{"id":108571,"date":"2019-04-15T17:59:42","date_gmt":"2019-04-15T15:59:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-bimba-autistica-e-metodo-aba-lasp-dovra-pagare-le-prestazioni-sanitarie\/"},"modified":"2023-01-16T18:26:03","modified_gmt":"2023-01-16T17:26:03","slug":"288248-cosenza-bimba-autistica-e-metodo-aba-lasp-dovra-pagare-le-prestazioni-sanitarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/288248-cosenza-bimba-autistica-e-metodo-aba-lasp-dovra-pagare-le-prestazioni-sanitarie\/","title":{"rendered":"Cosenza, bimba autistica e metodo ABA: l&#8217;Asp dovr\u00e0 pagare le prestazioni sanitarie"},"content":{"rendered":"<h4>Una sentenza per certi versi storica, la prima in Calabria e tra le poche in Italia. Il Tribunale di Cosenza ha riconosciuto ad una famiglia cosentina il diritto alle prestazioni sanitarie, mediante metodologia ABA, a carico dell&#8217;ASP di Cosenza in favore della figlia di pochi anni affetta da autismo<!--more--><\/h4>\n<p><span style=\"color: #ffffff;\">.<\/span><\/p>\n<p>COSENZA &#8211;\u00a0Una famiglia cosentina, difesa dagli avvocati Salvatore Francesco Panza e Marco Giovanni Caraffa, ha vinto la propria battaglia in Tribunale, vedendo\u00a0<strong>riconoscere alla propria bimba <\/strong>di pochi anni<strong>, il diritto a\u00a0ricevere la somministrazione, anche in via indiretta, da parte dell\u2019ASP\u00a0<\/strong> al trattamento terapeutico mediante la<strong> metodologia ABA, <\/strong>indicata dalle linee guida per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti.\u00a0Si tratta d<strong>ella prima sentenza di questa tipo in Calabria<\/strong>, una delle pochissime per giunta anche in Italia, che affrontano questa materia molto delicata affermando di fatto che <strong>\u00e8 possibile chiedere il rimborso delle spese sanitarie sostenute nelle strutture private <\/strong>e\u00a0costantemente negate.\u00a0I due avvocati\u00a0hanno ottenuto da parte del Tribunale di Cosenza ben <strong>due riconoscimenti favorevoli, precedentemente ordinanza basata su ricorso cautelare e successivamente la sentenza<\/strong> che\u00a0cristallizza l\u2019obbligo <strong>dell\u2019ASP all&#8217;erogazione delle prestazioni dovute<\/strong>, condannando quest\u2019ultima al pagamento delle spese fino a quel momento sostenute e riconoscendo \u2013 soprattutto &#8211; a<strong> favore della minore\u00a0il diritto alla somministrazione delle cure mediante la suddetta metodologia ABA<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6631\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-285087\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6631\" alt=\"\" width=\"587\" height=\"304\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>I fatti<\/h4>\n<p>La piccola, di circa 4 anni mezzo, versava in gravi condizioni di salute. A seguito di diversi esami clinici effettuati in diverse strutture sanitarie interessate dai genitori, anche in altre regioni, alla piccola veniva diagnosticato la presenza delle caratteristiche tipiche<strong> indicative del disturbo dello spettro dell\u2019autismo<\/strong>. Una notizia terribile per la famiglia che con grande forza di volont\u00e0 affrontavano la problematica verificando quali cure e pratiche mediche adottare per migliorare la qualit\u00e0 della vita della propria bimba, cos\u00ec da poterle regalare un futuro pi\u00f9 roseo.\u00a0 Sottoposta ad ulteriori accertamenti clinici, veniva prescritto alla stessa il compimento di un percorso specifico di trattamento innovativo basato su modelli comportamentali evolutivi ad insegnamento strutturato meglio denominato \u201c<strong>metodo ABA\u201d<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>(Applied Behavior Analysis) indicato dalle linee guida nell&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0 e del Ministero della Salute nel 2011 (con aggiornamento nel 2015), per il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti. Un metodo che migliora e aumenta la comunicazione, l\u2019apprendimento e i comportamenti sociali dei piccoli. La famiglia cosentina si era cos\u00ec rivolta ad <b>un centro specializzato\u00a0per iniziare il percorso riabilitativo<\/b>. E delle prime attivit\u00e0 comportamentali, tutte svolte a pagamento presso strutture private (in quanto l\u2019ASP di Cosenza non eroga il servizio), l<strong>a bambina registrava diversi miglioramenti soprattutto nell\u2019attenzione ed esplorazione dell\u2019ambiente.<\/strong> Il grave carico economico determinato dal compimento delle suddette pratiche presso strutture private e l\u2019assenza del medesimo servizio presso le strutture ASP, comportava per\u00f2 l\u2019impossibilit\u00e0 per i genitori di garantire alla minore tali cure dunque, quel \u201cmiglior avvenire\u201d che gli stessi avevano inteso promettere alla propria bambina. Per questo si era pertanto rivolta all&#8217;Asp chiedendo il sostentamento delle spese mediche. Ma l&#8217;Azienda Sanitaria Provinciale aveva dato risposta negativa e si era disinteressata della vicenda.