{"id":104343,"date":"2019-01-14T22:31:05","date_gmt":"2019-01-14T21:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-appalti-spezzatino-14-indagati-davanti-al-gup\/"},"modified":"2023-01-16T18:21:22","modified_gmt":"2023-01-16T17:21:22","slug":"273285-cosenza-appalti-spezzatino-14-indagati-davanti-al-gup","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/273285-cosenza-appalti-spezzatino-14-indagati-davanti-al-gup\/","title":{"rendered":"Cosenza, &#8220;Appalti Spezzatino&#8221;, 14 indagati davanti al Gup"},"content":{"rendered":"<h4>Appalti spezzatino, a novembre 2017 finirono nel mirino della magistratura 14 indagati di cui tre furono colpiti da misure interdittive\u00a0 della sospensione dall\u2019esercizio del pubblico ufficio ed una misura cautelare interdittiva per un imprenditore del divieto di esercitare attivit\u00e0 imprenditoriale per un appaltatore cosentino. Per tutti l\u2019accusa \u00e8 di corruzione, falso e abuso d\u2019ufficio<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Davanti al Gup Branda oggi sono state stralciate due posizioni delle 14 per i quali a maggio scorso \u00e8 stato notificata la conclusione delle indagini dell&#8217;inchiesta &#8220;Appalti Spezzatino&#8221; con l&#8217;accusa di corruzione, falso e abuso d&#8217;ufficio. I due stralci sono stati resi necessari per l&#8217;omessa notifica del 415 bis, dell&#8217;avviso conclusione indagini, per cui la richiesta di rinvio a giudizio \u00e8 nulla. Gli atti ritornano nuovamente in Procura. Per il resto degli indagati il Gup ha rigettato tutte le questioni preliminari avanzate dalle rispettive difese con un nuovo rinvio in cui saranno discusse le varie posizioni davanti al nuovo giudice Benigno. Il Giudice Branda si trasferisce a dibattimento. La posizione stralciata \u00e8 per gli indagati Vincenzo Rubino e Ivan Mandarino<\/p>\n<h2>I NOMI DEGLI INDAGATI<\/h2>\n<p>Gli indagati sono\u00a0 Arturo Bartucci (per il dirigente del Comune di Cosenza all&#8217;epoca dei fatti fu decisa\u00a0 dal gip anche l\u2019interdizione dai pubblici uffici per sei mesi); Carlo Pecoraro (anche per lui interdizione dai pubblici uffici, ma per tre mesi); Domenico Cucunato (interdizione per tre mesi); Francesco Amendola (divieto di esercitare l\u2019attivit\u00e0 imprenditoriale per sei mesi); Francesco Amendola; Antonio Amato; Antonio Scarpelli; Vincenzo Rubino; Ferruccio Stumpo; Francesca Filice; Michele Fernandez; Renato Cerzosimo; Pasquale Perri; Ivan Mandarino; Pietro Mazzuca..<\/p>\n<h2>ANNULLATE MISURE INTERDITTIVE<\/h2>\n<p>A maggio scorso, dietro ricorso presentato dalla difesa dei quattro indagati raggiunti dalla misura interdittiva, quest&#8217;ultima viene annullata. Ricordiamo\u00a0\u00a0<strong>tre dirigenti comunali Domenico Cucunato,\u00a0<\/strong>(dirigente del settore Infrastrutture)<strong>,\u00a0Arturo Mario Bartucci\u00a0<\/strong>(responsabile\u00a0 Settore Ambiente, Ciclo rifiuti e referente del canile comunale)<strong>\u00a0e Carlo Pecoraro<\/strong>\u00a0(responsabile settore 8 edilizia privata e lavori pubblici) e\u00a0<strong>l\u2019imprenditore Francesco Amendola,\u00a0<\/strong>titolare della CMT, azienda che\u00a0avrebbe fornito\u00a0mezzi tra cui ruspe e camion al Comune per i lavori.<\/p>\n<p>Nel collegio difensivo ricordiamo tra gli altri gli avvocati Antonio Quintieri, Matteo Cristiani, Marcello Manna, Franz Caruso, Nicola Carratelli, Franco Locco, Vincenzo Adamo, Pio Miceli De Biase<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-273286 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/WhatsApp-Image-2017-11-02-at-22.08.40-440x274.