{"id":104430,"date":"2019-01-17T05:30:29","date_gmt":"2019-01-17T04:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/paola-la-mia-vita-legata-ad-una-sacca-di-sangue-donare-e-importante\/"},"modified":"2023-01-16T18:21:28","modified_gmt":"2023-01-16T17:21:28","slug":"273545-paola-la-mia-vita-legata-ad-una-sacca-di-sangue-donare-e-importante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/273545-paola-la-mia-vita-legata-ad-una-sacca-di-sangue-donare-e-importante\/","title":{"rendered":"Paola: \u00abLa mia vita legata ad una &#8220;sacca&#8221; di sangue: donare \u00e8 importante\u00bb"},"content":{"rendered":"<h4>Paola, 38 anni e una vita meravigliosa da vivere, si ritrova all&#8217;improvviso a combattere con una brutta realt\u00e0: la <strong>sindrome di Moschcowitz.\u00a0<\/strong>A salvarla l&#8217;amore e l&#8217;affetto degli amici che senza esitare hanno donato il sangue per aiutare &#8220;un cuor di leone&#8221;, oggi testimonial di quanto sia importante donare per salvare vite umane<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; &#8220;<strong><em>Serve urgentemente sangue, chiunque pu\u00f2 lo doni presso il centro trasfusionale dell&#8217;ospedale di Cosenza&#8221;. <\/em><\/strong>Era il 9 gennaio quando intorno alle 10 del mattino su Facebook inizia un tam tam di richiesta di sangue. Pi\u00f9 persone, associazioni pubblicano la richiesta di sangue. In pi\u00f9 bacheche si legge lo stesso messaggio. Qualcosa \u00e8 successo. Messaggi privati, chat su whatsapp, telefonate. Inizia la corsa contro il tempo perch\u00e8 nessuno conosce la gravit\u00e0 della richiesta, ma si capisce che bisogna fare presto. Per i primi 45 minuti probabilmente a Cosenza si parla solo di trovare donatori. Non c&#8217;\u00e8 molta disponibilit\u00e0 di sangue e non \u00e8 facile trovarlo. Ma a chi serve? Sergio Crocco della Terra di Piero scrive in un post &#8220;<em>Vi faccio una preghiera accorata. Per una nostra grande amica (per me \u00e8 una sorella) serve URGENTEMENTE sangue da donare presso il Centro trasfusionale dell&#8217;Ospedale Annunziata di Cosenza.\u00a0E&#8217; un problema serio, non siate indifferenti&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>Nel frattempo iniziano a giungere le prime notizie per ricostruire un puzzler a cui mancano davvero troppe tessere. &#8220;Ciao, scusami, ma sai dirmi cosa sta succedendo? Abbiamo ricevuto sulla chat un messaggio di Paola: &#8220;<em>Ragazzi, sono in ospedale, mi hanno trovato una malattia del sangue. Non vi allarmate ma mi serve sangue<\/em>&#8221; . Paola&#8230;Paola chiede aiuto ma non sappiamo altro e cerchiamo di capire dove sia, in quale reparto e soprattutto che sta succedendo. Ma chi \u00e8 Paola?<\/p>\n<p>Paola \u00e8 una ragazza di 38 anni, amante della vita, con due occhi grandi come il mondo e un sorriso che ti ruba l&#8217;anima. Paola \u00e8 un cuor di leone, impavida e con una marcia in pi\u00f9, al timone di un&#8217;attivit\u00e0 che le piace e con una gran voglia di non fermarsi mai. Paola, l&#8217;amica di tutti, la ragazza della porta accanto prende a pugni il tempo: per lei 24 ore sono poche, una giornata dovrebbe essere almeno di 48 ore. Insieme a Sergio Crocco e all&#8217;associazione Terra di Piero \u00e8 partita anche per l&#8217;Africa, in Tanzania, per aiutare i meno fortunati.<\/p>\n<p>Eppure la sera dell&#8217;8 gennaio qualcosa le cambia la vita. Conosce l&#8217;altro lato della medaglia, quello che quando ci sbatti col muso tante sfaccettature della vita le vedi in modo diverso. E&#8217; il giorno che sorella morte prova a bussare alla sua porta; ma Paola, nonostante i minuti drammatici vissuti, in cui capisce che qualcosa di grave stava succedendo, con tutto il coraggio che ha decide di non aprire la porta e di tenersi stretta la vita che ama disperatamente, perch\u00e8 a Paola piace da impazzire vivere&#8230;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_273573\" style=\"width: 220px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-273573\" class=\"wp-image-273573 size-medium\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/49212623_10156612550230211_6910547326373199872_n-210x280.jpg\" alt=\"\" width=\"210\" height=\"280\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-273573\" class=\"wp-caption-text\">Paola in Africa, in Tanzania<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>&#8220;SONO UNA SOPRAVVISSUTA, GRAZIE AI MEDICI, GRAZIE A VOI MI SENTO BENE ED HO FIDUCIA NEL FUTURO&#8221;<\/h2>\n<p>\u00ab<em><strong>Ieri sera alle 22.30 era una settimana.