{"id":102857,"date":"2018-12-30T16:45:15","date_gmt":"2018-12-30T15:45:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/polizia-postale-attivita-del-2018-pedopornografia-cybercrime-terrorismo-bullismo-truffe\/"},"modified":"2023-01-16T19:04:25","modified_gmt":"2023-01-16T18:04:25","slug":"271551-polizia-postale-attivita-del-2018-pedopornografia-cybercrime-terrorismo-bullismo-truffe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/271551-polizia-postale-attivita-del-2018-pedopornografia-cybercrime-terrorismo-bullismo-truffe\/","title":{"rendered":"Polizia Postale, attivit\u00e0 del 2018: Pedopornografia, Cybercrime, terrorismo, bullismo, truffe"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Resoconto attivit\u00e0 della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2018<\/strong><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211;\u00a0In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, l\u2019impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni nell\u2019anno 2018 \u00e8 stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalit\u00e0 informatica in generale, con particolare riferimento ai reati di precipua competenza di questa Specialit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>CNCPO<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della <strong>pedopornografia online, <\/strong>nell\u2019anno in corso, sono stati eseguiti <strong>43 <\/strong>arresti e denunciate <strong>532 <\/strong>persone; tra le operazioni pi\u00f9 significative, coordinate dal Centro Nazionale del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, si segnala l\u2019operazione \u201cOntario\u201d che ha consentito l\u2019esecuzione di <strong>22<\/strong> perquisizioni, <strong>4<\/strong> persone tratte in arresto e <strong>18<\/strong> persone denunciate in stato di libert\u00e0; nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201cSafe Friend\u201d sono state eseguite <strong>15 <\/strong>perquisizioni che hanno consentito di arrestare <strong>2<\/strong> persone e denunciarne <strong>13.<\/strong><\/p>\n<p>Le indagini svolte anche in modalit\u00e0 sotto copertura nell\u2019Operazione \u201cGood Fellas\u201d hanno consentito di eseguire <strong>14 <\/strong>perquisizioni, portando all\u2019arresto di 4 persone, nonch\u00e9 di denunciare in stato di libert\u00e0 altri <strong>10<\/strong> indagati. L\u2019Operazione denominata \u201c<em>Showcase<\/em>\u201d si \u00e8 conclusa con l\u2019esecuzione di <strong>15<\/strong> perquisizioni, la denuncia di <strong>14<\/strong> persone e l\u2019arresto di un altro indagato.<\/p>\n<p>Dalle complesse attivit\u00e0 di prevenzione, \u00e8 scaturita una assidua attivit\u00e0 di monitoraggio della rete che ha riguardato <strong>33086 <\/strong>siti internet, di cui <strong>2182 <\/strong>inseriti in black list. Le indagini relative al fenomeno dell\u2019adescamento di minori online hanno portato all\u2019arresto di <strong>3 <\/strong>persone e alla denuncia di <strong>136<\/strong> indagati. Fondamentale importanza assume la collaborazione con organismi internazionali dalla quale prendono avvio importanti attivit\u00e0 investigative tra le quali alcune iniziate negli ultimi mesi con approfondimenti tuttora in corso.<\/p>\n<p>Il Centro rivolge massima attenzione al contrasto di fenomeni emergenti che scaturiscono da fragilit\u00e0 psico-emotiva dei minori tra i quali emergono episodi di istigazione all\u2019autolesionismo e al suicidio, strutturati anche in modalit\u00e0 di sfida o di gioco. In particolare, dal 2017, il Centro ha avviato un\u2019attivit\u00e0 di monitoraggio della rete finalizzata a contrastare il fenomeno noto come \u201cBlue Whale\u201d, attivit\u00e0 rivolta a individuare le vittime e i \u201ccuratori\u201d e che ha fatto registrare circa <strong>700<\/strong> segnalazioni, delle quali <strong>270<\/strong> confluite in comunicazioni di notizie di reato alle Procure.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito dei reati contro la persona perpetrati sul web, il <strong>ricatto on line<\/strong> \u00e8 un fenomeno in continua crescita con 940 casi trattati dall\u2019inizio dell\u2019anno, atteso che il dato emerso \u00e8 parziale e fortemente ridotto rispetto alla reale entit\u00e0 del fenomeno. Sono 20 le persone denunciate e 2 le persone arrestate in Italia nel 2018. Anche grazie a una complessa attivit\u00e0 condotta in ambito internazionale in collaborazione con la Gendarmerie Royale del Marocco, tramite gli organi di coordinamento istituzionali, sono stati arrestati 23 cittadini marocchini destinatari delle transazioni finanziarie provento di estorsioni a sfondo sessuale.