{"id":105778,"date":"2019-02-18T11:14:16","date_gmt":"2019-02-18T10:14:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/incidente-stradale-in-due-a-giudizio-per-la-morte-di-verrina\/"},"modified":"2023-01-16T18:22:58","modified_gmt":"2023-01-16T17:22:58","slug":"278279-incidente-stradale-in-due-a-giudizio-per-la-morte-di-verrina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/278279-incidente-stradale-in-due-a-giudizio-per-la-morte-di-verrina\/","title":{"rendered":"Incidente stradale: in due a giudizio per la morte di Verrina"},"content":{"rendered":"<h4>L\u2019imprenditore Emilio Cataldo Verrina di 40 anni, mor\u00ec il 26 febbario 2016 a Rende, sulla statale 107 nei pressi del campo sportivo Marco Lorenzon<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Sono trascorsi tre anni dalla morte di Verrina in cui la giustizia ha indagato per trovare i presunti colpevoli che il prossimo aprile dovranno presentarsi davanti al giudice ed iniziare una lunga fase processuali che li vedr\u00e0 colpevoli o assolti della morte di un ragazzo che da l\u00ec a poco sarebbe diventato pap\u00e0 e che perse la vita tragicamente, schiacciato nella sua Smart. Quella sera, su quella strada c&#8217;erano detriti sparsi dappertutto e cinque macchine coinvolte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-278285 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/si5-440x248.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per uno dei due presunti colpevoli il processo \u00e8 gi\u00e0 in corso. G.A. \u00e8 stato rinviato a giudizio con l\u2019accusa di omicidio colposo aggravato perch\u00e9 con la propria condotta di guida non aveva evitato l\u2019impatto con l\u2019autovettura guidata dal Verrina causandone la morte. Per il secondo automobilista oggi imputato della morte di Verrina il processo inizier\u00e0 il prossimo mese di Aprile davanti al giudice monocratico Granata. La dinamica quella ricostruita dagli investigatori prima e avallata dalla Procura dopo la sentiremo in aula. Ma a contribuire ad identificare anche il secondo imputato sono state anche le indagini difensive dell&#8217;avvocato Andrea Trevisan della costituita parte civile. Quest&#8217;ultimo nel mese di Aprile 2018 deposit\u00f2 alla Procura della Repubblica di Cosenza una nuova querela sulla base di nuove fonti di prova acquisite e di una articolata consulenza tecnica di parte dalla quale emerse la necessit\u00e0 di indagare anche un&#8217;altra persona anch\u2019essa gi\u00e0 inizialmente coinvolta nell\u2019incidente mortale\u00a0 ma la cui posizione era stata ritenuta non sufficientemente gravata dagli elementi iniziali a suo carico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-278283 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/si3-440x248.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\"><\/p>\n<p>La Procura della Repubblica di Cosenza considerata la gravit\u00e0 dei nuovi elementi emersi dispose la riapertura delle indagini procedendo ad effettuare ulteriori indagini. Venne iscritto nel registro degli indagati anche un altro automobilista D.S.G. il quale \u2013 secondo l\u2019ipotesi della Procura \u2013 avrebbe avuto un ruolo determinante nella causazione dell\u2019incidente mortale.<\/p>\n<p>A seguito della conclusioni delle indagini D.S.G. venne ritenuto\u00a0 responsabile della tragica morte del noto imprenditore e la Procura della Repubblica di Cosenza formul\u00f2 richiesta di rinvio a giudizio per omicidio colposo aggravato in quanto, percorrendo la statale 107 alla guida del proprio veicolo Ford Focus Station wagon nel non avere adottato gli specchietti retrovisori della propria autovettura: quelli anteriori chiusi su se stessi e quelli posteriori avevano la cui visuale impedita dal materiale posizionato nella parte posteriore del veicolo.<\/p>\n<p>In tal modo non avrebbe consentito al Verrina di rientrare nella propria corsia di marcia cagionando l\u2019impatto con la vettura che sopraggiungeva nella corsia opposta e la successiva morte. Per questo in sede di udienza preliminare il giudice ha rinviato a giudizio anche il secondo automobilista accogliendo la richiesta formulata dalla Procura e le argomentazioni formulate in udienza da parte del difensore\u00a0 delle costituite parti civili, l\u2019Avvocato Andrea Trevisan del foro di Cosenza il quale ha insistito come l\u2019imputato avesse nel caso una colpa specifica per aver violato delle norme previste dal Codice della strada e\u00a0 si era reso responsabile del decesso di Emilio Cataldo Verrina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-278280 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/si-440x248.