{"id":104554,"date":"2019-01-20T09:30:16","date_gmt":"2019-01-20T08:30:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/genio-sregolatezza-e-successo\/"},"modified":"2023-01-16T18:21:36","modified_gmt":"2023-01-16T17:21:36","slug":"273948-genio-sregolatezza-e-successo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/273948-genio-sregolatezza-e-successo\/","title":{"rendered":"Genio, sregolatezza e successo"},"content":{"rendered":"<h4>Pochi giorni fa mi \u00e8 capitato di vedere in TV un film sulla vita di Fabrizio De Andr\u00e8 e di aver avvertito alla fine della sua proiezione una sensazione strana.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non posso negare che quando in un racconto viene tratteggiato un rapporto tra <strong>un padre ed un figlio<\/strong>, il mio stato d\u2019animo viene sempre condizionato dal fatto che provo ad immedesimarmi nella situazione. Premetto che nel film ho trovato l\u2019atteggiamento del padre nei confronti del figlio (<strong>Fabrizio<\/strong>) abbastanza condivisibile. C\u2019era da parte sua la volont\u00e0 di mantenere il rapporto con il figlio, improntato, almeno inizialmente, sul rispetto delle regole. C\u2019era un\u2019apparente durezza nei confronti di quest\u2019ultimo, che era portato a non rispettare le regole, ma questa durezza si stemperava nell\u2019ironia, nella ricerca dell\u2019ascolto, nella volont\u00e0 di mantenere sempre aperto un canale di comunicazione. La stessa scarsa propensione a proseguire gli studi, cosa che rappresenta di solito una preoccupazione per un genitore, non era vista dal padre come un elemento per il quale irrigidirsi e per distruggere il loro rapporto.<\/p>\n<p>Ciononostante, c\u2019era qualcosa che mi turbava e che destava in me una sensazione di amarezza, dovuta ad una forma di delusione. Non era la smodatezza e la sregolatezza nel modo di vivere del protagonista che mi lasciavano perplesso, quanto un suo atteggiamento di non pieno rispetto per i sentimenti della sua compagna, nonch\u00e9 madre di suo figlio. C\u2019era un elemento di contraddizione, di contrasto, tra la nobilt\u00e0 del suo animo espressa nei versi delle canzone, e il modo di relazionarsi con la compagna. <strong>La presenza di inganni, di tradimenti,<\/strong> capaci di distruggere l\u2019esistenza di quella persona, con la quale condivideva la vita, rappresentavano anche per me un inganno. Sia ben chiaro che il mio non \u00e8 un discorso moralistico, n\u00e9 tanto meno voglio considerare una colpa quella di poter non amare pi\u00f9 una persona. <strong>E\u2019 una questione di rispetto<\/strong>. Credo che nel caso in cui ci si accorge che l\u2019amore finisce, questo cambiamento andrebbe comunicato alla persona interessata, cercando di preservarne, per quanto possibile, la sua dignit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Alla fine del film, sono rimaste sospese nella mia mente alcune domande.<\/strong><\/p>\n<p>Mi sono chiesto se davvero la creativit\u00e0 richieda sregolatezza, se nel nome della creativit\u00e0 (e del relativo successo) possano essere giustificati comportamenti in contrasto con la sensibilit\u00e0 che si esprime attraverso una creazione artistica, e se possa essere desiderabile per un proprio figlio una vita di successo, nella quale convivano genio e sregolatezza. Per quanto riguarda il primo punto, credo che, a prescindere dalla genialit\u00e0 e dal talento, i risultati creativi arrivino con metodo e dedizione. Anzi, la <strong>sregolatezza potrebbe esser un limite che frena il talento<\/strong>, piuttosto che una miscela capace di accendere la creativit\u00e0. E\u2019 vero che alcuni capolavori sono nati nei periodi pi\u00f9 tormentati della vita di grandi artisti, all\u2019insegna della sregolatezza e della dissolutezza, ma \u00e8 anche vero che sono comunque il frutto di anni di applicazione in quella disciplina.<\/p>\n<p>Prescindendo da un discorso morale, a mio avviso, la sregolatezza non rende migliore un\u2019opera. Una canzone, un\u2019opera d\u2019arte in generale, pu\u00f2 anche venir fuori dopo eccessi, di droga, di alcool, ma non bisogna mai dimenticare che \u00e8 stata composta da un artista preparato e scrupoloso, e che \u00e8 il risultato di ore di lavoro stando seduti ad un tavolo.\u00a0Diverso \u00e8 il discorso della presenza di comportamenti stravaganti o di piccole abitudini bizzarre, che possono essere associati alla creativit\u00e0. <strong>Il mito del \u201cgenio e sregolatezza\u201d \u00e8, a mio avviso, da sfatare. Lo stereotipo, oltretutto, potrebbe falsare il giudizio di un\u2019opera.<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni studi sembrano smentire che la mancanza di regole accentui la creativit\u00e0. L\u2019abitudine non solo sarebbe compatibile con la creativit\u00e0, non solo non la intralcerebbe, ma insieme all\u2019autodisciplina potrebbe proteggerla dagli agguati dell&#8217;umore. L\u2019equivoco che la sregolatezza aiuti il genio nella creativit\u00e0 nasce dalla constatazione che una certa disinibizione agevola il processo creativo, o forse sarebbe meglio dire che agevola la sua estrinsecazione (in uno stato di disinibizione un persona tira fuori quel che ha dentro, di buono o di cattivo). Pu\u00f2 accadere cos\u00ec che l\u2019uso di alcool o di droghe vengano usati in quanto agevolano un vagabondaggio mentale e consentono di attuare correlazioni tra idee lontane tra di loro.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda, invece, quello che sarebbe meglio desiderare per un <strong>figlio, tra genio e sregolatezza<\/strong>, corredati di successo, magari anche con il rischio che finisca per tenere in poco conto quello che sono i sentimenti di chi gli sta accanto, e capacit\u00e0 intellettive nella media, ed il rispetto delle regole per una comune e civile convivenza, non avrei alcun dubbio nello scegliere quest\u2019ultima condizione. E se ci\u00f2 non dovesse destinarlo ad essere conosciuto dal grande pubblico, ebbene potrebbe esserci in compenso una grande soddisfazione: quella di non correre il rischio di restare sconosciuto alle persone care che gli stanno intorno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pochi giorni fa mi \u00e8 capitato di vedere in TV un film sulla vita di Fabrizio De Andr\u00e8 e di aver avvertito alla fine della sua proiezione una sensazione strana.<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":104555,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[40],"tags":[],"class_list":["post-104554","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-spettacolo"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104554","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=104554"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/104554\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104554"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=104554"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104554"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}