{"id":107267,"date":"2019-03-20T10:20:06","date_gmt":"2019-03-20T09:20:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/mancano-i-medici-in-pronto-soccorso-ma-la-regione-calabria-assume-dei-genetisti\/"},"modified":"2023-01-16T18:24:36","modified_gmt":"2023-01-16T17:24:36","slug":"283745-mancano-i-medici-in-pronto-soccorso-ma-la-regione-calabria-assume-dei-genetisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/283745-mancano-i-medici-in-pronto-soccorso-ma-la-regione-calabria-assume-dei-genetisti\/","title":{"rendered":"Mancano i medici in Pronto Soccorso, ma la Regione Calabria &#8216;assume&#8217; dei genetisti"},"content":{"rendered":"<h4>La situazione si aggraver\u00e0 nei prossimi anni con i pensionamenti previsti dalla Quota 100. I calabresi rischiano di curarsi in ospedali in cui mancano pediatri ed anestesisti. La mappa della carenza medica in ogni Regione\u00a0<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ROMA &#8211;\u00a0La carenza di personale medico nelle corsie ospedaliere e nei servizi territoriali rischia di subire una brusca accelerazione con l\u2019introduzione della \u201cQuota 100\u201d prevista nella Legge di Bilancio 2019 e in via di definizione con il cosiddetto \u201cDecretone\u201d. I Medici dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale oggi vanno in quiescenza con una anzianit\u00e0 in media intorno ai 65 anni di et\u00e0. Nel 2018 \u00e8 iniziata l\u2019uscita dal sistema dei nati nell\u2019anno 1953 (circa 7000 medici). Nel triennio 2019-2021, che interesser\u00e0 secondo le regole \u201cFornero\u201d essenzialmente i nati dal 1954 al 1956, &#8211; denuncia in uno studio l&#8217;Anaao Assomed &#8211; sono previste uscite tra 6000 e 7000 medici l&#8217;anno, per un totale di circa 20.000 unit\u00e0. Con la \u201cQuota 100\u201d, in vigenza sempre tra il 2019 e il 2021, si acquisisce il diritto ad un pensionamento anticipato a 62 anni di et\u00e0, visto che la grande maggioranza dei medici ha effettuato il riscatto degli anni di laurea e di specializzazione per il basso costo previsto tra la fine degli anni 70\u2019 e l\u2019inizio degli 80\u2019 e sono in possesso del requisito dei 38 anni di contribuzione previdenziale. L&#8217;anticipo potrebbe interessare nel triennio 2019\/2021 altri 17.000\/18.000 medici, per un totale di pensionamenti possibili di 38.000. <strong>Tra il 2018 e il 2025 dei circa 105.000 medici specialisti attualmente impiegati nella sanit\u00e0 pubblica italiana ne potrebbero andare in pensione circa la met\u00e0: 52.500.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Del resto siamo di fronte ad una popolazione di professionisti particolarmente invecchiata a causa del blocco del turnover. Secondo i dati diffusi da Eurostat, l<strong>&#8216;Italia ha i medici pi\u00f9 vecchi d&#8217;Europa con il 54% del totale che ha una et\u00e0 superiore a 55 anni.<\/strong>\u00a0La velocit\u00e0 dei processi in atto per\u00f2 non conceder\u00e0 il tempo necessario per il trasferimento di conoscenze dai medici pi\u00f9 anziani a quelli con meno esperienza alle spalle. Dall\u2019analisi delle curve di pensionamento e dei nuovi specialisti formati nel periodo 2018-2025, \u00e8 previsto un ammanco di circa 16.700 medici. Il margine di errore \u00e8 del 5% (+- 835), in considerazione della complessit\u00e0 della stima. Le carenze pi\u00f9 elevate si osservano in Piemonte e Lombardia al Nord (2004 e 1921, rispettivamente), Toscana al Centro (1793 medici), Puglia, Calabria e Sicilia al Sud e Isole (1686, 1410 e 2251, rispettivamente). Nessuna regione sar\u00e0 in grado di soddisfare il disavanzo netto determinato dalla fuoriuscita di specialisti, accelerata dall\u2019entrata in vigore di \u201cQuota 100\u201d. Da questa analisi vediamo che la gran parte delle specialit\u00e0 analizzate andranno in deficit, rischiando di impoverire la qualit\u00e0 dei servizi offerti dal SSN. Per alcune specialit\u00e0 la carenza rispetto al numero di specialisti formati sar\u00e0 maggiore, andando a costituire una vera e propria emergenza, insostenibile gi\u00e0 