<\/p>\n<p>Dal mese di gennaio ad oggi, sono state denunciate 955 persone e 8 persone sono state tratte in arresto, per aver commesso estorsioni a sfondo sessuale, stalking, molestie sui social network, minacce e trattamento illecito di dati personali. Tra i reati contro la persona, in costante aumento sono le <strong>diffamazioni on line,<\/strong> soprattutto ai danni di persone che ricoprono incarichi istituzionali o che sono note. In questo ambito, nel 2018, sono state denunciate 685 persone. Si registra inoltre una continua evoluzione nella tipologia dei reati commessi. L\u2019ultima modalit\u00e0 della violenza sulle donne \u00e8 il fenomeno dei c.d. stupri virtuali: all\u2019interno di gruppi chiusi i partecipanti di sesso maschile condividono foto, ricercate sui social o copiate da contatti whatsapp, di donne ignare, ritratte nella loro vita quotidiana, dando poi sfogo a fantasie violente e comportamenti offensivi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>L\u2019aumento del numero degli adolescenti presenti sul web ha determinato una crescita esponenziale del numero di minorenni vittime di reati contro la persona: dai 104 casi registrati nel 2016 si \u00e8 passati a 177 nel 2017 e 202 casi trattati nel 2018, le vittime hanno tutte un\u2019et\u00e0 compresa tra i 14 e i 17 anni.<\/strong><\/p>\n<p>Di rilievo \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 condotta dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni nel contrasto ai reati d\u2019incitamento all\u2019odio, svolgendo il prezioso ruolo di punto di contatto nazionale per il <strong>contrasto all\u2019hate speech on line<\/strong>. Sono oltre <strong>5000<\/strong> gli spazi virtuali monitorati nel 2018 per condotte discriminatorie di genere, antisemite, xenofobe e di estrema destra.<\/p>\n<p>Le <strong>truffe on line<\/strong> sono in continua crescita: nel 2018 la Specialit\u00e0 ha denunciato <strong>3355 <\/strong>persone, ne ha arrestato <strong>39<\/strong>, ha sequestrato <strong>22.687<\/strong> spazi virtuali, ha ricevuto e trattato circa <strong>160.000<\/strong> segnalazioni di truffe o tentate truffe. Significativa l\u2019attivit\u00e0 svolta sulle cosiddette frodi delle assicurazioni.\u00a0 Questa tipologia di truffa viene commessa attraverso la commercializzazione di polizze assicurative mediante la creazione di portali, in taluni casi con riproduzioni di pagine web di compagnie note, sulle quali sono promosse polizze assicurative temporanee false, esercitando in tal modo l\u2019attivit\u00e0 di intermediazione assicurativa in difetto di iscrizione al registro degli intermediari assicurativi.<\/p>\n<p><strong>CNAIPIC<!--nextpage--><\/strong><\/p>\n<p>Di evidente incremento \u00e8 l\u2019attivit\u00e0 di contrasto alla minaccia cyber svolta dal Centro Nazionale Anticrimine per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), attestata dal rilevante aumento del numero di alert diramati alle infrastrutture critiche nazionali che, rispetto al 2017, \u00e8 quasi raddoppiato sino a raggiungere <strong>55843 segnalazioni di sicurezza<\/strong>.<\/p>\n<p>La tempestiva condivisione dei c.d. \u201cindicatori di compromissione\u201d dei sistemi informatici con le pi\u00f9 importanti infrastrutture critiche ha consentito di rafforzare gli strumenti volti alla protezione della sicurezza informatica, garantita anche dalla costate attivit\u00e0 di monitoraggio informativo in ambienti di interesse investigativo.<\/p>\n<p>Inoltre in particolare la Sala Operativa del Centro ha gestito:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>442 <\/strong>attacchi informatici nei confronti di servizi internet relativi a siti istituzionali e infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale;<\/li>\n<li><strong>97 <\/strong>richieste di cooperazione nell\u2019ambito del circuito \u201cHigh Tech Crime Emergency\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tra le attivit\u00e0 investigative condotte, in tale ambito, si segnalano <strong>68 <\/strong>indagini avviate nel <strong>2018 <\/strong>per un complessivo di <strong>15 <\/strong>persone deferite in stato di arresto ovvero in stato di libert\u00e0 alle competenti AA.GG <strong>.