{"id":106933,"date":"2019-03-13T18:21:07","date_gmt":"2019-03-13T17:21:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/nuove-narrazioni-se-il-patriarcato-diventa-classe-dirigente\/"},"modified":"2023-01-16T18:24:14","modified_gmt":"2023-01-16T17:24:14","slug":"282659-nuove-narrazioni-se-il-patriarcato-diventa-classe-dirigente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/282659-nuove-narrazioni-se-il-patriarcato-diventa-classe-dirigente\/","title":{"rendered":"Nuove narrazioni: \u00abSe il patriarcato diventa classe dirigente\u00bb"},"content":{"rendered":"<h4>Una donna a Reggio Calabria lotta per sopravvivere alla bestialit\u00e0 di un ex marito. Intanto i casi di femminicidio non accennano a diminuire<!--more--><\/h4>\n<p>COSENZA &#8211; &#8220;Sono giorni difficili da ingoiare,\u00a0 e in meno di 24 ore fa a Cosenza \u00e8 stato arrestato un orco che abusava di una ragazzina. Le donne sono sotto attacco: bruciate, abusate, umiliate da un Consiglio regionale che associa la rivendicazione di un diritto ad una rimostranza da ultras. I fatti non sono affatto scollegati, anzi. C\u2019\u00e9 da augurarsi che non ci si stanchi a combattere su tutti questi fronti: dalla messa in discussione dei diritti acquisiti, al DDL Pillon che mortifica soprattutto le donne che decidono di separarsi per scappare dalla violenza, un decreto frutto del piu becero patriarcato divenuto classe dirigente.<\/p>\n<p>Da quando \u00e8 in carica questo governo, evanescente e litigioso sulle questioni cruciali come la Tav, l\u2019obiettivo \u00e8 sempre e solo stato la limitazione dei diritti acquisiti. Si patrocinano e presiedono iniziative pubbliche, come quella di Verona, in cui viene attaccata la Legge 194, vengono demonizzati i gay e ridicolizzata la comunit\u00e0 Lgbti; viene dato spazio e potere al fantomatico Movimento per la famiglia tradizionale, un movimento antistorico che non tiene conto della complessit\u00e0 delle famiglie di oggi. La portata innovativa della Legge Cirinn\u00e0 e l\u2019accettazione delle famiglie arcobaleno \u00e8 stata completamente vanificata da questa ondata di oscurantismo becero, eppure stiamo parlando di esseri umani, di donne, uomini e bambini che, anche se qualcuno fa finta che non esistano, ci sono e chiedono legittimit\u00e0 e rispetto.<\/p>\n<p>Anche in merito alla violenza contro le donne, ci si limita a qualche voce isolata che si leva dal governo a condannare il gesto, quando il carnefice \u00e8 straniero, mentre un silenzio assordante ed una assenza completa di provvedimenti coinvolge gli altri casi. Come si combatte questa violenza? Educando le giovani generazioni al rispetto dei sentimenti e delle libert\u00e0 individuali. Avete letto che il Governo si sta impegnando in questo senso? No. Ma se qualche iniziativa viene presa da scuole o universit\u00e0, si evoca lo spettro inesistente del \u201cgender\u201d.<\/p>\n<p>E intanto le donne continuano a morire di femminicidio e le ragazzine ad essere stuprate, con motivazioni di giudici che lasciano perplessi con espressioni come \u201ctempeste emotive\u201d o giudizi estetici sulla vittima per scagionare il carnefice. In tutto ci\u00f2 cosa c\u2019entra la mancata approvazione della doppia preferenza di genere in Consiglio regionale? C\u2019entra eccome! In un momento storico cosi complesso ci si aggrappa a ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 gi\u00e0, come la Legge 20 del 2016, che garantisce la possibilit\u00e0 di esprimere la doppia preferenza di genere nella legge elettorale. Una legge nata da anni di lotte e di rivendicazioni, una legge gi\u00e0 inserita nelle leggi elettorali della maggior parte delle regioni italiani, tranne in Calabria.<\/p>\n<p>La nostra terra sconta anche questo ritardo quindi non si pu\u00f2 non gioire quando finalmente, dal 2015, data di inizio dell\u2019iter della legge in commissione, arriva nel 2019 in consiglio la Legge Sculco \u201cPromozione della parit\u00e0 di accesso tra uomini alle cariche elettive regionali\u201d. Gi\u00e0 a Settembre si tent\u00f2 di discutere la legge in Consiglio, ma le tante \u201cperplessit\u00e0\u201d di alcuni consiglieri spinsero ad un primo rinvio. Dopo richieste, proteste e rivendicazioni, dopo una proposta di legge elaborata e votata dal consiglio comunale della citt\u00e0 capoluogo, l\u201911 Marzo viene calendarizzata la Legge Sculco.<\/p>\n<p>L\u2019esito di quel consiglio \u00e8 stato l\u2019ennesimo rinvio ma quello che ha pi\u00f9 ferito sono state le dichiarazioni dei singoli consiglieri che andrebbero trascritte e inserite come esempio di definizione del patriarcato istituzionale. Non \u00e8 tanto il voto contrario o a favore, sono le parole, pesanti come macigni che lasciano trasparire non tanto mancanza di empatia, ma mancata conoscenza dei temi legati alla rivendicazione di diritti, all\u2019evoluzioni delle politiche di genere che partono da lontano e affondane le radici nelle democrazie pi\u00f9 illuminate e civili come quelle dei paesi del nord europa, tra i primi ad adottare la doppia preferenza accostata ad un welfare pi\u00f9 rispettoso della volont\u00e0 di donne lavoratrici e ideatrici del congedo parentale anche per il pap\u00e0.