{"id":109201,"date":"2019-05-01T05:09:55","date_gmt":"2019-05-01T03:09:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/senza-categoria\/san-francesco-di-paola-il-santo-dei-poveri-amato-nel-mondo-per-i-suoi-tanti-miracoli\/"},"modified":"2023-01-16T18:26:44","modified_gmt":"2023-01-16T17:26:44","slug":"290604-san-francesco-di-paola-il-santo-dei-poveri-amato-nel-mondo-per-i-suoi-tanti-miracoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/290604-san-francesco-di-paola-il-santo-dei-poveri-amato-nel-mondo-per-i-suoi-tanti-miracoli\/","title":{"rendered":"San Francesco di Paola: il Santo dei poveri, amato nel mondo per i suoi tanti miracoli"},"content":{"rendered":"<h4>Sono numerosi gli eventi prodigiosi tramandati dalla tradizione e raccontati da coloro che deposero ai vari Processi di beatificazione del Santo e da numerosi biografi.<\/h4>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>COSENZA &#8211; Questo straordinario taumaturgo del secolo XV \u00e8 una delle figure pi\u00f9 rappresentative e pi\u00f9 popolari della Chiesa cattolica. <strong>San Francesco di Paola<\/strong> era sempre a disposizione dei poveri e degli infermi di ogni tipo, tra i quali egli oper\u00f2 guarigioni prodigiose a favore di paralitici, di lebbrosi, di ciechi, di indemoniati e persino la resurrezione di ragazzo un morto, suo nipote Nicola, figlio della sorella Brigida. In modo speciale la sua azione caritativa era rivolta agli operai e alle vittime delle angherie e dei soprusi dei potenti che la giustizia non era in grado di contrastare. Ecco alcuni dei suoi miracoli pi\u00f9 celebri.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>La resurrezione di \u201cMartinello\u201d<\/strong> Martinello \u00e8 il nome che San Francesco ha dato a un agnellino che lo segue sempre e a cui \u00e8 molto affezionato. Durante i lavori per la costruzione della chiesa a Paola, alcuni operai glielo rubano e dopo averlo sgozzato e mangiato, ne gettano la pelle e le ossa nella fornace della calce. Appena Francesco lo viene a sapere, si reca all\u2019imboccatura della fornace e grida: \u201cMartinello, Martinello, vieni qua\u201d. Subito l\u2019agnellino esce dalle fiamme sano e in vita e, come era solito fare, prende il cibo dalle mani di lui. Per ricordare questo miracolo, nelle icone il Santo viene rappresentato con in braccio un agnellino.<\/li>\n<li><strong>La Fornace in fiamme.<\/strong> Durante la costruzione del convento, all\u2019improvviso si sviluppa un incendio nella fornace dove i frati stanno preparando i mattoni,. Le fiamme crescono a dismisura e in breve divorano pareti e travi, al punto che l\u2019intero soffitto \u00e8 ormai in procinto di cadere, col rischio di perdere ogni cosa. Inutilmente gli operai cercano di opporsi alla furia del fuoco, cercando di chiudere le crepe con l\u2019utilizzo di pietre e terra. Non sapendo pi\u00f9 che fare, chiamano il Santo, il quale subito si accorge della gravit\u00e0 della cosa, ma tranquillizza tutti dicendo: \u201cPer carit\u00e0 figlioli non v\u2019affliggete, perch\u00e9 non cadr\u00e0 la fornace, andate intanto a far colazione, che Iddio rimedier\u00e0 al bisogno\u201d. Mentre si allontanano, i frati vedono Francesco entrare nella fornace in mezzo alle fiamme. 01Al loro ritorno lo ritrovano incolume, sano e salvo, di fronte alla fornace che \u00e8 tornata come nuova, senza alcun segno di abrasione. Agli operai che attoniti si gettono ai suoi piedi Francesco, con le lacrime agli occhi, dice: \u201cPer carit\u00e0, figlioli, ringraziamo la divina bont\u00e0, la quale sta sempre pronta a comunicare le sue grazie anche a quelli che ne sono indegni\u201d.