{"id":108552,"date":"2019-04-15T10:49:11","date_gmt":"2019-04-15T08:49:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/appalti-pubblici-e-ndrangheta-doppia-operazione-tra-reggio-latina-e-cosenza\/"},"modified":"2023-01-16T18:26:01","modified_gmt":"2023-01-16T17:26:01","slug":"288186-appalti-pubblici-e-ndrangheta-doppia-operazione-tra-reggio-latina-e-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/288186-appalti-pubblici-e-ndrangheta-doppia-operazione-tra-reggio-latina-e-cosenza\/","title":{"rendered":"Appalti pubblici e &#8216;ndrangheta: doppia operazione tra Reggio, Latina e Cosenza (VIDEO)"},"content":{"rendered":"<h4>Le operazioni sono state ribattezzate &#8220;A ruota libera&#8221; e &#8220;Camaleonte&#8221; e sono state eseguite stamattina nelle provincie di Reggio Calabria, Latina e Cosenza<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Una persona arrestata e sette imprese sequestrate. Stamattina nelle province di Reggio Calabria, Latina e Cosenza, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria hanno dato esecuzione a due distinte ordinanze di applicazione di misure cautelari personali e reali, emesse dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta della Procura distrettuale reggina diretta dal dott. Giovanni Bombardieri. In manette \u00e8 finito <strong>Tommaso De Angelis<\/strong><em> (nella foto in basso),<\/em><strong> 59enne originario di Sinopoli<\/strong> ma residente a Reggio Calabria, destinatario della misura restrittiva in carcere con l\u2019accusa di associazione mafiosa, in qualit\u00e0 di esponente della cosca \u201cAlvaro-Pajechi\u201d di Sinopoli. Allo stesso tempo i militari hanno sequestrato sette aziende di cui una a Rossano, la Morf\u00f9m Srl. E poi ancora la Decos Srl di Reggio Calabria; La ditta individuale reggina di Musolino Domenico; La I.GE.CO. Srl di Latina; la Pontina Costruzioni Srl di Latina; la I.T.M. Electoronic Snc di Antonio e Mario Italiano di Delianuova (Rc) e la Gienne Costruzioni Srl di Reggio Calabria.\u00a0<strong>Il valore delle imprese sequestrate si attesta, nel suo complesso, in 16,5 milioni di euro.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-288204 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/DE-ANGELIS-TOMMASO-CLASSE-1960.jpg\" alt=\"\" width=\"399\" height=\"909\" title=\"\"><\/p>\n<p>I provvedimenti in esecuzione emergono dall&#8217;esito di due autonome e convergenti indagini, convenzionalmente denominate <strong>\u201cCamaleonte\u201d e \u201cA ruota libera<\/strong>\u201d, svolte rispettivamente dai carabinieri di Reggio Calabria e del Nucleo Investigativo, coordinati dal dott. Stefano Musolino della Direzione Distrettuale Antimafia reggina.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">VIDEO\u00a0<\/span><\/strong><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"Camaleonte e A ruota libera\" width=\"740\" height=\"416\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/E4Nhy0XYJeo?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h3>Camaleonte &#8211; il ruolo dei fratelli rossanesi Morf\u00f9<\/h3>\n<p>Nell\u2019ambito della suddetta operazione, dal febbraio 2015 all\u2019aprile 2016 \u00e8 stata monitorata l\u2019esecuzione di due distinti appalti; il primo per la \u201crealizzazione della fermata di Pentimele della metropolitana di superficie\u201d appaltato per un importo di oltre 2,1 mln \u20ac dalla societ\u00e0 R.F.I. Spa del gruppo Ferrovie dello Stato ad un\u2019associazione temporanea di imprese la cui mandataria \u00e8 l\u2019impresa MORF\u00d9 Srl, riconducibile ai fratelli Nilo e Giuseppe Morf\u00f9, entrambi indagati nel presente procedimento. E ancora i lavori di manutenzione straordinaria del sovrappasso di via Casa Savoia di Gallico (ex S.S. 184 Gambarie) al km 438, appaltati dall\u2019ANAS Spa alla ditta Costruzioni D.O.C. Srl di Napoli per un importo netto di oltre <strong>860mila euro.