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 che ha consentito alle donne di sfondare quel famoso tetto di cristallo, ha costituito da sempre un modello da seguire ed emulare. Negli ultimi anni non solo la legge 20 ma anche la legge Golfo-Mosca ha consentito alle donne di abbattere degli ostacoli nel mondo del lavoro che le relegava a ruoli sempre pi\u00f9 marginali e non apicali. Questa influenza scandinava ha spinto negli anni scorsi i partiti ad attuare forme di facilitazione per l\u2019accesso delle donne alle cariche effettive, imponendo regolamenti che prevedevano liste con alternanza di genere. Tutto ebbe inizio con la legge 215 del 2012 che ha introdotto una serie di misure con il chiaro scopo di favorire l\u2019equilibrio di genere nei comuni con popolazione superiore ai 5.000 abitanti.<\/p>\n<p>Altra norma importante in questo senso \u00e8 stata la cosiddetta Legge Delrio del 2014 che impone ai comuni al di sopra dei 3.000 abitanti la composizione di giunte comunali dove nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura inferiore al 40%.<br \/>\nBene, tutta questa stagione di diritti rischia di essere bloccata da questa classe dirigente, nazionale e regionale, autoreferenziale e irrispettosa. Nella seduta dell\u201911 abbiamo assistito all\u2019evocazione di termini come \u201cstarnazzanti\u201d riferito al pubblico femminile legittimamente adirato o al paragone con gli ultras, come se rivendicare un diritto fosse assimilabile al tifo. Si pretende di interpretare i sentimenti di tutte le donne, auspicando una sorta di scala di priorit\u00e0 tra diritti: l\u2019accesso alle cariche elettive o le mammografie.<\/p>\n<p>Chi pu\u00f2 dire che gli altri temi all\u2019ordine del giorno siano pi\u00f9 importanti della Legge Sculco? Chi puo arrogarsi il diritto di parlare per nome e per conto delle donne affermando che questo tema ha il consenso interessato solo di chi ambisce a candidarsi? E se anche fosse cosi, questo non merita spazio nella tanto indaffarata agenda di questo consiglio? Perch\u00e8 paragonare le elezioni provinciali a quelle regionali, posto che alle provinciali non esiste doppia preferenza e tante donne preferiscono non essere delle semplici prestanome? Perch\u00e8 l\u2019impeto legislativo di alcuni consiglieri si riscopre proprio in questo periodo, quando \u00e8 in discussione la legge Sculco?!<\/p>\n<p>Che senso ha la terza preferenza alle elezioni regionali, che non hanno nulla a che vedere con le elezioni regionali, visto che in quest\u2019ultimo caso si parla di collegi mastodontici, come ha spiegato bene il Presidente Oliverio? E perch\u00e8 i consiglieri indignati per la mancata \u201ccondivisione\u201d della legge non hanno utilizzato le proprie prerogative, provando a modificarla con la proposta di emendamenti in commissione? E ancora&#8230;nel frattempo, dal primo rinvio al secondo, perch\u00e8 non si \u00e9 provato o chiesto di emendare o rivedere la legge?<\/p>\n<p>Il sospetto \u00e8 che si sperava che la legge non venisse pi\u00f9 richiamata dal Presidente Irto, ed \u00e8 talmente palese ed evidente da sorridere di fronte a toni alterati o rivendicazioni di mancanza di rispetto. E\u2019 tutto un teatrino che non solo non ha tenuto in debita considerazione l\u2019obbligo formale di adeguamento alla legge nazionale, per come spiegato magistralmente dal Prof. Nocito qualche giorno prima, ma che ha mostrato la grettezza di una classe politica (non tutta) che mira a garantire se stessa o che rivendica come un successo l\u2019aver messo in minoranza l\u2019attuale maggioranza di centro sinistra&#8230;sempre tutto sulla pelle delle donne.<\/p>\n<p>Non sono bastati gli appelli di leader o parlamentari nazionali, non \u00e8 bastato l\u2019accorato appello di Oliverio, di Sebi Romeo, di Arturo Bova e Giuseppe Giudicendrea, questi ultimi tra i pi\u00f9 accaniti sostenitori della legge, oltre alla proponente Sculco, che ha spiegato molto bene cosa si stava andando ad approvare. Si \u00e8 replicato lo stesso disegno, gli stessi mal di pancia, il pretesto di fare opposizione dalla maggioranza sempre e solo sulla pelle delle donne. Appuntamento ora al 25, quando ci saremo tutte, e non ci saranno pi\u00f9 alibi o freni inibitori. Nuove Narrazioni sar\u00e0 in consiglio e se la legge non dovesse essere approvata far\u00e0 sentire la propria voce, anche correndo il rischio di passare per \u201cultras pi\u00f9 o meno brave\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una donna a Reggio Calabria lotta per sopravvivere alla bestialit\u00e0 di un ex marito. 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