nel breve termine. In tutte le regioni italiane risulta evidente una carenza di medici anestesisti e rianimatori, chirurghi generali, internisti e cardiologi, ma anche di ginecologi, psichiatri e ortopedici. Le specialit\u00e0 per la quali la programmazione risulta pi\u00f9 deficitaria sono tuttavia la medicina d\u2019emergenza urgenza e la pediatria, carenti in tutte le regioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>LA CARENZA MEDICA IN CALABRIA<\/h2>\n<p>I gravi errori nella programmazione della formazione specialistica, che si protraggono da anni, li pagano, e li pagheranno ancor pi\u00f9 nei prossimi anni, i professionisti e soprattutto i pazienti.\u00a0Ci\u00f2 che serve \u00e8 l&#8217;aumento dei contratti di formazione specialistica portandoli a 10.000 all\u2019anno, il recupero di tutti i contratti persi o mai assegnati dal Miur, nonostante i finanziamenti, favorendo il riassorbimento dell\u2019imbuto formativo che vede circa 10.000 medici in attesa di uno sbocco formativo, infine avviare rapidamente una vigorosa campagna di assunzioni nel SSN, eliminando ogni vincolo di spesa, prolungando la validit\u00e0 delle graduatorie e permettendo un&#8217;entrata al lavoro anticipata agli specializzandi dell\u2019ultimo anno. E\u2019 in gioco l&#8217;intero sistema sanitario e le poche risorse che abbiamo a disposizione non possono essere sprecate per incompetenza o per scelte demagogiche. In\u00a0Calabria \u00e8 previsto un ammanco di 1410 medici. Le carenze principali riguarderanno la medicina d\u2019urgenza con 245 medici, l\u2019anestesia e rianimazione con 63 medici, la ginecologia con 51 medici, la chirurgia generale con 90 medici, la pediatria con 150 medici e la psichiatria con 90 medici. Da un confronto tra fabbisogni dichiarati dalla regione e previsione di medici in pensionamento nel periodo 2019-2025, i primi risultano sottostimati di 1093 unit\u00e0. Incomprensibili alcuni numeri di fabbisogno espressi dalla regione: medicina d\u2019emergenza-urgenza zero, medicina del lavoro zero, ematologia zero, ma contemporaneamente si richiedono ben 3 medici dello sport all\u2019anno e 3 genetisti. <strong>Sono 9 i contratti di formazione finanziati dalla Regione, spalmati su branche non in sofferenza.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>CLICCA IN BASSO PER CONOSCERE LE<span style=\"color: #0000ff;\"> <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6380\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><strong>CARENZE MEDICHE NEL RESTO D&#8217;ITALIA<\/strong><\/em><\/a><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6380\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-283747 alignleft\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/carenze-mediche-349x280.jpg\" alt=\"\" width=\"775\" height=\"622\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>CLICCA IN BASSO PER CONOSCERE LE<span style=\"color: #0000ff;\"> <a style=\"color: #0000ff;\" href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6380\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em><strong>CARENZE MEDICHE NEL RESTO D&#8217;ITALIA<\/strong><\/em><\/a><\/span><\/h2>\n<p><!--nextpage--><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>VENETO<\/strong><\/p>\n<p>In Veneto, con i pensionamenti previsti con la \u00a0Legge Fornero e la \u201cQuota 100\u201d, nel 2025 avremo un <strong>ammanco netto di 501 medici<\/strong>. Le carenze principali riguarderanno i pediatri con 227 specialisti mancanti, i medici dell\u2019emergenza urgenza con 184, medicina interna con 92 e radiologia con 67. I fabbisogni stimati dalla regione Veneto per il periodo 2018-2025 sono inferiori per tutte le specializzazioni rispetto alla stima dei fabbisogni da noi effettuata. Infatti, la regione richiede 4512 specialisti in 8 anni, il MIUR (e la regione stessa con i contratti regionali) ne mette a bando 4927, con una differenza di 415 contratti. In particolare questa sottostima della regione avviene per anestesia e rianimazione (saldo -96), ginecologia e ostetricia (saldo -85) e medicina d\u2019emergenza-urgenza (saldo -78). Appare quantomeno curiosa, invece, la richiesta ingente di igienisti, non giustificata dai fabbisogni: il Veneto richiede 40 contratti di igiene e medicina preventiva all\u2019anno, pi\u00f9 di medicina interna (35) e medicina d\u2019emergenza-urgenza (20). Se tale fabbisogno fosse \u201csoddisfatto\u201d dal MIUR, ci sarebbe un surplus di 174 specialisti in igiene nel 2025, senza una contestuale spiegazione sulle riorganizzazioni della sanit\u00e0 regionale. Appare lungimirante il finanziamento regionale di alcuni contratti aggiuntivi di formazione specialistica nelle branche pi\u00f9 in carenza: ad esempio l\u2019anestesia e rianimazione, con ben 17 borse aggiuntive all\u2019anno a finanziamento regionale. Nel 2025 il deficit stimato di specialisti sar\u00e0 limitato in 32 unit\u00e0 e pertanto la carenza sar\u00e0 meno importante che in altre regioni italiane. Appaiono comunque inspiegabili, se non contestualizzate in indirizzi strategici, alcune scelte di contratti aggiuntivi in specializzazioni che non solo non saranno in deficit, ma che addirittura saranno in surplus: \u00e8 il caso dell\u2019oncologia medica (5 borse aggiuntive regionali\/anno, 24 specialisti stimati in surplus al 2025) e della cardiochirurgia (3 borse aggiuntive regionali\/anno, 31 specialisti stimati in surplus al 2025).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>EMILIA ROMAGNA<\/strong><\/p>\n<p>In Emilia Romagna, secondo le nostre stime, \u00e8 previsto un <strong>ammanco netto di 597 medici<\/strong> al 2025. Le carenze principali riguarderanno la cardiologia, con un ammanco di 145 unit\u00e0, la pediatria con 95, la psichiatria con 93, la radiodiagnostica con 91, la medicina dell\u2019emergenza e urgenza con 76 \u00a0e la medicina interna con ben 238 medici. In generale il fabbisogno dichiarato dalla regione per il periodo 2018-2025 appare sottostimato in valore assoluto e pare congruo solo per alcune specialit\u00e0, infatti sembra inadeguato per la medicina interna (422 pensionamenti a fronte di un fabbisogno espresso di 280 unit\u00e0), e pediatria (fabbisogno di 512 medici contro 492 pensionamenti, ricordando che almeno il 25% degli specialisti sceglie di non lavorare per il SSN). \u00c8 senz\u2019altro lodevole lo sforzo della regione di finanziare contratti aggiuntivi nelle specialit\u00e0 con rischio di deficit al 2025. Infatti, grazie al suo intervento di 38 borse regionali aggiuntive\/anno, l\u2019anestesia e rianimazione non solo non sar\u00e0 in negativo come la maggior parte delle regioni, ma addirittura in surplus di 83 specialisti, fatto non giustificato da un contestuale indirizzo sulle riorganizzazioni della sanit\u00e0 regionale; stesso discorso per la medicina d\u2019emergenza-urgenza (25 borse aggiuntive\/anno), il cui deficit sar\u00e0 \u00a0di \u201csoli\u201d 76 specialisti al 2025, e la pediatria (26 borse aggiuntive\/anno), con deficit attenuato a 95 specialisti al 2025.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LOMBARDIA<\/strong><\/p>\n<p>In Lombardia, secondo le nostre stime, \u00e8 previsto un <strong>ammanco netto di 1921 medici<\/strong>. Le carenze principali riguarderanno pediatria con 510 unit\u00e0, anestesia e rianimazione con un ammanco di 315 unit\u00e0, la chirurgia generale con 159, la psichiatria con 165, la medicina dell\u2019emergenza e urgenza con 177, igiene e medicina preventiva con 127 e la medicina interna con ben 377 medici. In generale il fabbisogno dichiarato dalla regione (1660 specialisti\/anno), il pi\u00f9 elevato d\u2019Italia, appare pi\u00f9 alto rispetto al fabbisogno reale per tutte le specialit\u00e0, infatti i fabbisogni dichiarati sono maggiori rispetto ai pensionamenti previsti. Tale scostamento potrebbe essere giustificato dalla massiccia presenza del privato in questa regione, che richiede specialisti al pari del SSN. La regione appare poco propensa al finanziamento di contratti aggiuntivi: infatti, a differenza di Emilia Romagna (100 borse aggiuntive\/anno) e Veneto (90 borse aggiuntive\/anno), nonostante un pi\u00f9 alto numero di abitanti regionali, il finanziamento \u00e8 limitato a 53 contratti all\u2019anno.