{"id":108092,"date":"2019-04-05T08:54:03","date_gmt":"2019-04-05T06:54:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/operazione-alarico-la-droga-in-carcere-nascosta-nella-bocca\/"},"modified":"2023-01-16T18:25:31","modified_gmt":"2023-01-16T17:25:31","slug":"286448-operazione-alarico-la-droga-in-carcere-nascosta-nella-bocca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/286448-operazione-alarico-la-droga-in-carcere-nascosta-nella-bocca\/","title":{"rendered":"Operazione Alarico, la droga in carcere nascosta nella bocca"},"content":{"rendered":"<h4><strong>Spaccio di stupefacenti, reati di favoreggiamento, reati contro il patrimonio, reati in materia di armi e reati in spendita di monete contraffatte.<\/strong> I numeri sono <strong>56 destinatari di misure cautelari con 400 capi di imputazioni<\/strong><\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; &#8220;Alarico&#8221; nella citt\u00e0 vecchia nascondeva un tesoro &#8220;ricco e pericoloso&#8221; che l&#8217;Arma e la magistratura hanno deciso di sradicare. Un duro colpo al mondo dello spaccio, una &#8220;pulizia&#8221; di piazze e spacciatori, in particolar modo minori, per difendere e tutelare la comunit\u00e0 da un male che ramifica in fretta e strozza la vita. Stroncato dunque un giro di cessioni di droga di vario tipo tra i minorenni, un giro di spendita di banconote false, la scoperta di bande dedite ai furti e di compagni di merenda nelle rapine per pagare debiti di droga.\u00a057 le misure cautelari, suddivise in 21 in carcere, 26 agli arresti domiciliari e 10 sottoposti all\u2019obbligo di presentazione all\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria e una serie di persone denunciate a piede libero. Fondamentali gli assuntori sentiti come testimoni<\/p>\n<p>Nella conferenza stampa un resoconto dettagliato ha illustrato l&#8217;attivit\u00e0 portata avanti in due anni dai militari dell&#8217;Arma della stazione di Cosenza Principale prima al comando del luogotenente Pantano poi seguita con il nuovo comandante Renato Morrone su delega della Procura della Repubblica di Cosenza con la supervisione del Procuratore capo Mario Spagnuolo e il sostituto Giuseppe Cozzolino titolare dell&#8217;indagine.<\/p>\n<p>Al tavolo ad illustrare l&#8217;operazione Il Procuratore Capo Spagnuolo, il sostituto Cozzolino, il colonnello del comando provinciale dell&#8217;Arma Piero Sutera, il comandante della compagnia di Cosenza Merola e il comandante della stazione cittadina che ha portato avanti le indagini Morrone. Una attivit\u00e0 che ha visto coinvolti 500 militari nell&#8217;hinterland cosentino che hanno bussato a 56 porte di altrettante abitazioni, sequestrando stupefacente ed altra documentazione che non chiude le indagini ma potrebbe portare a nuovi filoni investigativi.<\/p>\n<div id=\"attachment_286463\" style=\"width: 910px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-286463\" class=\"wp-image-286463 size-full\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/alarico-6.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" title=\"\"><p id=\"caption-attachment-286463\" class=\"wp-caption-text\">Da sinistra il comandante della stazione di Cosenza Principale Renato Morrone, il sostituto Procuratore Giuseppe Cozzolino, il Procuratore capo Mario Spagnuolo, il tenente colonnello Piero Sutera, il capitano Merola<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Spagnuolo: Spacciatori minori e mamme che chiedono aiuto, la societ\u00e0 si ribella<\/h2>\n<p>\u00abLa caratteristica di queste indagini vedrebbe la presenza non solo di assuntori minorenni ma di spacciatori minorenni &#8211; dichiara il Procuratore Capo in apertura di conferenza stampa -. Abbiamo lavorato in strettissima sinergia con la Procura dei minori che stamattina ha eseguito tramite carabinieri una serie di misure cautelari. Insieme, dunque, con sinergia importante e vincente che non \u00e8 mancata con la Procura distrettuale, grazie alla quale abbiamo potuto ascoltare una serie di collaboratori di giustizia che ci hanno fornito elementi importanti e decisivi per ricostruire la rete di spaccio. Questo lavoro di grande silenzio che continua a