{"id":104079,"date":"2019-01-07T15:51:01","date_gmt":"2019-01-07T14:51:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/il-depuratore-che-sporca-il-crati-gestito-dagli-stessi-indagati\/"},"modified":"2023-01-16T18:21:04","modified_gmt":"2023-01-16T17:21:04","slug":"272429-il-depuratore-che-sporca-il-crati-gestito-dagli-stessi-indagati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/272429-il-depuratore-che-sporca-il-crati-gestito-dagli-stessi-indagati\/","title":{"rendered":"Il depuratore che &#8216;sporca&#8217; il Crati gestito dagli stessi indagati"},"content":{"rendered":"<h4>I lavoratori accusati di usare il depuratore per inquinare il Crati restano al loro posto, mentre i residenti continuano a lamentare i disagi per le esalazioni maleodoranti<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RENDE (CS) \u2013 Inquinamento e maladepurazione. Continua ad essere gestito dalla Ge.Ko. l\u2019impianto di Coda di Volpe. Al confine tra Rende e Montalto Uffugo il depuratore Vallecrati tratta i reflui fognari di entrambi i Comuni oltre a quelli di Cosenza, Castrolibero, Marano Principato, Marano Marchesato, Rovito, Castiglione Cosentino, Zumpano, Casali del Manco, Carolei, Rose, Dipignano, Mendicino, San Pietro in Guarano, Lappano, Montalto Uffugo, San Fili, Cellara e Domanico. I residenti dei quartieri limitrofi ne conoscono bene l\u2019odore. I pi\u00f9 temerari anche il colore e la schiuma. Disagi causati dagli sversamenti nel fiume Crati delle acque nere di un circondario di oltre 300mila abitanti. Si sospetta, senza alcun tipo di trattamento. Di propriet\u00e0 della Vallecrati, consorzio composto da 35 Comuni cosentini (ne fanno parte anche Figline Vegliaturo, Pietrafitta, Spezzano della Sila e San Vincenzo la Costa), \u00a0\u00e8 oggi al suo secondo sequestro affidato al presidente Maximiliano Granata in qualit\u00e0 di custode giudiziario e gestito dalla Ge.Ko.. Quest\u2019ultima rappresenta l\u2019ex General Construction a cui dal 2014 viene prorogato un affidamento \u2018provvisorio\u2019 che sarebbe dovuto durare solo sei mesi. Alcuni dei suoi<strong> dipendenti, che continuano a lavorare nell\u2019impianto sono stati oggetto delle attenzioni della magistratura che ha riscontrato gravi inadempienze nel loro operato.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>I LAVORATORI INDAGATI E LE ANALISI \u2018TAROCCATE\u2019<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Liquami maleodoranti, come emerso dall\u2019operazione Cloaca Maxima, sono stati gettati nel fiume Crati senza soluzione di continuit\u00e0. <strong>Sei sono i dipendenti della Ge.Ko. indagati dalla Procura di Cosenza in concorso per il reato di inquinamento ambientale.<\/strong> Nel mirino della magistratura sono finiti il responsabile dell\u2019unit\u00e0 operativa Dionigi Fiorita accusato di aver impartito direttive per usare il bypass generale sversando i reflui fognari direttamente nel corso fluviale che sfocia nello Ionio e nelle colture della sibaritide. Il tutto attraversando parte della provincia di Cosenza. Vincenzo Cerrone, invece, direttore dell\u2019impianto di Coda di Volpe avrebbe falsificato gli esiti delle analisi batteriologiche. Le indagini immortalano come durante i prelievi di controllo dell\u2019Arpacal le acque nei pressi dello scarico non erano torbide e non contenevano schiuma. Al contrario delle immagini dei giorni precedenti e successivi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-199908 alignright\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/cloaca-operazione-depuratore-01-440x240.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"240\" title=\"\"><\/p>\n<p>I valori risultavano cos\u00ec \u2018per magia\u2019 in linea con quelli previsti dalla legge. Lo scostamento con i dati falsi, per la presenza di azoto nitrico, era esorbitante. La pubblica accusa sostiene che \u201cnessun dubbio sussiste in ordine al fatto che la compromissione e il deterioramento delle acque del fiume Crati emersi siano stati causati dall\u2019attivit\u00e0 del depuratore consortile\u201d.