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>LAZIO<\/strong><\/p>\n<p>Il Lazio \u00e8 l\u2019unica regione italiana che nel nostro studio non presenter\u00e0 deficit totale di specialisti. Infatti, considerando tutte le specialit\u00e0, al 2025 avr\u00e0 un surplus netto di 905 specialisti, senza una contestuale spiegazione sulle riorganizzazioni della sanit\u00e0 regionale. Ci saranno comunque carenze nelle singole branche, che riguarderanno la medicina dell\u2019emergenza urgenza con 544 specialisti, pi\u00f9 contenute per medicina interna, 40 unit\u00e0, patologia clinica e biochimica clinica 53 unit\u00e0, pediatria, 42 unit\u00e0, e psichiatria, 48 unit\u00e0. Il fabbisogno espresso dalla regione sembra gravemente errato per difetto (richiede solo 345 contratti\/anno, ma ne servirebbero pi\u00f9 del doppio), cos\u00ec come appare scarsamente razionale la gestione dei contratti da parte del MIUR. Riguardo al fabbisogno regionale, se il MIUR seguisse le indicazioni della regione Lazio, si creerebbe un deficit al 2025 nelle branche, oltre a quelle gi\u00e0 riportate sopra, di anestesia e rianimazione (212 unit\u00e0 mancanti), chirurgia generale (293), cardiologia (119), medicina interna (250). D\u2019altro canto, il MIUR finanzia talmente tanti contratti in questa regione da creare surplus importanti come in geriatria (127 specialisti in pi\u00f9 rispetto al fabbisogno), cardiologia (+120), fisiatria (+183 unit\u00e0), neurologia (+104), neuropsichiatria infantile (+81), radioterapia (+109). Se si mettono a confronto tali surplus con il grave deficit in medicina d\u2019emergenza-urgenza, appare chiaro come tali scelte siano gravi e apparentemente immotivate. Per ultimo, la regione Lazio non finanzia neppure un contratto regionale, quando invece sarebbe utile aiutare le poche branche specialistiche in difficolt\u00e0.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>TOSCANA<\/strong><\/p>\n<p>In Toscana, nel periodo 2018-2025 il bilancio tra neo specialisti e medici in uscita dal SSR sar\u00e0 <strong>negativo di 1793 unit\u00e0<\/strong>. Le carenze principali riguarderanno medicina d\u2019emergenza ed urgenza con 344 medici, cardiologia con 99, ginecologia ed ostetricia con 96, chirurgia generale con 104, anestesia e rianimazione con 160, medicina interna con 202, ortopedia con 82, pediatria con 329, radiodiagnostica con 127 medici. Da un confronto tra fabbisogni dichiarati dalla regione e previsione di medici in pensionamento nel periodo 2018-2025, appare sottostimata la richiesta di specialisti nelle branche di anestesia e rianimazione (-105), chirurgia generale (-86), ginecologia e ostetricia (-86), medicina d\u2019emergenza-urgenza (-344), medicina interna (-119), pediatria (-89), radiodiagnostica (-89); appare invece sovrastimata la richiesta nelle branche di ematologia (+31), geriatria (+65) e igiene (+85). Non sembra dunque che la regione Toscana esprima un\u2019ottimale fabbisogno di medici specialisti, anche considerando il numero assoluto, che se fosse esaudito dal MIUR, porterebbe comunque a un ammanco di 1195 medici specialisti al 2025. \u00c8 apprezzabile il finanziamento di 25 contratti regionali\/anno nelle branche pi\u00f9 in sofferenza, anche se a confronto con alcune regioni del Nord, la Toscana potrebbe fare di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>CAMPANIA<\/strong><\/p>\n<p>Per la Campania, il saldo tra neospecialisti e medici in uscita dal SSR entro il 2025 \u00e8 <strong>negativo di 1090 unit\u00e0<\/strong>. Le carenze maggiori riguardano l\u2019emergenza\/urgenza con 800 medici, pediatria con 278, chirurgia generale con 129, medicina interna con 119, ortopedia con 98, cardiologia con 69 e anestesia con 43 medici. Anche in Campania, cos\u00ec come in Lombardia, il fabbisogno dichiarato dalla regione \u00e8 maggiore rispetto al fabbisogno reale fino al 2025 in quasi tutte le specialit\u00e0, tanto da sembrare ingiustificato soprattutto in alcune branche come anestesia