{"id":106060,"date":"2019-02-23T18:00:55","date_gmt":"2019-02-23T17:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/beverage-il-ghiaccio-ingrediente-cardine-del-drink\/"},"modified":"2023-01-16T18:23:16","modified_gmt":"2023-01-16T17:23:16","slug":"279207-beverage-il-ghiaccio-ingrediente-cardine-del-drink","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/279207-beverage-il-ghiaccio-ingrediente-cardine-del-drink\/","title":{"rendered":"Beverage: il ghiaccio, ingrediente cardine del drink"},"content":{"rendered":"<h4>Il ghiaccio \u00e8, tra tutti gli ingredienti, probabilmente il pi\u00f9 importante, e sottovalutato, perch\u00e9 permette di raffreddare i drink, di diluirli al punto giusto e di mantenerli freddi mentre vengono bevuti<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA\u00a0 -Ritorna l&#8217;appuntamento con &#8220;Beverage, viaggio sensoriale ed emozionale\u201d, insieme a <span style=\"color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6015\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Geppo<\/a><\/span> (Giuseppe Suriano, ndc) e le sue perle di sapere a proprosito dei drink. Questa volta affronteremo il vaggio attraverso il &#8220;Re Ghiaccio&#8221; che sembra faccia da padrone nel &#8220;signor bicchiere&#8221;<\/p>\n<p>Oltre a raffreddare i drink, diluirli al punto giusto e mantenerli freddi mentre vengono bevuti, Geppo ci svela che anche l\u2019impatto estetico non \u00e8 da sottovalutare: \u00abUn bicchiere colmo di ghiaccio si presenta meglio rispetto ad uno con pochi cubetti di ghiaccio che galleggiano. \u00c8 necessario raffreddare e diluire un drink <strong>per attenuare l\u2019impatto dell\u2019alcol che potrebbe per alcuni risultare sgradevole. <\/strong>Immaginate di bere un Negroni a temperatura ambiente, sicuramente vi fermereste al primo sorso perch\u00e9 non diluito, e con i suoi 27 gradi circa (27%vol) potrebbe risultare molto pesante, invece raffreddato e diluito in modo giusto, la sua gradazione scende quasi al 20% , quindi risulta pi\u00f9 gradevole e molto pi\u00f9 beverino\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLo studio del ghiaccio ci fa capire che non esiste raffreddamento senza diluizione\u00a0 &#8211; continua Geppo &#8211; e che il ghiaccio pu\u00f2 raffreddare un drink ben al di sotto degli zero gradi anche se esso stesso \u00e8 zero gradi\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-279211 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-11.28.122-420x280.jpeg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>GHIACCIO FORMA E GRANDEZZA<\/h2>\n<p>Abbiamo inoltre diverse tipologie di ghiaccio nella forma e grandezza. Le pi\u00f9 comuni sono <strong>i cubetti e il tritato<\/strong> (crusched ice). I cubetti non hanno per forza la forma geometrica di un cubo, ma a seconda del produttore possono avere forma diverse. Esistono in commercio fabbricatori che producono <strong>cubetti pieni o cubetti cavi<\/strong>.<br \/>\n<strong>I pieni sono pi\u00f9 resistenti agli urti.<\/strong> <strong>I cubetti cavi<\/strong>, invece, hanno una profonda rientranza che aumenta la superficie totale a discapito delle pareti; non aumentano la diluizione di un drink, ma velocizzano il raffreddamento perch\u00e9 hanno una maggiore superficie di contatto. Quindi a parit\u00e0 di tempo trascorso raffreddano di pi\u00f9 e diluiscono di pi\u00f9, ma a parit\u00e0 di temperatura raggiunta dal drink la diluizione sar\u00e0 la stessa.<\/p>\n<p><strong>Il ghiaccio tritato \u00e8 quello che raffredda e diluisce pi\u00f9 velocemente degli altri<\/strong>, 100 grammi di ghiaccio tritato hanno una superficie di contatto molto maggiore rispetto a 100 grammi di ghiaccio a cubi.