{"id":106528,"date":"2019-03-05T17:55:13","date_gmt":"2019-03-05T16:55:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/laqueo-usura-ed-estorsione-pellicori-dal-carcere-risolveva-le-questioni\/"},"modified":"2023-01-16T18:23:47","modified_gmt":"2023-01-16T17:23:47","slug":"281081-laqueo-usura-ed-estorsione-pellicori-dal-carcere-risolveva-le-questioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/281081-laqueo-usura-ed-estorsione-pellicori-dal-carcere-risolveva-le-questioni\/","title":{"rendered":"Laqueo, usura ed estorsione: Pellicori dal carcere risolveva le questioni"},"content":{"rendered":"<h4>Il figlio della vittima di usura racconta di minacce di macchine bruciate ma non lo dichiara ai carabinieri e il pentito Pellicori racconta del giro di estorsione ed usura in citt\u00e0 e della spartizione delle zone<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Nuova udienza del processo Laqueo che vede imputati,\u00a0con rito ordinario, Luisiano Castiglia, Giovanni Guarasci, Danilo Magurno, Francesco Magurno, Ariosto e Francersco Mantuano, William Sacco. Per gli inquirenti della Distrettuale antimafia che portarono a termine il blitz nell\u2019agosto del 2016 si parlava di un\u2019<strong>organizzazione criminale<\/strong>\u00a0responsabile di\u00a0<strong>usura ed estorsione aggravate<\/strong>\u00a0dalle modalit\u00e0 mafiose e tentato omicidio, in riferimento al caso del fratello di Roberto Violetta Calabrese vittima di un attentato all\u2019interno dell\u2019esercizio commerciale che all\u2019epoca gestiva in via XXIV Maggio, a Cosenza. Questa mattina in aula davanti al collegio presieduto dal giudice Carpino, \u00e8 stato sentito il pentito Luca Pellicori e il figlio di una delle vittime di usura, un imprenditore edile cosentino, A.C., che ha risposto alle domande dell\u2019accusa prima, rappresentata dal pm della Dda Antonio De Bernardo, e della difesa poi, rappresentata dagli avvocati\u00a0Antonio Quintieri, Matteo Cristiani, Rossana Cribari, Pasquale Vaccaro, Pasquale Marzocchi, Amabile Cuscino e Renato Tocci.<\/p>\n<p>Il teste ha risposto ai fatti inerenti le vicende a carico di Danilo e Francesco Magurno raccontando di alcuni episodi che non aveva dichiarato ai carabinieri del Ros all\u2019epoca dei fatti. \u00abAvevo una ditta edile fino al 2012, oggi lavoro in un panificio e sono dipendente. Nel 2013 lavoravo ancora in un altro panificio a Cosenza. Conosco Danilo Magurno e Franco: sono dei parenti e li ho conosciuti in base alla vicenda che ha subito mio padre di cui so ben poco perch\u00e9 mi ha raccontato sempre tutto all\u2019ultimo\u2026\u00c8 stato sotto strozzo di queste persone\u00bb<\/p>\n<p>Il teste non ricorda il periodo esatto, n\u00e9 la somma che il padre doveva restituire, dichiarazione riportata anche nel verbale del 12 agosto 2013, ma racconta quello che ricorda parlando anche della richiesta della vettura da parte dei Magurno per far fronte alla restituzione del denaro, particolare mai reso ai carabinieri. Afferma anche di avere saputo i fatti in ritardo perch\u00e9 il padre ha sempre cercato di nascondere tutto.<\/p>\n<p>\u00abMio padre \u2026il periodo giusto non me lo ricordo, ma me ne ha parlato. Nel 2013 lavoravo nel panificio e queste confidenze di mio padre ebbero gi\u00e0 inizio. Non ricordo se il 2013 o 14 ho avuto minacce sul posto di lavoro. Nel 2013 gi\u00e0 sapevo qualcosa. Le confidenze di mio padre: si trovava in questa situazione e vedeva come potevamo uscirne nel miglior modo possibile.