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-290614 size-large\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/SPEZZANO-mostra-Baratta-735x381.jpg\" alt=\"San Francesco di Paola\" width=\"735\" height=\"381\" title=\"\"><\/li>\n<li><strong>La fonte della Cucchiarella<\/strong> Durante la costruzione del convento, essendo scomodo e fastidioso ricorrere al torrente Isca per approvvigionarsi di acqua, si necessita che vi fosse una fontana nei paraggi della struttura in costruzione e la cosa ha suscitato anche la mormorazione di non pochi frati. Francesco colpisce con un bastone una roccia, che si apre immediatamente facendo sgorgare una sorgente viva di acqua. Quest\u2019acqua \u00e8 attinta con con l\u2019utilizzo dei mestoli e dei cucchiai: da qui il nome \u201ccucchiarella\u201d dato alla fonte dai fedeli che la reputano curativa.<\/li>\n<li><strong>Le Pietre del Miracolo:<\/strong> Sempre durante la costruzione del convento di Paola, si verifica una frana fra le montagne attigue alla zona dell\u2019edificio, per cui due grossi macigni si staccano dalla montagna e stanno per precipitare violentemente sulla struttura del convento e travolgere gli operai. Francesco se ne avvede tempestivamente e grida in loro direzione: \u201cFermatevi, per carit\u00e0!\u201d; al che i due consistenti massi restano sospesi in bilico contro ogni legge di gravit\u00e0. Se avessero impattato sul convento, avrebbero provocato vittime e danni incalcolabili. Ancora oggi le pietre incombono in bilico nei pressi del Santuario a Paola, ma stranamente non appaiono minacciose.<\/li>\n<li><strong>Il nipote<\/strong> di nome Nicola, desidera abbracciare con lui la vita religiosa, ma sua madre Brigida, sorella del Santo, non glielo permette. Un giorno Nicola si ammala gravemente e muore. Lo portano nella chiesa di San Francesco per le esequie e, al momento di deporlo nella fossa, il Santo ordina di portare il nipote nelle sua cella. Davanti al cadavere del giovane piange, prega a lungo, lo resuscita da morte e lo restituisce alla sorella, facendosi promettere che mai pi\u00f9 questa ostacoler\u00e0 la volont\u00e0 del figlio di dedicarsi a Dio.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-290612 size-large\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Gente_di_mare-613x400.jpg\" alt=\"San Francesco di Paola\" width=\"613\" height=\"400\" title=\"\"><\/li>\n<li><strong>Il dente di S. Francesco.<\/strong> La tradizione vuole che prima di partire per la Francia, S. Francesco reca a Paola per salutare la sorella Brigida. Questa profondamente addolorata per la partenza del fratello e presagendo che non sarebbe pi\u00f9 ritornato in Calabria, g li chiede un suo ricordo. Non sapendo cosa darle, il Santo avvicina le mani in bocca, si leva un dente molare e lo consegna come ricordo alla sorella. In seguito alla Beatificazione del Santo, il dente viene donato dalla stessa Brigida al Convento e ancora oggi viene conservato come reliquia nel Santuario di Paola. Molti anni dopo la partenza di Francesco dalla Calabria, il dente viene presentato ad una nobile signora di facili costumi; appena questa bacia la reliquia il dente si spezza. Sconvolta da questo prodigio, la donna si converte ad una nuova vita.<\/li>\n<li><strong>Charitas<\/strong> San Francesco di Paola viene spesso raffigurato con uno scudo gentilizio sopra il capo o il petto, sul quale si legge la scritta \u201cCharitas\u201d. Secondo la tradizione, mentre il Santo si trova assorto in altissima contemplazione, gli compare davanti l\u2019Arcangelo Michele, con uno scudo nelle mani che sembra un sole spendente e al centro di esso \u00e8 scritta a caratteri d\u2019oro una sola parola: CHARITAS. L\u2019Angelo gli porge lo scudo e gli raccomanda di farne lo stemma del proprio ordine: \u201cFrancisce, haec erunt insignia tui Ordinis\u201d. Francesco, per dare l\u2019esempio, non comanda cosa se non per carit\u00e0; non fa miracolo in cui non risuoni il nome di carit\u00e0; non pratica virt\u00f9, che non l\u2019accompagni con la carit\u00e0. La parola CHARITAS, insomma, viene scolpita non solo nello stendardo dell\u2019Ordine, ma soprattutto nel cuore di tutti e specialmente di coloro che, nel suo Ordine, esteriormente ne devono mostrare la luce e interiormente ne devono sentire le fiamme.