costruire una rete di lavori, di fattiva collaborazione tra gli uffici giudiziari, io sono certo che porter\u00e0 in futuro ad altri ulteriori risultati. Grande collaborazione. Un sociale drammatico con le mamme che venivano a chiedere di arrestare i figli perch\u00e9 non ce la facevano pi\u00f9. Conclusione: il sostituto procuratore Cozzolino, veterano in questo tipo di attivit\u00e0, che ha condotto le indagini e l\u2019Arma vi parleranno dell\u2019impegno profuso anche in sede di esecuzione; un impegno assolutamente importante\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-286462\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/alarico-5.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" title=\"\"><\/p>\n<p><strong>\u00abIl problema sta diventando sociale perch\u00e9 qui c\u2019\u00e8 una lacerazione all\u2019interno della collettivit\u00e0, del nostro gruppo sociale propinato dall\u2019uso illegale e dallo spaccio di sostanze stupefacenti che attraversa tutte le componenti del gruppo sociale <\/strong>&#8211; continua a parlare Spagnuolo &#8211; . Poi c\u2019\u00e8 la media &#8211; alta borghesia, che riesce a trovare i suoi ammortizzatori per evitare che il dramma sfoci e ci si presenti davanti a noi. C\u2019\u00e8 chi invece non ha queste possibilit\u00e0 economiche e presenta tutto il suo dramma nell\u2019ambito del procedimento penale. Stiamo facendo alcune cose: una collaborazione importante tra la Procura della Repubblica, il Serd e il gruppo Diocesano di ascolto per portare avanti attivit\u00e0 di formazione per gli insegnanti che sappiano capire il disagio. Questo \u00e8 un lavoro che stiamo portando avanti da un anno e mezzo, che sta producendo una serie di risultati: qualcuno si deve prendere carico all\u2019interno della societ\u00e0 e delle istituzioni, seriamente e concretamente del problema della prevenzione. <strong>Se non si opera in prevenzione le nostre indagini saranno soltanto una goccia nel mare.\u00a0<\/strong>A questa ne seguiranno altre senza che il problema venga risolto.<\/p>\n<p>Questo appello lo faccio anche alla stampa che pu\u00f2 svolgere un ruolo importante &#8211; conclude Spagnuolo &#8211; . Qui non siamo pi\u00f9 in presenza dell\u2019atteggiamento paternalistico per cui il sabato sera \u00e8 assolutamente legittimo fare una serie di cose: nella zona delle movida non si pu\u00f2 passare tanto del cattivo odore che c\u2019\u00e8 e delle siringhe ritrovate il giorno dopo. <strong>Non si tratta pi\u00f9 di dire tutto sommato \u00e8 un fatto di ragazzini. Il problema \u00e8 serio ed estremamente grave e lo dico da cosentino e da padre di famiglia e da Procuratore della Repubblica\u00bb<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-286467\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/alrico-3.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" title=\"\"><\/p>\n<p>Il sostituto Procuratore Giuseppe Cozzolino ringrazia l\u2019Arma, il colonnello Sutera e chi ha consentito di arrivare a questi risultati. In particolare ai militare della stazione di Cosenza Principale <strong>dall\u2019ex comandante Pantano al nuovo cmandante Morrone al brigadiere Brigante e gli appuntati Tufaro e Cimino.<\/strong>\u00a0\u00abQueste cinque persone hanno vissuto con me a stretto contatto per due anni, giorno e notte e grazie a loro che l\u2019ufficio di Procura \u00e8 riuscito a raggiungere questi risultati perch\u00e9 se in una indagine non c\u2019\u00e8 una polizia giudiziaria che crede nell\u2019indagine ed \u00e8 disposta ad impegnarsi anche e soprattutto fuori dall\u2019orario di lavoro non si arriver\u00e0 a nessun risultato<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una operazione che parla da se e i numeri lo dimostrano &#8211; continua Cozzolino &#8211; . Parliamo di una attivit\u00e0 che ha fatto emergere diverse tipologie di reato: <strong>spaccio di stupefacenti, reati di favoreggiamento, reati contro il patrimonio, reati in materia di armi e reati in spendita di monete contraffatte.<\/strong> I numeri sono <strong>56 destinatari di misure cautelari con 400 capi di imputazioni<\/strong>. Presenza costante ed inquietante di spacciatori di et\u00e0 molto bassa tanta di imporre il coordinamento e la collaborazione del Tribunale dei minori.