<\/strong><\/p>\n<p>Tra le attivit\u00e0 pi\u00f9 significative si segnala un\u2019operazione, frutto di una proficua attivit\u00e0 di collaborazione internazionale intrapresa con la polizia olandese, che ha ricevuto il supporto di Europol per il tramite dell\u2019European Cyber Crime Centre della Joint Cybercrime Action Taskforce. Il Centro<strong>, <\/strong>con l\u2019ausilio della Sezione Polizia Postale di Cosenza ed il supporto logistico della Stazione dei Carabinieri di San Giorgio Albanese (CS) ha eseguito una perquisizione locale e personale nei confronti di un ventottenne italiano residente nella provincia di Cosenza resosi responsabile del reato di \u201cintercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche\u201d (Art. 617 quater C.P.).<\/p>\n<p>Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati computer e supporti informatici utilizzati per portare a compimento l\u2019attivit\u00e0 illecita<strong>.<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019ottica di un\u2019efficace condivisione operativa, il Centro ha proseguito la stipula di specifici protocolli a tutela delle infrastrutture critiche nazionali: al riguardo, nel 2018 sono state sottoscritte 8 nuove convenzioni con le societ\u00e0 WindTre, Sky Italia, Fincantieri, MM S.p.A., Monte dei Paschi di Siena, Consip S.p.A., Nexi S.p.A. e BT Italia, oltre al rinnovo delle convenzioni in essere con Sogei, ATM, ENI, RAI, ENAV e TERNA.<\/p>\n<p>Si rappresenta, altres\u00ec, che analoghe forme di collaborazione sono state avviate dagli uffici territoriali della Specialit\u00e0 con strutture sensibili di rilevanza territoriale, sia pubbliche che private, al fine di garantire un sistema di sicurezza informatica capillare e coordinato.<\/p>\n<p><strong>SEZIONE FINANCIAL CYBERCRIME<!--nextpage--><\/strong><\/p>\n<p>Con riferimento al <strong>financial cybercrime, <\/strong>le sempre pi\u00f9 evolute tecniche di <em>hackeraggio,<\/em> attraverso l\u2019utilizzo di <em>malware<\/em> inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell\u2019ambito dei rapporti commerciali, anche per l\u2019utilizzo di particolari tecniche di <em>social engineering<\/em> e di <em>cyber profiling<\/em>. Infatti lo scopo delle organizzazioni criminali \u00e8 quello di intromettersi nei rapporti commerciali tra aziende, attraverso le informazioni acquisite, dirottando asset finanziari verso conti correnti nella disponibilit\u00e0 dei malviventi. Il BEC (business e-mail compromise) o CEO (Chief Exeutive Officer) fraud sono la moderna applicazione della tecnica di attacco al sistema economico nazionale denominata \u201cman in the middle\u201d.<\/p>\n<p>Nonostante la difficolt\u00e0 operativa di bloccare e recuperare le somme frodate, soprattutto perch\u00e9 inviate verso paesi extraeuropei (Cina, Taiwan, Hong Kong), grazie alla versatilit\u00e0 della piattaforma <strong>OF2CEN<\/strong> (On line Fraud Cyber Centre and Expert Network) per l\u2019analisi e il contrasto avanzato delle frodi del settore, nell\u2019anno 2018, la Specialit\u00e0 a fronte di una movimentazione in frode denunciata di <strong>38.400.000,00 \u20ac <\/strong>ha potuto gi\u00e0 recuperare e restituire <strong>circa 9 milioni<\/strong> mentre sono in corso attivit\u00e0 di cooperazione internazionale finalizzate al recupero delle restanti somme. La piattaforma in questione frutto di specifiche convenzioni intercorse mediante ABI con gran parte del mondo bancario, consente di intervenire in tempo reale sulla segnalazione bloccando la somma prima che venga polverizzata in vari rivoli di prestanome.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della Cooperazione\u00a0 Internazionale appare opportuno segnalare la recente operazione di respiro internazionale denominata \u201cEmma4\u201d, coordinata dal Servizio Polizia Postale con la collaborazione di <strong>30 Paesi<\/strong> Europei e di Europol, volta a identificare i c.d. \u201cmoney mules\u201d, riciclatori primi destinatari delle somme provenienti da attacchi informatici e campagne di phishing, che offrono la propria identit\u00e0 per l\u2019apertura di conti correnti e\/o carte di credito sui quali vengono poi accreditate le somme illecitamente carpite.<\/p>\n<p>L\u2019operazione ha consentito sul territorio nazionale di identificare <strong>101 <em>money mules<\/em> <\/strong>di cui ben <strong>50 tratti in arresto e 13 denunciati in stato di libert\u00e0.