e rianimazione (surplus stimato di 321 medici al 2025), chirurgia generale (+138), geriatria (+242), fisiatria (+129), oncologia (+132), radiodiagnostica (+288), radioterapia (+165). Come nel Lazio, nei fabbisogni c\u2019\u00e8 una grave sottostima del deficit di medici dell\u2019emergenza-urgenza e dei pediatri. Appare privo di senso il finanziamento di contratti specialistici regionali aggiuntivi a \u201cpioggia\u201d in branche che non solo non saranno in deficit, ma addirittura saranno in surplus di specialisti, come la chirurgia plastica (6 contratti\/anno), endocrinologia e medicina legale (3 contratti\/anno cadauno), gastroenterologia (4 contratti\/anno), fisiatria, medicina legale e medicina nucleare (2 contratti\/anno cadauno). Nonostante sia la regione che in Italia finanzia pi\u00f9 contratti aggiuntivi (105), tale sforzo appare quantomeno inutile ai fini del ripianamento del deficit di specialisti nelle branche pi\u00f9 in sofferenza. D\u2019altro canto, suscita una certa impressione confrontare i numeri di contratti MIUR per specialit\u00e0: medicina d\u2019emergenza-urgenza, branca che andr\u00e0 in gravissima sofferenza, ha 10 contratti statali\/anno, ma viene superata da specializzazioni come fisiatria (12) e radioterapia (12), in questa regione entrambe in surplus di specialisti al 2025. Intervengono logiche autoreferenziali pi\u00f9 che di sistema?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PIEMONTE <\/strong><\/p>\n<p>In Piemonte il saldo <strong>negativo \u00e8 di 2004 medici<\/strong>, con carenze maggiori per medicina emergenza ed urgenza, 194 medici, anestesia e rianimazione, 213 medici, medicina interna, 154 medici, chirurgia generale con 148 medici, pediatria 274 medici, neurologia, 72 medici ed ortopedia 73 medici. Da un confronto tra fabbisogni dichiarati dalla regione e previsione di medici in pensionamento nel periodo 2018-2025, si evince come il Piemonte esprima un fabbisogno che si avvicina molto al fabbisogno reale, a parte alcune eccezioni come la cardiologia (deficit di 40 medici al 2025), nefrologia (deficit di 47 medici), neurologia (deficit di 40 medici) e pediatria (surplus di 102 medici). \u00c8 purtroppo limitato a 10 contratti\/anno il finanziamento regionale per la formazione specialistica, spalmato nelle branche pi\u00f9 in sofferenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>PUGLIA<\/strong><\/p>\n<p>In Puglia andranno in pensione 3292 medici a fronte di 2422 neo specialisti con un <strong>ammanco di 1686<\/strong> negli ospedali e nei servizi del SSR. Le principali carenze riguarderanno la medicina d\u2019emergenza e urgenza con 498 medici, cardiologia con 104 medici, chirurgia generale con 97 medici, anestesia con 93, ginecologia con 73, medicina interna con 78, ortopedia con 64, pediatria con 216 e radiodiagnostica con 77. Da un confronto tra fabbisogni dichiarati dalla regione e previsione di medici in pensionamento nel periodo 2018-2025, si evince come la regione Puglia esprima un\u2019incongrua richiesta al ribasso di specialisti rispetto alla realt\u00e0, soprattutto per le branche pi\u00f9 in sofferenza, mentre invece richiede troppi specialisti in altre discipline, che andrebbero a creare un surplus al 2025. Emblematico l\u2019esempio di medicina fisica e riabilitativa: la regione chiede 16 specialisti\/anno che, se \u201csoddisfatta\u201d, porterebbe a un surplus di 66 fisiatri tra 6 anni, mentre ne chiede solamente 10 all\u2019anno per la medicina d\u2019emergenza-urgenza. La regione finanzia 29 contratti all\u2019anno, spalmandoli a \u201cpioggia\u201d su diverse discipline, rendendo vano il suo sforzo. Ad esempio, finanzia 3 borse\/anno di neuropsichiatria infantile che porteranno a un surplus di 23 specialisti al 2025, mentre non aggiunge nemmeno un contratto ad anestesia e rianimazione, che pure andr\u00e0 in profonda sofferenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>LIGURIA<\/strong><\/p>\n<p>In Liguria \u00e8 prevista una carenza complessiva di <strong>853 specialisti<\/strong>. Le carenze principali riguarderanno la