{"id":106291,"date":"2019-03-01T01:23:00","date_gmt":"2019-03-01T00:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/talpe-del-clan-rango-zingari-in-aula-parlano-i-pentiti\/"},"modified":"2023-01-16T18:23:31","modified_gmt":"2023-01-16T17:23:31","slug":"280205-talpe-del-clan-rango-zingari-in-aula-parlano-i-pentiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/280205-talpe-del-clan-rango-zingari-in-aula-parlano-i-pentiti\/","title":{"rendered":"Talpe del clan Rango &#8211; Zingari: in aula parlano i pentiti"},"content":{"rendered":"<h4>Secondo la Distrettuale il carabiniere e il poliziotto aiutavano il clan passando informazioni\u00a0in cambio di denaro e trattamenti di favore\u00a0<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Nuova udienza del processo a carico di Vincenzo Ciciarello, 60 anni, ex detective della Squadra mobile di Cosenza, Antonino Perticari, 56 anni, ex brigadiere dell&#8217;Arma in servizio alla stazione di Cosenza nord all\u2019epoca dei fatti e Enrico Francesco Costabile, di 49 anni e Fabrizio Bertelli, 45 anni<strong>,<\/strong>\u00a0dipendente civile in servizio alla Polizia stradale di Cosenza, ritenuti responsabili di \u201cconcorso esterno in associazione mafiosa\u201d.\u00a0L&#8217;accusa rientr\u00f2 in una pi\u00f9 ampia attivit\u00e0 investigativa \u2013 condotta dal Procuratore Aggiunto \u00a0Vincenzo Luberto e dal Sostituto Procuratore\u00a0Pierpaolo Bruni\u00a0e coordinate dal Procuratore della Repubblica di Catanzaro\u00a0Giovanni Bombardieri\u00a0\u2013 congiuntamente svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Cosenza e dal Reparto Operativo del Comando Provinciale Carabinieri di Cosenza. Secondo la Distrettuale\u00a0sarebbero stati i confidenti della cosca Rango-Zingari di Cosenza, che avrebbero passato al boss, Maurizio Rango, ogni tipo di informazione utile\u00a0per sfuggire alla cattura di ordinanze cautelari<\/p>\n<p>In composizione collegiale presieduta dal giudice Carpino sono stati sentite tre collaboratori di giustizia, Roberto Violetta Calabrese, Pierluigi Terrazzano e Edyta Kopaczynska moglie del defunto Michele Bruni ritenuto il capo della cosca dei Bella Bella. Presenti in aula gli imputati Ciciarello e Perticari difesi dagli avvocati Roberto Le Pera e Filippo Cinannte; assente Costabile difeso dall&#8217;avvocato Antonio Quintieri<\/p>\n<h2>Il brigadiere rifer\u00ec al nipote di Presta della mia collaborazione<\/h2>\n<p>Roberto Violetta Calabrese dal sito protetto ha risposto alle domande del pubblico ministero della Dda in riferimento al brigadiere Antonino Perticari. \u00abSono collaboratore di giustizia dal 4 marzo 2013. Ho iniziato la collaborazione per una disputa successa tra me e Castiglia e il suo gruppo in relazione ad una costruzione di un palazzo. Non sono stato mai condannato per reati di criminalit\u00e0 mafiosa. Ho alcuni processi da iniziare ed uno \u00e8 terminato con una condanna ad un anno, pena sospesa, per reato di usura. Gli altri procedimenti sono inerenti lo scambio di voto con il sindaco ed il vice sindaco del comune di Castrolibero\u00bb.