<strong> Escherichia coli e tensioattivi anionici, in quantit\u00e0 20 volte superiori al limite consentito, si trovavano infatti sia in prossimit\u00e0 dell\u2019impianto sia centro metri a valle,<\/strong> ma non ve n\u2019era traccia cento metri a monte. L\u2019impianto, di fatto, invece di depurare inquinava le acque. Ad oggi per\u00f2 sono gli stessi indagati, tranne \u00a0Cerrone (sottoposto all\u2019interdizione dai pubblici uffici per 12 mesi e trasferito in Campania), a trattare i reflui fognari dei Comuni che confluiscono nell\u2019impianto di Coda di Volpe nonostante siano stati inizialmente sottoposti lo scorso febbraio alla misura cautelare dell\u2019obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>INQUINAMENTO \u2018PILOTATO\u2019<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_272438\" style=\"width: 239px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-272438\" class=\"wp-image-272438 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/IMG-20181002-WA0045-168x280.jpg\" alt=\"\" width=\"229\" height=\"382\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-272438\" class=\"wp-caption-text\">Fiume Crati nei pressi del depuratore di Coda di Volpe (Ottobre 2018)<\/p><\/div>\n<p>Dopo lo scandalo dei\u00a0 suoi dipendenti la Ge. Ko. continua infatti a gestire il depuratore del consorzio Vallecrati in quanto per la Procura di Cosenza \u201cgli indagati non rivestono alcuna delle posizioni \u2018apicali\u2019 n\u00e9 sono emersi profili di coinvolgimento da parte dei vertici della societ\u00e0 nell\u2019attivit\u00e0 illecita degli sversamenti nel fiume Crati\u201d. A scaricare i liquami delle fognature cosentine senza depurazione nel Crati, su indicazione dei due dirigenti Fiorita e Cerrone, erano infatti degli operai. Si tratta di Giovanni Provenzano, Annunziato Tenuta, Rosario Volpentesta e Eugenio Valentini. Grazie alle loro manovre, le pompe di sollevamento del depuratore pare venissero <strong>disattivate ogni giorno anche per 14 ore consecutive trasformando il fiume pi\u00f9 importante della provincia di Cosenza in un corso d\u2019acqua fetido, dal colore torbido<\/strong>, ricoperto da schiuma giallastra. Gli indagati secondo la Procura di Cosenza \u201channo sottoutilizzato l\u2019impianto di sollevamento, pur consapevoli degli effetti inquinanti derivanti dalla propria condotta\u201d. Quando arrivavano le \u2018\u2019visite\u2019, cio\u00e8 i controlli delle forze dell\u2019ordine, con l\u2019attivazione di pochi comandi veniva immediatamente ripristinata la regolare depurazione dei liquami.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nella richiesta di misura cautelare firmata dal Procuratore Aggiunto Marisa Manzini si afferma che \u201cl\u2019assetto inquinante dell\u2019impianto di depurazione \u00e8 determinato dalla sola condotta degli indagati\u201d. <strong>Dipendenti Ge. Ko. che ad oggi continuano a lavorare sull\u2019impianto, mentre l\u2019odore nauseabondo persiste, come lamentano i residenti, che hanno immortalato le nuove \u2018ondate di schiuma\u2019.<\/strong> Miasmi denunciati nei mesi in cui l\u2019impianto era gi\u00e0 sotto sequestro anche dal sindaco di Montalto Uffugo e che si propagano fino a raggiungere il Comune di Rose. \u2018Puzza\u2019 inesistente per i rilievi emersi dal sopralluogo effettuato questa estate da Ge.Ko., dal presidente del Consorzio Vallecrati Maximiliano Granata e dall\u2019architetto ausiliario della custodia giudiziaria Giuseppe Giuliani suicidatosi a cavallo di Ferragosto. A ci\u00f2 si aggiunge la preoccupazione dei residenti per il potenziale rischio epidemie che potrebbe sorgere dall\u2019apertura del canile che ospiter\u00e0 circa 800 randagi che il Comune di Rende ha deciso di realizzare a pochi metri dal depuratore, nei pressi dell\u2019alveo del fiume in una zona soggetta ad inondazioni. Progetto cui gara d\u2019appalto, ad ora, \u00e8 andata deserta per la seconda volta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>INQUINARE PER ESSERE FINANZIATI: I 35 MILIONI DI EURO DEL CIPE<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_229648\" style=\"width: 279px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-229648\" class=\"wp-image-229648\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/depuratore-coda-di-volpe-rende-8-1-373x280.jpg\" alt=\"\" width=\"269\" height=\"202\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-229648\" class=\"wp-caption-text\">Protesta