{"id":107993,"date":"2019-04-03T14:59:33","date_gmt":"2019-04-03T12:59:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/ndrangheta-asp-reggio-calabria-dipendenti-vicini-alle-cosche\/"},"modified":"2023-01-16T18:25:24","modified_gmt":"2023-01-16T17:25:24","slug":"286140-ndrangheta-asp-reggio-calabria-dipendenti-vicini-alle-cosche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/286140-ndrangheta-asp-reggio-calabria-dipendenti-vicini-alle-cosche\/","title":{"rendered":"&#8216;Ndrangheta Asp Reggio Calabria: dipendenti vicini alle cosche"},"content":{"rendered":"<h4>Relazione prefetto, conti fuori controllo e bilanci orali. Il caso di due dipendenti condannati per associazione mafiosa e licenziati solo dopo mesi<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; &#8220;Dipendenti con pregiudizi penali e legati da rapporti di parentela con esponenti di primo piano della &#8216;ndrangheta; situazione generalizzata di grave disordine organizzativo&#8221;, &#8220;assolutamente fuori controllo&#8221;; controlli &#8220;zero&#8221; sul profilo contabile e della legittimit\u00e0 degli atti amministrativi relativi ai fornitori, bilanci &#8220;orali&#8221;: sono i motivi che hanno portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose dell&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria. Il decreto del Presidente della Repubblica \u00e8 stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e vi sono allegate le relazioni del prefetto di Reggio Michele di Bari e del ministro dell&#8217;Interno Matteo Salvini. Nella relazione si cita il caso di due dipendenti condannati per associazione mafiosa con sentenze divenute irrevocabili e licenziati solo dopo mesi. &#8220;E&#8217; altres\u00ec significativo &#8211; scrive Salvini &#8211; come, negli anni passati, l&#8217;azienda abbia omesso di adottare le prescritte misure disciplinari nei confronti di dipendenti condannati in via definitiva per associazione o per reati aggravati dall&#8217;art. 7&#8221;<\/p>\n<p>Dalla relazione del prefetto viene fuori una esposizione debitoria non ancora quantificata esattamente, nonostante la verifica affidata ad una societ\u00e0 di consulenza multinazionale, certamente nell&#8217;ordine di diverse centinaia di milioni di euro che zavorrano strutturalmente anche il bilancio della Regione. Una relazione aggravata dai numerosi omissis a causa delle numerose inchieste in corso, ma che chiarisce il quadro opaco di interessi in cui non sono soltanto coinvolti mafiosi e parte della burocrazia, ma numerosi professionisti, soprattutto i legali dei fornitori cosiddetti &#8220;aventi credito&#8221;, che per oltre quindici anni hanno prodotto istanze di recupero dei crediti per i loro assistiti &#8211; titolari di aziende non sempre in possesso dei requisiti antimafia &#8211; adesso finiti sotto la lente di ingrandimento della Procura distrettuale antimafia diretta da Giovanni Bombardieri.<\/p>\n<p>Un ulteriore passaggio della relazione della prefettura di Reggio analizza i rapporti tra l&#8217;Asp e le strutture private accreditate (laboratori di analisi cliniche, radiodiagnostiche, fisioterapiche, farmacie e depositi farmaceutici etc..), &#8220;ove si riscontra l&#8217;assoluta mancanza di una corretta attivit\u00e0 di pianificazione degli acquisti delle prestazioni, nonch\u00e9 il costante superamento dei limiti annuali di spesa fissati dal competente dipartimento dell&#8217;amministrazione regionale&#8221;. Il decreto di scioglimento dell&#8217;Asp, inoltre, evidenzia &#8220;il reiterato ricorso al metodo dell&#8217;affidamento diretto anche al di fuori dei casi previsti dalla disciplina vigente, un modus operandi da cui hanno tratto vantaggio ditte controindicate&#8221; colpite da provvedimenti interdittivi ai fini dell&#8217;antimafia.<\/p>\n<p>E inoltre: manutenzioni, rimozione dei rifiuti speciali, a Palmi e Locri soprattutto, &#8220;affidate a parenti stretti di mafiosi, imprese gravate da provvedimenti ostativi antimafia, cos\u00ec come il servizio di lavaggio e noleggio di biancheria, risultato in affidamento ad una ditta vicina alle consorterie territorialmente dominanti, che ha beneficiato di ripetute proroghe, dal 2006 al 2018&#8221;. L&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria, arricchita da numerosi lasciti di terreni e fabbricati da antiche famiglie nobiliari della citt\u00e0 &#8211; come si legge nella relazione prefettizia &#8211; non ha &#8220;mai censito gli immobili, molti dei quali in stato di abbandono, n\u00e9 mai ha approntato un piano finalizzato alla loro valorizzazione o dismissione, o ha mai intrapreso alcuna iniziativa per ottenere lo sgombero di quelli occupati &#8216;sine titulo&#8217;, tant&#8217;\u00e8 che alcuni soggetti hanno gi\u00e0 usucapito la propriet\u00e0 ed altri hanno in corso giudizi finalizzati ad ottenerne la dichiarazione di usucapione&#8221;.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2, &#8220;compromettendo le legittime aspettative della popolazione ad essere garantita nella fruizione dei servizi relativi a diritti fondamentali, come quello della salute&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Relazione prefetto, conti fuori controllo e bilanci orali. 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