<\/p>\n<p>L&#8217;accusa poi entra nel merito dell&#8217;udienza odierna chiedendo <strong>i rapporti con il brigadiere dell&#8217;Arma Antonino Perticari<\/strong>. \u00abS\u00ec, <strong>lo conosco<\/strong> da quando era in servizio alla Paolo Grippo insieme al maresciallo Saponangelo <strong>ma non abbiamo mai avuto rapporti<\/strong>. C&#8217;era un rispetto di buongiorno e buonasera. All&#8217;inizio della mia collaborazione per quello che ho dichiarato agli inquirenti, <strong>quando spararono a mio padre e a mio fratell<\/strong>o in via XXIV Maggio, la sera mi portarono a casa e venne la macchina dei carabinieri. <strong>Lui mi vide e and\u00f2 da A.S. a riportare quello che aveva visto<\/strong> e cio\u00e8 che ero a casa e c&#8217;era la macchina dei carabinieri che andava e veniva. <strong>Aveva detto gi\u00e0 che avevo iniziato la collaborazione con i carabinieri<\/strong>.<\/p>\n<p>A. S. \u00e8 il <strong>titolare dell&#8217;agenzia ippica di Cosenza, un nipote di Franco Presta<\/strong>. Era la sera che hanno sparato a mio padre e a mio fratello, o la prima o la seconda volta che andavo dai carabinieri davanti al dottore Luberto, parliamo sempre di inizio marzo 2013. Questa circostanza la appresi tramite la mia famiglia. Glielo aveva detto M. M. a mio zio che <strong>&#8220;il messinese&#8221; aveva detto che mi trovavo a casa quella sera<\/strong>. Se non ricordo male dopo due o tre sere vennero sotto casa mia M.M. e A.S. che volevano parlare con me perch\u00e8 la famiglia di A.S. avevano acquistato tre appartamenti in un palazzo in via Popilia, e in un altro dovevano fare il passaggio di propriet\u00e0 e volevano parlare con me per sapere come dovevano fare con l&#8217;atto notarile. Io li vidi dalla finestra ma non ho voluto n\u00e9 parlarci, n\u00e9 incontrarli. Per me era finita la storia con tutti quanti.<\/p>\n<p>A.S. \u00e8 intimo amico di M.M. che \u00e8 l&#8217;intermediario che fece acquistare gli appartamenti a via Popilia ad A.S.. Poich\u00e8 M.M. era, sotto forma amichevole, un responsabile di quella vendita A.S. chiama\u00a0 a M. M. e gli chiede come deve fare perch\u00e8 <strong>Roberto \u00e8 collaboratore di giustizia per avere un altro atto notarile<\/strong>&#8220;. Entrambi tentarono di voler parlare con me e mi chiamarono numerose volte al telefonino, cose che ho pure riferito, per parlare e d aggiustare la situazione.<\/p>\n<p>La difesa di Perticari, l&#8217;avvocato Cinnante in controesame ha chiesto a Calabrese di confermare <strong>la sera dell&#8217;incontro con il brigadiere Perticari<\/strong> quando ci fu la sparatoria ai danni del padre e del fratello e, dopo quella circostanza, di avere saputo che lo stesso brigadiere sarebbe andato a riferire dell&#8217;inizio della sua collaborazione: \u00abQuella sera che \u00e8 arrivata la macchina dei carabinieri, lui era in macchina in divisa. Quando \u00e8 sceso dalla macchina io salutavo mia mamma che era dalla finestra di casa mia in cucina; lui alz\u00f2 la testa e ci siamo guardati in faccia\u00bb.<\/p>\n<h2>Terrazzano non ricorda il brigadiere Perticari<\/h2>\n<p>Altro collaboratore di giustizia a rispondere alle domande del pubblico ministero dal sito riservato \u00e8 <strong>Pierluigi\u00a0Terrazzano<\/strong> \u00abSono collaboratore di giustizia dall&#8217;ottobre 2012 a causa di problemi (&#8230;). <strong>Sono dovuto andare via, ero in pericolo di vita, in quel momento avevo paura<\/strong>. Ho preferito collaborare con la giustizia, non avevo nessuna condanna sulle spalle ma ho preferito questa scelta. Sono stato sottoposto subito a programma di protezione. Ho finito di scontare sei anni tra carcere e domiciliari per il reato di rapina; sotto protezione non ho fatto nessun tipo di reato.