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"274\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LA CONFERENZA STAMPA: TRA GLI APPALTI IL CANILE E IL CIMITERO<\/h2>\n<p>I tre dirigenti interdetti furono Mario Bartucci responsabile ambiente e ciclo dei rifiuti, Carlo Pecoraro responsabile del settore ambiente edilizia privata, Domenico Cucunato responsabile dell\u2019ufficio piano sociale, sospesi ciascuno per un periodo che andava dai tre ai sei mesi. L\u2019imprenditore colpito dalla misura cautelare\u00a0 Francesco Amendola interdetto per sei mesi dall attivit\u00e0 imprenditoriale.<br \/>\nLa conferenza stampa si tenne alla presenza del Procuratore capo Mario Spagnuolo, dell\u2019aggiunto Marisa Manzini, del comandante del comando provinciale della Guardia di Finanza Grazioli, del capitano della compagnia Giamnariano e di quello del nucleo Tributario Merulli.<br \/>\nNel corso dell\u2019indagine, scaturita anche dall\u2019esposto del senatore M5S Nicola Morra, le fiamme gialle del Nucleo di polizia tributaria di Cosenza analizzarono oltre 5 mila determine dirigenziali. Tra gli appalti finiti nel mirino degli inquirenti anche quelli relativi al canile e alle luminarie. L\u2019importo complessivo dei lavori contestati, tra il 2012 al 2015, \u00e8 pari a oltre 2 milioni di euro. La prima indagine seguita direttamente dal procuratore aggiunto Manzini riguarda gli appalti del comune di Cosenza.<\/p>\n<p>Il procuratore capo Spagnuolo alla conferenza stampa sottoline\u00f2 \u00abSe qualcuno pensava e si era fatto l\u2019idea che questa fosse un\u2019isola felice penso che il tipo di indagine e il lavoro fatto tende a smentirlo. Si tratta di indagini estremamente complesse perch\u00e9 hanno come loro focus l\u2019attivit\u00e0 amministrativa portata avanti all\u2019interno del comune di Cosenza \u2013 spieg\u00f2 Spagnuolo-. Attraverso la loro ricostruzione assolutamente sistematica, difficile, complicata di decine, centinaia di contratti di conferimento di lavori, si \u00e8 poi riuscito a ricostruire il tutto e a ricondurlo ad un quadro unitario. Gli elementi che hanno caratterizzato gli assi portanti delle indagini la scelta assolutamente arbitraria della cos\u00ec detta somma urgenza che semplifica il conferimento e quindi lo svolgimento dell\u2019appalto stesso e lo spezzettamento di un singolo lavoro in \u201cn\u201d procedure distinte al fine di eludere l\u2019obbligo della gara europea imposta dalla legge. Sono state esaminate pi\u00f9 di 5mila Determine dirigenziali, un numero enorme.<br \/>\nLe Fiamme Gialle non hanno avuto appoggio di tipo testimoniale, perch\u00e9 nessuno fonte testimoniale ha dato un apporto significativo. Nessun altro elemento se non quello dello studio della ricostruzione delle procedure. Le nostre richieste erano pi\u00f9 ampie e diversificate. Il Gip ha adottato provvedimenti cautelari che sono misure interdittive nei confronti dei dirigenti. Per il Gip questa \u00e8 un\u2019indagine con un impianto assolutamente solido. Quindi ha riconosciuto la gravit\u00e0 indiziaria per il 98% su 25 capi di imputazione. Un impegno importante non solo dal punto di vista investigativo ma anche della Procura.<br \/>\nL\u2019indagine \u00e8 stata svolta dal Procuratore aggiunto che come voi sapete ha altri compiti e oneri. Non posso che dare atto dell\u2019impegno e del lavoro svolto.<\/p>\n<p>\u00abIl procedimento ha determinato la necessit\u00e0 di svolgere una serie di attivit\u00e0. Oltre all\u2019acquisizione documentale e alla conseguente analisi \u00e8 stata svolta attivit\u00e0 di intercettazione telefoniche &#8211; spieg\u00f2 il procuratore aggiunto Manzini-.