{"id":107422,"date":"2019-03-22T16:02:34","date_gmt":"2019-03-22T15:02:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/omicidio-zinchenko-un-cadavere-nellauto-ergastolo-per-dimitriks\/"},"modified":"2023-01-16T18:24:46","modified_gmt":"2023-01-16T17:24:46","slug":"284325-omicidio-zinchenko-un-cadavere-nellauto-ergastolo-per-dimitriks","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/284325-omicidio-zinchenko-un-cadavere-nellauto-ergastolo-per-dimitriks\/","title":{"rendered":"Omicidio Zinchenko, un cadavere nell\u2019auto: ergastolo per Dimitriks"},"content":{"rendered":"<h4>La sentenza di condanna accoglie la richiesta della pubblica accusa per il principale imputato. Quattro anni per\u00a0Iana Koshova e assoluzione per\u00a0Liudmyla Popova<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CARIATI (CS) &#8211; Un colpo di scena oggi nella sentenza emessa dalla Corte di Cassazione di Cosenza presieduta dal giudice Lucente che accoglie in parte le richieste del pubblico ministero. Per l&#8217;imputato principale\u00a0Mihails Dimitriks, di 41 anni \u00e8 stata accolta la richiesta di ergastolo con l&#8217;isolamento diurno di un anno contro i due mesi chiesti dall&#8217;accusa. Si rovescia completamente la situazione per le trentunenni Koshova e Popova. Per la prima era stata chiesta una condanna a 23 anni di carcere per la seconda 16. La Corte ha ritenuto di condannare la Koshova a 4 anni di carcere e di assolvere la Popova. Per Dimitriks e la Koshova interdizione legale per tutta la durata della pena ed espulsione dall&#8217;Italia non appena espiata la condanna.\u00a0L\u2019accusa \u00e8 rappresentata dal Procuratore Iannotta della Procura della Repubblica di Castrovillari<\/p>\n<p>Il processo in primo grado giunge alla conclusione dopo cinque mesi di istruttoria dibattimentale in cui dagli operatori di Pg che hanno operato sul posto, ai periti, ai teste chiamati dalla difesa si \u00e8 ricostruita la storia della vittima che prometteva il lavoro alle donne straniere, spesso rivelatosi poi non vero e proponendo qualche lavoro \u201callegro\u201d nel frattempo di una sistemazione pi\u00f9 adeguata che in ogni caso non trov\u00f2 mai per nessuna delle donne che approdarono alla sua porta. Nel processo sono stati ricostruiti anche i percorsi, le vite e le amicizie degli imputati, una delle quali essere stata anche la compagna della vittima<\/p>\n<h2>IL FATTO<\/h2>\n<p>Il 3 settembre del 2017 in contrada Vascellero, a Cariati, fu ritrovato il cadavere di un uomo, avvolto in una coperta, nel bagaglio di una Opel con targa polacca sul ciglio di una strada limitrofa alla spiaggia. A dare l\u2019allarme persone del posto. Intervennero i carabinieri della locale compagnia. Dai primi accertamenti effettuati, medico legali, sul corpo dell\u2019uomo, di nazionalit\u00e0 straniera, emersero ferite da arma da fuoco al torace. Successivamente da esame autoptico emersero anche delle ferite da arma da taglio.\u00a0La sua morte fu dovuta alla perforazione di cuore e polmone a causa di numerosi fendenti e un colpo di arma da fuoco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-284340 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Opel-cadavere-Yuriy-2-234x280.jpg\" alt=\"\" width=\"234\" height=\"280\" title=\"\"><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Iniziarono a delinearsi i contorni del giallo della spiaggia di Cariati. L\u2019uomo, Yuriy Zinchenko, fu identificato grazie alle impronte digitali che lo identificarono come soggetto noto alle forze dell\u2019ordine, indagato per associazione a delinquere finalizzata all\u2019introduzione di immigrati clandestini sul nostro territorio. Aveva un permesso di soggiorno rilasciato per motivi umanitari. Fu arrestato nel 2010 a Crotone come scafista di un\u2019imbarcazione di migranti proveniente dalla Turchia. Per gli inquirenti Zinchenko, 46 anni, era coinvolto nelle truffe di falsi braccianti e del caporalato.