<\/strong><\/p>\n<p>In relazione al primo appalto, le indagini svolte sul conto dei fratelli Nilo e Giuseppe Morf\u00f9, titolari della Morf\u00f9Srl hanno permesso di documentare come gli stessi, pienamente consapevoli del contesto geografico in cui dovevano operare (il quartiere reggino di Archi), fin dall\u2019avvio dei lavori abbiano ricercato l\u2019appoggio della criminalit\u00e0 organizzata locale, al fine di \u201cottimizzare\u201d i tempi a disposizione e ridurre eventuali inconvenienti, trovandolo evidentemente nei fratelli<strong> Rocco, Vincenzo, Michelangelo e Tommaso De Angelis originari di Sinopoli.<\/strong><\/p>\n<p>I due fratelli si sarebbero prestati a devolvere \u2013 celandola alla stazione appaltante \u2013 l\u2019esecuzione dei lavori alla DECOS Srl dei fratelli De Angelis gi\u00e0 titolari di un\u2019altra impresa (I.C.E.S.P. Srl) interdetta nel 2013 e ad assumere come operaio Vincenzo De Angelis, al fine di legittimarne la presenza in caso di controlli sul cantiere. Ma i due Morf\u00f9 avrebbero anche consentito a Michelangelo e Tommaso De Angelis, quest\u2019ultimo destinatario dell\u2019odierna misura restrittiva poich\u00e9 ritenuto intraneo alla cosca \u201cAlvaro\u201d di Sinopoli, di individuare tutti i fornitori, scelti fra altre imprese di riferimento ovvero fra quelle disposte ad accettare condizioni commerciali particolarmente sfavorevoli nonch\u00e8 di agevolare l\u2019occultamento e la spartizione dei ricavi con la Decos Srl.<\/p>\n<p>In sostanza, i Morf\u00f9 per evitare richieste estorsive da parte della criminalit\u00e0 organizzata reggina hanno tratto vantaggio dalle condizioni commerciali che la Decos Srl riusciva ad ottenere, mentre i De Angelis hanno potuto eludere la normativa antimafia, acquisendo un appalto cui altrimenti non avrebbero potuto accedere.<\/p>\n<p>Con riferimento ai lavori di manutenzione straordinaria del sovrappasso di Via Casa Savoia di Gallico, dalle indagini \u00e8 emerso che la ditta individuale di Domenico Musolino \u2013 43enne reggino ritenuto contiguo alla cosca \u201cTegano\u201d della \u2018ndrangheta cittadina, tratto in arresto nell\u2019ambito dell\u2019operazione \u201cAffari di Famiglia\u201d e assolto nel 2015 \u2013 avesse sottoscritto, con la ditta aggiudicatrice dell\u2019appalto, un contratto di nolo a freddo di macchinari ed attrezzature nonch\u00e9 un contratto per il distacco di due operai, incaricati della gestione delle attivit\u00e0 di collaudo delle due carreggiate autostradali del sovrappasso, quale mero escamotage per aggirare la normativa vigente, subappaltando l\u2019intera realizzazione delle opere ad un\u2019impresa non iscritta all\u2019\u201cElenco di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa (White List)\u201d proprio in ragione dell\u2019allora recente arresto del Musolino.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-288196 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/operazione-camaleonte-a-ruota-libera-rc-02.jpg\" alt=\"\" width=\"568\" height=\"336\" title=\"\"><\/p>\n<h3>7 funzionari Anas nel mirino della Dda<\/h3>\n<p>In merito a quest\u2019appalto, sono tuttora al vaglio della DDA reggina le posizioni di<strong> 7 fra funzionari e dipendenti della committente ANAS Spa,<\/strong> incaricati delle verifiche in ordine alla corretta esecuzione dei lavori, e di<strong> 4 fra amministratori e dirigenti dell\u2019impresa aggiudicataria, la Costruzioni DOC\u00a0<\/strong>Srl, in relazione alla possibilit\u00e0 che abbiano consapevolmente agevolato l\u2019impresa del Musolino ponendo in essere una serie di condotte mirate a celare i termini reali della sua partecipazione ai lavori.<\/p>\n<h3>A ruota libera &#8211; due lavori pubblici banditi dal Comune di Reggio Calabria<\/h3>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine denominata &#8220;A ruota libera&#8221; trae origine dagli approfondimenti effettuati, a partire dal <strong>giugno 2013<\/strong>, su due <strong>lavori pubblici banditi dal Comune<\/strong> di Reggio Calabria e riguardanti la\u00a0manutenzione stradale da effettuarsi nelle aree di alcune circoscrizioni del territorio comunale di Reggio Calabria, del valore di 1.717.446 euro aggiudicato alla I.GE.CO. Srl di Latina e la\u00a0realizzazione di un circuito di <strong>piste ciclabili<\/strong> nel comune di Reggio Calabria, del valore di oltre 570.000 euro, aggiudicato alla Pontina Costruzioni Srl e subappaltato alla I.GE.CO. Srl, entrambe riconducibili all\u2019imprenditore pontino Giulio Toppetta.