\u00a0<\/strong>Le transazioni fraudolente sono state <strong>320<\/strong>, per un totale di circa <strong>34 milioni di euro, <\/strong>di cui<strong> 20 milioni di euro<\/strong> sono stati bloccati e\/o recuperati grazie alla piattaforma per la condivisione delle informazioni denominata \u201cOF2CEN\u201d, realizzata appositamente al fine di prevenire e contrastare le aggressioni al sistema economico finanziario.<\/p>\n<p>Anche in ambito nazionale il settore per il contrasto al Financial Cyber Crime ha prodotto notevoli risultati operativi ed in particolare nel marzo dell\u2019anno in riferimento \u00e8 stata condotta un\u2019articolata operazione di Polizia giudiziaria denominata \u201cBruno\u201d condotta dalla Specialit\u00e0 in collaborazione con le Autorit\u00e0 rumene, che ha consentito di denunciare complessivamente <strong>133 <\/strong>soggetti, <strong>14 <\/strong>sottoposti a ordinanza di custodia cautelare <strong>3<\/strong> dei quali in territorio rumeno, per associazione a delinquere transnazionale dedita ad attacchi e frodi informatiche su larga scala e riciclaggio. Da questa operazione per la prima volta sono emersi elementi dell\u2019interessamento da parte della criminalit\u00e0 organizzata di tipo mafioso verso il settore del Financial Cyber Crime.<\/p>\n<p>Nel luglio si \u00e8 conclusa l\u2019Operazione denominata \u201cSim Swap\u201d che prende il nome dalla particolare tecnica utilizzata dai malviventi, che rappresenta una modalit\u00e0 innovativa di attacco ai sistemi di home banking, che prevede la sostituzione, attraverso dealers compiacenti, delle sim telefoniche attraverso le quali giungono ai titolari dei conti attaccati le OTP (one time password) per effettuare le disposizioni di trasferimento di denaro. L\u2019operazione si \u00e8 conclusa con l\u2019esecuzione di <strong>14 ordinanze di custodia cautelare<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel novembre si \u00e8 conclusa l\u2019Operazione denominata \u201cTravellers\u201d nella quale la Specialit\u00e0 ha eseguito <strong>6 ordinanze<\/strong> di custodia cautelare, verso un gruppo criminale definito dall\u2019AG. \u201citinerante\u201d in quanto operante indistintamente su tutto il territorio nazionale. L\u2019associazione disponeva di un proprio \u201capparato tecnico-finanziario\u201d che si occupava di dotare gli associati di conti correnti (intestati a societ\u00e0 inesistenti o appositamente create), apparati POS portatili (anche operativi su circuiti internazionali) abilitati a transazioni con carte di credito e carte prepagate con funzioni <em>on-line, <\/em>attraverso i quali riciclare i proventi delittuosi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>SEZIONE CYBER TERRORISMO<!--nextpage--><\/strong><\/p>\n<p>La recente direttiva del Ministro dell\u2019Interno sui comparti di specialit\u00e0 ha confermato in capo alla Polizia Postale e delle Comunicazioni, sia a livello centrale che territoriale, le competenze in materia di contrasto al fenomeno del terrorismo di matrice jihadista in rete, con particolare riferimento al monitoraggio del <em>web<\/em>, quale principale strumento di strategia mediatica del <em>Daesh<\/em>, gi\u00e0 espletato da personale della Polizia Postale e delle Comunicazioni, affiancato da un qualificato, supporto di mediazione linguistica e culturale.<\/p>\n<p>Tale rinnovato, rafforzato, impegno della Polizia Postale e delle Comunicazioni in tale ambito ha reso necessario implementare le attivit\u00e0 in argomento, ampliando il coinvolgimento di un maggior numero di Compartimenti nel summenzionato monitoraggio, nonch\u00e9 un potenziamento del numero dei mediatori linguistici e culturali, il cui prezioso apporto, per la peculiarit\u00e0 della materia e dei relativi contenuti multimediali presenti nella rete, risulta assolutamente indispensabile.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito della prevenzione e contrasto al terrorismo internazionale di matrice jihadista e, in particolare, ai fenomeni di radicalizzazione, la Polizia Postale e delle Comunicazioni ha svolto attivit\u00e0 sia di iniziativa, che su specifica segnalazione, al fine di individuare i contenuti di eventuale rilevanza penale all\u2019interno degli spazi e servizi di comunicazione on line, siti o spazi web, weblog, forum, portali di social network e i cosiddetti \u201cgruppi chiusi\u201d, anche a seguito di informazioni pervenute dai cittadini tramite il Commissariato di P.S. Online.