{"id":109015,"date":"2019-04-26T06:44:33","date_gmt":"2019-04-26T04:44:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/cosenza-noi-non-abbiamo-pagato-il-pizzo-il-post-coraggio-su-facebook-di-sandro\/"},"modified":"2023-01-16T18:26:32","modified_gmt":"2023-01-16T17:26:32","slug":"289816-cosenza-noi-non-abbiamo-pagato-il-pizzo-il-post-coraggio-su-facebook-di-sandro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/289816-cosenza-noi-non-abbiamo-pagato-il-pizzo-il-post-coraggio-su-facebook-di-sandro\/","title":{"rendered":"Cosenza, &#8220;Noi non abbiamo pagato il pizzo&#8221;. Il post-coraggio su Facebook di Sandro"},"content":{"rendered":"<h4>&#8220;Una fortuita coincidenza fa s\u00ec che la sentenza della Corte di Cassazione, che condanna definitivamente il clan Rango Zingari, coincide con la Santa Pasqua, che per la &#8216;ndrangheta \u00e8 periodo di riscossione&#8221;.<!--more--><\/h4>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>COSENZA &#8211; La storia che racconta Sandro Pezzi, nel giorno dedicato alla libert\u00e0, alla liberazione, \u00e8 da leggere tutta d&#8217;un fiato e all&#8217;indomani di una celebrazione cos\u00ec importante, abbiamo deciso di pubblicarla integralmente, ritenendo che il coraggio e il messaggio di un giovane, in questo territorio che vive da troppo tempo sotto lo schiaffo della &#8216;ndrangheta e dei criminali, possa servire a trovare una strada alternativa a quella del silenzio. Un post, un semplice post per spingere chi si occupa di sostenere le attivit\u00e0 e gli imprenditori,\u00a0 a dare un sostegno vero\u00a0 e concreto.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Vi raccontiamo la nostra storia.<\/strong> Un mattina come tante, <strong>2 proiettili<\/strong> di fucile davanti al <strong>Primad\u00ec<\/strong>, di cui ero titolare. Io e Michela pensiamo: \u201c<strong>sono arrivati<\/strong>\u201d, in fondo ce lo aspettavamo. Il commercio al Sud \u00e8 doloroso, devi pagare la tangente o devi assumere il parente del boss, devi pagare il boss per avere lo stand in fiera (dal lungofiume alla villa vecchia), devi pagare offrendo da bere al boss , devi pagare per tenere sotto controllo il tuo locale con discutibili agenzie sempre del boss, devi pagare, addirittura, se vuoi vendere del pesce fresco del boss.<strong> Noi non abbiamo pagato<\/strong>. Dopo meno di un&#8217;ora abbiamo denunciato l&#8217;accaduto.<\/p>\n<p>I<strong>n Questura ci hanno chiesto meravigliati se gli estorsori fossero gi\u00e0 venuti a richiedere il pizzo perch\u00e9 normalmente funziona cos\u00ec.<\/strong><\/p>\n<p>Ti chiedono il pizzo, tu paghi e sei salvo; se non paghi subisci le intimidazioni fino a decidere di chiudere o addirittura di suicidarti. Per noi no, \u00e8 stato esattamente il contrario. <strong>Era un semplice avvertimento: <em>&#8220;stiamo arrivando, ora a te la scelta\u201d.<\/em><\/strong> E\u2019 un po\u2019 come dire, decidi tu cosa fare.<strong> La normalit\u00e0 a Cosenza \u00e8 questa, scegli semplicemente la modalit\u00e0 di pagamento.<\/strong><\/p>\n<p>Passano i mesi e pensiamo solo a quello, davanti agli occhi degli amici del bar che ci vedono evidentemente turbati. Ma noi da bravi commercianti, sorridiamo davanti, piangiamo dentro. Passano i mesi, lentamente. Tuttavia, ci facciamo trasportare dagli eventi belli del primadi e dall&#8217;allegria travolgente dei nostri clienti. <strong>Dopo 6 mesi di nuovo il buio&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Era un luned\u00ec allegro, come tanti, al Primad\u00ec l&#8217;aperitivo, al retrobottega il torneo di burraco.<strong> Arriva un tale Domenico Cafiero,<\/strong> per conto di <strong>Adolfo Foggetti<\/strong>, a chiederci <strong>1.800 euro<\/strong> da consegnare di l\u00ec a 2 giorni.