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il racconto dei testimoni la sera dell&#8217;impatto fatale<\/h2>\n<p><em>Il racconto dei tragici momenti vissuti dagli automobilisti in coda quando Verrina si ribalt\u00f2 con la propria autovettura perdendo la vita. Naturalmente i fatti e le dinamiche furono accertate in seguito, per come su riportato, fino agli odierni processi<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Verrina \u00e8 originario di Bocchigliero e commerciante di arredi nella cittadina rendese. Cinque i veicoli rimasti coinvolti e tre i feriti trasportati in ospedale per precauzione. In tanti sono rimasti scossi per quella piccola macchina, una Mercedes Smart che si \u00e8 ribaltata pi\u00f9 volte sulla strada fino a scontrarsi con una Peugeot 207, finendo la sua corsa. Sul posto i primi a giungere sono stati i sanitari del 118 e i vigili del fuoco del distaccamento di Rende. All\u2019arrivo dei soccorsi lo scenario \u00e8 stato devastante. Pi\u00f9 autovetture erano ferme tra le due carreggiate. Sparsi anche pezzi di carrozzeria e ruote. Un giovane, alla guida di una Renault Clio, ancora terrorizzato racconta la sua versione dei fatti. \u201cStavo procedendo verso Cosenza \u2013 spiega \u2013 quando alla curva in prossimit\u00e0 dello stadio, mi sono visto occupata la corsia da una Smart che procedeva in senso contrario. Ho cercato di scansarla e anche l\u2019autista ha cercato di rientrare sulla sua corsia di marcia. Nel fare manovra mi ha toccato con lo specchietto ma ho visto che ha urtato contro la 600. Poi non ho visto pi\u00f9 nulla\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-278283 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/si3-440x248.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"248\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alle spalle della Clio c\u2019\u00e8 una Fiat 600, condotta da una giovane ragazza, accompagnata al pronto soccorso, bloccata di traverso al centro della carreggiata. Ha il fianco sinistro laterale anteriore e la ruota sfasciati. Quasi certamente, secondo il racconto del giovane automobilista, la Smart nel rientrare nella propria corsia di marcia avr\u00e0 impattato contro la 600 che, a sua volta, \u00e8 finita in testacoda. A questo punto il quadro diventa contorto. Perch\u00e9 rimangono ancora due macchine incidentate da collocare. Per come racconter\u00e0 un altro automobilista agli agenti della stradale, la Smart inizia a ribaltarsi pi\u00f9 volte come una trottola. Da qui lo scontro con una Ford Focus guidata da un uomo di nazionalit\u00e0 marocchina, sempre nella corsia di marcia, in direzione Paola, per poi arrestare la corsa su una Peugeot 207 che sopraggiungeva nella corsia opposta e viaggiava verso Cosenza. La Smart, dopo avere sbattuto sul cofano, sarebbe stata sventrata dall\u2019auto in corsa<\/p>\n<h5>(Questa la ricostruzione di quella tragica sera fatta dagli automobilisti coinvolti che fornivano la loro versione dei fatti alla polstrada in quel momento, ndc).<\/h5>\n<p>Non sappiamo se il 48enne fosse ancora vivo. Un\u2019infermiera dell\u2019Annunziata, in transito in quel momento, ha subito cercato di infilarsi tra le lamiere per prestare i primi soccorsi ed esercitare un massaggio cardiaco. Ma il tempo ha deciso di portare via Emilio e su di lui i sanitari non hanno potuto far altro che accertarne il decesso. Sul posto nell\u2019immediatezza \u00e8 intervenuta la polizia municipale di Rende e gli operatori dell\u2019Anas, per chiudere il tratto della strada statale e deviare il traffico, mentre era in arrivo la polstrada dal distaccamento di Paola. In macchina del 48enne il cellulare non smetteva di squillare. Ad un tratto una ragazza inizia\u00a0 a gridare. Ha riconosciuto la macchina. Chiede se la Smart ha gli specchietti retrovisori rossi, ma le forze dell\u2019ordine non rispondono, per non diffondere false notizie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-278287 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/incidente-107-rende-440x278.jpg\" alt=\"\" width=\"440\" height=\"278\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La salma non si pu\u00f2 toccare fino all\u2019arrivo del medico legale e al via libera da parte della Procura. La ragazza per\u00f2 \u00e8 certa. Fa il suo nome, racconta di essere la cognata e di continuare a chiamarlo al cellulare ma di non avere risposta. In lacrime e con la quasi certezza sparisce dal luogo dell\u2019incidente. Poco pi\u00f9 tardi arriva il cognato del 40enne che chiede di poterlo vedere. Purtroppo non pu\u00f2 fare altro che riconoscerlo e allontanarsi tra lo sgomento e il dolore. Gli accertamenti rimangono in mano agli agenti della polizia stradale che devono verificare se, tutte le testimonianze raccolte, combacino con i rilievi effettuati. All\u2019arrivo del medico legale, i vigili del fuoco estraggono dalle lamiere il corpo inerme del 40enne&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019imprenditore Emilio Cataldo Verrina di 40 anni, mor\u00ec il 26 febbario 2016 a Rende, sulla statale 107 nei pressi del campo sportivo Marco Lorenzon<\/p>\n","protected":false},"author":44,"featured_media":105779,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-105778","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105778","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/44"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=105778"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105778\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105778"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105778"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105778"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}