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0, funzionale a contrastare il proselitismo e prevenire fenomeni di radicalizzazione, ha portato a monitorare circa <strong>36.000<\/strong> spazi web e alla rimozione di diversi contenuti (<strong>250<\/strong>).<\/p>\n<p>Nel corso di tale attivit\u00e0 di monitoraggio, si \u00e8 inoltre riscontrato un effettivo incremento dell\u2019azione da parte dei maggiori fornitori di servizi Internet (<em>Facebook, Google, Twitter, etc.<\/em>) volta alla rimozione di contenuti illeciti presenti sulle proprie piattaforme, grazie anche alla richiesta di maggiore collaborazione elaborata in numerose sedi istituzionali nell\u2019ambito di progetti internazionali (es. <em>EU Internet Forum<\/em>), ai quali ha preso parte la Specialit\u00e0.<\/p>\n<p>A seguito di tale strategia, si \u00e8 rilevato un repentino passaggio dei fenomeni di diffusione e divulgazione dei contenuti riconducibili al radicalismo islamico su piattaforme di comunicazione <em>social<\/em> ritenute pi\u00f9 sicure (<em>Telegram, WhatsApp<\/em>), in quanto garantiscono maggiore riservatezza. Inoltre, fornendo ai propri utenti un grado di anonimato pi\u00f9 elevato, come da <em>policies<\/em> aziendali, di fatto finiscono per attrarre la quasi totalit\u00e0 delle attivit\u00e0 di diffusione di contenuti illeciti, o comunque di propaganda, poste in essere da soggetti contigui ad ambienti filo-jihadisti e agli stessi membri delle organizzazioni terroristiche.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno, in concomitanza con le recenti perdite territoriali da parte del c.d. Stato Islamico, si \u00e8 riscontrato un significativo decremento dell\u2019attivit\u00e0 mediatica del Daesh, in particolare per quanto concerne la diffusione di nuovi contenuti di proselitismo nel web, sia in termini quantitativi, che qualitativi. Infatti, si \u00e8 notato che i pochi filmati e le info-grafiche emanati hanno standard qualitativi palesemente inferiori a quelli precedenti, segno, verosimilmente, che il Califfato \u00e8 in fase di riorganizzazione\/trasformazione e sta ristrutturando il suo network interno e ridelineando la propria strategia. In particolare, si sta passando da forme di comunicazione di massa, ben strutturate, alla diffusione di materiale autoprodotto attraverso l\u2019utilizzo di mezzi pi\u00f9 semplici, quali smartphones, ma che comunque trovano diffusione attraverso canali sommersi e forme di comunicazione compartimentate.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 preventiva e informativa della Polizia Postale e delle Comunicazioni ha visto, inoltre, momenti di collaborazione con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e le locali Digos, anche per la collaborazione specialistica in caso di necessari approfondimenti tecnici in relazione a posizioni emergenti o monitorate sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>Infatti, la Polizia Postale e delle Comunicazioni concorre con altri organi di Polizia e di <em>intelligence<\/em> alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di proselitismo on line e di radicalizzazione, sia a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l\u2019utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica. La sinergia tra i diversi comparti in tale ambito \u00e8 divenuta sempre pi\u00f9 incisiva, sia nell\u2019ambito del raccordo info-investigativo che di quello tecnico-operativo.<\/p>\n<p>Per quanto concerne, invece, l\u2019attivit\u00e0 di contrasto, la Polizia Postale e delle Comunicazioni si avvale di profili sotto copertura creati <em>ad hoc<\/em> e gestiti dagli operatori, con l\u2019affiancamento dei mediatori linguistici e culturali. L\u2019utilizzo di uno di tali account fittizi, nel tempo fatto \u201cmaturare\u201d dagli investigatori nel corso delle diverse, quotidiane, attivit\u00e0 di monitoraggio informativo e, dunque, accreditato all&#8217;interno dei canali e gruppi frequentati dagli internauti sostenitori dello Stato Islamico, ha permesso di condurre diverse, complesse, attivit\u00e0 tecnico-investigative.