{"id":105955,"date":"2019-02-22T10:41:53","date_gmt":"2019-02-22T09:41:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ucciso-in-giardino-durante-una-faida-pena-ridotta-per-un-pentito\/"},"modified":"2023-01-16T18:23:09","modified_gmt":"2023-01-16T17:23:09","slug":"278874-ucciso-in-giardino-durante-una-faida-pena-ridotta-per-un-pentito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/278874-ucciso-in-giardino-durante-una-faida-pena-ridotta-per-un-pentito\/","title":{"rendered":"Ucciso in giardino durante una faida, pena ridotta per un &#8216;pentito&#8217;"},"content":{"rendered":"<h4>L&#8217;omicidio si era consumato durante una delle cruente faide tra cosche in Calabria, assolta la madre dei quattro fratelli accusati del delitto<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>VIBO VALENTIA\u00a0&#8211; Scontro sanguinario tra i clan Patania di Stefanaconi e i Piscopisani. Una faida che ha tramortito il Vibonese lasciando dietro di s\u00e9 morte e terrore. Ieri la Corte d&#8217;Assise d&#8217;Appello di Catanzaro si \u00e8 espressa su uno degli omicidi consumatisi in questa folle guerra di &#8216;ndrangheta: l&#8217;uccisione di Giuseppe Matina detto Gringia. L&#8217;uomo il 20 febbraio del 2012 \u00e8 stato trucidato mentre si trovava nel giardino di casa. Sfuggito all&#8217;agguato del 27 dicembre 2011, la sua &#8216;grave colpa&#8217; era quella di aver scelto di appartenere al gruppo dei Piscopisani nonostante avesse legami di parentela con i rivali Patania. Gringia infatti era il marito della collaboratrice di giustizia Loredana Patania. I giudici hanno ritenuto responsabili del delitto quattro persone: il giovane &#8216;pentito&#8217; di Sant&#8217;Angelo di Gerocarne Nicola Figliuzzi, difeso dall&#8217;avvocato Loredana Gemelli, e tre dei cugini della moglie di Matina. Per due dei quattro fratelli di Stefanaconi alla sbarra, Giuseppe e Salvatore Patania (di 38 e 40 anni), \u00e8 stato emesso il verdetto di &#8216;fine pena mai&#8217;. Per il 43enne Saverio Patania invece la pena dell&#8217;ergastolo \u00e8 stata ridotta a 30 anni di detenzione. Uno &#8216;sconto&#8217; riconosciuto anche al collaboratore di giustizia Figliuzzi, condannato in primo grado a 20 anni per concorso nell&#8217;omicidio di Matina. Per lui infatti<strong> la Corte ha accolto la richiesta della difesa di riconoscere l\u2019attenuante speciale per la collaborazione iniziata nel novembre del 2017.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pena \u00e8 stata cos\u00ec rideterminata ad 11 anni e sei mesi di detenzione in continuazione con i 6 anni di reclusione espiati per i tentati omicidi di Scrugli e Calafati, quindi resteranno per lui da scontare altri 5 anni. Figliuzzi, secondo l&#8217;accusa, avrebbe partecipato insieme ai mandanti alle riunioni in cui fu pianificato il primo tentativo di far sparire Gringia con un agguato armato mentre attraversava la strada provinciale Stefanaconi &#8211; Vari a bordo della sua Fiat 500 e di aver fornito il furgone per porre in essere l&#8217;omicidio. Confermata la sentenza di assoluzione di primo grado per un altro dei fratelli di Patania, Nazzareno, e la madre Giuseppina Iacopetta (moglie di Fortunato Patania) inizialmente accusati di essere responsabili del tentato omicidio di Gringia e della sua uccisione avvenuta dopo meno di due mesi. In primo grado il processo era stato celebrato con rito abbreviato, formula che ha consentito ai fratelli condannati al carcere a vita solo di evitare l&#8217;isolamento diurno. Accusati di essere gli<strong> esecutori materiali dell&#8217;uccisione di Matina sono Cosimo Caglioti di Sant&#8217;Angelo di Gerocarne, Francesco Lopreiato, Alex Loielo, Alessandro Bartalotta e Arben Ibrahim macedone che ora collabora con la giustizia.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;omicidio si era consumato durante una delle cruente faide tra cosche in Calabria, assolta la madre dei quattro fratelli accusati del delitto<\/p>\n","protected":false},"author":18,"featured_media":105956,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-105955","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105955","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/18"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=105955"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/105955\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105956"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105955"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105955"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105955"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}