<\/li>\n<li><strong>La traghettata dello Stretto di Messina<\/strong> Nell\u2019anno 1464 due magistrati di Milazzo, Angelo Camarda e Giovanni Villani, si recano da Francesco lo invitano a costruire un convento nella loro citt\u00e0. Verso la fine di marzo il Santo parte da Paola assieme a due frati e, a piedi e senza danaro, si avviano verso il litorale reggino, per imbarcarsi per la Sicilia. Giunti al porto, il Santo si avvicina al padrone di una barca carica di legname in procinto di far vela per Messina e lo prega, per amor di Ges\u00f9 Cristo, di accoglierlo nella sua barca con i due confratelli per la traversata dello Stretto. Pietro Coloso, il proprietario della barca, quando si rende conto che i frati non hanno soldi per pagarlo, si rifiuta di traghettarli dicendo in malo modo: \u201cSe voi non avete denaro da pagarmi, io non ho barca per portarvi\u201d. Allontanatosi in disparte, Francesco implora l\u2019aiuto del Signore. Ritornato sul lido rincuora i suoi compagni dicendo loro che il Signore ha preparato per loro una ben robusta barca. Quindi si toglie dalle spalle il suo mantello , lo stende sulle onde, vi monta sopra con i due compagni, e tenendone stretto un lembo alla estremit\u00e0 superiore del suo bastone, come a servirsene di vela, procede rapido e sicuro verso le coste siciliane. Tutta la gente sul lido resta di sasso per lo stupore e Pietro Coloso, che si era rifiutato di portarlo, lo chiama pi\u00f9 volte e lo prega di gradire la sua compagnia, ma Francesco seguita il suo viaggio e, intento a glorificare Dio, non bada alle chiamate che gli fanno i marinai.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-290615 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/eremo.jpg\" alt=\"\" width=\"573\" height=\"335\" title=\"\"><\/li>\n<li><strong>Il Pozzo degli impiccati<\/strong> Giunti a Milazzo, i frati si ritrovano in un luogo infausto e scosceso denominato \u201cPozzo degli impiccati\u201d, dove avviene la esecuzione capitale dei delinquenti. Qui Francesco vede un giovane, morto impiccato da circa quattro giorni. Mosso a piet\u00e0, si avvicina al patibolo e fa tagliare il capestro; l\u2019infelice gli cade tra le braccia, riapre gli occhi e rivive. I lavori per la costruzione del convento iniziano a gennaio del 1465 in localit\u00e0 \u201cColle San Biagio e sono diretti proprio da San Francesco. L\u2019acqua di cui gli operai necessitano dista chilometri dal cantiere e ci\u00f2 provoca enormi disagi. San Francesco indica un punto dove scavare, ma durante lo scavo gli operai incontrano due enormi massi che impediscono le operazioni. Il Santo con un segno di croce li rende leggeri; questi massi, ancor oggi visibili, costituiscono le uniche fondamenta del Santuario di Milazzo. Quando arrivano all\u2019acqua, si accorgono che questa non \u00e8 potabile, allora San Francesco benedicendola la rende dolce e dice: \u00abQuando i miei Figli si saranno provveduti di una cisterna per raccogliere acqua piovana, quest\u2019acqua torner\u00e0 salmastra\u00bb. Come previsto dal Santo, appena viene costruita una cisterna per la raccolta dell\u2019acqua, quella del pozzo torna ad essere salmastra.<\/li>\n<li><strong>Martinello<\/strong> restituisce i ferri Il 2 febbraio 1483 Francesco, in compagnia di tre confratelli, parte alla volta di Napoli, prima tappa nel suo viaggio verso La Francia. Durante il tragitto, Martinello, l\u2019asino che accompagna i frati eremiti, rimane del tutto sferrato. Il maniscalco a cui si rivolgono, dopo il suo lavoro, pretende di essere pagato. Il Santo ha sperato tanto di ottenere con la carit\u00e0 quel servizio che non pu\u00f2 pagare. Di fronte alle ingiuriose proteste del maniscalco, ordina alla bestia: \u201c\u201dMartinello, restituiscigli i ferri!