davanti all&#8217;impianto<\/p><\/div>\n<p>Non far funzionare il depuratore inquinando l\u2019intera vallata fino al mar Jonio era una strategia attivata verosimilmente per risparmiare energia elettrica e creare una finta sofferenza dell\u2019impianto per giustificarne l\u2019ampliamento. Una scelta dettata dalle procedure di infrazione attivate dalla Corte di Giustizia Europea a causa della maladepurazione e dell\u2019inquinamento provocato dalla pessima gestione dell\u2019impianto. <strong>L\u2019obiettivo era (e resta) quello di accaparrarsi 35 milioni di euro di fondi Cipe per costruire nuove vasche.<\/strong> Soldi che il 27 Agosto 2018, con apposita delibera dell\u2019assemblea consortile, i Comuni di Aprigliano, Castrolibero, Cerisano, Cosenza, Rende, Domanico, Montalto Uffugo, Rose, San Benedetto Ullano e San Martino di Finita hanno confermato di voler affidare alla Ge.Ko. attraverso un project financing, noncuranti del sequestro e delle indagini a carico dei suoi dipendenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eppure nelle intercettazioni dell\u2019operazione Cloaca Maxima \u00e8 chiaro come l\u2019ingegnere Cerrone della Ge.Ko. dia istruzioni a un suo collega per compilare gli atti necessari ad accedere al finanziamento Cipe da 35 milioni di euro chiedendo di inserire che i fondi siano stanziati \u201cin tempi stretti per evitare il disastro ambientale\u201d. <strong>Disastro perlopi\u00f9 creato, secondo gli inquirenti, dagli stessi dipendenti della Ge. Ko. disattivando le pompe che dovevano depurare i reflui fognari e inquinando cos\u00ec il Crati<\/strong> con continui sversamenti: 141 immortalati in soli due mesi da luglio ad agosto del 2017. L\u2019impianto, nella richiesta di finanziamento, deve essere definito per Cerrone come vetusto anche se le pompe nuove, in realt\u00e0, sono state acquistate da pochi anni e non funzionano solo perch\u00e9 vengono appositamente spente dai dipendenti della Ge. Ko. provocando gli sversamenti nel fiume.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>PRESIDENTE CONSORZIO VALLECRATI E CORRUZIONE ELETTORALE<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il depuratore sotto sequestro gestito dai dipendenti della Ge.Ko. indagati \u00e8, come gi\u00e0 detto, di propriet\u00e0 del consorzio Vallecrati presieduto oggi da Maximiliano Granata che funge anche da custode giudiziario. Ritornato in carica a gennaio del 2018, dopo un anno di interdizione dai pubblici uffici annullata dal Tribunale del Riesame di Catanzaro, nei prossimi mesi torner\u00e0 tra le aule del Tribunale di Cosenza per rispondere del reato di abuso d\u2019ufficio e corruzione elettorale insieme all\u2019imprenditore Francesco Gallo. <strong>Un\u2019inchiesta nata dalla candidatura del fratello Vincenzo Granata nelle liste a sostegno dell\u2019attuale sindaco di Cosenza Mario Occhiuto durante le elezioni comunali del 2016.<\/strong> Dall\u2019inizio del 2018 Maximiliano Granata \u00e8 cos\u00ec tornato ad essere il presidente del Consorzio Vallecrati, mentre il fratello Vincenzo presiede la commissione Ambiente del Comune di Cosenza ed \u00e8 vicepresidente dell\u2019Ato per la provincia di Cosenza. Ato che nel proprio Piano d\u2019Ambito ha il compito di individuare le opere prioritarie per il riefficentamento dell\u2019intero Sistema Idrico Integrato e quindi anche del sistema di depurazione cosentino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-204822 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/granata-valle-crati-431x280.jpg\" alt=\"\" width=\"431\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<h2>I SOLDI DEL CONSORZIO VALLECRATI<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La situazione finanziaria del Consorzio Vallecrati viene definita dallo stesso Consiglio di amministrazione \u201cincerta\u201d. Sia per le oltre 100 procedure giudiziarie e circa 40 tentativi di conciliazione in corso avviate nei confronti dei Comuni per il recupero crediti. Sia per quanto riguarda i pignoramenti