<\/p>\n<p>Se non ricordo male il Franco Magurno vers\u00f2 a mio padre la somma di denaro di 10 mila euro, ricordo approssimativamente. Doveva corrispondere una somma mensile sicura a titolo di interessi ma non ricordo i dettagli\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019accusa a ricordo cita il verbale del 12 agosto 2013 presso i carabinieri Ros di Catanzaro a Cosenza \u201cDa circa un anno sono a conoscenza che mio padre \u00e8 debitore nei confronti di Magurno di una somma di denaro che non so quantificare, anche perch\u00e9 so che mio padre deve pagare l\u2019interesse del 10% mensile\u201d<\/p>\n<h2>LE MINACCE A CASA E SUL POSTO DI LAVORO<\/h2>\n<p>Il teste conferma la dichiarazione e poi aggiunge: \u00abFin quando abbiamo resistito al fatto di pagare ogni mese andava a buon fine; il problema \u00e8 subentrato quando si \u00e8 detto basta. Abbiamo avuto minacce a casa e io sul posto di lavoro. Io ero a casa con mamma e pap\u00e0. A casa anche pap\u00e0 da solo non so se ha ricevuto minacce. Le minacce non ricordo se sono avvenute prima a casa e dopo al lavoro o viceversa.<\/p>\n<h2>LA FIGURA DEI MAGURNO<\/h2>\n<p>A casa i Magurno hanno cercato \u201cl\u2019imponenza dei soldi, cercare soldi, mettere pressione\u201d. A casa ho aperto io ai Magurno. Noi abbiamo un locale magazzino sotto e un locale appartamento sopra. E Siamo saliti sopra<\/p>\n<p>I Magurno mangiavano e bevevano a casa nostra, sono cugini di mia madre. I rapporti erano di lontananza ma nelle occasioni ci si ritrovava. Mia madre non sentiva i discorsi perch\u00e9 era al piano di sotto. Questo \u00e8 l\u2019unico episodio in cui c\u2019ero io a casa. Mangiavano a casa nostra ma quando erano presenti si appartavano spesso con mio padre ma io non sapendo all\u2019epoca i fatti, non posso dire perch\u00e9 si appartavano.<\/p>\n<p>Quando sono arrivati a casa hanno chiesto la percentuale da pagare e se non veniva pagata avevamo delle conseguenze. Appena ho aperto siamo saliti sopra perch\u00e9 mia madre non sapeva dei fatti all\u2019epoca. Hanno parlato con me e mio padre. Volevano le chiavi della mia macchina per bloccare la macchina.<\/p>\n<p>Le conseguenze di cui parlavano erano in termini di tenerci sotto pressione, di impaurirci. Le parole non le ricordo ma le solite minacce \u201co ci dai i soldi o succede qualcosa\u201d riferito alla nostra incolumit\u00e0 fisica. Lo dicevano entrambi. In quell\u2019occasione volevano le chiavi della macchina. Si \u00e8 conclusa con la disperazione di dire \u201cdateci due o tre giorni di tempo\u2026e non si sono presi le chiavi\u201d<\/p>\n<h2>L\u2019EPISODIO IN PANIFICIO<\/h2>\n<p>Poi l\u2019episodio sul posto di lavoro con Danilo Magurno: \u00e8 venuto sempre per la stessa somma che gli doveva mio padre; mi minacciava che mi avrebbe bruciato la macchina. Le altre frasi non me le ricordo.<\/p>\n<p>Il pubblico ministero procede a contestazione \u201cnella tarda mattinata del primo agosto 2013 si present\u00f2 il signor Magurno Danilo in modo agitato incurante della presenza di alcuni clienti, mi diceva che da oltre 20 giorni non riusciva a contattare mio padre e che sarebbe venuto direttamente a casa\u201d. In quell\u2019occasione non feci nulla. Ritornai a casa e lo dissi a mio padre. Non abbiamo pi\u00f9 pagato perch\u00e9 non avevamo pi\u00f9 nulla da dare. Non so per quanti mesi mio padre ha pagato.<\/p>\n<p>Che io ricordi non sono stato pi\u00f9 contattato con visite. Magurno mi ha chiamato sicuramente sul mio cellulare chiedendomi \u201cse avessi riferito a mio padre ci\u00f2 che mi aveva detto in precedenza\u201d<\/p>\n<p>La difesa di Magurno, l\u2019avvocato Tocci, in controesame fa emergere come il teste non avesse mai parlato di minacce e richieste di chiavi della macchina, come dall\u2019incontro avuto con Magurno il primo agosto fossero intercorsi solo 10 giorni prima del verbale che rende ai carabinieri il 12 agosto e di aver riferito al pubblico ministero solo oggi Lei che avrebbe riferito delle minacce \u201cminacciata di averle bruciata la macchina\u201d.<\/p>\n<p>\u00abSono stato sentito dai carabinieri, che ricordi, una sola volta il 12 agosto 2013. Non ricordo se ho riferito della minaccia della macchina bruciata\u00bb<\/p>\n<p>La difesa insiste sul punto: \u201cLei non ha fatto riferimento ad alcuna minaccia nel verbale \u201cSi presentava Danilo il quale in modo agitato e non curandosi della presenza dei clienti mi diceva che erano oltre 20 giorni non riusciva a contattare mio padre e che dovevo riferirglielo altrimenti sarebbe venuto direttamente lui a casa\u201d. Di minacce non ne parla solo di essere agitato. Perch\u00e9 non ha detto ai carabinieri della minaccia della macchina ricevuta che \u00e8 saliente? Lei viene sentito a distanza di 10 giorni, un ricordo abbastanza fresco e non lo dice\u201d.