\u2026\u201d, e l\u2019asino, scuote gli zoccoli e lascia cadere al suolo i quattro ferri davanti all\u2019esterrefatto e avaro maniscalco.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-290611 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/san_francesco_paola_gasparro-723x400.png\" alt=\"\" width=\"723\" height=\"400\" title=\"\"><\/li>\n<li><strong>Il Ponte del diavolo<\/strong> La leggenda vuole che il Santo avesse in progetto di costruire un ponte, tuttora attraversato e contemplato da centinaia di pellegrini, per favorire il passaggio da una riva all\u2019altra del fiume Isca. Allora gli appare il Diavolo con la proposta di costruirlo lui in una sola notte in cambio per\u00f2 dell\u2019anima del primo viandante che lo attraverser\u00e0. Il Frate accetta ma all\u2019indomani, quando il Diavolo si presenta per riscuotere quanto pattuito, San Francesco, con l\u2019astuzia, fa passare un cane e invita il diavolo a prendersi l\u2019anima dell\u2019animale. Il diavolo, furioso per essere stato ingannato, colpisce violentemente il muro del parapetto, causando un buco e lasciando l\u2019impronta della mano sulla parete opposta.<\/li>\n<li><strong>La \u201cSalvietta\u201d<\/strong> di San Francesco\u00a0Nel 1484 San Francesco di Paola, di passaggio per Salerno mentre si recava in Francia, per tre giorni fu ospite in citt\u00e0 presso la residenza dei coniugi Capograsso, appartenenti ad una famiglia antica, illustre e pia, ma destinata ad estinguersi perch\u00e9 tutti i figli che nascevano morivano in tenera et\u00e0. I buoni coniugi ne erano desolatissimi e narrarono a Francesco la loro sorte infelice. Questi ne ebbe compassione, promise di pregare per la loro sorte e disse: &#8220;Non vi affliggete perch\u00e9 il Signore vi mander\u00e0 ancora altri figli, i quali perpetueranno il vostro casato&#8221;. E cos\u00ec fu. Verso la met\u00e0 del XVII secolo la famiglia\u00a0 si trasfer\u00ec a Sulmona dove ancora oggi vi sono dei discendenti.\u00a0 Narra ancora la \u00a0tradizione che in uno dei giorni in cui il Santo era a consumare il suo magro pasto si accorse che un pittore, di nascosto, cercava di ritrarlo. Francesco, che si riteneva indegno di qualsiasi onore e venerazione, non grad\u00ec e si copr\u00ec il volto con la salvietta; ad esaltare il suo servo, Dio comp\u00ec il prodigio: sul lino della salvietta restarono i lineamenti del suo volto. Nel 1656, narra ancora la tradizione, i discendenti della famiglia Capograsso, per evitare il contagio della peste che infieriva a Salerno, si ritirarono a Benincasa, frazione di Vietri sul Mare. Cessata l\u2019epidemia, alcuni della famiglia restarono in questo villaggio e donarono alla Chiesa la preziosa reliquia che fu sistemata in un prezioso ed artistico altare di marmo appositamente costruito.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono numerosi gli eventi prodigiosi tramandati dalla tradizione e raccontati da coloro che deposero ai vari Processi di beatificazione del Santo e da numerosi biografi.<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":109202,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[40],"tags":[19],"class_list":["post-109201","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura-spettacolo","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109201","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=109201"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/109201\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/109202"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=109201"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=109201"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=109201"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}