<br \/>\nOggi giorno \u00e8 di uso comune servire un drink su un <strong>unico pezzo di ghiaccio (chunk)<\/strong> dal quale si pu\u00f2 ottenere un grosso cubo o una sfera, qui la<strong>\u00a0diluizione non \u00e8 ridotta, ma la velocit\u00e0 con cui diluisce e raffredda. <\/strong>Il chunk, avendo una superficie di contatto minore, raffredda pi\u00f9 lentamente di tanti cubetti. Il drink sar\u00e0 meno diluito, ma pi\u00f9 caldo, e non \u00e8 detto che sia una cosa positiva.<\/p>\n<p>Poi abbiamo il <strong>GHIACCIO SECCO<\/strong>, che non \u00e8 acqua allo stato solido, ma anidride carbonica (C02) solidificata a -78 gradi, non pu\u00f2 e non deve essere utilizzata come elemento sostitutivo del normale ghiaccio, ma come elemento scenografico perch\u00e9 messo a contatto con un liquido si trasforma in fumo. \u00c8 assolutamente da evitare direttamente all\u2019interno del drink perch\u00e9 se ingerito pu\u00f2 causare danni permanenti.<\/p>\n<p>(Nella chiacchierata con Geppo il testo preso interamente in riferimento per l&#8217;argomento inerente il Ghiaccio su citato \u00e8\u00a0 <em><strong>Miscelare, Mastellari-Ceccarelli Hoepli editore<\/strong>)<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In merito alla classificazione e all\u2019uso del ghiaccio, vi parlo dell\u2019<strong>OLD FASHIONED<\/strong>, un grande classico dove l\u2019uso del ghiaccio \u00e8 fondamentale, parlando prima per\u00f2 del termine \u201cCocktail\u201d e delle sue prime uscite\u2026<\/p>\n<h2>IL COCKTAIL, LA SUA STORIA<\/h2>\n<p>La parola \u201ccocktail\u201d viene citata letteralmente per la prima volta in un giornale, il\u201d <strong>Morning post and gazetter\u201ddi Londra, il 20 Marzo 1798<\/strong>, in questo articolo vengono pubblicati i debiti di alcuni uomini politici in alcuni Pub londinesi, il premier dell\u2019epoca, un certo Mr.Pitt era in debito nei confronti di un locale di numerosi \u201ccock-tail , volgarmente detto ginger, cosa fossero questi cocktail-tail non \u00e8 chiaro, ma questa \u00e8 di certo la prima trascrizione provata.<br \/>\nIl termine cocktail invece, propriamente detto, \u00e8 spiegato bene nel primo libro in cui vengono codificate le ricette di drink e misture, scritto dal \u201cThe professor\u201d Jerry Thomas e pubblicato nel 1862, \u201ccocktail\u201d stava a definire una particolare categoria di drink che viene cos\u00ec definita&#8230;.\u201dThe cocktail is a modern invention, and is generally used on fishing and other sporting parties, although some patiens insist than it is good in the morning as a tonic\u201d.<\/p>\n<p><strong>La struttura era sempre la medesima, sugar (spesso gum syrup) bitter, spirit, water.<\/strong><br \/>\nSi poteva fare \u201ccocktail\u201dcon qualsiasi spirito, esistono infatti tantissime varianti, Gin cocktail, rum cocktail, vermouth cocktail ecc ma l\u2019old Fashioned era un altra cosa.<br \/>\nVoleva dire alla vecchia maniera, e solitamente veniva richiesto dai \u201cconossieur\u201d, i bartender dell\u2019epoca magari quando andavano a bere dai colleghi, un po\u2019 come avviene ora.<br \/>\nAlla vecchia maniera voleva dire con <strong>il pezzettino di zucchero, pezzetto, nessun \u201cmodernismo\u201d (1880 circa) sciroppo<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-279212 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-11.28.12-420x280.jpeg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi sento di poter affermare che bench\u00e9 sui libri troviamo prima la ricetta del Whisky Cocktail semplice, e solo anni dopo quella dell\u2019old fashioned Whisky cocktail, che esso per\u00f2 rappresenti un ritorno alle origini, una ritorno ad Un epoca di cui non abbiamo ancora testimonianze scritte, attorno i primi del 800.<br \/>\nUna reversione piuttosto che un\u2018evoluzione o l\u2019invenzione di un nuovo drink.