<\/p>\n<h2>A titolo esemplificativo, si evidenziano, in particolare, due significativi risultati investigativi<\/h2>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Il primo risultato investigativo (<strong><em>Operazione ANSAR<\/em><\/strong>) ha portato all\u2019individuazione di un <strong>minore italiano, di seconda generazione, di origine algerina<\/strong>, il quale, attraverso la rete, svolgeva un\u2019intensa campagna di <strong>proselitismo di matrice jihadista su Telegram<\/strong>, istigando altri utenti a commettere delitti di terrorismo, fatti aggravati in quanto le azioni venivano compiute attraverso strumenti informatici e telematici. All\u2019interno del canale Telegram, frequentato da circa 200 utenti e considerato tra i principali veicoli della narrativa dell\u2019IS, venivano pubblicati messaggi testuali, immagini, video, infografiche e audio di propaganda del Daesh, tradotti in lingua italiana e rivolti in particolare ai c.d. \u201clupi solitari\u201d presenti sul territorio nazionale.<\/p>\n<p>Considerata l\u2019impossibilit\u00e0 di acquisire elementi investigativi utili all\u2019identificazione dell\u2019amministratore del canale attraverso vie ufficiali dirette, il Servizio Polizia Postale ha attivato una mirata attivit\u00e0 tecnico-investigativa che ha permesso di orientare le indagini finalizzate a individuarne l\u2019amministratore, la cui identificazione \u00e8 risultata complicata, in quanto il minore si \u00e8 dimostrato particolarmente abile e competente a livello informatico, poich\u00e9 utilizzava tecniche di anonimizzazione evolute (connessioni attraverso servizi di VPN e nodi TOR).<\/p>\n<p>\u00c8 stato possibile raggiungere il risultato sperato soltanto a seguito di una difficile e articolata attivit\u00e0 tecnica svolta da personale del Servizio Polizia Postale anche attraverso l\u2019utilizzo di software sviluppati ad hoc e rivelatisi di particolare efficacia. Le successive attivit\u00e0 d\u2019indagine, svolte attraverso l\u2019attivazione di servizi di intercettazione delle comunicazioni telematiche, telefoniche e ambientali, nonch\u00e9 riscontrate da servizi di diretta osservazione, hanno consentito di acquisire concreti elementi di prova a carico di un cittadino italiano minorenne di \u201cseconda generazione\u201d, nato in Italia da genitori di origine algerina, che \u00e8 stato indagato per aver compiuto attivit\u00e0 di proselitismo a favore dell\u2019IS mediante diffusione e traduzione di contenuti di propaganda on line. Nonostante la giovane et\u00e0, il minore risultava in possesso di elevate capacit\u00e0 tecnico-informatiche, padronanza linguistica non comune e approfondita conoscenza dei principali testi sacri dell\u2019Islam, proponendosi quale punto di riferimento per tutti coloro che intendevano contribuire attivamente alla causa jihadista.<\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 investigativa ha consentito di riscontrare e raccogliere elementi in ordine al percorso di <strong>autoradicalizzazione<\/strong> del minore, intrapreso esclusivamente in rete e sfociato in una successiva diffusione on line del proselitismo di matrice jihadista. Infatti, nella vita reale il ragazzo non frequentava la moschea, n\u00e9 ambienti contigui all\u2019estremismo islamico. Anche il contesto familiare, sebbene musulmano, risultava di impostazione musulmana, ma non integralista.<\/p>\n<p>Oltre ai risultati operativi conseguiti, tale indagine ha presentato anche profili di rilevanza giudiziaria e sociale, in quanto \u00e8 stata riconosciuta la pericolosit\u00e0 reale delle iniziative adottate dell\u2019indagato, le quali, lungi da esaurire i propri effetti nella \u201cdimensione virtuale\u201d, sono risultate concretamente rilevanti. Il puntuale intervento della Procura dei minori e della Polizia di Stato ha consentito di superare la mera fase accertativa della responsabilit\u00e0 penale del minore, avviando un dedicato percorso di recupero e deradicalizzazione, reso possibile dallo \u201cscollegamento\u201d del giovane dalla rete della c.d. <em>\u201ccyber jihad\u201d. <\/em>Come noto, infatti, ormai il web assurge a un ruolo fondamentale quale strumento strategico di propaganda dell\u2019ideologia del Daesh, di reclutamento di nuovi combattenti, di finanziamento, di scambio di comunicazioni riservate nella pianificazione degli attentati e di rivendicazione degli stessi.<\/p>\n<p>Infine, la seconda Operazione, denominata <strong><em>\u201cLupi del deserto\u201d<\/em><\/strong> si \u00e8 conclusa nell\u2019<strong>arresto<\/strong> <strong>di un cittadino egiziano<\/strong> di 22 anni, irregolare sul territorio nazionale, per associazione con finalit\u00e0 di terrorismo internazionale e istigazione e apologia per delitti di terrorismo.