{"id":108906,"date":"2019-04-25T06:25:31","date_gmt":"2019-04-25T04:25:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/beverage-geppo-si-fa-presto-a-dire-whisky\/"},"modified":"2023-01-16T18:26:24","modified_gmt":"2023-01-16T17:26:24","slug":"289473-beverage-geppo-si-fa-presto-a-dire-whisky","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/289473-beverage-geppo-si-fa-presto-a-dire-whisky\/","title":{"rendered":"Beverage, Geppo: &#8216;Si fa presto a dire whisky&#8217;"},"content":{"rendered":"<h4>Il whisky o whiskey \u00e8 un distillato, ottenuto dalla fermentazione e successiva distillazione di vari cereali, maturato in botti di legno.<br \/>\n<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211;\u00a0Barba, baffi all\u2019ins\u00f9, due fari al posto degli occhi che sprigionano intelligenza e raffinatezza, il suo cappello matto e una miriade di anelli e orecchini,\u00a0<strong>Geppo nasce a Catania ma vive a Cosenza da sempre<\/strong>. Responsabile della\u00a0<strong>Federazione Italiana Barman della Calabria<\/strong>, l\u2019amore e la passione nascono nell\u201985 seguendo un amico che faceva questo lavoro, nelle sue stagioni estive. Poi la passione, la curiosit\u00e0, la voglia di sperimentare, provare gusti nuovi, abbinamenti particolari hanno portato Geppo per vent\u2019anni a viaggiare attraverso la miscelazione che oggi sta ritornando in auge.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-291034 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/57503163_2373353812728602_1210221453576765440_n-400x400-1-400x400.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" title=\"\"><\/p>\n<div class=\"document-page\" data-page=\"3\">\n<div class=\"pdf-page\">\n<div class=\"text-wrapper user-select-text\">\n<h3 data-canvas-width=\"133.02666666666667\">WHISKEY AMERICANO<\/h3>\n<div data-canvas-width=\"617.7746666666667\">ll whisky americano \u00e8 il figlio diretto delle tecniche di distillazione portate da scozzesi ed irlandesi, i quali emigrando nel Nuovo Mondo in cerca di fortuna, portarono con se le loro tradizioni legate alla produzione di acquavite da malto d\u2019orzo. I principali insediamenti di questi immigrati furono in Virginia, Pennsylvania e Maryland, dove vi sono le prime testimonianze storiche del processo di distillazione. Questo sapere si diffuse successivamente, per ragioni storico e politiche che vedremo, nelle zone vocate che noi conosciamo oggi: il Kentucky ed il Tennessee. Il primo distillatore di cui si ha notizia \u00e8 il reverendo Elijah Craig che alambicc\u00f2 un fermentato di mais ottenendo quello che negli anni a venire sarebbe stato definito Bourboun. Il predicatore battista inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 di educatore in Virginia, fondando nel 1787, una scuola classica nella citt\u00e0 di Lebanon, per poi aprire presumibilmente nel 1789 la sua distilleria, cosa che gli dar\u00e0 la reputazione di essere stato il primo distillatore di whiskey in America. Oltre a questo, Craig sar\u00e0 anche ricordato per essere stato il primo ad utilizzare le botti di quercia tostate per invecchiare il ruvido e scontroso Bourbon. La migrazione delle distillerie nel Kentucky, che nel frattempo era diventato il 15\u00b0 stato dell\u2019Unione Americana, inizi\u00f2 nel 1791, a causa dell\u2019aumento delle tasse e delle accise da parte del governo della Pennsylvania, che voleva regolamentare il mercato degli alcolici. Nel 1840, il nome Bourbon venne utilizzato ufficialmente per la prima volta per indicare il distillato di mais e segale. Le tasse sul whiskey finanzieranno, come spesso accadde ad altri distillati, le vicende belliche legate alla storia dell\u2019uomo, in questo caso la Guerra di Secessione Americana, combattuta fra il 1861 e il 1865, in seguito della dichiarazione dell\u2019abolizione della schiavit\u00f9 di Abramo Lincoln. Solo il proibizionismo del 1919 fermer\u00e0 l\u2019attivit\u00e0 delle distillerie, che vivranno il periodo pi\u00f9 buio della loro storia, da cui si riprenderanno brillantemente, grazie alla caparbiet\u00e0 dei produttori.