{"id":106207,"date":"2019-02-27T13:50:21","date_gmt":"2019-02-27T12:50:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/senzatetto-a-rischio-sgombero-labbuttu-nun-crida-aru-dijunu\/"},"modified":"2023-01-16T18:23:26","modified_gmt":"2023-01-16T17:23:26","slug":"279849-senzatetto-a-rischio-sgombero-labbuttu-nun-crida-aru-dijunu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/279849-senzatetto-a-rischio-sgombero-labbuttu-nun-crida-aru-dijunu\/","title":{"rendered":"Senzatetto a rischio sgombero, &#8221;l&#8217;abbuttu nun crida aru dijunu&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Case popolari non assegnate agli aventi diritto e istituzioni latitanti. Sono circa cento le persone che si ritroveranno in strada dopo l&#8217;annunciato intervento delle forze dell&#8217;ordine<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA (CS) &#8211; \u00abNon c\u2019\u00e8 niente da fare. L\u2019abbuttu nun crida aru dijunu. Il famoso proverbio della nostra tradizione popolare &#8211; scrive in una nota la Casa Dei Diritti Sociali di Cosenza &#8211; si conferma in tutta la sua attualit\u00e0. Funzionari, Dirigenti e soprattutto la classe politica regionale e cittadina sembrano totalmente chiusi alla possibilit\u00e0 di trovare una soluzione per <strong>un centinaio di nostri concittadini che a breve <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6027\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em>si ritroveranno per strada<\/em><\/span><\/a>, costretti a trovare un riparo di fortuna spesso poco dignitoso, soprattutto per i loro piccoli,<\/strong> che si ritroveranno senza la propria casa. Proprio loro, i piccoli, che avevano trovato sprazzi di normalit\u00e0 nella precariet\u00e0 delle occupazioni dove oltre ad un tetto hanno trovato una solida comunit\u00e0 capace di seguirli, di accompagnarli, di sostenerli. La scuola, i documenti, i compiti e di recente anche numerosi laboratori e iniziative sportive insieme a tanti altri bambini dei quartieri con i quali condividere un pezzo di strada. Ma le ragioni della burocrazia sono pressanti, dietro la spinta di un governo che vede le risposte dal basso all&#8217;emergenza abitativa come un problema di sicurezza e che parla di politiche sociali e beni comuni solo per slogan e propaganda.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>La legalit\u00e0 impone di aspettare lo scorrimento delle liste di attesa anche quando case popolari non ce ne sono pi\u00f9 perch\u00e9 assegnate a chi non ne aveva bisogno<\/strong>, anche quando l\u2019ATERP, che una casa dovrebbe trovarla d\u2019ufficio per tutti, decide che un palazzo deve rimanere disabitato ed inutilizzato per anni, anche quando un albergo \u201cprivato\u201d e fallito viene pian piano distrutto dal tempo, dai vandali e dall\u2019incuria. No, non c\u2019\u00e8 spazio per i poveri nell\u2019albergo, la storia si ripete mentre i potenti bivaccano nelle stanze dei bottoni. I computer sembrano muti e gli archivi vuoti. Non ci sono strutture capaci di ospitare chi non ha un tetto sulla testa. Eppure (\u00e8 evidente che) gli spazi ci sono, e il comitato Prendocasa ne ha \u201csuggerito\u201d diversi in tutti questi anni: edifici abbandonati e inutilizzati che sono stati impiegati per assicurare un&#8217;esistenza dignitosa a coloro i quali si sono trovati in difficolt\u00e0. Magicamente, per\u00f2, queste stesse strutture diventano di colpo essenziali una volta che vengono recuperate dai senzacasa e quindi devono essere sgomberate.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9, ci chiediamo, questo accanimento contro le persone?<strong> Perch\u00e9 l\u2019Azienda Territoriale per l\u2019Edilizia Residenziale Pubblica non si affligge su come alleviare le pene di chi non ha un tetto sulla testa ed anzi pressa per mandare per strada chi ha trovato una soluzione<\/strong> temporanea ai suoi problemi? Perch\u00e9 il Comune non riesce proprio ad individuare soluzioni per risolvere la condizione drammatica di queste famiglie? Seguiamo con ansia le vicende di persone che conosciamo una per una e rimaniamo attoniti di fronte all\u2019atteggiamento sbrigativo delle istituzioni che invece di proteggere la collettivit\u00e0 hanno solo fretta di archiviare una delle tante pratiche. Questa pratica per\u00f2 ha gambe, braccia, intelligenza ed emotivit\u00e0. Cosa accadr\u00e0 a tante persone buttate per strada, quali conseguenze per questi bambini che si sentiranno ancora una volta rifiutati da un sistema che non ha il tempo di occuparsi di loro e del loro futuro?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Noi sappiamo bene cosa accadr\u00e0 dopo. E per questo motivo<strong> chiediamo che non ci sia fretta nell\u2019archiviare questa \u201cpratica\u201d, che si proceda con seriet\u00e0 a valutare ogni possibile soluzione<\/strong> capace di risolvere definitivamente un problema insormontabile per le singole famiglie e vitale per i nostri piccoli amici. Tutti i giorni siamo insieme ai bambini delle occupazioni abitative di Cosenza, contribuiamo alla loro crescita scolastica ed educativa, tutti i giorni supportiamo le loro famiglie e costruiamo insieme a loro percorsi virtuosi. Non avere un tetto sulla testa per i nostri bimbi e le loro famiglie significherebbe minare la loro crescita emotiva, sociale ed educativa. Per questo motivo chiediamo ad educatori, assistenti sociali, docenti, psicologi, enti del terzo settore di aderire a questo appello\u00bb.<\/p>\n<p>https:\/\/quicosenza.it\/news\/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza\/cosenza\/279401-cosenza-senzatetto-in-prefettura-per-loro-non-ci-sono-soldi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Case popolari non assegnate agli aventi diritto e istituzioni latitanti. 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