<\/p>\n<p>Le indagini, avviate nel 2017 con intercettazioni telefoniche, ambientali, telematiche e specifici servizi di osservazione e pedinamento h24. Il giovane arrestato \u00e8 un appartenente all\u2019ISIS, indottrinatosi con il materiale di propaganda di DAESH reperito on line. Gli elementi raccolti hanno evidenziato che il predetto ascoltava in continuazione, in una sorta di <strong><em>\u201cbrain washing\u201d<\/em><\/strong>, files audio di Imam radicali e della rivista \u201cDabiq\u201d inneggianti all\u2019odio per l\u2019occidente, alla jihad e a sostegno degli atti di martirio. Dalle intercettazioni telematiche e accertamenti tecnici svolti dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, \u00e8 emerso che il giovane \u00e8 altres\u00ec organico anche alla macchina della propaganda del sedicente stato islamico. Infatti, gestiva gruppi e canali chiusi su Telegram, nei quali venivano diffuse le notizie delle attivit\u00e0 dello Stato Islamico, tramite le agenzie mediatiche del Califfato. In particolare, era in assiduo contatto <strong>con due connazionali<\/strong>, anch\u2019essi radicalizzati, con i quali scambiava video e audio Jihadisti e inneggianti l\u2019Islam radicale.<\/p>\n<p>Nei loro confronti il Ministro dell\u2019Interno ha emesso un <strong>decreto di espulsione<\/strong> dal territorio italiano.<\/p>\n<p>Trattandosi di un fenomeno a carattere transnazionale, sia per la natura internazionale del fenomeno, che per la stessa connaturata struttura della rete, risulta imprescindibile l\u2019attivazione efficiente degli strumenti della cooperazione sovranazionale, sia ordinari che \u201cnuovi\u201d, soprattutto per la condivisione di informazioni che, collegate a situazioni peculiari interne, riescono ad apportare indiscusso valore aggiunto alle attivit\u00e0 di prevenzione messe in atto dalle diverse forze di polizia nazionali.<\/p>\n<p>In ambito europeo, il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni \u00e8 il punto di contatto nazionale dell\u2019Internet Referral Unit (IRU) di Europol, Unit\u00e0 preposta a ricevere dai Paesi Membri le segnalazioni relative ai contenuti di propaganda jihadista diffusi in rete e di orientarne l\u2019attivit\u00e0. Lo scambio delle informazioni tra Paesi Membri viene effettuato attraverso l\u2019utilizzo di specifiche piattaforme tecnologiche, tra cui <em>Check-the-Web<\/em> (CTW) e <em>SIRIUS<\/em>, appositamente create in ambito IRU a supporto del monitoraggio e delle indagini nell\u2019ambito di terrorismo in Internet.<\/p>\n<h2>VITA DA SOCIAL<\/h2>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Parallelamente all\u2019incremento dell\u2019uso di strumenti telematici, sono cresciute le aspettative di sicurezza da parte del cittadino.\u00a0La Polizia Postale e delle Comunicazioni \u00e8 impegnata, ormai da diversi anni, in campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli connessi all\u2019utilizzo della rete internet, rivolte soprattutto alle giovani generazioni.<\/p>\n<p>Nello specifico si evidenzia la campagna itinerante della Polizia Postale e delle Comunicazioni \u201c<strong><em>Una Vita da Social<\/em><\/strong>\u201d, grazie alla quale sino ad oggi sono stati incontrati oltre <strong>1 milione e 700 mila studenti<\/strong>, <strong>180.000 genitori,<\/strong> <strong>100.000 insegnanti<\/strong> per un totale di <strong>15.000 Istituti scolastici<\/strong> e <strong>250<\/strong> citt\u00e0 italiane.<\/p>\n<p>Un progetto dinamico, innovativo e decisamente al passo con i tempi, che si avvicina alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunit\u00e0 del web che i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio \u201cmanuale d\u2019uso\u201d, finalizzato ad evitare il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte quelle forme di uso distorto della rete in generale e dei social network.<\/p>\n<p>A disposizione degli utenti \u00e8 presente la pagina <strong>facebook e twitter<\/strong> di \u201cUna vita da social\u201d, gestita direttamente dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dove vengono pubblicati gli appuntamenti, le attivit\u00e0, i contributi e dove i giovani internauti possono \u201c<em>postare<\/em>\u201d direttamente le loro impressioni ad ogni appuntamento.<\/p>\n<p>Grande consenso ha riscosso la campagna <strong>#cuoriconnessi<\/strong>, che ha coinvolto 30.000 studenti, attraverso la proiezione di un docufilm e le testimonianze dirette dei minori vittime di prevaricazioni, vessazioni e violenze online. Inoltre nel corso dell\u2019anno sono stati realizzati incontri educativi su tutto il territorio nazionale raggiungendo oltre <strong>300 mila studenti<\/strong> e circa <strong>3000 Istituti scolastici<\/strong> per i quali \u00e8 stata messa a disposizione anche un\u2019email dedicata: progettoscuola.poliziapostale@interno.it.