{"id":106342,"date":"2019-03-03T08:30:31","date_gmt":"2019-03-03T07:30:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/i-videogiochi-sono-una-droga\/"},"modified":"2023-01-16T18:23:34","modified_gmt":"2023-01-16T17:23:34","slug":"280416-i-videogiochi-sono-una-droga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/280416-i-videogiochi-sono-una-droga\/","title":{"rendered":"I videogiochi sono una droga?"},"content":{"rendered":"<h4>\u201cCocaina digitale\u201d,\u00a0 cos\u00ec sono stati definiti da molti esperti i videogiochi per ragazzi.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E\u2019 evidente che una tale definizione, che sottende il rischio che si possa sviluppare una dipendenza, vada ad aumentare ancor di pi\u00f9 la preoccupazione dei genitori, che vedono i loro <strong>figli<\/strong> sempre concentrati sugli <strong>smartphone, sui tablet, sulle plystation, ecc.<\/strong><\/p>\n<p>Che\u00a0 i videogiochi nel nostro cervello stimolino la dopamina, provocando un effetto simile a quello osservato in chi assume droga, \u00e8 scientificamente provato. Essi in tal modo prendono in ostaggio\u00a0la mente dei ragazzi, che immergendosi totalmente nel videogame ed immedesimandosi nella situazione avvertono un senso di onnipotenza, che li porta a pensare di poter fare qualsiasi cosa.<\/p>\n<p>Questo per\u00f2 non deve portarci a demonizzare n\u00e9 la tecnologia, n\u00e9 questi giochi, semmai dovrebbe farci riflettere su questo suo lato oscuro e portarci a cercare soluzioni adeguate per risolverlo. Per fare ci\u00f2, noi genitori dovremmo, innanzitutto, dare il buon esempio.<\/p>\n<p>Poi dovremmo riflettere sul fatto paradossale che in un mondo iperconnesso una buona parte dei giovani soffre di solitudine. Ed infine, che trascorrere <strong>fino a molte ore davanti ad un videogioco<\/strong> pu\u00f2 avere<strong> conseguenze non solo sulla salute psichica e cognitiva, ma anche su quella fisica <\/strong>per la posizione scorretta che viene assunta e per la sedentariet\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-280421 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/videogiochi-ragazzini-schiavi-playstation.jpg\" alt=\"\" width=\"522\" height=\"379\" title=\"\"><\/p>\n<p>Cosa \u00e8 giusto fare <strong>in questi casi? Innanzitutto, noi genitori dovremmo provare ad inventare e ad organizzare attivit\u00e0 alternative per allontanare i nostri figli dagli schermi digitali<\/strong><strong>.<\/strong> \u00a0Ma questo non riusciamo a farlo perch\u00e9 siamo noi per primi \u00a0ad essere ossessionati da questi dispositivi.<\/p>\n<p>Che vi sia il rischio che si possa instaurare una dipendenza per questi videogiochi sembra innegabile ma, per fortuna, solo in certi casi tale dipendenza diventa patologica.<strong> La patologia si manifesta quando si verifica un condizionamento nella vita del ragazzo, quando queste attivit\u00e0 rappresentano una via di fuga dalla realt\u00e0, un modo per non affrontare la vita.<\/strong> Esistono degli elementi che devono suscitare un certo allarme, come l&#8217;alterazione del ciclo sonno-veglia, il mutare di alcuni tratti caratteriali, e l\u2019isolamento sociale.<\/p>\n<p>Su quest\u2019ultimo punto c\u2019\u00e8 da dire che \u00e8 importante per\u00f2 considerare il fatto che il periodo adolescenziale gi\u00e0 di per s\u00e9 crea degli scompensi, soprattutto nelle relazioni sociali, motivo per cui queste possono essere scarse e difficili in partenza. Anzi,\u00a0 a questo proposito non possiamo escludere che a questi giochi, in cui magari si \u00e8 bravi, e nei quali si riesce a primeggiare, da parte dei ragazzi venga attribuita un\u2019importanza \u201cvitale\u201d. Potrebbero essere visti come uno spazio in cui recuperare l\u2019autostima. In pratica, il ragionamento potrebbe essere: pi\u00f9 divento bravo nel videogioco pi\u00f9 otterr\u00f2 rispetto e considerazione, che possono ripercuotersi in maniera positiva sulla vita reale.<\/p>\n<p>La <strong>disperazione di noi genitori \u00e8 comprensibile<\/strong>, \u00a0perch\u00e9 ci accorgiamo che non \u00e8 facile trovare una soluzione per quello che da noi viene visto come un\u00a0 sequestro dei nostri \u00a0figli, che sembrano essere trasportati in un mondo parallelo.\u00a0 Si innesca spesso \u00a0una serie di punizioni, di ricatti e di minacce legate al cellulare, che finiscono con il suo sequestro o di quello della playStation.<\/p>\n<p>Di sicuro non pu\u00f2 essere ritenuta una buona soluzione quella di interrompere il gioco in maniera improvvisa. Forse sarebbe pi\u00f9 proficuo stabilire delle regole di tempo e condividere questa soluzione con gli altri genitori, facendo con loro un vero e proprio patto, magari rendendo partecipi i ragazzi.<\/p>\n<p><strong>Si eviterebbero, in tal modo, quelle reazioni \u00a0di protesta\u00a0 a volte furiose, che per molti versi potremmo\u00a0 anche capire, immedesimandoci nella loro situazione. A volte, quando interrompiamo <\/strong>il gioco in un momento \u201cimportante\u201d, mentre stanno, ad esempio, per raggiungere un obiettivo, la loro rabbia e la loro disperazione saranno legate oltre che al mancato raggiungimento di quel traguardo, anche al danno di immagine vero o presunto che essi ritengono di aver subito nei confronti degli amici con cui sono connessi durante il gioco.<\/p>\n<p><strong>D\u2019altra parte, pensandoci bene, essi <\/strong>\u00a0fanno le stesse cose che facevamo noi, quando avevamo la loro et\u00e0, semplicemente con strumenti diversi. Alle nostre esagerazioni i \u00a0nostri genitori reagivano come facciamo noi oggi. Soltanto che allora dovevano venire a prelevarci nella sala gioco (<strong>biliardi, flipper<\/strong>, ecc.) dove ci rinchiudevamo per interi pomeriggi. Anche in quel caso, per noi figli la preoccupazione maggiore era rappresentata dalla brutta figura che ritenevamo ci facessero fare davanti ai nostri amici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCocaina digitale\u201d,\u00a0 cos\u00ec sono stati definiti da molti esperti i videogiochi per ragazzi.<\/p>\n","protected":false},"author":31,"featured_media":106343,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[40,61],"tags":[],"class_list":["post-106342","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-spettacolo","category-tecnologia-e-internet"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106342","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/31"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=106342"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106342\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/106343"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=106342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}