{"id":104952,"date":"2019-01-28T16:42:22","date_gmt":"2019-01-28T15:42:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/detenuti-protagonisti-a-teatro-con-il-progetto-amore-sbarrato-3-il-ritorno\/"},"modified":"2023-01-16T18:22:02","modified_gmt":"2023-01-16T17:22:02","slug":"275316-detenuti-protagonisti-a-teatro-con-il-progetto-amore-sbarrato-3-il-ritorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/275316-detenuti-protagonisti-a-teatro-con-il-progetto-amore-sbarrato-3-il-ritorno\/","title":{"rendered":"Detenuti protagonisti a teatro con il progetto \u201cAmore sbarrato 3 &#8211; Il ritorno\u201d (AUDIO)"},"content":{"rendered":"<h4>Comune di Cosenza e Casa Circondariale insieme per la 3^ edizione dei laboratori teatrali per i detenuti. Presentato il progetto \u201cAmore sbarrato 3\u201d.\u00a0 Tredici detenuti metteranno in scena &#8220;Moby Dick&#8221;<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Era il 5 giugno del 2014 quando al Teatro \u201cRendano\u201d veniva messo in scena lo spettacolo teatrale \u201cAmore Sbarrato\u201d, scritto e diretto dall\u2019attore e regista cosentino Adolfo Adamo e interpretato da un gruppo di detenuti della Casa circondariale Sergio Cosmai\u201d di Cosenza, gli stessi che per tre mesi seguirono il laboratorio teatrale che Adamo tenne all\u2019interno del carcere cittadino intitolato a Sergio Cosmai. L&#8217;anno dopo, era il 15 luglio del 2015, l&#8217;esperienza si \u00e8 ripetuta con \u201cAmore sbarrato \u2013 Il sogno continua\u201d, culminato in uno spettacolo rappresentato al teatro \u201cMorelli\u201d, in cui i detenuti camminarono con le loro gambe, senza che, come nella prima occasione, l&#8217;attore e regista Adamo fosse in scena, affinch\u00e9 rivivessero l\u2019esperienza del teatro in assoluta autonomia.<\/p>\n<p>Dopo qualche anno di fermo si riparte il progetto riprende una nuova direttrice, la dottoressa Maria Luisa Cosentino, che al pari del suo predecessore, Filiberto Benevento, ha sposato l&#8217;idea del laboratorio teatrale diretto da Adolfo Adamo che, nel segno della continuit\u00e0 avr\u00e0 per titolo \u201cAmore sbarrato 3- Il ritorno\u201d.<\/p>\n<p>Le finalit\u00e0 sono identiche: <strong>abbattere lo stato di invisibilit\u00e0 dei detenuti,<\/strong> accorciando le distanze tra il mondo esterno e l\u2019universo carcerario e favorendo quei percorsi rieducativi e riabilitativi che devono riguardare le persone private della libert\u00e0 personale. Questa mattina, nella sala capitolare del Chiostro di San Domenico, \u00e8 stato illustrato il nuovo progetto in conferenza stampa, dall&#8217;assessore alla comunicazione Rosaria Succurro, dalla direttrice della Casa circondariale \u201cSergio Cosmai\u201d, Maria Luisa Mendicino, dal Comandante di reparto della polizia penitenziaria Paolo Cugliari, dalla dottoressa Tiziana Giordano, funzionario giuridico-pedagogico del carcere di Cosenza e, naturalmente, dall\u2019attore e regista Adolfo Adamo che cura la direzione del laboratorio.<\/p>\n<p>Il terzo laboratorio, che avr\u00e0 inizio nei prossimi giorni, andr\u00e0 avanti fino a giugno prossimo, quando \u00e8 prevista la nuova messa in scena per la quale Adolfo Adamo sta pensando ad una rilettura di <strong>\u201cMoby Dick\u201d di Herman Melville.<\/strong> In questa nuova occasione, <strong>saranno in tutto 13 i detenuti della Casa circondariale \u201cSergio Cosmai\u201d<\/strong> che parteciperanno a questa nuova esperienza: nuovi detenuti, in quanto quelli che hanno partecipato ai precedenti laboratori hanno finito di scontare la pena. Nell&#8217;esprimere soddisfazione per la ripresa dei laboratori e per la rinnovata collaborazione con la Casa circondariale l&#8217;Assessore Succurro ha ricordato il primo spettacolo del 2014 al Teatro Rendano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-275318 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/conferenza-stampa-amore-sbarrato-3.jpg\" alt=\"\" width=\"545\" height=\"330\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>Adolfo Adamo<\/strong> ha presentato il laboratorio, illustrandone l&#8217;importanza e la valenza anche ai <strong>microfoni di Rlb<\/strong><\/p>\n<h4><span style=\"color: #ff0000;\">ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<\/span><\/h4>\n<p>[audio_mp3 url=&#8221;https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/adamo.mp3&#8243;]<\/p>\n<p>\u201cIl lavoro di Adolfo Adamo \u2013 ha detto Succurro \u2013 \u00e8 particolarmente delicato e dimostra una notevole sensibilit\u00e0. Siamo profondamente convinti della funzione sociale del teatro che aiuta i detenuti a compiere quel percorso rieducativo previsto dal sistema penitenziario durante il periodo in cui sono privati della libert\u00e0 personale\u201d.