\u00a0La stessa somma l&#8217;avremmo dovuta pagare per ogni festivit\u00e0, pasqua ferragosto e natale. <strong>Una somma ragionevole, a detta di molti <\/strong>&#8211; scrive Sandro &#8211;\u00a0<strong>considerato il successo del locale<\/strong>. Noi <strong>non abbiamo pagato<\/strong>. Si trattava, per noi, di un meccanismo perverso, di una somma illogica, insensata e inammissibile. Abbiamo deciso di proseguire per la nostra strada, di ribellarci a questo sistema meschino, pur consapevoli che saremmo stati soli e impauriti. Cos\u00ec <strong>abbiamo deciso di denunciare<\/strong>. Difatti, la sera stessa abbiamo avvertito la polizia e l\u2019indomani ci siamo recati in questura per denunciare i fatti e abbiamo consegnato i video &#8211; sorveglianza della nostra attivit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;La vicenda \u00e8 stata raccontata, con alcune discrasie, da <strong>Adolfo Foggetti, nelle sue dichiarazioni da pentito<\/strong>: <em>\u201csecondo i miei propositi, il Primad\u00ec avrebbe dovuto pagare 1.500 euro a festivit\u00e0. Cafiero si \u00e8 recato al locale, due volte, a nome mio, la prima volta ha parlato con un lavoratore, la seconda col proprietario. Quest\u2019ultimo ha detto di non avere intenzione di pagare e si \u00e8 rivolto a XX chiedendogli se era vero che Luca Cafiero fosse un mio uomo. XX, per quanto mi ha immediatamente detto, gli ha riferito che Luca Cafiero non aveva nessun rapporto con me. Da quanto riferitomi da XX ho capito che il proprietario del Primad\u00ec non solo non era disponibile a pagare, ma era possibile ci denunciasse in quanto non aveva fatto quello che di solito fanno coloro i quali subiscono l\u2019estorsione, cio\u00e8 non aveva chiesto un contatto con la criminalit\u00e0 organizzata. Proprio sulla scorta di questa deduzione, ho detto a Luca Cafiero di non insistere nella pretesa estorsiva\u201d.\u00a0<\/em>L\u2019ufficio fa presente che il proprietario del Primad\u00ec ha denunciato di aver rinvenuto davanti la saracinesca dell\u2019entrata del proprio locale due cartucce di fucile. <strong>Foggetti risponde<\/strong><em>: prima di incaricare Luca Cafiero di parlare con il proprietario del Primad\u00ec, avevo dato ordine a Domenico Mignolo di piazzare una bottiglia piena di liquido infiammabile davanti al Primad\u00ec. Evidentemente lo stesso Mignolo ha utilizzato le cartucce con finalit\u00e0 intimidatoria\u201d.\u00a0<\/em>In realt\u00e0 noi non abbiamo chiesto alcunch\u00e9 ad XX, in quanto, la sera stessa dello spiacevole episodio, avevamo gi\u00e0 avvertito i poliziotti con i quali eravamo in contatto dopo la minaccia dei proiettili.<\/p>\n<h3>&#8220;L&#8217;associazionismo:\u00a0<strong>iniziative rimaste aleatorie&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p><strong>Iniziano per noi dei mesi interminabili.<\/strong> Conoscendo in parte la storia del clan e la sua elevata ramificazione, attraversiamo giorni angoscianti e attimi di paura, che si accentuano, paradossalmente, nella notte degli arresti. Poi il processo di primo grado, poi il processo in Corte d\u2019Appello e infine, oggi, il giudizio della Cassazione che ha confermato le condanne.<strong> Ci siamo costituiti parte civile nel processo insieme alla associazione antiracket Lucio Ferrami<\/strong> che abbiamo visto nascere e della quale abbiamo fatto parte fino a qualche mese fa, allorquando abbiamo deciso di rassegnare le dimissioni per le motivazioni che brevemente riportiamo e che racchiudono il senso dell\u2019odierno racconto.<\/p>\n<p>\u201c&#8230;<strong>Brevemente<\/strong>: Sin dal primo tentativo di estorsione subito, ho deciso di <strong>denunciare<\/strong> alle forze dell\u2019ordine una vicenda che mi ha evidentemente traumatizzato. In seguito, poich\u00e9 ho sempre sostenuto, e continuo a sostenere, <strong>l\u2019importanza dell\u2019associazionismo<\/strong> &#8211; come fondamento non solo nella formazione individuale ma anche e soprattutto nei confronti della societ\u00e0 &#8211; ho individuato un organismo che potesse sostenere le mie stesse cause, cercando cos\u00ec di dare il mio contributo con la massima seriet\u00e0 e impegno. Il tutto, nella convinzione che l\u2019associazione antiracket di Cosenza nasceva quale strumento di risveglio delle coscienze dei cittadini e dei tanti imprenditori