioni.<\/p>\n<p><strong>I FATTI<\/strong> La sera del 9 gennaio 2005, presso il noto locale \u201cIl Vecchio Opificio\u201d sito in localit\u00e0 Sant\u2019Angelo di Rossano, il servizio di vigilanza era intervenuto per accompagnare fuori dal locale il giovane A.F., sorpreso a infastidire alcuni presenti. Al termine della serata, gli addetti alla vigilanza hanno notato che un gruppo di persone, nei pressi del parcheggio, aveva accerchiato il capo del servizio di vigilanza C.S. Tra questi anche il giovane che era stato prima allontanato dal locale. Un\u2019aggressione dalla quale C.S. tentava di difendersi, mentre intervenivano anche i colleghi. Non \u00e8 insolito che gli addetti alla sicurezza, spesso anche minacciati e aggrediti, intervengano nel corso di serate in discoteca a causa di comportamenti importuni di alcuni avventori, spesso dettati dall\u2019assunzione di sostanze alcoliche, ai quali \u00e8 necessario far fronte. In quella occasione, il giovane che era stato allontanato e un suo congiunto, sporgevano querela nei confronti di C.S. con l\u2019accusa di lesioni.<\/p>\n<p><strong>IL PROCESSO DI PRIMO GRADO<\/strong> Con sentenza depositata dal Tribunale Penale di Rossano in data 24 ottobre 2013, C.S. veniva dichiarato responsabile del reato di lesioni nei confronti di A.F. e S.V., nonch\u00e9 condannato al risarcimento del danno in favore delle parti civili, da liquidarsi in separata sede, e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva in favore delle stesse parti civili, oltre al pagamento delle spese di costituzione e patrocinio.<\/p>\n<p><strong>IL PROCESSO DI SECONDO GRADO<\/strong> La sentenza del primo Giudice \u00e8 stata appellata da C.S. tramite il suo difensore avvocato Giuseppe Tagliaferro. La Corte di Appello di Catanzaro, a seguito di discussione delle parti, nel 2018 ha depositato la sentenza con cui \u00e8 stato ribaltato il primo giudizio di colpevolezza, dichiarando l\u2019innocenza dell\u2019uomo.\u00a0 I Giudici di Catanzaro, pur ritenendo il reato comunque nelle more caduto in prescrizione, non si sono sottratti dall\u2019esaminare la vicenda nel merito, stante altres\u00ec la costituzione in giudizio di parte civile, e in accoglimento della linea difensiva dell\u2019appellante hanno censurato la pronuncia del primo Giudice per aver scartato completamente il testimoniale della difesa, omettendo di tenere in debito conto quanto emerso nel corso del dibattimento di primo grado.<\/p>\n<p>In particolare, il primo Giudice, secondo la Corte di Appello, non ha ben valutato che il giovane A.F. era stato notato dare fastidio all\u2019interno del locale \u201cspingendo mentre ballava e facendo altro\u201d, tanto da far intervenire la sicurezza e costringere il capo dello stesso servizio C.S. ad allontanarlo dal locale. La Corte di Catanzaro, come segnalato dalla difesa, ha riscontrato alcune non marginali contraddizioni sulla dinamica dei fatti, secondo il racconto delle stesse parti offese costituitisi parti civili, ritenendoli anche reticenti per non aver spiegato, bench\u00e9 richiesto, \u201cquali fossero state le ragioni per cui il capo addetto al servizio di vigilanza avrebbe dovuto percuotere i due giovani denuncianti\u201d.<\/p>\n<p>La stessa Corte ha correttamente ricostruito la vicenda, riconducendola, in sostanza, ad una lite avvenuta in occasione della frequentazione di un locale notturno, originata dal comportamento scorretto da parte della stessa persona offesa, che ha reagito all\u2019allontanamento dal locale, passando alle vie di fatto nei confronti del capo del servizio di sicurezza C.S., mentre quest\u2019ultimo assumeva un atteggiamento meramente difensivo.<\/p>\n<p><strong>LA SENTENZA DI ASSOLUZIONE<\/strong> La Corte di Appello di Catanzaro, in riforma della sentenza di primo grado, ha pertanto assolto C.S. dal reato di lesioni con la formula \u201cperch\u00e9 il fatto non costituisce reato\u201d. La sentenza assolutoria e riformatrice della prima pronuncia ha annullato anche la condanna al risarcimento dei danni e al pagamento delle spese, che il Tribunale, sulla base della ritenuta erronea responsabilit\u00e0 penale del medesimo, aveva statuito in favore delle stesse parti civili.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019uomo, difeso dall\u2019avvocato Giuseppe Tagliaferro, era accusato di lesioni. 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