<br \/>\nUna delle primissime trascrizioni avviene ad opera di Harry Johnson nel suo libro del 1888, a riprova di quanto gi\u00e0 detto, viene infatti nominato \u201cOld Fashioned Whisky Cocktail\u201d, un Whisky cocktail alla vecchia maniera, con un cucchiaio di zucchero che doveva essere sciolto al momento, nessun sciroppo.<\/p>\n<p><strong>Il bicchiere \u00e8 fondamentale<\/strong>, e secondo me ad essere <strong>imprescindibile \u00e8 il pezzetto di zucchero<\/strong> o comunque lo zucchero da sciogliere davanti al cliente.<br \/>\n<strong>La gradazione dipende assolutamente dal whisky utilizzato,<\/strong> bisogna tenere conto di una cosa, la diluizione, in questo cocktail specialmente, \u00e8 fondamentale ed essa \u00e8 circa il 30\/40% del risultato finale.<br \/>\nCalcolare la gradazione non \u00e8 poi cos\u00ec difficile, ipotizziamo di usare un buon Bourbon bonded( cos\u00ec si definiscono i bourbon con 50 gradi, 100proof) la gradazione finale sar\u00e0 quindi di circa 30 gradi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-279210 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-11.28.10-420x280.jpeg\" alt=\"\" width=\"420\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>L&#8217;ABBINAMENTO CON IL CIBO<\/h2>\n<p><strong>Personalmente mi piace abbinare OF a fine pasto<\/strong>, lo adoro con i formaggi, specialmente quelli stagionati o semi stagionati, frutta fresca matura, pere, banane o la classica frutta secca. Se piace anche con il cioccolato, perch\u00e9 no?<br \/>\nOgnuno \u00e8 libero di fare ci\u00f2 che preferisce\u2026<br \/>\nQuesto cocktail in voga fino agli anni \u201960 ha vissuto poi una fase di oblio.<\/p>\n<p>A riportarlo in auge di recente \u00e8 stata la fortunata serie \u201c<strong>Mad Men\u201d ideata da Matthew Weiner<\/strong> \u00e8 ambientata negli anni \u201960, con protagonista il pubblicitario Don Draper, amante dei cocktail ed in particolare modo dell\u2019OLD FASHIONED.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la storia, l\u2019evoluzione e i concetti dietro alla nascita, sviluppo ed evoluzione dei cocktail e dell\u2019OF, consiglio \u201cViaggi di spirito\u201d vol.1, vol.2 edizione Imbibe. Per tutte le ricette e trascrizioni storiche invece conviene andare sul sito EUVS, li si trovano centinaia di libri antichi originali consultabili in formato PDF, dal 1700 ai giorni nostri.\u00a0 Per tutti gli altri approfondimenti citati da Geppo consultare il libro &#8220;Miscelare&#8221;, Mastellari-Ceccarreli Hoepli editore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-279208 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-11.28.08-187x280.jpeg\" alt=\"\" width=\"187\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Ricetta OLD FASHIONED<\/h2>\n<h4>4,5 cl di Bourbon o Rye Whiskey<br \/>\n2 gocce di Angostura<br \/>\n1 zolletta di zucchero<br \/>\n1 splash di Soda water<\/h4>\n<p>Bicchiere: tumbler basso o Old Fashioned<br \/>\nTecnica: Build<br \/>\nGarnish: Orange twist e ciliegina<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il ghiaccio \u00e8, tra tutti gli ingredienti, probabilmente il pi\u00f9 importante, e sottovalutato, perch\u00e9 permette di raffreddare i drink, di diluirli al punto giusto e di mantenerli freddi mentre vengono bevuti<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":106061,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[34],"tags":[],"class_list":["post-106060","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-magazine"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106060","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=106060"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106060\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/106061"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=106060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}