<\/strong>\u00a0<\/em>Inizia cos\u00ec una breve riflessione che Paola, dal suo letto d&#8217;ospedale lascia sulla pagina Facebook per ringraziare proprio tutti, dai medici ai tanti che le sono stati accanto, ai 100 donatori giunti al centro trasfusionale grazie ai quali lei oggi, di suo pugno, pu\u00f2 testimoniare l&#8217;importanza di donare, la potenza di questo gesto che pu\u00f2 salvare tante vite umane -. \u00ab<em>Mi si addormentava la mano, poi diventava di velluto,&#8230; poi il viso, poi non riuscivo pi\u00f9 a parlare. Catapultata in ospedale in cinque minuti, da giovane ragazza un po&#8217; esaurita, a paziente .. <strong>Una malattia rara . La porpora trombotica trombocitopenica (PTT o sindrome di Moschcowitz)<\/strong>&#8230; <strong>Me la sono beccata io<\/strong>. <\/em><em>Ho sempre pensato che prima o poi mi sarebbe accaduto qualcosa di inaspettato ed ora so cos&#8217;\u00e8. Era l\u00ec dietro l&#8217;angolo, a<strong>d un s<\/strong><span class=\"text_exposed_show\"><strong>olo minuto accompagnato da un pizzico di tachicardia<\/strong>. <\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span class=\"text_exposed_show\">Straordinariamente ho potuto ricredermi <strong>sul valore dei nostri medici e del nostro ospedale che mi hanno salvato la vita<\/strong> . Con l&#8217;aiuto, Come la chiama il professore Marino , della <strong>lavatrice che pulisce il mio sangue e lo rimette a posto<\/strong>. Grazie a questo sono ancora viva . <strong>Grazie a pi\u00f9 di cento donatori fino ad oggi<\/strong>. <strong>Per favore se potete donare, fatelo<\/strong>. Io l&#8217;avevo fatto circa tre volte e non potr\u00f2 farlo mai pi\u00f9 . Come non potr\u00f2 fare pi\u00f9 tante cose, ma sono ancora qui e posso scrivervi questa storia, nella speranza che sia d&#8217;aiuto o d&#8217;insegnamento a qualcuno, e se posso e grazie a pi\u00f9 di cento sacche trasfuse nel mio corpo . <strong>Dei momenti non sento niente , dei momenti \u00e8 una tortura ma resta comunque una meravigliosa tortura , la lavatrice,<\/strong> grazie alla quale oggi sono qui. <strong>Senza quelle sacche trasfuse oggi sarei morta<\/strong>.<br \/>\n<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span class=\"text_exposed_show\">Vorrei darvi anche dei consigli. Se avete mal di testa fate le analisi, non prendete oki. Se fate la pip\u00ec scura, fate le analisi, non pensate sia il vino rosso bevuto la sera prima, come ho fatto io . Se siete stanchi riposate, non pensate di farcela perch\u00e9 sentite un po&#8217;, potreste non farcela; andare sempre a mille non vi porter\u00e0 da nessuna parte. Non voglio sembrare presuntuosa, \u00e8 solo un consiglio spassionato da sopravvissuta. Sono stata fortunata ma poteva andare diversamente se non avessi avuto sintomi e mi fossi addormentata. <strong>Ringrazio infinitamente i dottori del centro trasfusionale dell&#8217;ospedale che mi stanno curando e che hanno dimostrato di tenere ai propri pazienti come mai avrei potuto immaginare,<\/strong> cos\u00ec come il reparto di ematologia che mi ospita. Sono stata fortunata. Commossa e con il cuore in gola per la vicinanza che hanno e continuano a dimostrare tutti i miei familiari, fratelli, fratelli acquisiti, amici, il mio amore e la sua\/mia stupenda famiglia. <strong>Grazie a voi mi sento bene e ho fiducia nel futuro.<\/strong> Grazie<span class=\"_5mfr\"><span class=\"_6qdm\">\u2665\ufe0f<\/span><\/span><br \/>\n<strong>Se potete allora andate a donare.<\/strong> <strong>Non potr\u00f2 pi\u00f9 andare in Africa ma continuer\u00f2 ovviamente ad aiutare la terra di Piero qui e cercher\u00f2 di fare lo stesso con il centro trasfusionale dell&#8217;ospedale grazie al quale tante vite come la mia vengono salvate ogni giorno<\/strong>. Grazie ancora<span class=\"_5mfr\"><span class=\"_6qdm\">\u2665\ufe0f\u00bb<\/span><\/span><\/span><\/em><\/p>\n<h2>LA &#8220;LAVATRICE&#8221; CHE TI SALVA LA VITA<\/h2>\n<p>Quella lavatrice \u00e8 il macchinario delle trasfusioni. Ogni giorno da una settimana Paola effettua le trasfusioni&#8230;.12, 15 sacche per volta che la devastano, ma la salvano. E&#8217; forte, seduta in quel letto di ospedale, programma il suo futuro e la sua vita. Guarda fuori dalla finestra e vede lontano. Ma soprattutto ha toccato con mano la missione e la professionalit\u00e0 di medici e infermieri che prendono per mano i pazienti nella dura lotta chiamata &#8220;voglia di vivere&#8221;. In quel letto Paola sembra una condottiera: non la smette mai di parlare e di continuare a portare avanti la sua giornata, le sue attivit\u00e0, con quella gioia incontenibile e quel sorriso che spiazza sempre tutti gli amici. Adesso, tra l&#8217;altro, ha anche una nuova sfida da portare a termine: far capire l&#8217;importanza di donare&#8230;e come un piccolo Tsunami lei le sfide le vince sempre! Auguri Paola, c&#8217;\u00e8 una citt\u00e0 che ti abbraccia e ti sostiene sempre<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Paola, 38 anni e una vita meravigliosa da vivere, si ritrova all&#8217;improvviso a combattere con una brutta realt\u00e0: la sindrome di Moschcowitz.\u00a0A salvarla l&#8217;amore e l&#8217;affetto degli amici che senza esitare hanno donato il sangue per aiutare &#8220;un cuor di leone&#8221;, oggi testimonial di quanto sia importante donare per salvare vite umane<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":104431,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-104430","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104430","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=104430"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104430\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104431"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104430"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=104430"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104430"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}