<\/p>\n<p>Ancora la difesa dei Magurno riprende la visita ricevuta a casa della vittima dai Magurno. Pi\u00f9 o meno la data? Quel giorno ha riferito all\u2019accusa che avrebbero preteso le chiavi della macchina<\/p>\n<p>\u00abNon ricordo; in casa eravamo io e mio padre e mia madre. Abbiamo i magazzini sotto e l\u2019appartamento sopra. Non ricordo se ha aperto mia madre o mio padre la porta, ma siamo saliti sopra. Non ho consegnato le chiavi della Ford Focus e questa circostanza non l\u2019ho riferita ai carabinieri per vedere se riuscivamo ad uscirne fuori dalla situazione con mio padre\u00bb.<\/p>\n<h2>IL DEBITO CONTRATTO DAL PADRE<\/h2>\n<p>\u00abIl debito se non ricordo male era circa dieci mila euro \u2013 sottolinea il teste-. L\u2019ammontare del debito non me lo ricordo quando l\u2019ho appreso\u00bb. Nella dichiarazione resa carabinieri si legge \u201cso che mio padre \u00e8 debitore di una somma di denaro che non so quantificare. Sapevo che era sotto ma non sapevo la somma\u201d. \u00abSicuramente lo avr\u00f2 appreso successivamente all\u2019accaduto parlando con mio padre. Nel panificio erano presenti dei clienti ma non ricordo chi fossero\u00bb.<\/p>\n<p>Ancora si ritorna sui fatti accaduti nel panificio dove il teste era responsabile della vendita mentre il proprietario stava in laboratorio. \u00abNon ricordo chi erano i clienti presenti. Magurno poi \u00e8 andato via, i clienti mi hanno chiesto ma per la vergogna non potevo dirgli l\u2019accaduto. Ma non so chi erano i clienti, non ricordo\u00bb.<\/p>\n<p>Ho incontrato Franco Magurno la data precisa non la so. Lo conoscevo poi c\u2019\u00e8 stato il primo periodo che avevano dato i soldi a mio padre che venivano spesso a casa e poi quando sono venuti a casa. Non ricordo se l\u2019ho incontrato da solo Magurno Franco o con mio padre. A consegnare le somme di denaro era Magurno, pi\u00f9 di mille euro. Venivano a casa o si trovavano a Cosenza da come mi ha raccontato mio padre. Pu\u00f2 essere che c\u2019ero anche io ad attendere in macchina ma non ricordo se gli ho mai consegnato soldi.<\/p>\n<h2>LA ZIA E I SOLDI DAL CANADA<\/h2>\n<p>\u00abMia zia mi ha fatto qualche regalo, dei soldi\u00bb. Ma al di l\u00e0 di questa dichiarazione disconosce i soldi canadesi ricevuti sul conto corrente dalla zia. Fatto che ricorda la difesa in aula e al quale il teste non si \u00e8 potuto sottrarre dal rispondere<\/p>\n<p>\u201cNon ha mai ricevuto a diecimila dollari canadesi, circa sei mila euro. E in un\u2019altra circostanza 11mila dollari canadesi\u2026 E in un\u2019altra occasione sei mila dollari canadesi?\u201d \u00abNon ricordo\u2026.s\u00ec, l\u2019ho ricevuti! Per togliere lo strozzo. I soldi ricevuti sono andati tutti l\u00e0. Non lo so perch\u00e9 li versava sui nostri conti correnti, forse mio padre ha chiesto aiuto. E\u2019 stata sei mesi a casa nostra\u00bb. Il teste risponde alla difesa sottolineando che non ha proposto nessun acquisto di beni alla zia, n\u00e9 ha mai chiesto al padre perch\u00e9 gli arrivassero quei soldi canadesi sul conto.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/5940\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #ff0000;\">CLICCA PER APPROFONDIRE<\/span><\/a><\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>PELLICORI LUCA E LE ESTORSIONI NEL COSENTINO<\/h2>\n<p>E\u2019 stata poi la volta del pentito Pellicori, braccio destro di Marco Perna, assistito dall\u2019avvocato Michele Gigliotti ai sensi dell\u2019art.210 c.p.p. (persona imputata in un procedimento connesso)<\/p>\n<p>\u00abFacevo parte del gruppo Perna Marco di Cosenza, dedito al narcotraffico di stupefacenti. Nell\u2019arresto del 17 ottobre 2014 per estorsione con Marco Perna mi hanno trovato a casa 500 grammi di cocaina, una pistola e un libro contabile: ho preso 5 anni e dieci mesi. In Apocalisse ho riportato tre anni e sei mesi il 18 luglio 2018 per droga (art.74 e 73) e poi sono stato assolto da poco per evasione con il bracciale elettronico quando sono andato a costituirmi dai carabinieri ed ho iniziato la collaborazione.