che, presumibilmente, nel silenzio e nella paura, decidono di non denunciare. L\u2019associazionismo in questo settore dovrebbe, infatti, avere un richiamo forte e decisivo. <strong>Purtroppo, con dispiacere, constato come tale richiamo non sia stato affatto intrapreso dall\u2019associazione antiracket di Cosenza<\/strong>. Del resto, io stesso, pi\u00f9 volte, ho ribadito questa situazione di inerzia della nostra associazione, proponendomi e proponendo iniziative volte a far conoscere la nostra realt\u00e0. Ad esempio, durante le riunioni, che hanno, a mio avviso, soltanto appesantito i tempi di raggiungimento degli obiettivi essenziali, ho espresso il mio dissenso e ho rilevato la necessit\u00e0 di creare rete e \u201ccontatto\u201d sul nostro territorio, abbracciando gli imprenditori e tralasciando, invece, i signori delle istituzioni. Mi spiego: sarebbe stato auspicabile partire da piccoli ma importanti segnali alla citt\u00e0 (un adesivo, una bottiglietta etichettata da consegnare a qualche giornale, un incontro con la citt\u00e0, presentazione di libri, una cena sociale,) al fine di coinvolgere le coscienze civili.<\/p>\n<p>Di contro, la <strong>partecipazione<\/strong>, da dietro le quinte, ad eventi istituzionali (quale ad esempio i giovani americani) non ha avuto alcun riscontro pratico. <strong>L\u2019obiettivo dell\u2019associazione, a mio avviso, non si \u00e8 mai realizzato<\/strong>. Del resto, i fatti parlano chiaro. Negli ultimi anni della vita dell\u2019associazione, nessuno \u00e8 entrato quale nuovo membro, qualcuno addirittura ha deciso di non partecipare pi\u00f9. Non solo. \u00c8 incomprensibile pensare che la nostra associazione non abbia mai partecipato ad iniziative o incontri realizzati in citt\u00e0, ed aventi ad oggetto la legalit\u00e0 e il pizzo, pur essendo l\u2019unica associazione di riferimento fatta da imprenditori che hanno sub\u00ecto e denunciato e avrebbero, quindi, potuto ben testimoniare la drammaticit\u00e0 dell\u2019evento stesso.<strong> Non ultimo, un incontro tenuto alla camera di commercio sulla legalit\u00e0 o i cinque giorni di \u201cmusica contro le mafie\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Nessun coinvolgimento, nessuna richiesta di audizione, nessuna presenza.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, tutte le altre <strong>iniziative rimaste aleatorie<\/strong>, come la nuova sede, lo sportello d\u2019ascolto, il consumo critico e cos\u00ec via.<br \/>\nIl tutto per voler significare quanto sia, invece, necessaria ed indispensabile una rete valida su Cosenza, citt\u00e0 assai omertosa, in cui l\u201980 per cento delle attivit\u00e0 commerciali pagano, in silenzio, il pizzo. <strong>Attivit\u00e0 commerciali assai bisognose di sostegno valido e concreto da parte di chi il fenomeno l\u2019ha subito e lo ha respinto<\/strong>. <strong>Con la speranza che l\u2019associazione possa conseguire risultati migliori<\/strong>, dalla data della presente si intende risolto ed interrotto ogni rapporto instaurato con codesta Associazione.<\/p>\n<p>Oggi 25 aprile io e Michela vi auguriamo una buona liberazione dalla &#8216;ndrangheta a tutti&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Sandro Pezzi\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Una fortuita coincidenza fa s\u00ec che la sentenza della Corte di Cassazione, che condanna definitivamente il clan Rango Zingari, coincide con la Santa Pasqua, che per la &#8216;ndrangheta \u00e8 periodo di riscossione&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":109016,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[42],"tags":[],"class_list":["post-109015","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109015","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109015"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109015\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109015"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109015"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109015"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}