<\/p>\n<p>La <strong>famiglia ricorreva in giudizio contro l&#8217;Asp<\/strong> chiedendo al Tribunale di\u00a0<em>\u201c<strong>accertare il diritto alla salute della piccola<\/strong>, dichiarando e ordinando i danni all\u2019ASP di Cosenza con il rimborso delle somme sostenute dai genitori per il trattamento sulla figlia con il metodo A.B.A, nonch\u00e9 di <strong>addebitare a carico dell\u2019ASP di Cosenza tutte le future spese che i coniugi dovranno sostenere<\/strong> per continuare la terapia finch\u00e9 sar\u00e0 necessario\u00a0e sar\u00e0 ritenuto utile fino all\u2019esito della tutela di merito\u201d<\/em>.\u00a0L\u2019ASP di Cosenza, invece, ne chiedeva il rigetto contestando le argomentazioni. Affermava, in particolare, che non sussistevano i presupposti per la tutela d\u2019urgenza e che non sussisteva alcun obbligo a carico dell\u2019Asp, anche perch\u00e9<strong> la Regione Calabria non aveva disposto nulla per garantire le prestazioni sanitarie per questa particolare patologia<\/strong>. Inoltre, secondo l&#8217;Asp, non sussisteva il \u201c<strong>periculum in mora<\/strong>\u201d, poich\u00e9 si trattava di una richiesta di rimborso e che non vi era stata prova che l\u2019Asp non potesse ricoverare e curare la piccola presso strutture sanitarie o centri accreditati con il Servizio Sanitario nazionale. In pi\u00f9 la famiglia <strong>poteva\u00a0chiedere lo status di invalido civile ed ottenere una serie di benefici.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6632\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-288273\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6632\" alt=\"asp Cosenza\" width=\"598\" height=\"383\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Garantire il diritto alla salute<\/h4>\n<p>Il tribunale di Cosenza <strong>ha invece dato ragione alla famiglia<\/strong> ordinando anche il rimborso delle spese fin qui sostenute a carico dell&#8217;Asp. Nel merito della sentenza, il Tribunale di Cosenza ha ricordato che \u00e8 costante affermazione giurisprudenziale secondo cui la <strong>dimensione primaria e costituzionalmente garantita del diritto alla salute non pu\u00f2 essere sacrificata o compromessa dalla discrezionalit\u00e0 amministrativa<\/strong>, dovendosi escludere la configurabilit\u00e0 di atti amministrativi che condizionano il diritto all&#8217;assistenza.<\/p>\n<h4>Fondatezza del &#8220;Metodo ABA&#8221;<\/h4>\n<p>Nel caso in oggetto, si legge nella sentenza, il diritto della bimba affetta da autismo all&#8217;erogazione\u00a0 a carico del Servizio Sanitario di una specifica modalit\u00e0 di intervento terapeutico, comportamentale, <strong>il Tribunale ritiene che l&#8217;analisi comportamentale applicata (Applied Behavior Analysis)<\/strong>, richiesta dai genitori appare conforme alla fondamentale previsione del diritto alla salute come fondamentale principio, in quanto prestazione sanitaria per la quale <strong>sussistono evidenze scientifiche di un significativo beneficio in termine di salute<\/strong>.\u00a0In relazione all&#8217;efficacia dei programmi intensivi comportamentali, le linee guida si diffondono nell&#8217;analizzare le prove scientifiche raggiunte secondo diverse <b>metodologie di revisione &#8220;inclusive&#8221; e &#8220;restrittive&#8221;. <\/b>Inoltre le conclusioni a cui giungono le linee guide \u00e8 emblematicamente espressa nella raccomandazioni laddove si legge che &#8220;<em>con riferimento all&#8217;analisi comportamentale applicata , gli studi sostengono la sua efficacia nel migliorare le abilit\u00e0 intellettive, il linguaggio e i comportamenti adattivi e bambini con disturbi dello spettro autistico. Le prove a disposizione, anche se non definitive, <strong>consentono di consigliare l&#8217;utilizzo del Metodo ABA nel trattamenti dei bambini con disturbi dello spettro autistic<\/strong><\/em><strong>o<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6633\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-288285\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/6633\" alt=\"metodo aba\" width=\"590\" height=\"393\" title=\"\"><\/a><\/p>\n<h4>Diritto al rimborso delle prestazioni erogate<\/h4>\n<p>Infine si osserva che dalla documentazione in atti \u00e8<strong> emersa la sicura utilit\u00e0 per la bambina della somministrazione della terapia<\/strong>, di tal ch\u00e9 \u00e8 da accogliere, per quanto argomentato,<strong> la domanda di accertamento del diritto della bambina alla somministrazione della terapia, anche in via diretta<\/strong>, e la domanda di condanna volta ad ottenere <strong>il rimborso delle spese gi\u00e0 sostenute dalla famiglia per la somministrazione della terapia e\u00a0tanto hanno<\/strong> lottato e lotteranno per tutto ci\u00f2 che riguardare quel loro piccolo ma grande dono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una sentenza per certi versi storica, la prima in Calabria e tra le poche in Italia. Il Tribunale di Cosenza ha riconosciuto ad una famiglia cosentina il diritto alle prestazioni sanitarie, mediante metodologia ABA, a carico dell&#8217;ASP di Cosenza in favore della figlia di pochi anni affetta da autismo<\/p>\n","protected":false},"author":46,"featured_media":108572,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-108571","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108571","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/46"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=108571"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108571\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}