da parte di societ\u00e0 creditrici quali Calabra Maceri e Fisia Impianti. Quest\u2019ultima vanta un credito da 2 milioni e 243mila euro dal Comune di Cosenza e oltre due milioni di euro da altri Comuni che fanno parte del Consorzio Valle Crati. In totale un debito da 4milioni 769mila euro che, forse, dovr\u00e0 saldare il Consorzio di Comuni Vallecrati. Cifre che i cittadini pagheranno in termini di aumenti di tasse e riduzione di servizi. <strong>Parte del debito, 430mila euro, Vallecrati li ha prelevati dai finanziamenti per la bonifica di una discarica in Sila. <\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-199853 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/coda-di-volpe-impianto-01-440x237.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"237\" title=\"\"><\/p>\n<p>Per liquidare la Fisia Impianti sono stati infatti dirottati i 430mila euro che dovevano essere investiti dal Consorzio Vallecrati nella post gestione dell\u2019impianto di smaltimento rifiuti di San Giovanni in Fiore. Denaro stanziato dalla Regione Calabria \u201cal fine di prevenire qualsiasi potenziale danno ambientale per i mancati interventi programmati sulla discarica\u201d. Per la ripartizione invece dei debiti della Vallecrati tra i Comuni consorziati \u00e8 stato presentato atto di citazione davanti al giudice ordinario del Tribunale di Cosenza. <strong>La sopravvivenza finanziaria dell\u2019ente dipende quindi dalle sentenze che saranno emesse nelle vicende giudiziarie in corso.<\/strong> I \u2018debiti\u2019 ammontano a circa 48 milioni di euro. Si attendono le pronunce della magistratura sui procedimenti in atto per capire se le acque del Crati vengono depurate a norma di legge o sono oggetto di \u2018anomalie\u2019 nefaste per l\u2019intero ecosistema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LEGGI ANCHE<\/h2>\n<h2 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3866\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cos\u00ec dall\u2019impianto di Coda di Volpe i liquami arrivavano nel fiume Crati (VIDEO<\/a>)<\/span><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3868\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Blitz dei carabinieri all\u2019alba all\u2019impianto di Coda di Volpe, sei indagati (FOTO)<\/a><\/span><\/h2>\n<h4><\/h4>\n<h4><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5845\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\">Aria maleodorante da Rende a Montalto, per i disagi si pensa a \u2018mappare la puzza\u2019<\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5328\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><span class=\"current\">Scandalo depurazione: Cosenza ignora il problema, cittadini chiedono rimborso delle \u2018bollette\u2019 (AUDIO)<\/span><\/span><\/a><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5465\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Il megacanile di Rende in un\u2019area a rischio inondazione, residenti temono epidemie (FOTO)<\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/3912\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0<span class=\"current\">Escherichia Coli e tumori, Valle Crati \u2018depura\u2019 vicino ad un inceneritore abbandonato con i suoi rifiuti tossici<\/span><\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I lavoratori accusati di usare il depuratore per inquinare il Crati restano al loro posto, mentre i residenti continuano a lamentare i disagi per le esalazioni maleodoranti<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":104080,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[44],"tags":[],"class_list":["post-104079","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-rende"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104079","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=104079"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104079\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104080"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104079"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=104079"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104079"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}