<\/div>\n<h3 data-canvas-width=\"114.78133333333331\">WHISKY CANADESE<\/h3>\n<div data-canvas-width=\"638.9533333333336\">Il whisky canadese viene prodotto negli stati dell\u2019Ontario e del Quebec e la sua diffusione e consumo risulta piuttosto legata al suo territorio d\u2019origine. Unica eccezione il Canadian Club che ha un\u2019ottima distribuzione a livello mondiale per via della sua duttilit\u00e0 in miscelazione. Ci sono importanti differenze organolettiche fra questo prodotto ed il Bourbon americano, la pi\u00f9 evidente \u00e8 la mancanza della lettera \u201cE\u201d che fa intendere che il whisky canadese ha avuto maestri appartenenti alla scuola scozzese. In realt\u00e0 le differenze vanno oltre, e sono evidenti sia al naso, meno rotondo e ricco di sentori terzializzati, ed in bocca dove non si percepisce la dolcezza del mais.<\/div>\n<h3 data-canvas-width=\"127.27733333333329\">WHISKY GIAPPONESE<\/h3>\n<div data-canvas-width=\"634.7586666666666\">La storia del whisky giapponese \u00e8 legata ad un pugno d\u2019uomini tra cui spicca Masataka Taketsuru, studente di chimica che dopo la Grande Guerra si rec\u00f2 in Scozia per studiare. S\u2019iscrisse all\u2019universit\u00e0 di Glasgow ed in seguito alla laurea si mise a lavorare per alcune distillerie in loco come chimico. Nel 1920 spos\u00f2 una scozzese e l\u2019anno successivo ritorn\u00f2 in Giappone con l\u2019idea di aprire una distilleria, grazie ai concetti appresi. Dopo un primo tentativo, come dipendente di una distilleria la Yamazachi, dove produsse quello che pu\u00f2 essere considerato il primo whisky giapponese, egli si decise a fondare la sua distilleria. La parentesi da dipendente in Giappone dal 1923 al 1934 gli serv\u00ec per affinare ulteriormente le sue qualit\u00e0, mentre nel periodo scozzese aveva imparato oltre al metodo produttivo, l\u2019importanza del clima e dell\u2019acqua per il carattere del whisky. Egli trov\u00f2 a Yoichi un clima simile a quello delle Highland con acqua povera di ferro, ideale per la<\/div>\n<div data-canvas-width=\"74.12533333333332\">distillazione. La distilleria fu chiamata Dainipponkaju, impronunciabile da un forestiero, quindi nel 1952 fu Nikka, dopo di questa ne costru\u00ec una seconda nel nord del Giappone a Miyagiken, zona dal clima piovoso e umido come la Scozia. Egli mori nel 1979 a 85 anni ed \u00e8 considerato il padre del whisky giapponese. (<em>Riferimento e note da \u201csaperebere.com\u201d)<\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"document-page\" data-page=\"4\">\n<div class=\"pdf-page\">\n<div class=\"text-wrapper user-select-text\">\n<div data-canvas-width=\"241.09066666666664\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-291035 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/56428448_2345514282179222_5656985667050143744_n-1-400x400-1-400x400.jpg\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"400\" title=\"\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"241.09066666666664\"><\/div>\n<h3 data-canvas-width=\"238.78800000000004\"><strong>Un drink legato al mondo dei Whisky???<\/strong><\/h3>\n<div data-canvas-width=\"438.8413333333335\">Un grande classico.. uno status simbol della miscelazione di tutti I tempi&#8230; L\u2019OLD FASHIONED&#8230; ma facciamo un piccolo passo indietro&#8230; La parola \u201ccocktail\u201d viene citata letteralmente per la prima volta in un giornale, il Morning post and gazetter di Londra, il 20 Marzo 1798, in questo articolo vengono pubblicati i debiti di alcuni uomini politici in alcuni Pub londinesi, il premier dell\u2019epoca, un certo Mr.Pitt era in debito nei confronti dei un locale di numerosi \u201ccock-tail , volgarmente detto ginger, cosa fossero questi cocktail-tail non \u00e8 chiaro, ma questa \u00e8 di certo la prima trascrizione provata. Il termine cocktail invece, propriamente detto, \u00e8 spiegato bene nel primo libro in cui vengono codificate le ricette di drink e misture, scritto dal \u201cThe professor\u201d Jerry Thomas e pubblicato 1862, \u201ccocktail\u201d stava a definire una particolare categoria di drink che viene cos\u00ec definita&#8230;.