<\/p>\n<p><strong>Alla domanda della conoscenza con il brigadiere Perticari, Terrazzano risponde di non conoscerlo. Neanche quando l&#8217;accusa gli ricorda il soprannome &#8220;il messinese&#8221;: \u00abNeanche Nino il messinese, sono passati sette anni. Non mi viene in mente niente\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;accusa passa a contestazione con l&#8217;interrogatorio del 15 ottobre 2012 in cui Terrazzano fece riferimento ad un carabiniere che si chiama Nino il messinese. Si legge nel verbale: &#8220;Consideri che il giorno prima di essere arrestato\u00a0 mi sono spostato in quanto R.A., <strong>in mia presenza \u00e8 stata avvisata da un carabiniere che si chiama Nino il messinese che le forze dell&#8217;ordine mi avrebbero rintracciato presso la sua abitazione<\/strong>. Il giorno dopo sono stato arrestato&#8221;&#8221;.\u00a0 \u00ab<strong>E&#8217; mia cugina ma questa cosa qui non me la ricorda al momento <\/strong>&#8211; risponde Terrazzano al pubblico ministero -. Ma se l&#8217;ho detta&#8230;! Al momento non la ricordo. R. \u00e8 mia cugina di sangue. Sono stato arrestato in quel periodo e poi ho iniziato a collaborare. Sono stato arrestato dai carabinieri per rapina.<\/p>\n<h2>Mai stato latitante<\/h2>\n<p>\u00abL&#8217;ultima volta che mi sono &#8220;buttato&#8221; (diventato collaboratore) \u00e8 stato il 2012. <strong>Io latitante non ci sono mai stato, n\u00e9 irreperibile, n\u00e9 sono fuggito dalle forze dell&#8217;ordine.<\/strong> A me mi hanno fermato per strada non ricordo dove e mi hanno detto &#8220;seguici in caserma&#8221; e mi hanno arrestato. <strong>Io non sono fuggito, non avevo nessun mandato di cattura ero nella mia citt\u00e0\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;accusa procede a contestazione: &#8220;Il giorno dopo sono stato arrestato per quanto concerne quanto riferito da Nino Messinese; l&#8217;ho visto dire anche per cenni a mia cugina che le forze dell&#8217;ordine sapevano che ero rifugiato presso la sua abitazione ed \u00e8 stata la mia stessa cugina a dire che quel carabiniere che io ho visto in divisa si chiama Nino il messinese&#8221;. \u00abNon ricordo questo passaggio\u00a0 &#8211; continua a sottolineare Terrazzano -, ma se l&#8217;ho detta \u00e8 capace che \u00e8 cos\u00ec. Ho avuto brutte esperienze in questi anni, malattie e cose varie, di testa non sono stato bene, non ricordo al momento. <strong>Non mi sono rifugiato a casa di mia cugina, io l&#8217;andavo a trovare sempre<\/strong>. Passavo da mia cugina a trovarla perch\u00e8 il marito &#8220;era dentro&#8221; e l&#8217;andavo a trovare: sostegno a vicenda, era sola!&#8221;<\/p>\n<p>Anche per Terrazzano la difesa di Perticari, l&#8217;avvocato Cinnante pone solo una domanda: &#8220;Pu\u00f2 descrivere fisicamente il brigadiere Perticari? \u00e8 stato mai latitante?&#8221; \u00ab<strong>Io non l&#8217;ho conosco avvocato, non conosco Perticari. E non sono mai stato latitante<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<h2>Kopaczynska: Nino veniva a casa e pagavamo le informazioni<\/h2>\n<p>Sono collaboratrice di giustizia dal 27 agosto 2013. Sono stata condannata per il 416 bis, associazione di tipo mafioso e sono stata in carcere e adesso sono ai domiciliari. La mia appartenenza all\u2019associazione perch\u00e9 convivente di Michele Bruni. Non mi hanno riconosciuto l\u2019art. 8 delle attenuanti perch\u00e9 ho iniziato a collaborare nell\u2019ultima udienza del processo.