<br \/>\nLe testimonianze sono state scarne di contenuto e non utili alle attivit\u00e0 d\u2019indagine. <strong>Ha origine da un esposto fatto da un senatore della Repubblica e poi da una serie di attivit\u00e0 svolte su iniziativa.<\/strong> Questo c\u2019ha portato ad affermare che l\u2019attivit\u00e0 delinquenziale veniva portata avanti non in modo episodico ma sistematico. Possiamo dire che siamo difronte ad un sistema posto in essere da dirigenti del comune di Cosenza che hanno dimostrato rapporti eccessivamente stretti con alcuni imprenditori favoriti poi nell\u2019affidamento dei lavori.<\/p>\n<p><strong>I capi di imputazione, 25<\/strong>, riguardano ipotesi di <strong>corruzione falso e abusi d\u2019ufficio<\/strong>. Si tratta di lavori dati sempre alle solite imprese, quindi conferimento di incarico con violazione del principio di trasparenza, di rotazione delle imprese, di non frazionamento dei lavori, Gli affidamenti venivano dati in base alla scelta dei dirigenti agli imprenditori individuati dal dirigente per importi che apparivano essere inferiore ai 40 mila euro che consentiva l\u2019affidamento diretto, a seguito di un frazionamento che preso nel loro complesso avrebbero raggiunto somme pi\u00f9 elevate con la necessit\u00e0 di eseguire procedure diverse.<br \/>\nLa nostra richiesta era pi\u00f9 ampia. Il Gip che ha analizzato i lavori ha ritenuto che ci fosse la gravit\u00e0 indiziaria quasi per tutte le richieste (22 su 25).<br \/>\nDobbiamo fare un\u2019ultima osservazione: se forse vogliamo colpire un fenomeno che \u00e8 quello davvero pi\u00f9 grave tra tutti quelli presenti in questa realt\u00e0. Siamo in un momento in cui l\u2019economia stenta a decollare, dove le imprese hanno veramente necessit\u00e0 di lavorare e dove la pubblica amministrazione sia l\u2019unico modo per lavorare, pensare che ci sia un accordo tra il funzionario pubblico e l\u2019imprenditore che si propone come soggetto a soddisfare le richieste del funzionario pubblico, debba essere primario e debba fare superare tutti gli altri principi della libera imprenditorialit\u00e0, deve essere davvero attenzionata se la procura riesce ad avere da parte degli stessi imprenditori che non collaborano la volont\u00e0 di fare emergere le condotte illecite<\/p>\n<p>L\u2019indagine segue gli anni che vanno dal 2012 al 2015. L\u2019attivit\u00e0 di indagine si \u00e8 concentrata principalmente sui lavori affidati con il sistema del cottimo fiduciario dal Comune di Cosenza ad un numero ristretto di imprese, senza il rispetto dei principi di rotazione e di trasparenza; affidamento dei lavori, molto spesso al di sotto dei 40.000 euro, ad un numero ristretto di operatori economici, anche in violazione del divieto di frazionamento.<br \/>\nNel maggio del 2016 secondo gli inquirenti dall&#8217;analisi della documentazione acquisita sarebbe emerso che Bartucci dirigente di settore aveva emesso tra gennaio 2013 e novembre 2016 14 determina dirigenziali di liquidazioni compensi in favore della ditta Amendola: 67 mila euro circa complessivi per bonifica ambientale Crati presso villaggio Rom; 33 mila euro per il ripristino del canile di Donnici; 66mila euro complessivi demolizione fabbricato via Bombini; 9 mila euro sgombero strade cittadine; 21 mila euro sistemazione esterne canile comunale. Secondo le indagini delle fiamme gialle attraverso le intercettazioni si sarebbe realizzato che Bartucci avesse tratto profitto \u201cmercanteggiando sulla propria funzione \u00e8 sfruttando la propria influenza per trarre utilit\u00e0 personali a vantaggio proprio e dei propri familiari grazie all\u2019imprenditore, dal quale lucrava continui favori gratuiti consistenti in lavori da eseguire presso l abitazione della figlia con tinteggiatura, allacciamenti utenze delle forniture, predisposizione cucina e assemblamento del mobilio.