{"id":107147,"date":"2019-03-18T12:06:14","date_gmt":"2019-03-18T11:06:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ndrangheta-al-nord-slot-machine-e-minacce-400-militari-per-15-arresti-salvini-pacchia-finita\/"},"modified":"2023-01-16T18:24:28","modified_gmt":"2023-01-16T17:24:28","slug":"283353-ndrangheta-al-nord-slot-machine-e-minacce-400-militari-per-15-arresti-salvini-pacchia-finita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/283353-ndrangheta-al-nord-slot-machine-e-minacce-400-militari-per-15-arresti-salvini-pacchia-finita\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta al Nord. Slot machine e minacce, 400 militari per 15 arresti. Salvini: &#8220;Pacchia finita&#8221;"},"content":{"rendered":"<h4>Dopo sette anni di indagini \u00e8 emerso che la cosca riciclava denaro anche attraverso il business delle slot machine e sosteneva alcuni candidati alle elezioni. Dall&#8217;alba interventi tra il Piemonte e la Calabria<\/h4>\n<h4><!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TORINO &#8211; Cosche che fanno affari fuori regione. Fiumi di denaro che la &#8216;ndrangheta gestisce anche al Nord Italia. Dalle prime ore di questa mattina, dopo sette anni di indagini, tra Vibo Valentia e Torino \u00e8 scattata l&#8217;esecuzione di 17\u00a0misure di custodia cautelare (con 15 arresti) nei confronti di altrettante persone accusate a vario titolo di associazione di stampo mafioso e altri numerosi reati. Ad indagare sul filo diretto del business illecito tra Piemonte e Calabria sono stati i finanzieri del comando provinciale di Torino e del servizio centrale Investigazione Criminalit\u00e0 Organizzata di Roma della guardia di Finanza insieme ai carabinieri del Ros\u00a0<strong>dopo due attentati\u00a0ai danni di due concessionarie di auto a Carmagnola<\/strong>.\u00a0Sequestrati beni per 40 milioni\u00a0di euro fra Moncalieri, Carmagnola (dove \u00e8 stato sequestrato anche un distributore di benzina ritenuto luogo di incontro tra gli esponenti del clan), Carignano, Alba e Sommariva Bosco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Oltre 400 sono stati i militari impegnati nel corso di un\u2019operazione congiunta chiamata Carminius, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia torinese volto a sgominare un clan di &#8216;ndrangheta radicato in Piemonte. A tentare di dimostrare l&#8217;esistenza di una &#8216;ndrina a Torino \u00e8 stata un&#8217;approfondita indagine partita nel 2012 che ha portato oggi alla confisca dell&#8217;intero capitale di una societ\u00e0 attiva nel settore del trasporto merci su gomma.\u00a0Ma c&#8217;\u00e8 di pi\u00f9.\u00a0L\u2019associazione sarebbe stata dedita a commettere reati in materia di\u00a0armi, stupefacenti, riciclaggio\u00a0e spendita di denaro falso, acquisendo in modo diretto il controllo di attivit\u00e0 economiche nel settore edilizio, della ristorazione, dei bar, dei trasporti e del commercio di automobili.\u00a0<strong>Diversi anche gli appalti pubblici acquisiti dal Comune di Carmagnola dove la cosca si sarebbe mobilitata anche per procurare\u00a0voti in occasione delle elezioni.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LE SLOT MACHINE E LE MINACCE AL COMUNE<\/h2>\n<p>Una rete di attivit\u00e0 illecite poste in essere attraverso l&#8217;intestazione fittizia di societ\u00e0 e il controllo del settore delle macchinette da gioco. Intimidazioni, minacce e attentati incendiari ai danni di amministratori comunali per impedire il varo di un regolamento pi\u00f9 restrittivo sull&#8217;installazione delle slot machine nei locali pubblici. \u00c8 uno dei risvolti dell&#8217;operazione Carminius, contro le attivit\u00e0 della &#8216;ndrangheta nel Torinese. Ad essere preso di mira dalle cosche \u00e8 stato, in particolare, il comune di Carmagnola: <strong>tra il 2014 e il 2018 sono state incendiate le auto del vicesindaco Vincenzo Inglese e dell&#8217;assessore Alessandro Cammarata. <\/strong>L&#8217;inchiesta colpisce una diramazione del\u00a0clan Bonavota di Sant\u2019Onofrio\u00a0radicata a Carmagnola in provincia di Torino e nelle zone limitrofe, riconducibile alle\u00a0famiglie Arone, De Fina e Serratore,\u00a0tutte originarie di Sant\u2019Onofrio e collegate alla\u00a0cosca Bonavota che, oltre a\u00a0Sant\u2019Onofrio, opera pure a\u00a0Maierato\u00a0e in parte del territorio di\u00a0Pizzo Calabro e nella zona tra le province di Torino e Cuneo. I &#8216;calabresi&#8217;<span id=\"text\">\u00a0legati alla &#8216;ndrina Bonavota e uomini di Cosa Nostra attivi a Carmagnola e in alcune zone del Cuneese si sarebbero inoltre uniti per spartirsi il traffico di droga, estorsioni e le videoslot con una gestione pacifica e collaborativa.