<\/p>\n<p>Dal monitoraggio dei lavori \u00e8 emerso difatti come\u00a0 Toppetta abbia garantito l\u2019esecuzione di lavori pubblici ad imprese riconducibili a soggetti vicini alla criminalit\u00e0 organizzata: in particolare, dalle intercettazioni \u00e8 emerso che i dirigenti e dipendenti della IGECO hanno favorito l\u2019impresa individuale di Domenico Musolino, nella consapevolezza che questi non potesse effettuare prestazioni lavorative in subappalto in ragione dell\u2019assenza di certificazione antimafia, attraverso una serie di condotte mirate ad occultare la sua partecipazione all\u2019esecuzione dell\u2019appalto.<\/p>\n<p>Le indagini inoltre, hanno permesso di acclarare come i dirigenti aziendali, in concorso con Musolino, abbiamo gestito ingenti quantitativi di rifiuti derivanti dalle attivit\u00e0 di manutenzione stradale e dalla realizzazione della pista ciclabile, interrandoli illecitamente in una porzione di terreno che costeggia una fiumara.<\/p>\n<p>Inoltre, sempre in tema di <strong>commistioni con la criminalit\u00e0 organizzata<\/strong>, sono stati documentati i rapporti anche con la Gienne Costruzioni Srl, societ\u00e0 di cui si sono avvalse sia l\u2019IGECO che la Pontina per la fornitura dei conglomerati bituminosi e per i noli a freddo e a caldo necessari in entrambi gli appalti comunali. Anche in questo caso le societ\u00e0 di Toppetta, al fine di favorire la Gienne Costruzioni, <strong>hanno camuffato il reale volume delle forniture<\/strong>, facendo apparire che l\u2019importo delle prestazioni affidate fosse inferiore al 2% del valore complessivo dei lavori, per eludere i controlli antimafia in materia di subappalti.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, l\u2019escamotage si \u00e8 reso indispensabile in relazione all\u2019impossibilit\u00e0 del titolare della Gienne\u00a0 Costruzioni, <strong>il 66enne reggino Giovanni Domenico Guarnaccia<\/strong>, di relazionarsi con la pubblica amministrazione, essendo stato denunciato, in passato, per il reato trasferimento fraudolento di valori, reato ostativo all\u2019inserimento nelle <strong>\u201cwhite list<\/strong>\u201d prefettizie cui le imprese appaltatrici devono attingere per individuare le ditte cui affidare i lavori in subappalto.<\/p>\n<p>\u00c8 tuttora al vaglio della DDA reggina il <strong>coinvolgimento di alcuni dipendenti dell\u2019Ufficio<\/strong> \u201cProgettazione ed esecuzione lavori pubblici\u201d (ora <strong>Settore \u201cServizi tecnici<\/strong>\u201d) del Comune di Reggio Calabria, al tempo incaricati di funzioni di controllo, verifica e collaudo dei due appalti, atteso che il complesso delle indagini ha consentito di delineare ipotesi delittuose connesse con l\u2019attestazione dell\u2019esatta esecuzione e della corretta documentazione a riscontro dei lavori, nonch\u00e9 dell\u2019effettivo subappalto dei lavori \u2013 in violazione di legge \u2013 alle imprese Gienne Costruzioni Srl e I.T.M. Electoronic Snc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le operazioni sono state ribattezzate &#8220;A ruota libera&#8221; e &#8220;Camaleonte&#8221; e sono state eseguite stamattina nelle provincie di Reggio Calabria, Latina e Cosenza<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":108553,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-108552","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108552","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=108552"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108552\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108553"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108552"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108552"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108552"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}