\u201dThe cocktail is a modern invention, and is generally used on fishing and other sporting parties, although some patiens insist than it is good in the morning as a tonic\u201d. La struttura era sempre la medesima, sugar (spesso gum syrup) bitter, spirit, water. Si poteva fare \u201ccocktail\u201dqualsiasi spirito, esistono infatti tantissime varianti, Gin cocktail, rum cocktail, vermouth cocktail ecc ma l\u2019old Fashioned era un altra cosa. Voleva dire alla vecchia maniera, e solitamente veniva richiesto dai \u201cconossieur\u201d, i bartender dell\u2019epoca magari quando andavano a bere dai colleghi, un po\u2019 come avviene ora. Alla vecchia maniera voleva dire con il pezzettino di zucchero, pezzetto, nessun \u201cmodernismo\u201d (1880 circa) sciroppo. Mi sento di poter affermare che bench\u00e9 sui libri troviamo prima la ricetta del Whisky Cocktail semplice, e solo anni dopo quella del l\u2019old fashioned Whisky cocktail, che esso per\u00f2 rappresenti un ritorno alle origini, una ritorno ad un\u2019epoca di cui non abbiamo ancora testimonianze scritte, attorno i primi del 800.Una reversione piuttosto che un\u2019evoluzione o l\u2019invenzione di un nuovo drink. Una delle primissime trascrizioni avviene ad opera di Harry Johnson nel suo libro del 1888, a riprova di quanto gi\u00e0 detto, viene infatti nominato Old Fashioned Whisky Cocktail, un Whisky cocktail alla vecchia maniera, con un cucchiaio di zucchero che doveva essere sciolto al momento, nessun sciroppo&#8230; La gradazione alcolica di questo drink dipende assolutamente dal whisky utilizzato, bisogna tenere conto di una cosa, la diluizione, in questo cocktail specialmente, \u00e8 fondamentale ed essa \u00e8 circa il 30\/40% del risultato finale. Calcolare la gradazione non \u00e8 poi cos\u00ec difficile, ipotizziamo di usare un buon Bourbon bonded( cos\u00ec si definiscono i bourbon con 50 gradi, 100proof) la gradazione finale sar\u00e0 quindi di circa 30 gradi. Personalmente mi piace abbinare OF a fine pasto, lo adoro con i formaggi, specialmente quelli stagionati o semi stagionati, frutta fresca matura, pere, banane o la classica frutta secca.<\/div>\n<div data-canvas-width=\"216.5973333333333\">Se piace anche con il cioccolato&#8230;??? perch\u00e9 no? Ognuno \u00e8 libero di fare ci\u00f2 che preferisce&#8230;<\/div>\n<div data-canvas-width=\"17.599999999999998\"><\/div>\n<div data-canvas-width=\"157.08\"><strong>#ilvostroGeppodiquartiere<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il whisky o whiskey \u00e8 un distillato, ottenuto dalla fermentazione e successiva distillazione di vari cereali, maturato in botti di legno.<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":108907,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[63],"tags":[],"class_list":["post-108906","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gusto"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108906","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=108906"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/108906\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108907"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108906"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108906"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108906"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}