{"id":108183,"date":"2019-04-07T17:11:24","date_gmt":"2019-04-07T15:11:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/inversione-di-marcia-due-morti-e-un-sorpasso-la-cassazione-annulla-la-condanna\/"},"modified":"2023-01-16T18:25:37","modified_gmt":"2023-01-16T17:25:37","slug":"286796-inversione-di-marcia-due-morti-e-un-sorpasso-la-cassazione-annulla-la-condanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/286796-inversione-di-marcia-due-morti-e-un-sorpasso-la-cassazione-annulla-la-condanna\/","title":{"rendered":"Inversione di marcia, due morti e un sorpasso, la Cassazione annulla la condanna"},"content":{"rendered":"<h4>Tragico incidente nel 2013 e l&#8217;accusa di duplice omicidio. Per il 46enne la condanna \u00e8 di 7 anni e 8 mesi. Ma le vittime fecero inversione di marcia sulla Statale violando il codice e la Cassazione chiede lumi ai giudici della Corte d&#8217;Appello<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>ACQUAPPESA (CS) &#8211; Un giudizio in primo grado, la conferma in Appello, ma la Cassazione annulla per ben due volte la condanna accogliendo la tesi della difesa e chiedendo le motivazioni ai giudici della seconda sezione per non aver tenuto in considerazione la manovra illegittima che attuarono le vittime sulla statale quando avvenne lo scontro con l&#8217;altro veicolo che ne caus\u00f2 la morte. Tutto da rifare dunque con, ancora e per la terza volta, un nuovo processo.<\/p>\n<p>Era il 16 ottobre del 2013 quando un tragico incidente segn\u00f2 la vita di molte persone. Morirono due sorelle a bordo di una Fiat 600\u00a0Erika e Maria Brusca, di\u00a0\u00a027 e 24 anni ed un ragazzo Carlo Musacco, 40enne (46 oggi) fin\u00ec in carcere. Le due sorelle morirono a poche ore di distanza. A perdere subito la vita fu Erika, Maria dopo una settimana. Il 40enne viaggiava a bordo di una Fiat Uno in compagnia di un amico. Quando accadde l&#8217;incidente decise di fuggire ma venne rintracciato dai carabinieri ed accusato di duplice omicidio colposo.<\/p>\n<h2>LA RICOSTRUZIONE DELL&#8217;INCIDENTE<\/h2>\n<p>Il 40enne, oggi imputato, era alla guida della Fiat Uno e azzard\u00f2 un sorpasso in un tratto di strada a striscia continua e quindi con divieto di sorpasso. In quel momento le due sorelle, a bordo di una Fiat 600 avevano azzardato ad una inversione di marcia sempre sulla striscia continua e quindi anche in questo caso una manovra vietata. Lo scontro \u00e8 stato inevitabile. L&#8217;auto delle due ragazze finisce contro il guardrail e una delle due sorelle, Erika, sarebbe stata sbalzata fuori dall&#8217;abitacolo del veicolo morendo sul colpo. La sorella Maria fu trasferita in ospedale dove morir\u00e0 una settimana pi\u00f9 tardi<\/p>\n<p>Il giovane non si ferm\u00f2 a prestare soccorso ma decise di fuggire. Le forze dell&#8217;ordine lo rintracciano perch\u00e8 sul luogo del sinistro le telecamere ripresero la scena. Il 40enne sottoposto ad accertamenti risult\u00f2 positivo all&#8217;alcol test e all&#8217;assunzione di droghe, in particolare cocaina e fu arrestato.<\/p>\n<h2>LA CONDANNA IN PRIMO GRADO<\/h2>\n<p>Rimane in carcere per tre anni e mezzo. Difeso dall&#8217;avvocato Ugo Le Donne, l&#8217;imputato sceglie di essere giudicato con il rito abbreviato. Nel 2014 arriva la prima condanna,\u00a0sette anni e otto mesi per duplice omicidio colposo. All&#8217;epoca dei fatti l&#8217;omicidio stradale non era un reato previsto dal diritto penale introdotto nel 2016. Al 40enne venne contestato l&#8217;articolo 61, c.3 del codice penale, la &#8220;colpa cosciente&#8221; (\u00a0l&#8217;avere, nei delitti colposi, agito nonostante la previsione dell&#8217;evento; ossia pur confidando nelle abilit\u00e0 di guida, pur non volendo si \u00e8 prefigurato la realizzazione di un evento, ndc).<\/p>\n<h2>L&#8217;APPELLO, LA CONFERMA DELLA SENTENZA E L&#8217;ANNULLAMENTO IN CASSAZIONE<\/h2>\n<p>La difesa ricorre in appello e la condanna viene confermata. Terzo grado di giudizio, la Cassazione. Gli Ermellini accolgono la richiesta e le motivazioni della difesa, annullando la sentenza di secondo grado sulla scorta delle mancate motivazioni da parte dei giudici della sezione di secondo grado, ossia la colpa cosciente del ragazzo e quella inerente la manovra azzardata effettuata dalle sorelle decedute nel sinistro.<\/p>\n<p>Il fascicolo ritorna in Corte d&#8217;Appello con un nuovo processo in cui vengono nominati due consulenti: un medico legale che deve rispondere sul grado di colpa cosciente in virt\u00f9 del dato di alterazione che aveva l&#8217;imputato e in che modo poteva influire sulla colpa cosciente; un ingegnere che deve rispondere sul nesso causale che ha avuto la condotta illegittima delle vittime nel sinistro. Sulla scorta di tale elaborato la Corte d&#8217;Appello emette una nuova sentenza di condanna. Quest&#8217;ultima annullata da parte degli Ermellini con nuovo rinvio degli atti alla Corte d&#8217;Appello per la determinazione della pena in relazione al riconoscimento dell&#8217;aggravante dell&#8217;articolo 63 e alla valutazione della colpa delle due sorelle. Ancora un altro processo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tragico incidente nel 2013 e l&#8217;accusa di duplice omicidio. Per il 46enne la condanna \u00e8 di 7 anni e 8 mesi. 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