<\/p>\n<p>In una conversazione tra l imprenditore e una dipendente comunale per gli inquirenti sarebbero inequivocabile le richieste di favori gratuiti per agevolazioni personali.\u00a0 Carlo Pecoraro e Domenico Cucunato avrebbero attestato falsamente la somma urgenza per i lavori da affidare alla media Labor in fatto di illuminazioni. La maggior parte degli importi raggiungono i 40mila euro dal 2012 al 2015. Nel 2012 cinque delibere per un valore di 125 mila euro. Nel 2013 cinque delibere per un importo di 181 mila euro.<\/p>\n<h2>CANILE DI DONNICI<\/h2>\n<p>Domenico Cucunato avrebbe favorito gli imprenditori Amendola, e Francesco e Vincenzo Rubino nel frazionamento degli importi di affidamento dei lavori attinenti al canile di Donnici procurando un ingiusto profitto e vantaggio patrimoniale di circa 140mila euro. 28 mila euro per Amendola; 36 mila per Vincenzo Rubino; 71 mila per Francesco Rubino. Queste sono solo alcune delle determine a favore degli imprenditori per i lavori eseguiti nel canile.<\/p>\n<h2>LAVORI ESEGUITI NEL CIMITERO DI COSENZA<\/h2>\n<p>Ad essere rei di favoritismi dalle carte si evincerebbero Pecoraro e Pastore nei confronti della ditta Amato. Altro appalto contestato nell&#8217;affidamento frazionato \u00e8 per i lavori di manutenzione presso il Tribunale di Cosenza, Giudice di pace. Lavori eseguiti nel 202 dalla ditta francesca Filice per un ammontare di 244 mila euro.<br \/>\nLavori di manutenzione e ristrutturazione dei locali siti in via Rivocati, palazzo Secreti. Questa volta ad avere autorizzato \u00e8 Cucunato nei confronti di Vincenzo Rubino per la somma di 70 mila euro.<br \/>\nLavori di realizzazione di opere primarie di urbanizzazione a vagliolise. Cerzosimo e Cucunato avrebbero favorito la ditta Filice per 80 mila euro. Lavori di manutenzone straordinaria della rete idrica comunale affidati da Pecoraro alla ditta Perri per un importo di 105 mila euro e successivamente per l\u2019importo di 98 mila euro alla ditta Mandarino questa volta Pecoraro avrebbe affidato i lavori insieme a Cerzosimo. Per l adduttrice Merone Cerzosimo e Pecoraro scelgono nel 2014 la Edil Perri e Mazzuca. Per insieme lavori di manutenzione straordinaria sulla rete fognaria del centro storico e nell&#8217;hinterland Cerzosimo e Pecoraro nel 2014 e 2015 affidano sempre a Mazzuca e Mandarino. Nel 2012 e 2015 alla Edil Perri. A Rubino Vincenzo nel 2014 da Pecoraro vengono affidati i lavori di abbattimento di barriere architettoniche presso strutture comunali e cittadine e realizzazioni di rampe e scivoli ore lavori avorio somma di circa 83 mila euro. Per 80 mila euro nel 2012 Fernandez e Cucunato scelgono Amendola per insieme ripristino della strada Badessa in localita\u2019 Donnici.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\">LEGGI ANCHE\u00a0<\/span><\/h2>\n<h2 class=\"entry-title single-post-title heading_post_title\" style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5857\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Appalti spezzatino, annullata la misura interdittiva a Carlo Pecoraro<\/a><\/span><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Appalti spezzatino, a novembre 2017 finirono nel mirino della magistratura 14 indagati di cui tre furono colpiti da misure interdittive\u00a0 della sospensione dall\u2019esercizio del pubblico ufficio ed una misura cautelare interdittiva per un imprenditore del divieto di esercitare attivit\u00e0 imprenditoriale per un appaltatore cosentino. 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