{"id":107817,"date":"2019-03-30T18:25:24","date_gmt":"2019-03-30T17:25:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/exodus-software-spia-su-smartphone-android-centinaia-di-italiani-intercettati\/"},"modified":"2023-01-16T18:25:13","modified_gmt":"2023-01-16T17:25:13","slug":"285692-exodus-software-spia-su-smartphone-android-centinaia-di-italiani-intercettati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/285692-exodus-software-spia-su-smartphone-android-centinaia-di-italiani-intercettati\/","title":{"rendered":"Exodus: software spia su smartphone Android: centinaia di italiani intercettati"},"content":{"rendered":"<h4>Dietro lo spyware <strong>Exodus,\u00a0<\/strong>che avrebbe eluso i filtri del Playstore di Google intercettando i dati di centinaia di italiani ci sarebbe un\u2019azienda con base a Catanzaro<!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>ROMA &#8211; <strong>Centinaia di italiani intercettati per colpa di uno spyware difettoso<\/strong> sviluppato da un\u2019azienda nazionale. Pensato per spiare legalmente criminali, per un presunto errore di programmazione, ha finito per intercettare normali cittadini. Questa la scoperta fatta in un\u2019indagine congiunta condotta dai <strong>ricercatori di Security Without Borders<\/strong>, una no-profit che spesso compie\u00a0investigazioni su minacce contro dissidenti e attivisti per i diritti umani, e dalla rivista Motherboard.\u00a0 In sostanza, il software viene utilizzato per intercettare degli indagati ma secondo quanto riferisce il blog dell\u2019associazione, alcuni &#8216;hacker di Stato&#8217; avrebbero<strong> infettato per mesi gli smartphone\u00a0di un considerevole numero di persone<\/strong> grazie ad app malevole per Android, caricate sul PlayStore ufficiale di Google e capaci di eluderne i filtri. <strong>Dietro lo spyware,<\/strong>\u00a0sempre secondo Security Without Borders e Motherboard,<strong> ci sarebbe un\u2019azienda con base a Catanzaro, in Calabria.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6490\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-285693\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6490\" alt=\"\" width=\"594\" height=\"396\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<p>\u201c<em>Abbiamo identificato copie di uno spyware precedentemente sconosciuto che sono state caricate con successo sul Google PlayStore pi\u00f9 volte nel corso di oltre due anni<\/em> \u2013 spiegano gli autori dell\u2019indagine &#8211; <em>Queste applicazioni sono normalmente rimaste disponibili su PlayStore per mesi<\/em>\u00a0<em>prima di essere rimosse dai gestori<\/em>&#8220;. Sempre secondo Security Without Borders e Motherboard Google avrebbe trovato<strong> 25 versioni differenti dello spyware<\/strong>, risalenti fino al 2016 che e avrebbe fissato il numero delle vittime in<strong> poco meno di 1.000 (e tutte italiane)<\/strong>. Secondo i ricercatori <strong>il malware si chiama Exodus<\/strong> ed ha accesso a dati sensibili come l<strong>e registrazioni audio ambientali<\/strong>, le<strong> chiamate telefoniche, <\/strong>la<strong> cronologia dei browser, <\/strong>le informazioni del <strong>calendario, <\/strong>la <strong>geolocalizzazione, <\/strong>i<strong> log di Facebook Messenger <\/strong>e le <strong>chat di WhatsApp<\/strong>: \u201c<em>Nel tentativo apparente di indurre i bersagli a installarle con l\u2019inganno, le app dello spyware erano progettate per assomigliare a innocue applicazioni per ricevere promozioni e offerte di marketing da operatori telefonici italiani, o da app per migliorare le performance del dispositivo<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dietro lo spyware Exodus,\u00a0che avrebbe eluso i filtri del Playstore di Google intercettando i dati di centinaia di italiani ci sarebbe un\u2019azienda con base a Catanzaro<\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":107818,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-107817","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107817","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/46"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107817"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107817\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/107818"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}