\u00a0Ho collaborato con la giustizia perch\u00e9 dopo la morte di mio cognato che era stato ucciso ormai i nostri amici erano diventati nemici, ho capito tante cose. Come sapete <strong>mi sono state tolte tutte le mie cose, anche la casa, tutti i miei averi. Ho saputo anche che dovevo essere ammazzata <\/strong>e ho preferito la mia vita non solo la mia ma quella soprattutto di mio figlio.<\/p>\n<p><strong>Conosco Nino il messinese, lo chiamiamo cos\u00ec.<\/strong>\u00a0L\u2019ho conosciuto quando mi sono messa con mio marito e faceva il carabiniere nel 2003. Prestava servizio all\u2019inizio alla caserma vicino al comune di Cosenza e poi l\u2019hanno spostato alla caserma nuova in via Popilia.<\/p>\n<p><strong>Lo conosco da parecchio.<\/strong> All\u2019inizio era un brigadiere normale che veniva a fare controlli a mio marito perch\u00e9 era sorvegliato speciale. E si comportava normale. Era un carabiniere che faceva il suo dovere. Poi <strong>dal 2008 o 2009 ha iniziato a chiedere soldi a mio marito<\/strong>. Aveva dei problemi. <strong>I soldi erano per le informazioni riservate<\/strong>. Siccome mio marito all\u2019epoca dei fatti aveva <strong>un sacco di mandati di cattura per il processo Missing<\/strong>; da una parte la Cassazione annullava dopo otto mesi c\u2019era di nuovo il mandato di cattura. Si sapeva ormai e <strong>lui andava fuori servizio, in borghese alla caserma per vedere com\u2019era la situazione se trovava il mandato di cattura<\/strong>. Tanto \u00e8 vero che mio marito \u00e8 sempre scappato dal mandato di cattura, non si \u00e8 mai fatto trovare a casa.<\/p>\n<p>Passava le informazioni, sentiva qualcosa delle nuove operazioni. <strong>Mio marito si \u00e8 reso irreperibile anche per le informazioni date da Perticari: un po\u2019 la fortuna, un po\u2019 il brigadiere<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Sulla questione dei pagamenti<\/strong>: \u00ab<strong>Ho visto i pagamenti e li ho fatti anche personalmente<\/strong>. Nel 2009 ho dato 700 euro. E\u2019 arrivato disperato se non erro per un affitto di casa, non aveva soldi. Mio marito non era presente in casa. L\u2019ho chiamato perch\u00e9 avevo liquidit\u00e0 in casa e mi ha detto daglieli che poi vedo io. E poi un paio di volte 100 euro. Non so se ha passato informazioni anche ad altri appartenenti alla criminalit\u00e0 organizzata. So solo che ho visto con i miei occhi, <strong>all\u2019epoca abitavo a via degli stadi sotto Maurizio Rango, io vedevo il brigadiere che era molto spesso e volentieri da Rango, in borghese non so che andava a fare, per\u00f2<\/strong>. Io l&#8217;ho visto da Rango e in pi\u00f9 <strong>i soldi glieli dava anche Francesco Patitucci<\/strong> tanto che si scherzava \u201cLa mattina passa da Patitucci, e poi trovava mio marito al bar e prendeva pure da mio marito. Dagli altri non lo so.<\/p>\n<h2>La microspia in macchina<\/h2>\n<p>Pasquale Ripepi \u00e8 il nipote di mio marito. Ho reso dichiarazioni sulla microspia che c\u2019era in macchina sua. Perticari ha avvisato mio marito che c\u2019era la microspia in macchina che veniva utilizzata per portare la droga in giro e mio marito glielo ha detto a Pasquale: <strong>\u201cLino non toglierla, ormai la sai, non parlare in macchina\u201d. Ma Lino l\u2019ha tolta e l\u2019ha rotta.