<\/p>\n<p>Ad illustrare i passaggi normativi che sottendono all&#8217;attivazione dei laboratori teatrali in carcere \u00e8 stata la <strong>direttrice della casa circondariale Maria Luisa Mendicino:<\/strong>\u00a0\u201cLa nostra legge penitenziaria risale al 1975 \u2013 ha detto &#8211; ma \u00e8 piena di grandi principi e prevede, all&#8217;art.17, la partecipazione della comunit\u00e0 esterna all&#8217;opera rieducativa. Nei detenuti qualsiasi cosa avviene dall&#8217;esterno assume una rilevanza particolare perch\u00e9 in quel momento capiscono che non solo soli e che la societ\u00e0 esterna, con le istituzioni, le associazioni di volontariato, i privati, non si \u00e8 dimenticata di loro. Questo perch\u00e9- ha aggiunto &#8211; il carcere deve essere parte integrante della societ\u00e0. La cultura \u00e8 uno degli elementi fondamentali del trattamento penitenziario. Accanto ai corsi di istruzione scolastica che vanno dal livello di alfabetizzazione fino all&#8217;Universit\u00e0, c&#8217;\u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 teatrale. Tra tutte le attivit\u00e0 culturali che vengono svolte all&#8217;interno delle carceri e che sono sempre molto seguite dai detenuti, il teatro \u00e8 forse una di quelle attivit\u00e0 che \u00e8 pi\u00f9 rispondente alle esigenze trattamentali, perch\u00e9, in un certo senso, facendo teatro, il detenuto si sente libero di accantonare per un attimo quella maschera che \u00e8 costretto ad indossare oppure pu\u00f2 far finta di essere una persona diversa rispetto a quella che \u00e8 nella realt\u00e0. La nostra ambizione \u2013 ha detto ancora la direttrice della Casa circondariale &#8211; \u00e8 quella di creare una compagnia stabile sull&#8217;esempio di quello che \u00e8 stato fatto a Volterra, con la Compagnia della Fortezza, e in altre realt\u00e0 carcerarie\u201d.<\/p>\n<p>Un ulteriore contributo alla conferenza stampa \u00e8 venuto da <strong>Paolo Cugliari, Comandante di reparto della polizia penitenziaria:<\/strong>\u00a0\u201cDare ai detenuti la possibilit\u00e0 di partecipare alle attivit\u00e0 trattamentali, in primis alle attivit\u00e0 teatrali, \u00e8 molto importante \u2013 ha detto &#8211; e viene da loro recepito molto positivamente perch\u00e9 viene percepita come un&#8217;occasione per mostrare un lato della loro personalit\u00e0 che non riuscirebbero nemmeno ad immaginare\u201d. Chi crede molto nella missione del teatro nelle carceri \u00e8 la dottoressa Tiziana Giordano. \u201cIl teatro consente ai detenuti di ripensarsi alla luce di esperienze nuove. E&#8217; un&#8217;esperienza catartica. Pu\u00f2 accadere che una persona molto timida arrivi a calcare le scene. Ed \u00e8 questa la vera la magia del teatro\u201d.<\/p>\n<p>Poi<strong> Adolfo Adamo<\/strong> ha raccontato la genesi di tutto il progetto, a partire dalla prima esperienza del 2014. L\u2019idea \u00e8 venuta in mente all\u2019attore e regista quando di notte era turbato da un sogno ricorrente, quello di finire in carcere per aver commesso un omicidio. E fu allora che Adolfo pens\u00f2 che per liberarsi di questo peso, superando un vero e proprio momento di smarrimento ed inquietudine, avrebbe dovuto fare qualcosa. E gli venne in mente di proporre all\u2019Amministrazione comunale e alla Casa circondariale di andare personalmente a toccare con mano il significato della detenzione attraverso la chiave del laboratorio teatrale, recandosi nel luogo dove si respira la sofferenza. L\u2019intuizione fu non solo felice, ma produsse dei risultati importanti. Non era una novit\u00e0 in senso assoluto che alcuni detenuti recitassero, all\u2019interno del perimetro della casa circondariale di Cosenza, ma che lo facessero andando oltre le sbarre e rappresentando degli spettacoli fuori dal carcere, nei teatri della citt\u00e0, quella s\u00ec che era una assoluta novit\u00e0. Una piccola rivoluzione.<\/p>\n<p>\u201cIl teatro \u2013 dice Adamo &#8211; \u00e8 solo un pretesto per andare a vedere cosa accade dentro e oltre quelle mura. Per me era interessante conoscere le loro vite e le loro ombre, ma in maniera discreta e non invadente. E, insieme, capire il senso della libert\u00e0 e la conquista della parole<strong>. Credo molto nel teatro dal punto di vista catartico\u201d.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comune di Cosenza e Casa Circondariale insieme per la 3^ edizione dei laboratori teatrali per i detenuti. 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