<\/p>\n<p>Il dato solito che ormai emerge dalle ultime tre \u2013 quattro operazioni grosse che ha condotto l\u2019ufficio di Procura e la variet\u00e0 di sostanze stupefacenti: <strong>marijuana, hashish, cocaina, eroina.<\/strong> La diffusione capillare sul territorio cosentino e nei dintorni e soprattutto la diffusione tra i minorenni. E gi\u00e0 questa singolarit\u00e0 si era verificata nell\u2019operazione Mater anche con il contributo iniziale di <strong>diverse mamme che stanche di vedere i propri figli minorenni in condizione di smarrimento intellettuale hanno fatto affidamento sulle forze dell\u2019ordine denunciando presso le stazioni dei carabinieri.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-286465\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/alarico-8.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" title=\"\"><\/p>\n<p>Anche per i reati contro il patrimonio abbiamo riscontrato che alcuni figli, minorenni e non, indebitati fino al collo con diversi pusher erano costretti a derubare i propri genitori per poi venderli <strong>ai vari negozi \u201cCompro Oro\u201d<\/strong> della citt\u00e0 di Cosenza acquisire la disponibilit\u00e0 economica e far fronte ai debiti cospicui acquisiti nel tempo.<\/p>\n<p>Altro dato acquisito \u00e8 la <strong>diffusione di banconote contraffatte<\/strong>. Una fattispecie che non mi era mai capitato. Il canale di approvvigionamento di queste <strong>banconote da 100 e 50 euro sono due<\/strong>: uno \u00e8 cosentino e l\u2019altro \u00e8 Napoletano, quest\u2019ultimo ancora non delineato con certezza.<\/p>\n<p>Altro dato <strong>i cinque militari sono stati capaci di sentire oltre 400 persone assuntori<\/strong>: quindi la difficolt\u00e0 a rintracciare e persone e poi a convincerli a parlare. Molti omertosi. <strong>E\u2019 stata secondo me la mossa determinante e vincente per portare a termine l\u2019operazione<\/strong><\/p>\n<h2>La droga nascosta da incensurati con la promessa di essere sostenuti economicamente se arrestati<\/h2>\n<p>Il ricorso sempre pi\u00f9 frequente a soggetti per lo pi\u00f9 incensurati da parte di soggetti pregiudicati dediti allo spaccio per custodire grossi quantitativi di sostanza stupefacente. In molte occasioni si \u00e8 registrato che alcuni indagati facevano affidamento su persone insospettabili e quindi non rischiavano di subire perquisizioni e garantivano la custodia dello stupefacente. Questo nella fase fisiologica. In quella patologica subito dopo l\u2019arresto, il soggetto che si era servito di loro, <strong>provvedeva a fornire quei mezzi di sostentamento sia in natura, abbigliamento e anche in termini economici, sia per il mantenimento in carcere del detenuto che fuori dal carcere per la famiglia.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esistenza di numerosi casi in cui i soggetti nonostante ristretti ai domiciliari continuavano imperterriti l\u2019attivit\u00e0 di spaccio nel luogo in cui dovevano scontare la condanna, utilizzandolo come base logistica per i propri affari. C\u2019erano altri soggetti gravati di misure cautelari pi\u00f9 grandi che continuavano a curare l\u2019attivit\u00e0 illecita. La stragrande maggioranza di questi soggetti \u00e8 attinta da moltissimi precedenti. <strong>Il dato dimostra che vi \u00e8 una incessante propensione al crimine che abbiamo ritenuto potesse essere arginata con la misura custodiale in carcere<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-286460\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/alarico-1.jpg\" alt=\"\" width=\"900\" height=\"675\" title=\"\"><\/p>\n<h2>Modalit\u00e0 di spaccio, individuazione della localit\u00e0 fino ad arrivare allo spacciatore<\/h2>\n<p>Il colonnello Sutera ringrazia la Procura per la fiducia che quotidianamente accorda all\u2019Arma dei carabinieri ed ha\u00a0 espresso plauso a tutti quelli che hanno portato a termine l\u2019operazione. \u00abSpaccio di stupefacenti, porto illegale di armi clandestine, rapine, furti, spendita di monete contraffatte: per quanto riguarda lo spaccio su Cosenza e zone limitrofe sono state <strong>definite delle piazze dello spaccio dai pusher<\/strong>; definita una rete intricata di collegamenti tra spacciatori che potevano fornire all\u2019assuntore la droga, qualsiasi richiesta e in qualsiasi momento della giornata; Gli episodi di spaccio documentati <strong>sono circa 400 con altrettanti assuntori che sono stati sentiti<\/strong> e hanno arricchito il quadro delle prove ampio con <strong>prezzi praticati, le modalit\u00e0 di spaccio, le localit\u00e0 fino ad arrivare all\u2019individuazione dello spacciatore.