medicina d\u2019urgenza con 98 medici, l\u2019anestesia e rianimazione con 99 medici, la medicina interna con 84, la pediatria con 102, la cardiologia con 53, la psichiatria con 63 e la chirurgia generale con 59. Da un confronto tra fabbisogni dichiarati dalla regione e previsione di medici in pensionamento nel periodo 2018-2025, i numeri assoluti evidenziano che la Liguria richiede pi\u00f9 specialisti di quanti non ne vengano concessi dal MIUR, ma sono comunque insufficienti secondo le nostre stime di pensionamento. Inoltre i numeri relativi espressi per le singole specializzazioni non appaiono congrui per le branche in deficit. La regione contribuisce alla formazione specialistica con il finanziamento di 9 contratti regionali\/anno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SICILIA <\/strong><\/p>\n<p>In regione Sicilia con i pensionamenti conseguenti all\u2019abolizione della Legge Fornero avremo un <strong>ammanco netto di 2251 specialisti <\/strong>al 2025. Le carenze principali riguarderanno i medici dell\u2019emergenza urgenza con un ammanco di 356 medici, igiene e medicina preventiva con 196, anestesia e rianimazione con 153, chirurgia generale con 141, medicina interna con 66, pediatria con 471, psichiatria con 126, ginecologia con 180, ortopedia con 78 e radiologia con 67. Da rilevare che i fabbisogni dichiarati dalla regione Sicilia per il periodo 2018-2025 per tali specialit\u00e0 sono inferiori rispetto alla stima da noi effettuata, in particolare per chirurgia (240 contro 337), ginecologia (160 contro 289), igiene e medicina preventiva (160 contro 276) e psichiatria (160 contro 241). In generale, la Sicilia sottostima di 1493 unit\u00e0 il fabbisogno al 2025. La Regione finanzia 44 contratti regionali all\u2019anno, distribuendoli a pioggia senza tenere conto dei fabbisogni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>SARDEGNA<\/strong><\/p>\n<p>Per la Sardegna \u00e8 previsto un <strong>ammanco di 1154 medici<\/strong> con carenze importanti: anestesia e rianimazione 81 medici, chirurgia generale 116, medicina d\u2019urgenza 153, medicina interna 73 \u00a0e pediatria 259. In valore assoluto, questa regione \u00e8 quella che pi\u00f9 si avvicina, nelle sue richieste di fabbisogno, alla situazione reale, seppur sovrastimando le richieste in alcune specializzazioni e sottostimando i numeri in altre branche, come pediatria e medicina d\u2019emergenza-urgenza. La Sardegna finanzia 29 contratti di formazione all\u2019anno, distribuendoli su pi\u00f9 specializzazioni, la maggior parte delle quali non particolarmente in sofferenza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>ABRUZZO<\/strong><\/p>\n<p>Per l\u2019Abruzzo la carenza complessiva prevista \u00e8 di <strong>601 medici<\/strong>, con un ammanco di 211 medici dell\u2019emergenza urgenza, 46 chirurghi generali, 98 pediatri, 35 cardiologi e 37 anestesisti. I fabbisogni espressi dalla regione sono sottostimati di 751 unit\u00e0 totali al 2025. L\u2019Abruzzo non finanzia alcuna borsa aggiuntiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>MARCHE<\/strong><\/p>\n<p>Anche nelle Marche \u00e8 previsto un <strong>ammanco complessivo di 937 medici ospedalieri<\/strong>. Le carenze principali riguarderanno medicina d\u2019emergenza urgenza con 148 medici, pediatria 132, cardiologia 74, psichiatria 71, radiodiagnostica 64, anestesia e rianimazione 62 e chirurgia generale 53 medici. Da un confronto tra bisogni dichiarati dalla regione Marche e ammanco per il periodo 2018-2025, risulta sottostimato il fabbisogno totale. Tra le curiosit\u00e0, la regione richiede 5 farmacologi all\u2019anno e solo 5 ginecologi e 7 internisti: i farmacologi totali regionali che lavorano per il SSR sono 15. Le Marche finanzia solamente 6 contratti specialistici aggiuntivi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione si aggraver\u00e0 nei prossimi anni con i pensionamenti previsti dalla Quota 100. I calabresi rischiano di curarsi in ospedali in cui mancano pediatri ed anestesisti. 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