<\/p>\n<h2>DROGA ED ESTORSIONE<\/h2>\n<p>Operavamo con il gruppo Perna a Cosenza e nelle zone limitrofe. Facevamo anche altri tipi di reati; prima del distacco di Falbo Alfonsino facevamo le estorsioni e se ne occupava proprio lui col gruppo Castiglia. Parliamo del 2009 \u2013 2010. Poi il 2012 ci siamo separati. Alfonsino, il cognato di Perna Marco si \u00e8 distaccato dal gruppo. Del gruppo ne facevano parte Perna Marco Falbo Alfonsino, Citro Francesco, Pellicori Luca, Mele Ernesto, Francavilla Pasquale, Giovanni Giannone. Le estorsioni le facevamo sulla zona di Cosenza ma la citt\u00e0 era divisa. Era divisa in una cosca Rango Zingari e altre due cosche; a Rende la cosca di Di Puppo e roba varia. Per le estorsioni si erano divise le zone<\/p>\n<h2>GRUPPO CASTIGLIA MUSACCO<\/h2>\n<p>Il gruppo Castiglia \u00a0&#8211; Musacco era composto da Mimmo Castiglia, Francesco Raimondo genere di Tonino Castiglia, Sandro Cozza nipote di Castiglia, Falbo Alfonsino prima del clan Perna si era associato col gruppo Castiglia Franco Cito. Mimmo \u00e8 fratello di Tonino. Aveva una lavanderia vicino al macello vecchio di Cosenza.<\/p>\n<p>Degli accordi della spartizione delle zone, nel 2012 quando si \u00e8 allontanato Falbo, a Perna non gli stava pi\u00f9 bene perch\u00e9 Falbo andava a ritirare i soldi a nome di Franchino Perna. Avuto la lite tra cognati, Perna mand\u00f2 personalmente me a prendere la lista con tutti i nomi da Mele e Castiglia. Era stato sospeso tutto ma ancora andavano a ritirare il pizzo. Lo venni a sapere tramite un gommista che si lamentava che non ce la faceva perch\u00e9 avevano chiesto un aumento. Mi ha fatto intervenire a me, che sono andato personalmente io da Mimmo Castiglia e c\u2019era Falbo che negava di andare a prendere i soldi l\u00e0. E mi hanno dato tutta la lista dei negozi in cui andavano a prendere i soldi. Dopo una settimana la famiglia loro stava in grande difficolt\u00e0, Perna si lamentava che c\u2019era galera a go go in queste cose qua e sono andato a dare la lista. Poi hanno messo due ragazzi a ritirare i soldi che ho trovato in carcere nel 2008.<\/p>\n<h2>LA LISTA DEI COMMERCIANTI SOTTO STROZZO<\/h2>\n<p>Io ebbi contezza delle estorsioni quando andai a prendere la lista. Posso dire anche i nomi dei negozi che pagavano a Cosenza. La lista me l\u2019ha data a memoria Mimmo Castiglia e Falbo alla lavanderia. Mi sono recato io, Mele e Francavilla e abbiamo trovato a Citro, Falbo e Mimmo Castiglia. I fatti sono successi nel 2014 prima del mio arresto. C\u2019erano delle lamentele perch\u00e9 chi era detenuto aveva bisogno di soldi in carcere. Le famiglie non avevano pi\u00f9 le entrare e quindi Perna mi mand\u00f2 a riconsegnare la lista dicendogli che non ne volevamo sapere pi\u00f9 nulla di queste cose qua, ma di non prendersi i soldi a nome di Franchino Perna. La lista dunque \u00e8 stata data mnemonicamente<\/p>\n<p>Mimmo Castiglia era il referente del clan Castiglia Musacco. A fine mese si riunivano Falbo, Raimondi e Mimmo Castiglia facevano i conti e si dividevano i proventi, gli introiti dell\u2019attivit\u00e0 delle estorsioni a Cosenza Perna, Castiglia e Musacco<\/p>\n<h2>PELLICORI DAL CARCERE RISOLVEVA LE QUESTIONI ESTERNE SULLE ESTORSIONI<\/h2>\n<p>Cosenza era divisa Perna \u00a0&#8211; Musacco &#8211; Castiglia. Quando lasciavano qualche bottiglia incendiaria e si sapevano, si andava a parlare dicendo \u201cquello paga a noi\u201d e si risolveva. Anche con gli altri gruppi capitava che non sapevano che pagavano a noi e ci provavano. Il negoziante si lamentava e noi ci andavamo a parlare. <strong>Pensate che mi chiamavano anche in carcere<\/strong>. Sono andati a chiedere con una bottiglia incendiaria l\u2019estorsione ad una pompa funebre su via Popilia che ha battezzato mio figlia e sono dovuto intervenire io dal carcere direttamente. Ho chiamato chi era andato dal negoziante che mi ha detto \u00e8 stato uno sbaglio, tutto apposto.