{"id":102409,"date":"2018-12-17T18:39:32","date_gmt":"2018-12-17T17:39:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-metro-mancini-non-ha-mai-voluto-questa-metroleggera\/"},"modified":"2023-01-16T19:03:55","modified_gmt":"2023-01-16T18:03:55","slug":"269728-cosenza-metro-mancini-non-ha-mai-voluto-questa-metroleggera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/269728-cosenza-metro-mancini-non-ha-mai-voluto-questa-metroleggera\/","title":{"rendered":"Cosenza, metro: \u00abMancini non ha mai voluto questa Metroleggera\u00bb"},"content":{"rendered":"<h4>Vent&#8217;anni fa il Consiglio Comunale di Cosenza approv\u00f2 il progetto di massima della Metroleggera. Governava Mancini, al suo secondo mandato, con una coalizione politica di centrosinistra<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Il sindaco Occhiuto, in una dichiarazione del 10 dicembre, ha affermato che sulla realizzazione dell&#8217;opera c&#8217;\u00e8 sempre stato il consenso di tutti i partiti politici, ricordando che Mancini ne fu il promotore. E allora quattro amministratori dell&#8217;epoca, a buon diritto annoverabili anch&#8217;essi tra i promotori, intervengono per assicurare ai cittadini la corretta informativa sul progetto che Mancini volle promuovere e sulle sue enormi differenze con l&#8217;opera in corso di realizzazione.<\/p>\n<p><strong>Pietro Mari, Enzo Paolini, Carmelo Guido e Saverio Greco<\/strong> ricordano allora quale fu <strong>il valore che Mancini e le sue amministrazioni attribuirono<\/strong> al Viale che oggi porta il suo nome, in termini urbanistici, infrastrutturali, sociali e civili per Cosenza e i suoi cittadini. Ma non ci stanno a fare passare per un&#8217;idea di quella fase storica e politica l&#8217;opera che \u00e8 in corso di realizzazione.<\/p>\n<p>Mancini, e quanti lo sostennero, non avrebbero mai consentito di realizzare, di nuovo, una linea ferrata nel cuore pulsante della citt\u00e0. Quella che doveva essere un&#8217;opera del Terzo Millennio viene oggi realizzata con una tecnologia di inizio Ottocento. Era inimmaginabile, allora, che potesse arrivare un giorno qualcuno a privare i cosentini della funzione vitale che il Viale andava ad assumere nel sistema dei trasporti dell&#8217;area urbana.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 allora richiamare il ruolo di Mancini nella realizzazione dell&#8217;opera. Quel sindaco era un riformista socialista e regal\u00f2 alla citt\u00e0 una prospettiva di forte cambiamento civile e sociale. Quest&#8217;opera, per come \u00e8 realizzata, invece, rappresenta la restaurazione di un&#8217;idea di citt\u00e0 contro cui Mancini, e chi lo sostenne, si batterono senza risparmiarsi.<\/p>\n<p>Si allega il documento integrale sottoscritto al primo cittadino Mario Occhiuto<\/p>\n<h2>Sindaco Lei ha torto: Mancini non ha mai voluto questa Metroleggera<!--nextpage--><\/h2>\n<p>Ill.mo Sig. Sindaco<\/p>\n<p>I sottoscrittori di questa missiva hanno a vario titolo partecipato alla programmazione di quella che, a buon diritto, pu\u00f2 essere considerata l&#8217;opera pi\u00f9 importante realizzata a Cosenza nel Dopoguerra: il Viale Giacomo Mancini, noto anche con il nome di Viale Parco.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo nostro interesse rivendicare presunti meriti, ma semmai abbiamo lo scopo di ricordare, prima di tutto a noi stessi e, poi, ai cittadini, i fatti storici per come si sono manifestati e per le importanti conseguenze che negli anni hanno prodotto.<\/p>\n<p>Il Viale Mancini \u00e8 stata un&#8217;opera assai impegnativa, che ha richiesto lo smantellamento di un rilevato ferroviario che aveva diviso in due la citt\u00e0 e che segnava l&#8217;inaccettabile divisione sociale di una citt\u00e0 che reclamava riscatto. Un&#8217;opera che ha unito, chiudendo ferite e recuperando dalla marginalizzazione tanti bravi concittadini che fino ad allora si trovavano loro malgrado ghettizzati. Un&#8217;opera che si proponeva di offrire alla citt\u00e0 ed ai suoi visitatori una funzione nuova nel sistema complessivo dei trasporti, ma pure per il godimento di una nuova socialit\u00e0, dinamica, moderna, o, per come si diceva allora, europea.