<\/strong><\/p>\n<p>Sempre la difesa di Perticari, l&#8217;avvocato Cinnante nel controesame parte dalla penultima domanda fatta dal pubblico ministero: &#8220;ha detto che suo marito avrebbe appreso di una microspia posizionata a bordo della vettura del nipote e lo avrebbe avvisato. Pu\u00f2 ripetere cosa avrebbe fatto Pasquale Ripepi?&#8221; \u00abQuello che ricordo io &#8211; risponde il collaboratore &#8211;\u00a0 quando l\u2019ho avvis\u00f2 Michele dicendo di non toglierla, Pasquale l\u2019ha presa e l\u2019ha rotta\u00bb.<\/p>\n<p>Ma la difesa dell&#8217;imputato va in aiuto alla memoria del teste perch\u00e8 nel verbale del 2014, il 20 gennaio viene riportata una versione diversa dalle dichiarazioni rese in aula; dichiarazioni che dopo la lettura il teste riconosce e afferma di essere vere: \u201cMichele riferiva circostanza a Lino che provvede a far bonificare l\u2019autovettura rinvenendo la microspia che port\u00f2 in questura in senso di sfida, nel senso di far capire che era inutile prodigarsi in tal senso, poich\u00e9 le attivit\u00e0 venivano rinvenute\u201d.<\/p>\n<h2>Le notizie veicolate<\/h2>\n<p>Ritornando a Perticari &#8211; continua la difesa &#8211; ci pu\u00f2 dire a far data dal 2009 le circostanze relative alla comunicazione di notizie? pu\u00f2 riferire a quali notizie avrebbe veicolato a suo marito? \u00abAll\u2019epoca dei fatti si trattava del processo Missing &#8211; sottolinea la Kopaczynska -. Mi ricordo <strong>l\u2019ultimo mandato di cattura il brigadiere \u00e8 stato fuori servizio, tutta la notte a girare la caserma per il famoso mandato di cattura<\/strong>. E\u2019 venuto la mattina a informato Michele che non c\u2019era niente. Poi \u00e8 arrivato pomeriggio quel mandato di cattura. Per\u00f2 \u00e8 stato a guardare se c\u2019erano queste cose, se c\u2019era qualche operazione in corso. <strong>Sono venuti a cercarlo ma non l\u2019hanno trovato a casa. Ha fatto latitanza e l\u2019hanno arrestato a luglio e poi il 2010 \u00e8 uscito\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<h2>Il blitz che conosceva tutta la citt\u00e0<\/h2>\n<p>&#8220;C\u2019\u00e8 un blitz che interessava suo marito di cui ha dato notizie che poi si sono rivelate veritiere?- domanda la difesa- \u00abS\u00ec, il 15 dicembre 2010, il blitz Telesis in cui sono stata arrestata anche io &#8211; risponde la\u00a0Kopaczynska. <strong>Il brigadiere aveva riferito che c\u2019era il blitz ma non si sapeva quando. Per\u00f2 di essere c\u2019era, lo hanno detto tutti quanti, non solo lui, Cosenza era piena di questa notizia.<\/strong><\/p>\n<h2>I soldi pagati per le informazioni<\/h2>\n<p>&#8220;I soldi che davate al brigadiere Perticari per quello che ha riferito <strong>costituivano un vero stipendio o erano soldi che lui chiedeva cos\u00ec<\/strong>?&#8221; \u00abNo, <strong>lui veniva quando aveva bisogn<\/strong>o &#8211; spiega la moglie del defunto Bruni. Io <strong>ero contraria<\/strong> con mio marito perch\u00e9 sono venuta a sapere che<strong> aveva il vizio del gioco<\/strong> e stava sempre a giocare. <strong>Ma lui mi diceva per il quieto vivere<\/strong>, non ha niente e gli dava questi soldi. Nell\u2019ultimo episodio li ho consegnati io i soldi. Stavo aprendo la pizzeria a Cosenza vecchio e questi <strong>700 euro me li trovavo per pagare acquisti per la pizzeria<\/strong>. Mi sembra 2009 e mi sembra che <strong>aveva problemi che doveva pagare una cosa molto urgente<\/strong>. So anche che lui per il vizio del gioco ha avuto un sacco di problemi e <strong>dalla casa in affitto se n\u2019\u00e8 andato in caserma ad abitare.