<\/p>\n<h2>ESTORSIONE E DROGA<\/h2>\n<p>Le spartizioni erano dedicate alle estorsioni. Per la droga eravamo autonomi e non davamo conto a nessuno. Sono successe svariate situazioni in cui poi siamo giunti a compromessi. Noi i soldi li investivamo in droga e auto di grossa cilindrata da mettere in fitto. Oppure loro compravano e vendevano, barche, macchine di grossa cilindrata, appartamenti.<\/p>\n<p>L\u2019usura la faceva personalmente Falbo Alfonsino o qualche amico suo, ma non ne sono a conoscenza. Fino a quando non si \u00e8 distaccato Alfonsino doveva dare conto della minima virgola a Perna. Poi si \u00e8 messo vicino a Castiglia e per un periodo a Rango Zingari. Quando c\u2019era la fiera di San Giuseppe a Cosenza si riunivano e si spartivano le zone.<\/p>\n<h2>CALABRESE E IL SOLARIUM<\/h2>\n<p>Roberto Calabrese Violetta aveva a via XXIV maggio un solarium dove lo avevano sparato alle vetrine. Ricordo che avevano incolpato me e Raimondo di averci sparato. Era vicino al gruppo Castiglia pi\u00f9 che altro per la parte degli immobili, qualche appartamento da comprare. Non l\u2019ho conosciuto direttamente. Era uscito da poco sul panorama criminale. Tramite sempre il mio gruppo criminale Falbo e Perna parlavano di questo che era capace di fare introiti con il settore edilizio per conto di Castiglia Mimmo.<\/p>\n<p>Apprendo dal mio gruppo dei fatti quando gli spararono al centro di abbronzatura. Sono venuto a sapere che era vicino a loro. Non era uno che stava in mezzo alla via per estorsione. Sapevo che gestiva l\u2019usura a Cosenza sempre per il gruppo Castiglia, Mimmo Castiglia. Noi avevamo preso gi\u00e0 le distanze da Falbo Alfonsino ma mi avevano incolpato di essere stato io a sparare.<\/p>\n<p>Parlando con Perna e Falbo faceva usura ed era bravo a fare queste cose di appartamenti e roba varia. Gestiva l\u2019usura sempre per conto di Castiglia. Per conto proprio non poteva fare nulla. L\u2019usura la faceva con i soldi di Castiglia. Questo l\u2019ho appreso per il discorso gi\u00e0 detto. Noi non ne volevamo saper nulla di chi fossero \u201cclienti\u201d di usura. Non ci appartenevano. Noi i problemi degli altri non ce li prendevamo. Quando venivano a parlare da noi varie volte noi ci facevamo negare. Avevamo fatto montare una porta blindata che divideva il lavaggio da un ufficio. Noi li vedevamo nelle telecamere. Davamo disposizione che quando arrivavano questi soggetti noi non c\u2019eravamo per nessuno<\/p>\n<p>Nella prossima udienza saranno sentiti i pentiti Foggetti Adolfo e Lamanna<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>https:\/\/quicosenza.it\/news\/le-notizie-dell-area-urbana-di-cosenza\/cosenza\/225779-laqueo-usura-ed-estorsione-la-vittima-mi-hanno-spremuto-come-un-limone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il figlio della vittima di usura racconta di minacce di macchine bruciate ma non lo dichiara ai carabinieri e il pentito Pellicori racconta del giro di estorsione ed usura in citt\u00e0 e della spartizione delle zone<\/p>\n","protected":false},"author":37,"featured_media":106529,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-106528","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106528","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/37"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=106528"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/106528\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/106529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=106528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}