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>IL RICICLAGGIO DI DENARO E LA COSCA<\/h2>\n<p>Patrimonio consistente anche in numerosi beni mobili tra cui semirimorchi, trattori e automobili cui propriet\u00e0 \u00e8 riconducibile al 61enne Giuseppe Sgr\u00f2 ritenuto\u00a0dagli inquirenti esponente del clan Sgr\u00f2 \u2013 Sciglitano, operante a Barrittieri, frazione di Seminara nel reggino e attivo in Piemonte. Le verifiche sui capitali della famiglia Sgr\u00f2 hanno permesso di portare alla luce come il denaro di provenienza illecita venisse reinvestito\u00a0nel trasporto merci. Il presunto boss Sgr\u00f2 si trova attualmente detenuto, poich\u00e8 condannato, dalla Corte d\u2019Appello di Torino, a 7 anni di reclusione per associazione mafiosa.<strong> L&#8217;uomo, secondo gli investigatori, rappresenta una figura di unione tra le famiglie Raso di Cittanova, che avrebbero il loro raggio d\u2019azione tra Vercelli e Biella, e Dominello, presente, invece, a Torino<\/strong> e nella provincia torinese, oltre ad essere collegata, sempre secondo le risultanze investigative, alla cosca Pesce &#8211; Bellocco di Rosarno. Gli indagati sono quasi tutti originari di Sant&#8217;Onofrio, ma da tempo residenti a Carmagnola.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>IL PROCURATORE TORINESE: \u00abSERVE COLLABORAZIONE DEI CITTADINI\u00bb<\/h2>\n<p>&#8220;Non dobbiamo parlare di un cancro invasivo come in altre aree geografiche, ma di una febbricola permanente che comunque, se non viene contrastata e repressa, pu\u00f2 diventare qualcosa di molto pi\u00f9 grave. Ma per questo ci aspettiamo qualcosa in pi\u00f9, sul versante della collaborazione, dal mondo dell&#8217;economia e della societ\u00e0 civile&#8221;. Lo ha detto Paolo Borgna, procuratore vicario a Torino, illustrando in una conferenza stampa i dettagli dell&#8217;operazione &#8216;Carminius&#8217;.<strong> Borgna ha fatto presente che \u00e8 in corso un secondo filone di indagine e, a questo proposito, ha sottolineato che &#8220;l&#8217;amministrazione comunale di Carmagnola ci ha fornito un grosso aiuto. \u00c8 stata molto pi\u00f9 collaborativa dei cittadini.<\/strong> Speriamo che la tendenza cambi&#8221;.\u00a0&#8220;L&#8217;aggressione ai patrimoni illeciti \u00e8 la nuova frontiera nella lotta al crimine organizzato&#8221;. Lo ha detto il generale della guardia di finanza Alessandro Barbera, comandante dello Scico della guardia di finanza, oggi a Torino per l&#8217;operazione Carminius dove, fra l&#8217;altro, sono stati eseguiti sequestro per 45 milioni di euro. &#8220;Se questa \u00e8 una &#8216;febbricola&#8217; come ha detto il procuratore Borgna &#8211; ha osservato il generale &#8211; la nostra \u00e8 stata una massiccia dose di aspirina&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LA REAZIONE DI<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6352\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong> SALVINI<\/strong><\/em><\/span><\/a><\/h2>\n<p>\u00abAltro successo contro la \u2018ndrangheta. Oltre 400 carabinieri e finanzieri, coordinati dalla Dda di Torino, stanno smantellando una rete piemontese dei clan. <strong>Droga, estorsioni, fatture false, affari con le slot machine e tanto altro.<\/strong> Sequestrati beni per 40 milioni di euro. Complimenti alle Forze dell\u2019Ordine e agli inquirenti. Nessuna piet\u00e0 per i criminali: la pacchia \u00e8 finita\u00bb ha commentato, a caldo, il ministro dell\u2019Interno Matteo Salvini.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>I NOMI<\/h2>\n<p>Sono 15 le persone finite in carcere nel corso dell&#8217;operazione &#8220;Carminius&#8221;. Quattordici di loro (quasi tutti originari di Sant&#8217;Onofrio, ma residenti a Carmagnola) sono indagati per associazione a delinquere di stampa mafioso finalizzata alla produzione e al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, emissione di fatture per operazioni inesistenti e truffa. Il gruppo sarebbe guidato da tre capi: Salvatore Arone di 60 anni, Francesco Arone di 58 anni e Antonino Defina di 53 anni. Due uomini sono accusati invece di concorso esterno in associazione mafiosa: tra questi c&#8217;\u00e8 il proprietario di due concessionarie di automobili.<strong> Il valore dei sequestri di societ\u00e0, conti correnti e cassette di sicurezza supera i 45 milioni di euro.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Salvatore Arone<\/p>\n<p>Francesco Arone<\/p>\n<p>Raffaele Arone<\/p>\n<p>Antonio Arone<\/p>\n<p>Francesco Santaguida<\/p>\n<p>Antonino Defina<\/p>\n<p>Nicola Defina<\/p>\n<p>Basilio Defina<\/p>\n<p>Rocco Costa<\/p>\n<p>Domenico Cugliari (alias \u201cMicu i Mela\u201d)<\/p>\n<p>Antonio Pilutzu<\/p>\n<p>Gianmaria Gallarato<\/p>\n<p>Francesco Mandaradoni<\/p>\n<p>Francesco Pugliese<\/p>\n<p>Antonino Buono<\/p>\n<p>Nazzareno Fratea.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo sette anni di indagini \u00e8 emerso che la cosca riciclava denaro anche attraverso il business delle slot machine e sosteneva alcuni candidati alle elezioni. 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