<\/p>\n<p>In questi giorni il Viale \u00e8 chiuso per la realizzazione della metropolitana leggera e la citt\u00e0 soffre enormemente. In una sua dichiarazione del 10 dicembre abbiamo letto che &#8220;tutti i partiti politici sono sempre stati d&#8217;accordo sulla realizzazione di questa opera. Compresi i sindaci dell&#8217;epoca, Sandro Principe e Giacomo Mancini, che furono addirittura tra i promotori.&#8217; Capiamo la sua difficolt\u00e0 ed il tentativo di scaricarne su altri almeno una parte.<\/p>\n<p>Ci permettiamo, per\u00f2, di farLe notare che la sua dichiarazione \u00e8 impropria e non restituisce la verit\u00e0 sulle volont\u00e0 politiche di soggetti, ed organizzazioni, che pure ha richiamato. Basta farLe notare che i consigli comunale di Cosenza e Rende, allora guidati da Mancini e Principe, nella seduta del 11\/12\/1998 (si, ha letto bene, venti anni addietro) hanno approvato il progetto di massima della Metropolitana Leggera, che non corrisponde in alcun modo a quello che Lei, assieme al Presidente 011verio, ha concordato di realizzare. Non corrisponde per tracciato e nemmeno per tecnologia utilizzata ma, soprattutto, non corrisponde per filosofia rea lizzativa.<\/p>\n<p>Mai e poi mai Mancini, almeno per Cosenza, avrebbe consentito di ristabilire il diaframma tra la citt\u00e0 del benessere e quello della marginalizzazione. Mai e poi mai il sindaco delle opere, del Piano Urban, del Viale, della Casa delle Culture, del rilancio del centro storico (solo per richiamare alcune delle sue realizzazioni) avrebbe consentito che accadesse ci\u00f2 che sta avvenendo. Mai e poi mai Mancini avrebbe consentito la realizzazione di una nuova linea ferrata nel cuore pulsante della citt\u00e0 moderna che aveva immaginato. Di sicuro Mancini non pensava ad una tecnologia dell&#8217;Ottocento per far muovere i cosentini del Terzo Millennio.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 propriamente, sindaco, l&#8217;opera, per come viene oggi realizzata, pu\u00f2 a buon diritto considerarsi un&#8217;operazione di restaurazione urbanistica e sociale. Un&#8217;operazione di restaurazione ad opera di soggetti politici che, evidentemente, hanno sempre subito l&#8217;attivismo ed il successo di quello stesso sindaco che, assolutamente a sproposito, hanno l&#8217;uso di nominare. E non ci stupisce che tutto ci\u00f2 accada.<\/p>\n<p>Mancini, e la sua politica riformista della migliore tradizione socialista, rappresentavano il riscatto di Cosenza in un momento storico in cui l&#8217;Europa prometteva di aiutare le regioni come la nostra, proprio quando il Paese, guidato da Berlusconi e Bassi, cominciava ad abbandonare il Sud al suo destino. Una scelta, purtroppo che nessuno dei governi succedutosi nella seconda repubblica ha inteso rivedere.<\/p>\n<p>La restaurazione incarnata dalla realizzazione dell&#8217;opera, invece, interpreta appieno la fase oscurantista che viviamo, in cui l&#8217;Europa, magari pure per le sue contraddizioni, \u00e8 utilizzata per alimentare il vento sovranista e populista, che sta ricacciando il Sud, e pure Cosenza, nel purgatorio del sottosviluppo e dell&#8217;arretratezza, dell&#8217;emigrazione e dell&#8217;emarginazione. In tutto ci\u00f2 si spiega bene come sia possibile che un&#8217;opera, realizzata per restituire slancio urbanistico e riscatto sociale, possa diventare il nuovo simbolo della divisione e dell&#8217;immobilismo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che non si spiega, e davvero si fa fatica a tollerare, \u00e8 come sia possibile che si voglia presentare la restaurazione attribuendola al riformismo di Mancini.<\/p>\n<p>Con estremo rispetto, i\u00a0firmatari<\/p>\n<p><em>Saverio Carlo Greco, Carmelo Guido, Pietro Mari, Enzo Paolini<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vent&#8217;anni fa il Consiglio Comunale di Cosenza approv\u00f2 il progetto di massima della Metroleggera. 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