<\/strong><\/p>\n<p>Ma l\u2019aspetto che il <strong>Procuratore sottolineava<\/strong> \u00e8 il discorso di coinvolgimento di minorenni che figurano sia come spacciatori che come assuntori in giovanissima et\u00e0. Tutto quello che \u00e8 stato raccolto dimostra che <strong>molto spesso gli indagati maggiorenni si affidavano a questi tre pusher non soltanto per l\u2019attivit\u00e0 di smercio delle dosi su strada, ma anche per il trasporto di grossi quantitativi, di confezionamento.<\/strong>\u00a0La detenzione: il tentativo era quello di <strong>eludere le forze dell\u2019ordine<\/strong> cercando di scaricare le responsabilit\u00e0 su questi giovani che purtroppo dobbiamo considerare parte integrante di questo ambito criminale.<\/p>\n<p>Altro dato fondamentale l\u2019apporto particolarmente apprezzato e utili delle <strong>donne &#8211;\u00a0 mamme coraggio<\/strong> che hanno ritenuto di varcare il cancello della Grippo e parlare con i militari della stazione anche per denunciare gli aspetti che sono intimi e familiari pur di cercare di salvare i propri figli dal mondo della droga e cos\u00ec facendo hanno salvato anche molti altri giovani assuntori. Altro dato che va rilevato \u00e8 quanto emerso da alcune intercettazioni per lo <strong>stratagemma utilizzato per fare entrare la droga all\u2019interno degli istituti penitenziari<\/strong>, in un passaggio di alcune intercettazioni \u00e8 stato percepito che <strong>attraverso mogli, compagne e familiari riuscivano ad introdurre la sostanza stupefacente occultata all\u2019interno della bocca e passata in tanti colloqui ai familiari ristretti<\/strong>. E\u2019 un dato che dimostrata la capillarit\u00e0 della diffusione della droga anche all\u2019interno dell\u2019istituto penitenziario.<\/p>\n<p><strong>L\u2019aspetto della disponibilit\u00e0 dell\u2019arma da fuoco<\/strong>. Armi che sono state individuate e sequestrata nell\u2019ambito di servizi di controllo. E\u2019 stata sequestrata una pistola con matricola abrasa e munizionamento; <strong>un fucile calibro 12, anche questo punzonato<\/strong>. Nelle intercettazioni si percepiva la presenza di pistole semiautomatiche a disposizione degli indagati per costituire una forma di sicurezza nei confronti dei circuiti elettorali verso cui andavano ad approcciarsi ma anche un modo per regolare alcuni conti all\u2019interno della malavita.<\/p>\n<h2>Rapina e furti<\/h2>\n<p><strong>I reati contro il patrimonio<\/strong>: \u00e8 stata riscontrata una rapina ai danni di un <strong>supermercato di Cosenza<\/strong> compiuta da due soggetti travisati armati di persona; \u00e8 stato individuato <strong>un gruppo di persone che come si diceva si dedicava in modo stabile ai furti in abitazione<\/strong>, reati percepiti e subiti sulla pelle dei cittadini. <strong>La spendita delle monete contraffatte<\/strong> sicuramente saranno sviluppate altre attivit\u00e0 investigative \u201c<strong>uno degli indagati dice sono andato a Napoli ho preso ben 7 mila euro falsi a fronte di un pagamento di 350 euro: 7 mila euro utilizzati per immetterli all\u2019interno del circuito della provincia cosentina<\/strong> e molto spesso abbiamo percepito che molti negozianti sono stati toccati da questo fenomeno e devo dire che anche in questo caso abbiamo apprezzato la collaborazione dei titolari degli esercizi che hanno denunciato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spaccio di stupefacenti, reati di favoreggiamento, reati contro il patrimonio, reati in materia di armi e reati in spendita di monete contraffatte. 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