<\/p>\n<p>Il proprietario della macchina, scoprirono gli inquirenti, era un cittadino polacco. Solo sei giorni servirono ai militari dell\u2019Arma per venire a capo dell\u2019intera vicenda e la Procura della Repubblica di Castrovillari, diretta dal Procuratore capo Facciolla emise tre fermi di indiziato di delitto nei confronti di due cittadine ucraine ed un uomo lituano per l\u2019omicidio di Yuriy Zinchenko accusati a vario titolo di omicidio premeditato, favoreggiamento e occultamento di cadavere: Mihails Dimitriks, di 40 anni, e le trentenni, Iana Koshova e Liudmyla Popova.<\/p>\n<p>A sciogliere tutti i nodi sarebbe stata la compagna della vittima Liudmyla Popova, latitante e ritrovata dai carabinieri a Corigliano, la quale chiese un\u2019interprete per essere interrogata e svelare l\u2019assassino del compagno. Secondo le dichiarazioni rese la Popova avrebbe solo assistito all\u2019omicidio compiuto dal lettone e da una quarta persona, un uomo. Sembra infatti che le telecamere riuscirono ad immortalare l\u2019auto di\u00a0<strong>Dimitriks<\/strong>\u00a0che avrebbe fatto da\u00a0\u201cstaffetta\u201d alla Opel Vectra\u00a0di\u00a0Zinchenko, in quel momento cadavere e trasportato, appunto, da un quarto uomo. I militari dell\u2019Arma durante le indagini si avvalsero anche di attivit\u00e0 di intercettazioni ambientali, telefoniche, nonch\u00e9 dei tabulati. La casa di Zinchenko, a Torretta di Crucoli, si trovava a pochi chilometri di distanza dal luogo del ritrovamento del cadavere. Popova, spiegarono gli inquirenti in conferenza stampa, ripul\u00ec l\u2019appartamento. \u00ab\u00c8 stata lei a decidere di collaborare perch\u00e9 non si fidava pi\u00f9 di quelle persone \u2013 afferm\u00f2 il sostituto Luigi Spina, all\u2019epoca dei fatti titolare dell\u2019indagine -. Era diventata una testimone scomoda e temeva azioni ritorsive\u00bb.<\/p>\n<p>Aperta l\u2019indagine, i carabinieri risalirono all\u2019identit\u00e0 del cadavere. Zinchenko ucciso per un contrasto di natura economica sorto nell\u2019ambito della sua attivit\u00e0. L\u2019uomo era conosciuto come colui che fungeva da intermediario nel collocare badanti presso famiglie oppure cittadini stranieri negli esercizi pubblici del crotonese, in particolare dell\u2019Est-Europa. \u00a0\u00abDirei che in una settimana siamo riusciti a chiudere la prima fase di questo omicidio \u2013 dichiar\u00f2 Facciolla, il procuratore capo della Procura della Repubblica di Castrovillari -. \u00c8 stato un caso particolarmente difficile e complesso, perch\u00e9 avevamo solamente un cadavere rinchiuso in un\u2019autovettura con targa straniera, senza generalit\u00e0. L\u2019uomo \u00e8 stato accoltellato e poi attinto da colpi di pistola. L\u2019omicidio \u00e8 stato consumato da quattro persone, ovviamente con ruoli diversi \u2013 spieg\u00f2 il procuratore Facciolla -. Certamente i due uomini hanno agito in prima battuta, sull\u2019azione violenta e poi le due donne in attivit\u00e0 di contorno. Sono state usate pi\u00f9 armi, due coltelli e una pistola\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La sentenza di condanna accoglie la richiesta della pubblica accusa per il principale imputato. 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