<\/strong><\/p>\n<p>Quando parlavano loro, Perticari e Michele, ci stavo cos\u00ec, si parlava di cose non serie perch\u00e9 lui veniva in divisa stava tre \u2013 quattro ore e si beveva qualcosa con mio marito. <strong>In casa discorsi seri non se ne facevano perch\u00e9 non si sapeva mai della microspia.<\/strong> Poi \u00e8 venuto qualche volta a casa per la morte di mio marito, per un saluto e io gli ho fatto capire che soldi ormai non ce n\u2019erano pi\u00f9.<\/p>\n<p>Anche <strong>il presidente del Collegio Carpino<\/strong> chiede chiarimenti in merito ai<strong> soldi<\/strong>: &#8220;Perch\u00e9 davate dei soldi al Perticari?&#8221; \u00abPer avere informazioni &#8211; risponde la collaboratrice di giustizia-, qualsiasi cose succedeva in caserma, per vari mandati di cattura se arrivavano, oppure c\u2019era un blitz, se dovevamo scappare\u00bb. &#8220;Ma davate dei soldi anche quando si trovava in difficolt\u00e0 o li davate soltanto per informazioni? &#8211; domanda ancora il presidente Carpino &#8211; \u00abSi dava i soldi sapendo che lui poi doveva fare dei favori perch\u00e9 non \u00e8 che i soldi ci tornavano indietro a noi\u00bb.<\/p>\n<h2>Una informazione &#8220;andata in porto&#8221;<\/h2>\n<p>La difesa ritorna sull&#8217;argomento soldi chiedendo un episodio per il quale Perticari disse \u201cGuarda che vi stanno venendo ad arrestare&#8221; e Bella Bella ringrazi\u00f2 consegnando i soldi. \u00abMi ricordo nel 2010 quando ci hanno arrestato a tutti perch\u00e9 <strong>mio marito non ci voleva credere<\/strong>: \u201cCi hanno scarcerato il 13 dicembre e mi arrestano il 15?&#8221;. Tutti i nostri ragazzi erano per strada. Perticari \u00e8 passato da casa. Mi ricordo. Michele era appena uscito dal carcere ed era ai domiciliari e non ho visto se gli ha dato 100 o 200 euro. <strong>Mio marito non c\u2019ha creduto a quello che diceva<\/strong>. Ci hanno arrestato la Questura. Era un blitz congiunto tra carabinieri e polizia\u00bb<\/p>\n<p>L&#8217;ultima domanda della difesa che chiude il processo chiede della scomparsa del cognato e se la Kopaczynska immaginasse gli assassini. \u00abPer la scomparsa di mio cognato l\u2019abbiamo chiamato noi a Nino. Io e mia cognata abbiamo chiamato l\u2019avvocato che mi ha fatto venire Nino sotto casa di mia suocera a Cosenza vecchio. <strong>Io pensavo Lamanna, Foggetti e Rango, chi poteva essere; che poi \u00e8 stata la verit\u00e0\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la Distrettuale il carabiniere e il poliziotto aiutavano il clan passando informazioni\u00a0in cambio di denaro e trattamenti di favore\u00a0<\/p>\n","protected":false},"author":40,"featured_media":106292,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-106291","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106291","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/40"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=106291"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106291\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/106292"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106291"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=106291"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106291"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}