<\/p>\n<p>Il portale del Commissariato di P.S. online \u00e8 divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e presentare denunce. Uno strumento agevole che consente al cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione, informazione e collaborazione che la Polizia Postale e delle Comunicazioni quotidianamente ed ininterrottamente offre agli utenti del web.<\/p>\n<p>Di particolare importanza le denunce e le segnalazioni giunte anche sul sito del Commissariato di P.S. on-line per i reati di cyberbullismo, perpetrati soprattutto in ambito scolastico da parte di studenti nei confronti di compagni e perpetrati attraverso i social media, con atti denigratori e diffamatori nei confronti delle giovani vittime. Alcune attivit\u00e0 sono sfociate nell\u2019emissione da parte dei Questori di provvedimenti di ammonimento anche al fine di responsabilizzare minori autori del reato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 del Commissariato di PS online <\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"499\">Richieste di informazioni evase<\/td>\n<td width=\"113\"><strong>19.088<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"499\">Segnalazioni ricevute dai cittadini<\/td>\n<td width=\"113\"><strong>18.722<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"499\">Denunce presentate dagli utenti<\/td>\n<td width=\"113\"><strong>10.922<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>Attivit\u00e0 della Polizia Postale e delle Comunicazioni nella Regione Calabria<\/strong><\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"657\"><strong><em>Attivit\u00e0 di prevenzione<\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">Partecipazione a Convegni\/Seminari\/programmi TV<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>20<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">Incontri con studenti\/docenti presso istituti scolastici<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>80<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">Protocolli con infrastrutture critiche locali<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>3<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"657\"><strong><em>Attivit\u00e0 di contrasto <\/em><\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">Reati segnalati all\u2019A.G. su denuncia o di iniziativa<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>656 <\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">&#8211; di cui per truffe e frodi informatiche<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>316<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">Perquisizioni personali e locali eseguite<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>56<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">Persone arrestate su ordinanza di custodia dell\u2019A.G.<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>6<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">&#8211; di cui per delitti di pedopornografia e violenza sessuale su minori<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>4<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">&#8211; di cui per delitto di stalking art.612bis c.p. e altro<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>2<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">Persone denunciate in stato di libert\u00e0<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>93<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"571\">&#8211; di cui per reati di frode-truffa e riciclaggio<\/td>\n<td width=\"86\"><strong>53<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Resoconto attivit\u00e0 della Polizia Postale e delle Comunicazioni nel 2018<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":102858,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-102857","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102857","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=102857"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/102857\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102857"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102857"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102857"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}